Colori nella fotografia: realismo vs emozioni Colori nella fotografia: realismo vs emozioni

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Discussione: Colori nella fotografia: realismo vs emozioni

  1. #1
    Sounds Good L'avatar di Don Luca
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    Colori nella fotografia: realismo vs emozioni

    Voglio affrontare un attimo questa discussione con voi perchè sono curioso di sapere cosa ne pensate.

    Premetto che per me la fotografia non è una vera e propria "arte", perchè invece di creare ci limitiamo a catturare qualcosa che già esiste intorno a noi e a riproporla.
    Insomma, per come la vedo io, un fotografo è tanto un artista quanto un DJ è un musicista

    Fatta questa premessa, io seguo la filosofia che la fotografia debba ritrarre la realtà che ci circonda al meglio delle nostre possibilità, cercando di tirar fuori dettagli luci e colori che suscitino nello spettatore un piacere visivo e un senso di soddisfazione.
    Quindi quello che tento di fare è cercare una composizione ideale e scattare al meglio delle possibilità per riuscire a riprendere la scena in un contesto "ideale", un contesto dove un visitatore del luogo normalmente non farebbe caso o comunque non cercherebbe quella determinata inquadratura o quel particolare dettaglio.

    Dall'altro lato (dei social network), vedo invece gente che lavora pesantemente di post-processing per creare colori e luci che non vedresti mai in qualsiasi luogo esistente
    Un mio amico mi disse giorni fa che "la fotografia deve emozionare" e quindi deve avere un impatto sullo spettatore e tecniche come alterare le luci, saturare i colori o modificarli proprio sono legittimi allo scopo.

    Intendiamoci: anche io ho fatto porcate quando mi sono ritrovato in condizioni di luce non favorevoli, mancanza di sole, nuvole, foschia, ecc..., e pure io sono andato là di post-processing pesante per cercare di dare l'impressione che invece la luce ci fosse, che la giornata fosse soleggiata e via dicendo, ma tentando sempre di mantenere una certa "naturalezza".

    Però forse sbaglio io, non lo so.

    Vedo le foto che vengono proposte qua nel forum e mi sembrano tutte molto "corrette", specialmente i ritratti che fa Galf li trovo assolutamente "neutri".
    O anche i panorami che ha fatto recentemente Aiacos, li trovo meravigliosi e con colori molto naturali, non esagerati.

    Penso che alla fine dipenda molto anche qual è il proprio scopo.
    A me non dispiacerebbe crearmi un po' di seguito sui social che sia mai che poi a uno gli scappa di volersi comprare una delle mie foto e darmi qualche spiccio per finanziare le mie spese fotografiche

    Voi che ne pensate in generale dello scopo della fotografia e dei mezzi da usare?

  2. #2
    Utente Antico L'avatar di Enriko!!
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    Re: Colori nella fotografia: realismo vs emozioni

    Quello che la fotografia deve rappresentare "il vero", l'ho sempre trovata una visione limitata e sopratutto una cosa irraggiungibile, per come è fatta è sempre una rappresentazione parziale e soggettiva, a cominciare anche dai colori, che non vengono percepiti uguali da tutti.

    La fotografia per quanto fin da subito gli sia stata attribuire la capacità (il compito) di ritrarre fedelmente la realtà è stato evidente fin da subito che non era così in quanto fin da subito è stata usata anche per alterare la realtà, inoltre fin dalla nascita rappresentava un mondo "irreale" in quanto incapace di riprodurre i colori, alla fine una foto in B/N è irrealistica tanto quanto le foto con tonemapping esasperati e colori ultrasaturi, solo che le prime ormai sono nel gusto comune della maggior parte dei "fotografi", fa arte, vintage, vera fotografia ecc...
    le seconde risultano essere per molti fotografi (magari con qualche anno in più) considerate pacchianate barocche di cattivo gusto (magari anche a ragione), poi se veramente sarà così lo scopriremo fra 10...20 anni...
    Ma dopo tutto neppure le foto di David LaChapelle non sono propriamente con colori realistici, e non si può certo dire (al di la dei gusti personali) che le sue foto non siano considerate "arte" o belle.

    La fotografia può essere arte come molte altre forme d'arte, perchè ha in se una forte componente creativa (o almeno può averlo), non è limitarsi a registrare un documento/dati come potrebbe essere una sonda della nasa.
    L'esempio del DJ lo trovo poco calzante...
    Di sicuro un fotografo può essere visto come pittore quanto un DJ può essere un compositore, ma sono cose diverse...

