Aumma Aumma, in condominio non si divide mai in parti uguali, ma si divide per millesimi, i quali millesimi rappresentano l'unità di misura della proprietà di ciascun condomino sulle parti comuni, che è "proporzionale al valore dell'unità immobiliare che gli appartiene". Essendo ciascun condomino proprietario di tot millesimi, a lui tocca sostenere le spese di manutenzione per tot millesimi.
Ovviamente le condizioni economiche di sempronio sono irrilevanti.
Qui il dato particolare è che siamo dentro in un condominio (consideriamo la scala A come fosse un condominio a sé, tralasciando tutti i condomini dell'altra scala) in cui solo alcuni condomini hanno sostenuto le spese di una innovazione voluttuaria a cui un terzo condominio oggi, il forza di quello che l'art. 1121 c.c. configura come un diritto potestativo (corrispondente ad una posizione di mera soggezione degli altri soggetti, qui Tizia e Caia), pretende di partecipare. Il problema di fondo è: la proprietà di Tizia e Caia è una comunione in cui chi entra deve sottostare alle regole che Tizia e Caia hanno stabilito, o è una sorta di subcondominio in cui chi vuole entrare entra solo per la quota di proprietà che gli spetterebbe se tutti vi partecipassero?






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