topic alla cesarino:SEXOUT, QUANDO CAPITA DI SMETTERE DI FARLO

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Discussione: topic alla cesarino:SEXOUT, QUANDO CAPITA DI SMETTERE DI FARLO

  1. #1
    Bannato
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    topic alla cesarino:SEXOUT, QUANDO CAPITA DI SMETTERE DI FARLO

    La vita erotica è fatta anche di pause. Bisogna preoccuparsi? Viaggio nella giungla del desiderio, dei numeri e delle teorie. Che, a volte, sbagliano



    http://www.corriere.it/cronache/sess...27086418.shtml

    Da un’indagine tedesca è emerso che dopo 10 anni di relazione si raggiunge quasi il 100% di sexout»,


    INSOMMA NELLE COPPIE STABILI SI FINISCE PER TROMBARE POCHISSIMO

  2. #2
    Qui da 10.2001 L'avatar di newcomen
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    Re: topic alla cesarino:SEXOUT, QUANDO CAPITA DI SMETTERE DI FARLO

    [cit. Golem]
    Il farmaco pro-depressione del 2008: "prenda due pastiglie di newcomen, prima di dormire e dopo pranzo."
    TSM: stiamo tutti un po' meglio, dall'arrivo di newcomen - tranne newcomen

    anche se... W la SdA!

  3. #3
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    Re: topic alla cesarino:SEXOUT, QUANDO CAPITA DI SMETTERE DI FARLO

    QUESTO PER DIRE CHE SE SEI SOLO NON TROMBI, SE STAI ASSIEME PER MOLTO NON TROMBI, C'è SOLO UN ARCO DI TEMPO DOVE SI TROMBA SE HAI CULO

  4. #4
    La Nonna L'avatar di Lux !
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    Re: topic alla cesarino:SEXOUT, QUANDO CAPITA DI SMETTERE DI FARLO


    Nella maggioranza delle tradizioni culturali d’Oriente, l’idea di vuoto è invece sinonimo di infinita ricchezza di possibilità, di massima apertura e libertà. Secondo un maestro hindu «Lo stato di vuoto mentale non è la demenza dell'idiota, ma intelligenza sommamente attenta, non distratta da pensieri estranei». Questa idea di vuoto è stata formulata soprattutto dal buddhismo in India, si è poi sviluppata col taoismo in Cina, ed ulteriormente in Giappone, specialmente grazie all’influsso che il buddhismo della Scuola Zen ha esercitato nelle arti. Il vuoto, quindi, non come semplice negazione del pieno, ma come «entità di per sé esistente». Del vuoto, infatti, è possibile avere un’esperienza positiva attraverso le forme d’arte orientali che, invece di «rappresentare» un oggetto, «presentano» il vuoto tra le cose, ciò che le individua e distingue.

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