    Trovo stupido cercare di definire cos'è la fotografia e come dovrebbe essere, anche perchè la cosa muta nel tempo, in base alla società e alle mode...così come il gusto per i colori.
    di sicuro la fotografia consiste nel registrare un'immagine su supporti di varia natura sfruttando la luce, per poi subire un processo di elaborazione successivo (sviluppo).
    Le finalità per cui viene fatta una foto poi possono essere molteplici e ugualmente legittime, poi entrano fattori come gusto / senso comune ecc, che possono determinarne un maggiore o minore "valore" o interesse per quella determinata foto, ma non mi sento di dire cosa sia vera fotografia e cosa no.

  3. #3
    Sounds Good L'avatar di Don Luca
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    Re: Colori nella fotografia: realismo vs emozioni

    Ovviamente non cercavo una risposta univoca (perchè non esiste), quanto più volevo sapere i vostri pensieri sull'argomento

    E' palese che i modi di fotografare varino in base al contesto nel quale venga poi inserita la foto che si è scattata.
    Se si parla di microstock, dove devi caricare 3000 foto che verranno usate per scopo commerciale è ovvio che non ti stai a tirare 200 pippe mentali sui colori e sulla luce, ma ti concentri sulla composizione pensando ai possibili usi che la tua copertina possa avere, come ad esempio una foto di una rivista. Quindi magari sarai portato a riprendere il tuo soggetto leggermente decentrato per lasciar spazio a del testo per la didascalia o quel che sia.

    Invece trovo molto più interessante e affascinante la fotografia non destinata al "mercato all'ingrosso", quanto più la ricerca dello scatto bello e interessante, curato sotto tutti i particolari, che forse è quello che più si avvicina al concetto di "arte", per quanto pure là... se fai una foto che piace solo a te, o sei un fotografo professionista di quelli già affermati o ci fai davvero poco

    Comunque si, sono d'accordo con Enriko che la foto "perfetta" o "neutra" dal punto di vista del colore è impossibile se non altro perchè ognuno di noi percepisce i colori in maniera diversa, però c'è una differenza tra una foto OOC e una con lo slider della saturazione e del clarity a +100

    Ad esempio io quando facevo foto col cellulare, per fare colpo su instagram mettevo sempre al massimo la Struttura, perchè aiutava a tirar fuori un botto di dettagli e rendere l'immagine più 3D, tanto poi vista da cellulare piccolissima non si notava lo schifo che faceva

    Forse una domanda più pertinente è "fino a dove ritenete (personalmente) corretto andare a ritoccare la foto per renderla più gradevole o di maggior impatto?"

  4. #4

    Re: Colori nella fotografia: realismo vs emozioni

    Beh, su arte o non arte non entro nel merito, nel senso che è un discorso che mi appassiona poco (dico solo che una volta si dava per scontato che non lo fosse, oggi invece tutti quelli con una fotocamera e un minimo di passione si sentono "artisti"... forse una sana via di mezzo sarebbe auspicabile )

    Personalmente però sono abbastanza d'accordo con Don Luca riguardo all'uso massiccio della post produzione eccetera, poi per me ognuno è libero di esprimersi come meglio crede, però io intendo la mia fotografia come, boh, potremmo dire ricerca e documentazione del bello (o magari del curioso), quindi in generale ho un approccio sicuramente minimalista alla post, che intendo come "sviluppo del raw"... poi non è che ne faccia una questione "religiosa", s'intende, cioè se penso ci sia da fare una maschera locale o qualche altro intervento selettivo lo faccio, però diciamo che di partenza il mio approccio è molto in stile dia, con le quali, del resto, ho fotografato per vent'anni e, anche a livello di "estetica", sono il mio riferimento guardando un'immagine
    Ultima modifica di Diabolik; 17-07-18 alle 20:44
    DK

  5. #5
    Il Paparazzo L'avatar di Chiwaz
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    Re: Colori nella fotografia: realismo vs emozioni

    Citazione Originariamente Scritto da Don Luca Visualizza Messaggio
    Voglio affrontare un attimo questa discussione con voi perchè sono curioso di sapere cosa ne pensate.

    Premetto che per me la fotografia non è una vera e propria "arte", perchè invece di creare ci limitiamo a catturare qualcosa che già esiste intorno a noi e a riproporla.
    Insomma, per come la vedo io, un fotografo è tanto un artista quanto un DJ è un musicista
    Già questa premessa è del tutto sbagliata.
    E' evidentemente sbagliata quando si parla di ritratto (prendi un soggetto, lo trucchi, lo (s)vesti, lo metti in posa, lo metti in un contesto che hai deciso tu, sotto luci che hai deciso tu), ed è meno evidentemente sbagliata anche quando si parla di paesaggio, visto che il punto di ripresa e la luce in cui fotografi li decidi tu.

