Hobby [Piccolo racconto di Natale - WOT]

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Discussione: Hobby [Piccolo racconto di Natale - WOT]

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    01100100 01101001 0111001 L'avatar di Kronos The Mad
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    Hobby [Piccolo racconto di Natale - WOT]

    Nell'oscurità, il corvo si sentiva a suo agio banchettando indisturbato con i resti della vecchia proprietaria del negozio di profumi.
    Piccole boccette colorate, contenitori rovesciati e accessori stravaganti giacevano insieme ai vetri sparsi, come tante piccole stelle luccicanti sul nero dell'asfalto.
    La città si stava sgretolando: dalle profonde spaccature non era difficile immaginare esseri mostruosi pronti a uscire direttamente dall'Inferno. Le auto abbandonate e ammassate l'una sull'altra osservavano, impotenti, come giocattoli rotti la lenta ma inesorabile devastazione della città.
    Nessun segno di vita nemmeno dalle numerose abitazioni: le luci erano deboli, i complessi più grandi una volta ricchi di vita, erano ridotti in rifugi occasionali, le persone preferivano rimanere nascoste lontane dai centri abitati.
    La notte era diventata pericolosa, bisognava limitare ogni possibile contatto con l'esterno.
    Gli animali gridavano il loro trionfo sul mondo.
    Ma questo discorso non valeva per la vecchia catapecchia in fondo a Saint Street.
    La casa sembrava uscita da una brutta pellicola a basso budget: il rosa dei muri stonava con il grigio del giardino incolto, il tetto in rovina era crollato e la cantina, visibile dalla strada attraverso una piccola finestra, appariva come una prigione.
    Ma tutto questo era superato dalla bellezza dell'illuminazione, ogni finestra della casa sembrava andare a fuoco per la troppa luce, gli addobbi natalizi appesi all'esterno si accendevano e spegnevano sotto il vigile sguardo di un buffo Santa Claus d'argento. Lo spettacolo luminoso veniva poi accompagnato dalle note di Wagner: le Valchirie cavalcavano con fervore per l'intero isolato senza mai fermarsi, giorno e notte.
    tataratata, tataratata, tataratata,tatarataaaa
    I grossi ratti nel giardino non erano gli unici a godere di questa fantastica melodia. Dalla cantina, una strana figura sedeva su uno sgabello rosso a fianco un massiccio tavolo di legno. La stanza, quattro mura azzurre e sporche, con un grosso lampadario antico di vetro e un piccolo congelatore incrostrato, sembrava l'interno di una cassetta degli attrezzi: appesi in bella mostra si potevano osservare strani utensili, sistemati accuratamente per dimensione e colore. Non era difficile riconoscere alcune mazze e coltelli, la più grande simile al tronco di un piccolo albero, era color porpora con strisce bianche intorno, all'estremità erano legati dei campanellini dorati, fra i chiodi che spuntavano si leggeva la parola "Krampus".
    L'omone vestito con uno strano completo verde ricordava un*elfo di Babbo Natale ma versione più grossa e brutta:
    le gambe erano piuttosto corte rispetto alle muscolose e pelose braccia, il busto era deforme come un blocco d'argilla lavorato alla cieca, la testa calva era dotata di due lunghe orecchie, una piccola bocca e un naso a punta.
    Dal viso, due piccoli occhietti osservavano concentrati le mani, grandi come un piatto, che si muovevano lente e precise: aveva praticamente finito.

    Si alzò e sorrise. O almeno sembrava sorridere.

    Era felicissimo, questa volta si era superato, la sua ultima creazione sembrava perfetta: aveva fissato tutte le orecchie con cura alla cordicella, i fori nei lobi avevano retto bene. Poi qualcosa lo fece infuriare: un orecchio non era delle stesse dimensioni degli altri.
    Sbuffò frustrato. Si era promesso di finire tutte le decorazioni prima dell'arrivo di Natale, mancavano solamente quattro mesi e non poteva permettersi di rimanere indietro, aveva un sacco di belle idee da realizzare e poi stava diventando sempre più bravo nelle arti manuali: il gatto cucito insieme al cane lo confermava.

    Prese una mazza dal muro e si diresse alla porta, sorridendo. Alla fine era contento di dover cercare nuovamente altri pezzi, voleva fare le cose per bene. Non si sentiva così da molto tempo, era euforico, la fine del mondo aveva portato distruzione, morte ma anche tante divertenti avventure.

    Attraversò lentamente il suo cortile, i roditori spaventati si nascosero in mezzo alla vegetazione morta. L'odore di marcio era veramente forte ma a lui piaceva, si combinava perfettamente con la putrefazione dei cadaveri.
    Il sole stava sorgendo, rivelando cumuli di macerie, spazzatura e caos ovunque. Del fumo in lontananza attirò la sua attenzione, proveniva dal vecchio Ospedale. Forse qualcuno aveva trovato rifugio per la notte. Doveva solo scoprirlo.

    Si prospettava una bellissima giornata: l'Apocalisse era l'ultimo sei suoi pensieri.
    Lui doveva essere bravo, prendere le medicine e ascoltare i Dottori.

    Finalmente aveva seguito i loro consigli: trovare un Hobby.


    Ultima modifica di Kronos The Mad; 26-11-16 alle 18:38

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