È Alfonso Ciampolillo, detto Lello, l'uomo del momento.
Pugliese, vegano, animalista e militante della prima ora nel M5S, viene eletto nel 2018 senatore facendo incetta di voti grazie a promesse sulla chiusura dell'ILVA e il blocco del progetto TAP.
Nel tempo si è fatto conoscere per le sue posizioni bizzarre, spesso antiscientifiche, ma soprattutto è saltato agli onori della cronaca per la rocambolesca decisione del 2018: eleggere "residenza parlamentare" un albero infetto da xylella fastidiosa, per impedirne l'eradicamento. L'irreprensibile Lello proponeva inoltre, durante una conferenza stampa risalente al 2019, di curare gli ulivi infetti con "sapone e onde elettromagnetiche", tesi prontamente smentita Donato Boscia, membro dell'istituto barese del cnr. Nel frattempo l'olivicoltura pugliese veniva devastata dal batterio. Più recentemente, l'instancabile senatore scriveva al Ministro della Salute suggerendogli l'utilizzo di infiorescenze di cannabis come terapia per il covid, ancora una volta sprovvisto di qualsiasi evidenza a riguardo. Oggi Ciampolillo dichiara di sentirsi pronto, eventualmente, a guidare il Ministero dell'Agricoltura.
Insomma, se a sostenere il governo sono questi parlamentari, tanto romantici da sembrare scritti da Cervantes, è proprio il caso di dirlo: siamo caduti dalla Xylella alla brace.