    A maggior ragione se dici:
    io seguo la filosofia che la fotografia debba ritrarre la realtà che ci circonda al meglio delle nostre possibilità, cercando di tirar fuori dettagli luci e colori che suscitino nello spettatore un piacere visivo e un senso di soddisfazione.
    Quindi quello che tento di fare è cercare una composizione ideale e scattare al meglio delle possibilità per riuscire a riprendere la scena in un contesto "ideale", un contesto dove un visitatore del luogo normalmente non farebbe caso o comunque non cercherebbe quella determinata inquadratura o quel particolare dettaglio.
    effetti una manipolazione di quel che vedi che non ha niente a che vedere con "catturare quello che c'è già e riproporlo".

    Dall'altro lato (dei social network), vedo invece gente che lavora pesantemente di post-processing per creare colori e luci che non vedresti mai in qualsiasi luogo esistente
    Un mio amico mi disse giorni fa che "la fotografia deve emozionare" e quindi deve avere un impatto sullo spettatore e tecniche come alterare le luci, saturare i colori o modificarli proprio sono legittimi allo scopo.

    Intendiamoci: anche io ho fatto porcate quando mi sono ritrovato in condizioni di luce non favorevoli, mancanza di sole, nuvole, foschia, ecc..., e pure io sono andato là di post-processing pesante per cercare di dare l'impressione che invece la luce ci fosse, che la giornata fosse soleggiata e via dicendo, ma tentando sempre di mantenere una certa "naturalezza".

    Però forse sbaglio io, non lo so.

    Vedo le foto che vengono proposte qua nel forum e mi sembrano tutte molto "corrette", specialmente i ritratti che fa Galf li trovo assolutamente "neutri".
    O anche i panorami che ha fatto recentemente Aiacos, li trovo meravigliosi e con colori molto naturali, non esagerati.

    Penso che alla fine dipenda molto anche qual è il proprio scopo.
    A me non dispiacerebbe crearmi un po' di seguito sui social che sia mai che poi a uno gli scappa di volersi comprare una delle mie foto e darmi qualche spiccio per finanziare le mie spese fotografiche

    Voi che ne pensate in generale dello scopo della fotografia e dei mezzi da usare?
    Il mio motto è: "la fotografia è mia schiava". Deve fare quello che voglio io, quindi a quel punto vale tutto.
    Ovviamente "tutto" non significa fare porcate da Netlog, ma mantenersi entro certi limiti
    Limiti sempre asserviti allo scopo di quella foto, se prendi La Chapelle, come dice Enriko, ti brucia le retine ma non lo fa senza motivo o senza studio.

  6. #6
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    Re: Colori nella fotografia: realismo vs emozioni

    Netlog sei riuscito a farmi sentire vecchio

    La tua osservazione circa fotografia e arte continua a non convincermi molto, o comunque la vedo un po' come una forzatura: è vero, la parte della composizione della foto, che è fondamentale, è assimilabile all'attività di un artista, in quanto componi (appunto) una immagine da zero, scegliendo non solo i vari soggetti, ma il contorno, il contesto, l'inquadratura, la luce e via dicendo.
    A mio avviso, posso fartela passare con riserva perchè in quel caso hai un'idea della foto (come l'artista di un quadro o una scultura) e devi realizzarla andando a cercare quei soggetti che avevi in mente per metterli come volevi te.
    La differenza che però per me è fondamentale e segna un netto distacco tra artista e fotografo non è solo lo strumento usato, ma anche l'origine dei soggetti.

    Nell'arte, l'artista è libero di esprimere il proprio pensiero, anche partendo da soggetti reali, preesistenti, ma interpretandoli secondo la propria sensibilità.
    C'è poi tutto il discorso della tecnica usata, colori a tempra, a olio, acquerello, sul quale non mi dilungo perchè il concetto mi sembra lapalissiano.

    Quello che mi "blocca" è che il fotografo a livello tecnico non ha il controllo totale dell'immagine come un tipo col pennello in mano ed è obbligato a riprendere oggetti pre-esistenti, magari pure "modificandoli" (leggi, vestiti, trucco, luce, ecc...), ma sempre quelli sono.

    E non è un'offesa eh, tutt'altro. Non era per provocare o offendere nessuno, era solo per alimentare un po' di discussione in merito

    C'è un'altra cosa in realtà che si potrebbe discutere, ed è quella di chi usa la foto di base per poi andare su photoshop e crearci qualcosa sopra.
    Là è un discorso effettivamente diverso, perchè allora, a mio avviso, quando vai a intervenire proprio sulle forme, si può parlare effettivamente di arte.

    P.S.: non sto tentando di convincere nessuno, beninteso, sto solo condividendo un po' di mie impressioni e raccogliendone altre – che sono sempre molto ben accette e apprezzate.

  7. #7
    Il Paparazzo L'avatar di Chiwaz
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    Re: Colori nella fotografia: realismo vs emozioni

    Parli di origine dei soggetti, ma anche un pittore che dipinge una natura morta a memoria, da qualche parte deve averla vista.

    I pittori o i disegnatori quando devono creare qualcosa vanno sempre a cercare riferimenti, quindi non ci vedo così tanta differenza tra guardare 100 immagini di cesti di frutta con la luce di tre quarti per poi dipingerlo, o prendere un cesto di frutta, metterci la luce a tre quarti e fotografarlo.
    Mi pare che ci sia la convinzione secondo cui dipingere da zero sia "più difficile" che fotografare, e quindi più nobile, ma non è così. Il processo creativo è lo stesso, cambia solo il mezzo di realizzazione.

    Quello che mi "blocca" è che il fotografo a livello tecnico non ha il controllo totale dell'immagine come un tipo col pennello in mano ed è obbligato a riprendere oggetti pre-esistenti, magari pure "modificandoli" (leggi, vestiti, trucco, luce, ecc...), ma sempre quelli sono.
    Di nuovo, non concordo.

    Questa è un' immagine virata al pittorico




    ed è molto differente dallo sviluppo di questa:



    Se proprio, posso capire la pittura astratta, in quel caso allora si che la fotografia perde terreno.

  8. #8
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    Re: Colori nella fotografia: realismo vs emozioni

    Guarda, i tuoi punti sono assolutamente razionali e logici, perfettamente condivisibili, però il mio problema con questa definizione rimane sempre nella "rigidità" imposta da quello che ci circonda.

    Ti faccio un esempio molto terra terra, proprio per capirci:

    Voglio fare un ritratto, mi sono spulciato l'instagram di 100 modelle diverse e ho in mente il mio soggetto come dovrà essere, prendendo spunto da diverse donne che ho visto per "comporne" una che rispecchi al meglio la mia vista.

    Nella fotografia puoi ovviamente ricorrere a diversi mezzi per perpetrare il tuo scopo, ad esempio puoi chiedere alla modella di tingersi/tagliarsi/allungarsi i capelli, un vestito particolare per sfinarla un po', una ripresa particolare per farla sembrare più alta, ma sono comunque compromessi ai quali tu scendi per venire incontro alla tua idea.

    Qua non stiamo parlando di tecnica o altro, stiamo proprio a livello di maieutica, il partorire un'idea, portarla da un piano astratto (la nostra mente) a un piano concreto (una tela, un foglio di carta, una parete, ecc....).

    L'artista è libero veramente, il fotografo invece è limitato dalla realtà che lo circonda e per quanto possa sfruttare trucchi e strategie per sopperire a carenze in lato compositivo, non potrà andare mai a modificarne la forma, a meno di non intervenire con Photoshop. Però a quel punto ti dò ragione, perchè quando vai a modificare le forme e/o i contenuti, allora non parliamo più di fotografia, ma di arte, perchè assoggetti la realtà per il tuo fine.

    Il tuo esempio con la natura morta è calzante, però nella tua mente potresti avere, ad esempio, la mela di Biancaneve, perfetta, idealizzata, non solo nelle forme ma anche nel colore. Puoi pure metterti a girare centinaia di mercati, ma quello che troverai sarà sempre e comunque una approssimazione della tua mela idealizzata.
    Intendiamoci, magari sarà molto molto vicina e ne sarai soddisfatto, ma non potrai mai avvicinartici così tanto quanto un artista con un pennello e una tela.

    Non so se mi spiego, la mia non era una discussione votata alla tecnica o agli strumenti, quanto proprio più "filosofica"
    Infatti in quanto tale non ritengo ci sia una risposta corretta o sbagliata, tant'è che ci sono diversi punti che hai portato che trovo perfettamente condivisibili.

  9. #9
    Il Paparazzo L'avatar di Chiwaz
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    Re: Colori nella fotografia: realismo vs emozioni

    Si, capisco il tuo punto di vista e tutto quanto dici.

    Però, per esperienza personale, quello che non puoi fare in fotografia è veramente, veramente poco. Questo parlando in linea generale e per limiti fisici e materiali.
    Per dirti, la roba che fa Brooke Shaden è al limite, ma è sempre fotografia, di base.



    Oddio, poi c'è anche chi pensa che non sia più fotografia ma grafica e vabbé, son comunque gabbie che francamente mi interessano poco.

