vearmente il gilè giallo incontrato da giggino è un noto insurrezionalista che incita da anni alla rivoluzione :asd:
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vearmente il gilè giallo incontrato da giggino è un noto insurrezionalista che incita da anni alla rivoluzione :asd:
Puo incitare a quello che vuole, contano i fatti
ridicolo :rotfl:
Nessuno sta parlando bene di maduro, non è quello il punto
hai appena detto che contro di lui c'e' un golpe. o una cosa o l'altra.
Anche se ammazzano i bimbi in Africa...
È già morta la filastrocca del è stato eletto democraticamente?
Ma possibile che stanno inbastendo un caso politico sul vincitore di Sanremo? :facepalm:
chi
dove
I tuoi amici
https://www.adnkronos.com/intratteni...JNCBxb69O.html
Salvini stessa cosa. Proprio non ce la fate a non buttare tutto in cagnara? Adesso tocca fare sto circo perché ha vinto un cantante col padre egiziano?
Vabbè però messa così ci sta. Spendi 50 centesimi per votare e vince quello votato dal 14%? Pure mussulmano per aggiungere il danno alla beffa? :asd:
Pure FROCIO
Stavo provando a pensare a qualcosa di cui mi frega meno che del vincitore di sanremo, ma dopo mezz'ora in cui non mi e' venuto in mente nulla ho rinunciato.
Dai su, si vede chiaramente dalle parole usate che l'obiettivo non è il televoto :asd: . Togliendo tutti i fronzoli, si riduce ad arringare gli spettatori defraudati della "volontà popolare" dai radical chic (cazzo c'entrano poi ) che fanno gli interessi di non si da chi, sfruttando il fatto che non ha vinto un "puro" italiano, ma un figlio di immigrato. Il televoto o qualsiasi abilità canora possieda il tizio (punto 1€ che tra tre mesi se lo saranno scordati tutti) ai fini delle dichiarazioni sono irrilevanti.
Per carità, di Sanremo e di chi l'ha vinto frega niente pure a me, rimango solo disgustato che sono riusciti a montare un caso anche su questo.
A memoria vostra, quando mai è successo che due ministri si scagliassero in questo modo per il vincitore di Sanremo?
Figa che tranvata che hanno preso i grillotardati in abruzzo
Bah, non mi è piaciuto, anche perche se fai valere solo il voto telefonico vince chi spende di piu in call center
Mahmood e Ultimo erano i due brani più orecchiabili e quelli che venderanno di più.
Al solito la percezione è stupida, i fischi quando in sala ci sono i parrucconi Rai di 100.000 anni che vogliono far vincere Loredana Bertè o Nino d'Angelo o Patty Bravo.
Se proprio vogliamo, non c'era in giuria manco un ventenne/venticinquenne, che son quelli che alla fine ascoltano 3/4 della musica che hanno invitato a Sanremo.
Spero blocchino il televoto ai percettori del reddito di cittadinanza, in quanto amorale.
È il prezzo dell'honesta' :sisi:
Ha vinto uno che canta col vocoder.
È come se ai 100m facessero vincere uno che va in bicicletta :asd:
Poi sarò prevenuto io, ma il rap/trap italiano è veramente lammerda, al di là che uno sia egiziano o di Seregno.
maa... e l'ideona di usare le riserve auree per coprire l'iva? :snob:
:facepalm:
Adesso bisogna vedere come andranno le prossime regionali che ci sono da qui a breve prima delle europee..se anche queste dovessero essere una tranvata per i 5s,con il centrodestra vincente e lega primo partito, questo diventerà il governo della lega e basta con gigggino che diventerà lo yes man di Salvini altrimenti la lega fa saltare tutto, si torna al voto, il centro destra vince facile con la lega primo partito e Salvini fa il premier in un governo tutto di centrodestra
Ci sarebbe il via libera per estrarre idrocarburi direttamente con testate nucleari, almeno
E soprattutto questa strategia suicida dei grillotardati ( da cui il nome ) , che si stanno facendo cannibalizzare dalla lega pur di avere una poltrona e un po' di potere, sta avendo come unico risultato quello di riportare Silvio alla guida del paese, certo in un ruolo più defilato ma sempre nella stanza dei bottoni
gomblotto?
Citazione:
Sara Marcozzi è arrivata solo a tarda notte al comitato elettorale M5s e lo fa per parlare di "sconfitta della democrazia"
ecco un altro bellissimo capolavoro dei leghisti! :sisi:
complimenti, come è che dicevano in quel romanzo di Orwell la fattoria degli animali?
"tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri!"
