il dramma di un uomo che quota la boschi convinto di essere efficace![]()
la boschi non sarà efficace, ma è più gnocca della taverna e della castelli messe assieme
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Preso da una campagna elettorale permanente e dal suo ruolo di capo politico del M5S trascura i suoi doveri istituzionali
i can't hear you!! 80% record mondialeh po-po-po-po-po-pooo
Ritenta, sarai più fortunato.
se vabbè, mettila a confronto con la mara carfregna e meb sparisce
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Fattoh!
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Siamo passati da Calenda (Ferrari, Sky, Confindustria, MiSE) a Di Maio (Coca Cola, Altervista).
Di che vi lamentate?
l'accordo quale sarebbe? chiudere 6 mesi dopo?![]()
Grande Giggino...
Carlo Calenda
La vicenda Whirlpool così come quella Mercatone Uno, Alcoa e Embraco dimostrano che le crisi industriali sono completamente non presidiate dal Ministro Di Maio, che quasi mai partecipa ai tavoli di crisi, e dal suo staff, dopo il licenziamento di Castano che per venti anni le aveva seguite con serietà e professionalità.
Non è accettabile che il MISE apprenda dalla stampa del fallimento di una azienda e della chiusura di un impianto industriale.
Anche sul fronte dell’energia, delle telecomunicazioni, del Made in Italy e della politica industriale in un anno non è stata portata avanti alcuna iniziativa di rilievo. Al contrario è stata smontata industria 4.0 che solo ora Di Maio dice di voler ripristinare. Della Strategia Energetica Nazionale, del Piano straordinario Made in Italy e del Piano banda ultra larga non si sa più nulla.
Persino la fusione tra FCA e Renault non ha destato Di Maio dal suo torpore. Al momento non sappiamo se ci siano stati contatti con l’azienda e che assicurazioni si siano avute su occupazione e tecnologie. Lo stesso era avvenuto mesi fa con la vendita di Magneti Marelli. Intanto Alitalia è totalmente in altro mare e i costi di gestione verranno addebitati sulle bollette degli italiani.
Nel frattempo il paese è a crescita zero e il divario con l’eurozona è quasi raddoppiato dal 2017. Molto semplicemente Di Maio non sta facendo il Ministro. Preso da una campagna elettorale permanente e dal suo ruolo di capo politico del M5S trascura i suoi doveri istituzionali e lascia i Ministeri nelle mani di fedelissimi che non hanno alcuna esperienza e che hanno occupato tutti i posti chiave.
Sarebbe un gesto di responsabilità se Di Maio lasciasse almeno uno dei Ministeri di cui si dovrebbe occupare.