    Se si parla di mezzi propri a disposizione, è logico che se vuoi dipingere l'assalto alla Morte Nera puoi farlo tranquillamente, creare un set per fotografarlo e attaccarci la post dopo è impossibile

    Comunque non pensare che una fotografia scattata e non manipolata sia più "vera" di una passata a Photoshop. Nel momento in cui scatti operi inevitabilmente una riduzione della realtà che dipende da 1000 fattori, alcuni dei quali controllabili, altri dipendenti dallo strumento che usi.
    Sta cosa per cui la fotografia di strada o giornalistica sia più vera di un ritratto prima finisce in cantina e meglio è
    Ultima modifica di Chiwaz; 24-07-18 alle 14:28

  10. #10
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    Re: Colori nella fotografia: realismo vs emozioni

    Si ma quella è una ricerca disperata della composizione fuori dall'ordinario, quella si, te lo concedo, è vera e propria arte.

    Però capisci che tra quella e la Street Photography dove l'abilità del fotografo sta nel cogliere il momento preciso che rende uno scatto unico e irripetibile ce ne passa, soprattutto perchè l'autore, in questo secondo caso, non ha alcun controllo sulla scena, agli antipodi invece dell'esempio da te riportato dove tutto è sotto un controllo ferreo, a dir poco.

    Posso cedere un passo in questo senso: la fotografia *può* essere arte, quando cessa d'essere la semplice riproposizione scenica di un dato contesto e diventa la ricerca anche compulsiva dello strano e del fuori dall'ordinario.

  11. #11
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    Re: Colori nella fotografia: realismo vs emozioni

    Citazione Originariamente Scritto da Don Luca Visualizza Messaggio
    Però capisci che tra quella e la Street Photography dove l'abilità del fotografo sta nel cogliere il momento preciso che rende uno scatto unico e irripetibile ce ne passa, soprattutto perchè l'autore, in questo secondo caso, non ha alcun controllo sulla scena, agli antipodi invece dell'esempio da te riportato dove tutto è sotto un controllo ferreo, a dir poco.
    Leggi questa pagina di Eric Kim, un fotografo di street conosciuto e molto prolifico. Non ti so dire se sia uno "dei migliori" perché è un genere di cui non sono espertissimo, ma è un autore molto interessante.

    http://erickimphotography.com/blog/philosophy/

    poi parliamo di nuovo di controllo di scena.

    Non credere che lo street sia "scendo in strada e fotografo a caso quello che vedo". Cioè, si fa, ma il risultato si limita a una o due fotografie decenti, slegate tra loro e finisce li, e francamente non è granché.
    Lo street è soprattutto storytelling. Scegli cosa vuoi raccontare tra tutto quello che c'è a disposizione, e a questo ci arrivi studiando l'ambiente, le persone, la luce, le migliori posizioni da cui scattare.

    Se vedi una pensilina del bus interessante (per esempio), è ovvio che non puoi andare a mettere le persone come vuoi tu, ma se hai pazienza prima o poi la scena che cerchi arriva. Se poi la zona è piccola, ti accorgi che ci sono alcune persone che passano per determinati luoghi sempre allo stesso orario e a quel punto se sono interessanti ti apposti. E così via.

    Cioè, non è che voglio convincerti di cosa è arte o cosa no, mi preme solo farti capire che in fotografia di aspetti non controllabili ce ne sono veramente pochissimi, e se ci sai fare riesci a fare esattamente quello che vuoi nel 90% delle situazioni.

  12. #12
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    Re: Colori nella fotografia: realismo vs emozioni

    Diciamo che di elementi completamente non controllabili ok, anche se, per dire, uno degli elementi in assoluto più importante nella fotografia, che è la luce, dipende molto dalle condizioni atmosferiche se stai all'aperto, in particolare nella street photography dove già ti fanno storie se metti giù un cavalletto, figurati una lampada per creare la giusta luce

    Però penso che entrambi possiamo concordare su una cosa: la fotografia, salvo rarissimi casi, è sinonimo di compromesso.
    Non riuscirai mai ad avere su schermo l'idea della rappresentazione che hai nella tua testa.

    Questo, per certi versi, è anche applicabile alla pittura, perchè un risultato esatto, al 100% della tua idea non lo avrai mai. Però se devo mettere le due cose su un grafico, penso che entrambi possiamo esser d'accordo che nella fotografia, per forza di cose, sei costretto a scendere di più a compromessi, dandoti meno "libertà artistica" e forzandoti a trovare soluzioni alternative che se da un alto divergono dalla visione iniziale dell'autore, dall'altra non è detto che non siano valide, anzi, tutt'altro, a volte nei compromessi si trovano soluzioni sorprendenti!

    Dopo comunque mi leggo l'articolo che hai postato perchè sono molto interessato

  13. #13
    Il Paparazzo L'avatar di Chiwaz
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    Re: Colori nella fotografia: realismo vs emozioni

    Citazione Originariamente Scritto da Don Luca Visualizza Messaggio
    Diciamo che di elementi completamente non controllabili ok, anche se, per dire, uno degli elementi in assoluto più importante nella fotografia, che è la luce, dipende molto dalle condizioni atmosferiche se stai all'aperto, in particolare nella street photography dove già ti fanno storie se metti giù un cavalletto, figurati una lampada per creare la giusta luce

    Però penso che entrambi possiamo concordare su una cosa: la fotografia, salvo rarissimi casi, è sinonimo di compromesso.
    Non riuscirai mai ad avere su schermo l'idea della rappresentazione che hai nella tua testa.

    Questo, per certi versi, è anche applicabile alla pittura, perchè un risultato esatto, al 100% della tua idea non lo avrai mai. Però se devo mettere le due cose su un grafico, penso che entrambi possiamo esser d'accordo che nella fotografia, per forza di cose, sei costretto a scendere di più a compromessi, dandoti meno "libertà artistica" e forzandoti a trovare soluzioni alternative che se da un alto divergono dalla visione iniziale dell'autore, dall'altra non è detto che non siano valide, anzi, tutt'altro, a volte nei compromessi si trovano soluzioni sorprendenti!

    Dopo comunque mi leggo l'articolo che hai postato perchè sono molto interessato
    No, non ci siamo proprio.

    In tutti i messaggi precedenti ho scritto l'esatto contrario di quello che sostieni: se sei bravo riuscirai SEMPRE ad avere su schermo l'idea che hai in testa

    Poi è ovvio che in esterni devi adattare le tue aspettative alle condizioni al contorno, ma se studi bene l'ambiente ti accorgerai delle centinaia di luci diverse che, in diversi giorni dell'anno, ed a orari diversi, investiranno lo stesso posto. A quel punto pensi a quello che vuoi fare e vai lì quando c'è la luce giusta.
    Pensa all'anno scorso quando si sono verificate le condizioni per questa foto:



    Secondo te ci sono riusciti per caso o perché hanno pianificato tutto con mesi di anticipo? Hanno saputo prevedere le condizioni e si sono organizzati, e questa è una fotografia "senza controllo", secondo i tuoi parametri. E non ti pare che l'avessero già previsualizzata nella loro mente?

    I compromessi ci sono, assolutamente, ma vorrei cercare di convincerti* che spesso sono aggirabili o talmente minimi da scomparire. Poi oh, se vuoi l'aurora boreale a Manhattan è ovvio che ti attacchi al cazzo

    *e voglio convincerti non perché voglio avere ragione, ma per evitare che ti precludi delle strade pensando che determinate cose non si possano fare o non si debbano fare per vincoli decisi da chissà chi.

  14. #14
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    Re: Colori nella fotografia: realismo vs emozioni

    Sicuramente c'è stata una fase di preparazione lunga e scrupolosa e altrettanto sicuramente c'era già nella mente degli autori l'idea di ritrarre un uomo all'interno dell'eclissi. Questo è indiscutibile.

    Quello però sul quale io mi soffermo è la realizzazione.
    Premetto che la foto è meravigliosa sotto tutti i profili di vista, non solo tecnici, ma quello che mi chiedo è se è proprio questo il risultato che l'autore s'era figurato quando aveva concepito l'idea.
    Ti faccio un esempio stupido, ma magari si aspettava che l'eclissi, rispetto all'uomo fosse meno ampia in maniera che la figura "riempisse" l'eclissi invece di venirne contornata. Questo ovviamente non lo potremo mai sapere.

    Se tu mi dicessi "immaginati un uomo all'interno di una eclissi", io me lo immaginerei molto più piccolo rispetto alla circonferenza luminosa, ma è palese che ci sono dei limiti dettati, ad esempio, dalle lunghezze focali delle lenti disponibili che ti permettono di giocare fino a un certo punto con la profondità di campo.
    E' questo quello che intendo quando ti parlo di approssimazione.
    Non è legata all'approssimazione dell'idea, quanto quella di realizzazione.

    Loro in questa foto volevano fare un uomo dentro l'eclissi, questa era l'idea.
    Ci sono riusciti?
    Caspita se ci sono riusciti! E' una foto pazzesca, veramente da smontamascella!

    E' venuta come se l'erano immaginata nella loro testa?
    Ecco, qua ho già qualche dubbio in più.
    E non perchè non è venuta "bene" tanto quanto se l'erano immaginata, perchè magari è venuta addirittura meglio rispetto a ciò che avevano figurato nella loro testa... ma quanto distante è questa foto dall'immagine mentale che si erano fatti?