Quando uno Stato muore
Il prossimo venerdì 15 febbraio il governò firmerà l’intesa per l’autonomia differenziata di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Si tratta di una richiesta di devoluzione pressoché totale, una secessione mascherata da autonomia. Sono moltissime le ragioni per cui non c’è stata alcuna discussione pubblica su questa trattativa “privata” fra Stato e Regioni. Nessun giornale, nessuna radio, nessuna trasmissione televisiva nazionale (a differenza di quanto accade da mesi in Veneto) ne ha approfondito la portata, tecnica e politica. Difficile farlo, del resto, anche perché l’intesa siglata fra la ministra per gli Affari Regionali e le Autonomie, la leghista Erika Stefani, e i governatori di Lombardia, Veneto ed Emilia, è tutt’ora segreta. Una volta firmata dal governo, questa proposta dovrà passare in parlamento. Non potrà però essere discussa: solo approvata o respinta, a maggioranza assoluta. Se passerà, non potrà più essere modificata in alcun modo, neppure attraverso referendum abrogativo, per dieci anni.
La ministra Erika Stefani parla di vera e propria rivoluzione. E ha ragione. La Lega, l’unico vero partito gramsciano rimasto, con tanto di intellettuali organici, una strategia lucidamente perseguita e una visione ideologia complessiva, sta per riuscire ad ottenere l’obiettivo per cui è nata: separare il Nord dal resto d’Italia. Non si tratta di federalismo; ma, questa volta, con indubbia intelligenza politica, di secessione mascherata da autonomia. Nell’intesa, Veneto e Lombardia (e, solo in un secondo tempo, Emilia Romagna) chiedono infatti l’attribuzione di 23 aree di competenza su 23, vale a dire su tutte quelle previste dall’articolo 117 della Costituzione. Una devoluzione totale di potestà, compreso fisco, demanio e istruzione.
Le questioni centrali sono due. La prima è ovviamente legata alle risorse finanziarie. L’obiettivo ultimo è quello di trattenere sul territorio i 9/10 del gettito fiscale. Il tutto mascherato da una procedura tecnica: da ora in avanti, infatti, per gestire le risorse che le Regioni potranno trattenere, verranno stabiliti dei bisogni standard parametrati sul gettito fiscale. L’idea è semplice: se un territorio è più ricco ha diritto ad avere più servizi e di miglior qualità. In questo modo, come ben spiega Giancarlo Viesti nel pamphlet Verso la secessione dei ricchi. Autonomie regionali e unità nazionale (il testo si può scaricare gratuitamente dal sito dell’editore Laterza) si fa tranquillamente passare il concetto che i diritti di cittadinanza “a cominciare da istruzione e salute, possono essere diversi fra i cittadini italiani; maggiori laddove il reddito pro-capite è più alto”. La seconda questione è però ancora più spinosa: l’istruzione. Qui, duole dirlo, si vede all’opera l’intelligenza politica di questa classe dirigente leghista, per quanto oscena, in nulla improvvisata. È la vecchia battaglia per l’egemonia. Si vuole una scuola regionale, con insegnanti dipendenti dalle Regioni e assunti secondo criteri discrezionali stabiliti dalle stesse. Fra cui, anzitutto, la residenza. Ma è solo il punto di partenza; la volontà politica è quella di intervenire direttamente sui curricula. Ci sarà poco da stupirsi, se fra qualche anno, il dialetto veneto o lombardo diventeranno materia di studio nelle scuole di istruzione primaria regionali.
L’avvio di questa trattativa “segreta” fra Stato e Regioni si deve al bellunese Gianclaudio Bressa: il 28 febbraio del 2018, in qualità di sottosegretario di Stato dell’ultimo governo Gentiloni, concluse con Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna un’intesa preliminare. E così, mentre Renzi aveva avanzato, nel suo progetto di riforma costituzionale, un’ipotesi di ristrutturazione dello Stato, con una nuova centralizzazione delle competenze strategiche affiancata da un federalismo regionale equilibrato – e va detto: era l’unico aspetto di valore della riforma, per il resto pessima - ; il governo Gentiloni fa la mossa esattamente opposta, aprendo alla possibilità di una concreta disgregazione dello Stato, di una devoluzione pressoché totale che fu sempre osteggiata perfino da Berlusconi.
Forse la lunghissima transizione italiana è arrivata al suo compimento. In silenzio, e quasi di nascosto, il 15 febbraio 2019 potrebbe diventare una data storica. La data in cui uno Stato, l’Italia, muore.
uè figa!
"secessione mascherata da autonomia" :facepalm:
ma in emilia il procedimento non era stato iniziato anni fa dal pd? proprio perchè è una cosa normalissima che ogni regione può fare e la lega era stata criticata per l'inutile cagnara fatta in lombardia
edit:
https://www.ilfattoquotidiano.it/201...endum/3930940/
curiosità...che sito è alfabeta? :asd: