Faccia quello che vuole… Mi inventi un gatto o un topo…

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Discussione: Faccia quello che vuole… Mi inventi un gatto o un topo…

  1. #1

    Faccia quello che vuole… Mi inventi un gatto o un topo…

    Oggi ho saputo della morte (qualche mese fa) di Alberico Motta, e mi sono pertanto andato precipitosamente a rileggere questa ottima intervista che restituisce uno spaccato dimenticato del fumetto e della realtà italiana nei millenni passati
    http://www.inkonline.info/?p=382

  2. #2

    Re: Faccia quello che vuole… Mi inventi un gatto o un topo…

    Avete idea di quanto fosse diventato ricco grazie ai fumetti Renato Bianconi? Molto. Sia Sangalli che Dossi e Motta mi hanno raccontato di quella volta che, stanco della visuale occupata , Renato Bianconi decise di far "piallare" un colle che nascondeva il panorama davanti alla terrazza della sua villa. Renato poteva a suon di dindi e riuscì persino ad riacquistare con gli anni, bonificare e ristrutturare tutte le proprietà che aveva perso la sua famiglia.
    http://retronika.blogspot.com/2015/0...alli.html#more

  3. #3

    Re: Faccia quello che vuole… Mi inventi un gatto o un topo…

    Due estratti dal libro "DA BRACCIO DI FERRO A PROVOLINO. Il fumetto umoristico italiano dimenticato" di Salvatore Giordano
    ISBN 9788867931323, Pag. 170 - per info: info@edizionisensoinverso.it

    Erano altri tempi. Nei bar al mare suonavano i jukebox, le città erano invase da cabine telefoniche a gettone, i negozi di musica vendevano dischi a 45 o 33 giri, le partite del campionato di calcio si svolgevano soltanto di domenica. Era un mondo privo di iPhone e tablet, digitale terrestre e TV al plasma e ADSL e playstation…
    Ma era anche un mondo nel quale i bambini e i ragazzini leggevano tanto. Le edicole venivano sommerse da una marea di fumetti e, ogni settimana, noi piccoli lettori andavamo ad acquistare l’ultimo numero di Braccio di Ferro o Provolino, di Geppo o Soldino, di Gatto Felix, Trottolino, Chico… Questi giornalini (così erano tassativamente chiamati) videro il loro boom negli anni settata e ottanta. Nacquero numerosissimi, divertenti e pittoreschi personaggi, ognuno protagonista di una propria testata. La domanda era altissima e l’offerta faticava a rispondere…

    Quello che hai tra le mani è il primo saggio a trattare in maniera capillare l’argomento. Salvatore Giordano, che ha indagato questa materia anche sul suo seguitissimo blog Retronika, è riuscito – dopo lunghe ricerche e forte anche di un’amicizia con alcuni dei disegnatori originali di quegli anni, quali per esempio Sandro Dossi, Pier Luigi Sangalli e Alberico Motta – ad approfondire non soltanto i personaggi principali, come i già citati Braccio di Ferro, Provolino e Geppo, ma anche ad allargare la sua analisi a fumetti secondari o di nicchia, tipo – per citarne soltanto alcuni – Astor, Polibio, Tarzanetto, Salterello, Saruzzo, Pinocchio… Il tutto condito con aneddoti e riferimenti alla società e al costume dell’epoca, che regalano un quadro ricco, completo e imperdibile di questo fenomeno tutto italiano.
    .

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  4. #4

    Re: Faccia quello che vuole… Mi inventi un gatto o un topo…

    L'imperdibile storia del cugino burino di Olivia https://www.google.com/amp/s/braccio...86-numero/amp/

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