    Questo è il punto sul quale io sto girando intorno.

    Un artista è libero di mettergli quella eclissi per cappello, volendo
    Qua invece si è vincolati dai limiti non solo ottici dettati dalla lente, ma anche fisici delle dimensioni dell'eclissi stessa.

    Spero d'essermi riuscito a spiegare abbastanza, che ammetto d'essere piuttosto carente nella chiarezza delle spiegazioni, inizio ad accusare un pelo di difficoltà

    EDIT: oppure, un altra cosa che mi è venuta in mente: il prisma con la luce che si separa nei colori, resa celebre da The Dark Side of the Moon.
    L'artista ha potuto creare un elettrocardiogramma che si infrange nel prisma e crea le linee colorate che a loro volta continuano a rappresentare il battito cardiaco.
    Se vogliamo, pure noi potremmo con un bel po' di lavoro farlo realmente e farne una foto, ma non riuscirebbe mai ad avvicinarsi alla copertina originale.
    Probabilmente verrebbe anche più bello
    Ultima modifica di Don Luca; 24-07-18 alle 20:26

  15. #15
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    Re: Colori nella fotografia: realismo vs emozioni

    Secondo questo ragionamento, un disegnatore in bianco e nero sarebbe meno artista di uno che usa i colori.

  16. #16
    Sounds Good L'avatar di Don Luca
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    Re: Colori nella fotografia: realismo vs emozioni

    No proprio perchè l'artista è completamente libero da qualsiasi vincolo.

    Prima Chiwaz aveva fatto l'esempio con i pittori astratti, pensa anche il movimento cubista, Kandinskij ad esempio.

    Hai fatto un'entrata un po' a gamba tesa, non ho infatti ben capito il tuo ragionamento

  17. #17
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    Re: Colori nella fotografia: realismo vs emozioni

    Provo con un altro esempio: così come un fotografo non può mettere un eclissi per cappello così uno scultore non può fare una scultura in cui letteralmente un masso viene sorretto da un bicchiere di cristallo perché il bicchiere si romperebbe, mentre un disegnatore può farlo => disegno è più arte di scultura

  18. #18
    Il Paparazzo L'avatar di Chiwaz
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    Re: Colori nella fotografia: realismo vs emozioni

    Citazione Originariamente Scritto da Don Luca Visualizza Messaggio
    Sicuramente c'è stata una fase di preparazione lunga e scrupolosa e altrettanto sicuramente c'era già nella mente degli autori l'idea di ritrarre un uomo all'interno dell'eclissi. Questo è indiscutibile.

    Quello però sul quale io mi soffermo è la realizzazione.
    Premetto che la foto è meravigliosa sotto tutti i profili di vista, non solo tecnici, ma quello che mi chiedo è se è proprio questo il risultato che l'autore s'era figurato quando aveva concepito l'idea.
    Ti faccio un esempio stupido, ma magari si aspettava che l'eclissi, rispetto all'uomo fosse meno ampia in maniera che la figura "riempisse" l'eclissi invece di venirne contornata. Questo ovviamente non lo potremo mai sapere.

    Se tu mi dicessi "immaginati un uomo all'interno di una eclissi", io me lo immaginerei molto più piccolo rispetto alla circonferenza luminosa, ma è palese che ci sono dei limiti dettati, ad esempio, dalle lunghezze focali delle lenti disponibili che ti permettono di giocare fino a un certo punto con la profondità di campo.
    E' questo quello che intendo quando ti parlo di approssimazione.
    Non è legata all'approssimazione dell'idea, quanto quella di realizzazione.

    Loro in questa foto volevano fare un uomo dentro l'eclissi, questa era l'idea.
    Ci sono riusciti?
    Caspita se ci sono riusciti! E' una foto pazzesca, veramente da smontamascella!

    E' venuta come se l'erano immaginata nella loro testa?
    Ecco, qua ho già qualche dubbio in più.
    E non perchè non è venuta "bene" tanto quanto se l'erano immaginata, perchè magari è venuta addirittura meglio rispetto a ciò che avevano figurato nella loro testa... ma quanto distante è questa foto dall'immagine mentale che si erano fatti?

    Questo è il punto sul quale io sto girando intorno.

    Un artista è libero di mettergli quella eclissi per cappello, volendo
    Qua invece si è vincolati dai limiti non solo ottici dettati dalla lente, ma anche fisici delle dimensioni dell'eclissi stessa.

