Kronos The Magazine - Elogio alla Follia Kronos The Magazine - Elogio alla Follia - Pagina 18

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Discussione: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

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  1. #1
    Senior Member L'avatar di Nico
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Ma siete attirati dai feromoni femminili? Cosa vi prende?

  2. #2
    Senior Member L'avatar di manuè
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Citazione Originariamente Scritto da Nico Visualizza Messaggio
    Ma siete attirati dai feromoni femminili?
    no, dalla figa.
    se lasciati a se stessi i problemi tendono a risolversi da soli, se così non accade, allora è meglio lasciar perdere il tutto e passare ad altro.

    - gli ignoranti ignorano -

  3. #3
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    rinominate il topic "elogio della figa"

  4. #4
    Kronos The Mad
    Guest

    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Su non rovinate il topic sennò faccio scender articoli con voi protagonisti

    Ultima modifica di Kronos The Mad; 10-07-17 alle 19:35

  5. #5
    Senior Member L'avatar di caesarx
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Citazione Originariamente Scritto da Kronos The Mad Visualizza Messaggio
    Su non rovinate il topic sennò faccio scender articoli con voi protagonisti

    Quoto con violenza...
    ...there's no need to say thank you, the best way to say it is beeing here and fight with us. - Skip

  6. #6
    Cheeki Breeki! L'avatar di Rot Teufel
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia


  7. #7
    koba44
    Guest

    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Emadion, hai qualcosa tipo UFOPORNO?

  8. #8
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Voglio la scheda su padre pio gigolò

  9. #9
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Citazione Originariamente Scritto da ZIROBRAC Visualizza Messaggio
    Voglio la scheda su padre pio gigolò
    Prima di tutto fammi dire che sono davvero lusingata dal fatto che di notte non riesci a dormire pensando a me.
    Trovo anche carinissimo il fatto che chiami i tuoi amici per darti man forte per fare il tifo per me e le mie storie. E a proposito di storie, sono davvero colpita dal fatto che tu conosca la storia di Padre Pio gigolo!
    La posto comunque per gli altri che non la conoscessero.

    Padre Pio era un gigolo?

    Questa è una storia poco conosciuta e, addirittura, troppo spesso viene insabbiata. Ma veniamo al dunque.
    Tutti conoscono Padre Pio (tecnicamente ora è San Pio) come un uomo di fede, un povero fraticello con le stigmate che è riuscito a conquistare i cuori dei fedeli.
    La sua storia però presenta non poche ombre su cui ora cercherò di fare luce.

    L'infanzia di Padre Pio
    Il suo vero nome è Francesco Forgione e nasce in una famiglia molto religiosa che influenza non poco le sue future scelte.
    Decide di dedicarsi alla religione alla tenera età di 12 anni e a 14 fa domanda per entrare in convento. Lì inizierà a studiare con altri fraticelli che gli faranno scoprire le gioie delle foto osé di procaci ragazzotte.
    Francesco, inspiegabilmente, dopo essere venuto a conoscenza di tali fotografie, si ammala agli occhi. Inizia qui una malattia che lo debilita e così fa ritorno a Pietrelcina, il suo paese natale.

    Padre Pio gigolo
    Ed è qui che la Chiesa vuole censurare la storia di San Pio. Il frate rimarrà in paese dal 1911 al 1916.
    Proprio nel suo paese natale il frate inizierà una doppia vita, fatta di vizi e immoralità. Alcune foto d'epoca, come quella che potete trovare qui sotto, dimostrano la veridicità di quello che sto per raccontarvi.
    Padre Pio, l'uomo raffigurato sulle icone presenti nelle case di moltissimi italiani, inizia a fare il gigolò per pagare i suoi piccoli vizi.
    Inizialmente va tutto bene, persino i suoi problemi di vista migliorano inspiegabilmente. Ha tutto: è giovane, è circondato da donne ed è pieno di soldi.
    Satana però è sempre dietro l'angolo

    Padre Pio e le stigmate
    Quelle che la chiesa vuole far passare come stigmate sono in realtà le ferite provocate dai mariti gelosi. Le loro donne, già frigide nel talamo, erano diventate ancora più algide.
    Il motivo non tardò a venire a galla: ogni sera, invece di riunirsi per dire il rosario, si riunivano a contemplare le grazie del giovane Pio, sfogando con lui le loro voglie animalesche.
    I mariti, furiosi, cercano di parlare con Pio in modo civilizzato, ma questi risponde sempre insolentemente.
    Niente che qualche martellata sulle mani non potesse risolvere, comunque.

    Il declino di Padre Pio
    Dopo le mazzate, Pio decide di tornare alla vita monastica finendo i suoi giorni in preghiera e concedendo il suo corpo e la sua anima esclusivamente a Dio.

    Qui sotto trovate l'unica foto d'epoca rimasta.


    Ultima modifica di Emadion; 11-07-17 alle 22:58

  10. #10
    koba44
    Guest

    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Citazione Originariamente Scritto da Emadion Visualizza Messaggio
    le gioie delle foto osé di procaci ragazzotte.
    Francesco, inspiegabilmente, dopo essere venuto a conoscenza di tali fotografie, si ammala agli occhi.
    "inspiegabilmente..."

    Praticamente si massacrava di pugnette da mane a sera...

  11. #11
    Senior Member L'avatar di gnappinox1
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia


  12. #12
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia


  13. #13
    Redhead addicted L'avatar di GioOliju
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia


  14. #14
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    evangelion, emadion, come ti chiami, torna a surriento!

  15. #15
    15-09-2001 L'avatar di David™
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Svapo, non cagare il cazzo.
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  16. #16
    koba44
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    @Emadion/Lilith


  17. #17
    Kronos The Mad
    Guest

    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    La Femina Accabadora – Nostra signora… del martello






    La Femina Accabadora, ovvero “colei che finisce”, forse dal verbo spagnolo “acabar” con il significato di “porre termine”… alla vita altrui.

    Di solito si trattava di una donna anziana, che viveva un po’ isolata dalla locale comunità, forse una sorta di levatrice “tuttofare”, la “sciamana” del villaggio.

    Di notte, quasi furtivamente entrava nella stanza dell’inconsapevole morituro, completamente vestita di nero e con il volto coperto.

    Faceva togliere dalla stanza del moribondo tutte le immagini sacre e tutti gli oggetti ai quali egli poteva essere particolarmente affezionato, in modo da rendere più semplice e meno doloroso – almeno sul piano affettivo! – il distacco dello spirito dal corpo. Poi procedeva con una sorta di assassinio rituale – con la piena consapevolezza dei parenti della vittima! – finalizzato a porre fine alle sofferenze fisiche degli anziani, dei malati più o meno “terminali”.

    La povera e inconsapevole vittima poteva venire semplicemente soffocata con un cuscino oppure – più di frequente – colpendola… sulla fronte o sulla nuca con un particolare, pesante mazzuolo di legno d’ulivo, denominato ovviamente “su mazzolu”.

    Una curiosa variante – meno cruenta ma non per questo più piacevole – poteva essere quella di strangolarlo ponendo il suo collo tra le gambe dell’impietosa “Accabadora”.

    “Su mazzolu” era ricavato da un solido pezzo di albero di ulivo (la testa del martello), da cui si diramava un ramo secondario, più piccolo, che opportunamente tagliato diventava il manico dell’inconsueta arma letale.



    Ma il rituale di questa inconsueta “eutanasia” – che a dispetto del nome “dolce” non lo era affatto – prevedeva anche di porre sotto il cuscino del “morituro”, per almeno tre giorni consecutivi, anche un piccolo giogo che aveva il compito di richiamare alla vita il moribondo dedito per un’intera esistenza al lavoro dei campi, alla conduzione dei buoi “aggiogati”che trainavano l’aratro.



