Sta succedendo questa cosa:
Il ministro dell’ambiente Costa ha rescisso un accordo (firmato del governo Gentiloni) che prevedeva un prestito della BEI (la Banca Europea per gli Investimenti) da 800 milioni volto a coprire i costi per la messa a norma delle aree a rischio idrogeologico.
Il motivo? Fare mutui va contro i principi del “buon padre di famiglia” e l’Italia può “usare risorse proprie”.
Peccato però che il mutuo BEI fosse garantito da un rating tripla A con tasso d’interesse allo 0,8% (zerovirgolaotto) mentre il debito italiano oggi ha un rating BBB con tassi superiori al 3%.
In pratica il governo ha scelto di pagare il 2,2% in più di interessi annui, così, senza alcun motivo reale. Peraltro pagandoli ai malvagi poteri forti della finanza anziché a una istituzione di cui l’Italia detiene il 16% delle quote, e dunque, ne è uno degli azionisti di maggioranza.
{dallo statuto della BEI: “La Banca europea per gli investimenti ha il compito di contribuire, facendo appello al mercato dei capitali ed alle proprie risorse, allo sviluppo equilibrato e senza scosse del mercato comune nell'interesse della Comunità. A tal fine facilita, mediante la concessione di prestiti e garanzie, senza perseguire scopi di lucro”}