    Spero d'essermi riuscito a spiegare abbastanza, che ammetto d'essere piuttosto carente nella chiarezza delle spiegazioni, inizio ad accusare un pelo di difficoltà

    EDIT: oppure, un altra cosa che mi è venuta in mente: il prisma con la luce che si separa nei colori, resa celebre da The Dark Side of the Moon.
    L'artista ha potuto creare un elettrocardiogramma che si infrange nel prisma e crea le linee colorate che a loro volta continuano a rappresentare il battito cardiaco.
    Se vogliamo, pure noi potremmo con un bel po' di lavoro farlo realmente e farne una foto, ma non riuscirebbe mai ad avvicinarsi alla copertina originale.
    Probabilmente verrebbe anche più bello
    Ho capito quel che vuoi dire, ma nessuno di fronte a un risultato simile si metterebbe a sindacare sul "eh ma lo avrei voluto tangente all'eclisse invece che contenuto in esso"

    E' un livello di dettaglio che può esistere solo nello still life.

  19. #19
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    Re: Colori nella fotografia: realismo vs emozioni

    Citazione Originariamente Scritto da Dolf Visualizza Messaggio
    Provo con un altro esempio: così come un fotografo non può mettere un eclissi per cappello così uno scultore non può fare una scultura in cui letteralmente un masso viene sorretto da un bicchiere di cristallo perché il bicchiere si romperebbe, mentre un disegnatore può farlo => disegno è più arte di scultura
    Ok, ora è chiarissimo il tuo concetto ed è una osservazione molto interessante, però a mio avviso davvero poco calzante.
    Anzi, ti rigiro completamente il discorso e ti dico questo:

    Un pittore è limitato dalla tela, il che vuol dire che per quanto possa sforzarsi, sarà sempre limitato a due dimensioni, mentre lo scultore può esprimersi nettamente meglio in quanto, scolpendo, può sfruttare tutte e tre le dimensioni.

    Quindi in realtà è lo scultore che è "più artista" del pittore, se vogliamo metterla su questo piano, ma il mio discorso è diverso, ed è che entrambi possono realizzare le loro opere in completa libertà in quanto non sono dipendenti da qualcosa di pre-esistente.
    Se lo scultore vuole fare un drago, lui scolpisce un cazzo di drago
    Se un fotografo vuole fotografare un drago deve andare dallo scultore e chiedergli di scolpirgliene uno, perchè non ne esiste uno in natura!

    Chiaro mò?


    Citazione Originariamente Scritto da Chiwaz Visualizza Messaggio
    Ho capito quel che vuoi dire, ma nessuno di fronte a un risultato simile si metterebbe a sindacare sul "eh ma lo avrei voluto tangente all'eclisse invece che contenuto in esso"
    No, no, assolutamente, figurati, sono d'accordissimo

    Comunque mi premeva giusto assicurarmi che fosse passato il mio pensiero giusto, poi ho capito il tuo punto di vista così come te hai capito il mio, quindi pace e bene e ogni tanto posta un po' di gnocca che se aspettiamo Galf che posta una foto ogni mese stiamo freschi

    EDIT: e tra l'altro posta quasi sempre foto della sua ragazza, il che limita la possibilità di apprezzamenti troppo spinti o finisce che ce lo troviamo sotto casa con un lanciafiamme, con la scusa del "me s'è rotto il flash"
    Ultima modifica di Don Luca; 24-07-18 alle 22:50

  20. #20
    Il Paparazzo L'avatar di Chiwaz
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    Re: Colori nella fotografia: realismo vs emozioni

    Citazione Originariamente Scritto da Don Luca Visualizza Messaggio
    Ok, ora è chiarissimo il tuo concetto ed è una osservazione molto interessante, però a mio avviso davvero poco calzante.
    Anzi, ti rigiro completamente il discorso e ti dico questo:

    Un pittore è limitato dalla tela, il che vuol dire che per quanto possa sforzarsi, sarà sempre limitato a due dimensioni, mentre lo scultore può esprimersi nettamente meglio in quanto, scolpendo, può sfruttare tutte e tre le dimensioni.

    Quindi in realtà è lo scultore che è "più artista" del pittore, se vogliamo metterla su questo piano, ma il mio discorso è diverso, ed è che entrambi possono realizzare le loro opere in completa libertà in quanto non sono dipendenti da qualcosa di pre-esistente.
    Se lo scultore vuole fare un drago, lui scolpisce un cazzo di drago
    Se un fotografo vuole fotografare un drago deve andare dallo scultore e chiedergli di scolpirgliene uno, perchè non ne esiste uno in natura!

    Chiaro mò?
    E' chiaro, ma è un discorso che secondo me indica un po' di incertezza nello strumento artistico che si è scelto.
    E' come se Raikkonen si lamentasse che la sua Formula 1 non vola. Se ti piace volare fai il pilota di aereo, non di F1.

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