    Il malato, l’anziano, non rispondeva positivamente a questo tentativo di cura? Niente paura (almeno per i parenti).

    L’Accabadora, insieme ai parenti della “vittima”, procedeva con l’Ammentu, ovvero sussurrava all’orecchio del malcapitato tutti i suoi peccati, affinché egli potesse pentirsi in articulo mortis. Questo rituale poteva farlo passare immediatamente a miglior vita, a causa del peso psicologico di quanto gli veniva ricordato oppure… farlo riprendere per la paura di finire al più presto tra le fiamme dell’Inferno.

    Se l’Accabadora non percepiva segni di miglioramento, procedeva senza indugi con una terapia d’urto avvolgendo l’infermo in un lenzuolo imbibito d’acqua gelata e rinchiudendolo in una botte, ufficialmente per abbassare la temperatura corporea nel caso in cui la “vittima” fosse in preda ad attacchi febbrili.

    Ma una bella polmonite fulminate era sempre in agguato per risolvere brillantemente il problema.

    I “legni” del mestiere di Nostra Signora del Martello

    La figura della Nostra Signora del Martello, dell’Accabadora era diffusa anche nella penisola salentina. L’antropologo ottocentesco Saverio La Sorsa, su pubblicazioni relative a pratiche oserei dire “sciamane” dei primi decenni del Novecento in Puglia, ebbe a scrivere che

    […] è stentata l’agonia di chi in vita abbia violato un termine o bruciato un giogo […] per alleviarla è d’uopo mettere sotto il capezzale del morente una pietra o un giogo nuovo, una chiave ovvero una scure. In certi paesi di Sardegna, quando il moribondo tarda ad esalare l’ultimo respiro i parenti avvicinano alla sua testa o al collo un pettine o un giogo per alleviargli le sofferenze.[…].


    Oggi per chi volesse esaminare de visu un poco rassicurante “su mazzolu” di dimensioni e peso non trascurabili oltre a moltissimi oggetti legati alle tradizioni rurali della Sardegna di un tempo che fu, potrebbe fare un’interessante visita al “Museo Galluras”, in via Nazionale a Luras (Oristano), dove due simpatici galluresi hanno conservato oggetti, storia, memorie delle tradizioni e della vita quotidiana del luogo.

    Compresi naturalmente i “ferri” del mestiere di qualche Accabadora esercitante fino a non molto tempo fa l’altruistica professione.




    Emadion.it
    Ultima modifica di Kronos The Mad; 01-10-17 alle 13:16

  18. #18
    Kronos The Mad
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    In serata sistemo i font e impaginazione

  19. #19
    Cheeki Breeki! L'avatar di Rot Teufel
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia


  20. #20
    Kronos The Mad
    Guest

    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Mr Hamburger




    Joe Metheny era un serial killer di 62 anni, diventato famoso per aver venduto hamburger di carne umana preparati con i resti delle proprie vittime.
    E’ stato recentemente trovato morto in una prigione del Maryland da una guardia, dove stava scontando due ergastoli. Metheny è stato condannato per l’omicidio di due donne, Cathy Magaziner and Kimberly Spicer, durante gli anni 90′, ma lui ha ammesso di aver ucciso circa 10 persone in totale.
    L’uomo era decisamente sovrappeso, ed in una sua confessione ha affermato che, dopo aver ucciso le sue vittime, conservava la loro carne in un congelatore dove teneva aperte anche delle latte di manzo, in modo da mischiare gli odori e i sapori.
    “Nessuno può percepire la differenza” tra carne di maiale e carne umana, ha infine aggiunto.

    Ha ucciso le sue vittime quando viveva accanto ad un'azienda di pallet, nel sud di Baltimora.
    La polizia non è mai stata in grado di collegare Metheny con tutte le vittime che ha millantato di aver ucciso.
    Prima delle accuse di omicidio verso le due donne, si pensava anche che avesse ucciso due senzatetto con un’ascia, ma non furono mai trovate prove a sostegno di queste ipotesi.

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