Kronos The Magazine - Elogio alla Follia Kronos The Magazine - Elogio alla Follia - Pagina 19

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Discussione: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

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  1. #1
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Sull' Accabadora, hanno fatto anche un film italiano. Recente.

  2. #2
    Senior Member L'avatar di freddye78
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Citazione Originariamente Scritto da Drogato di FPS Visualizza Messaggio
    Sull' Accabadora, hanno fatto anche un film italiano. Recente.
    Tratto a sua volta da un libro della Murgia

  3. #3
    Utente in Soggettiva L'avatar di Drogato di FPS
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Yep

  4. #4
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    iscritto

  5. #5
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Sembra il ciccio di left4dead

  6. #6
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Hai la nonna viva

  7. #7
    14,545 L'avatar di Frigg
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Anche su Dampyr avevano fatto una storia sull'Accabadora

  8. #8
    Senior Member L'avatar di Leizar
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Piccola nota linguistica, in Sicilia molte parole del dialetto derivano dallo spagnolo. Per dire che qualcosa è finito di dice "accapao".
    Tipo "s'accapau u vinu".
    Mi pare lo si usi anche nei confronti delle persone, tipo "Tizio accapao".

  9. #9
    Kronos The Mad
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Citazione Originariamente Scritto da Leizar Visualizza Messaggio
    Piccola nota linguistica, in Sicilia molte parole del dialetto derivano dallo spagnolo. Per dire che qualcosa è finito di dice "accapao".
    Tipo "s'accapau u vinu".
    Mi pare lo si usi anche nei confronti delle persone, tipo "Tizio accapao".
    Mh interessante ma c'entra pure "accoppare"? Mi sa no boh

  10. #10
    Senior Member L'avatar di gnappinox1
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Citazione Originariamente Scritto da Leizar Visualizza Messaggio
    Piccola nota linguistica, in Sicilia molte parole del dialetto derivano dallo spagnolo. Per dire che qualcosa è finito di dice "accapao".
    Tipo "s'accapau u vinu".
    Mi pare lo si usi anche nei confronti delle persone, tipo "Tizio accapao".

    Da quello che ricordo in provincia di trapani si dice "accabare" ad esempio "accabao u vinu"
    Non so come si dice in altre parti della sicilia, anche perchè è una parola che non sento da tanto tempo

  11. #11
    Senior Member L'avatar di Leizar
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Citazione Originariamente Scritto da gnappinox1 Visualizza Messaggio

    Da quello che ricordo in provincia di trapani si dice "accabare" ad esempio "accabao u vinu"
    Non so come si dice in altre parti della sicilia, anche perchè è una parola che non sento da tanto tempo
    Può essere, ma il suono alla fine è circa lo stesso.

    C'è una lista così di parole derivate dallo spagnolo.


    Poi ci sono dall'arabo, francese, dalle regioni del nord, etc.

  12. #12
    GoldMember L'avatar di cobolo
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    iscrittoh
    Te la farà annusare, ma neanche in maniera diretta. Tipo solo l'odore delle dita dopo che se l'è grattata. Ovviamente si intende tutto in chiave metaforica, non arriverete a condividere una simile intimità.

  13. #13
    Senior Member L'avatar di gnappinox1
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Assurdo quante parole del dialetto sono simili allo spagnolo

  14. #14
    Senior Member L'avatar di NOXx
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Citazione Originariamente Scritto da gnappinox1 Visualizza Messaggio
    Assurdo quante parole del dialetto sono simili allo spagnolo
    che si sbrighino a chiedere l'indipendenza

  15. #15
    GoldMember L'avatar di cobolo
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    cita
    Te la farà annusare, ma neanche in maniera diretta. Tipo solo l'odore delle dita dopo che se l'è grattata. Ovviamente si intende tutto in chiave metaforica, non arriverete a condividere una simile intimità.

  16. #16
    Orsettino verde L'avatar di Kordian
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Già fatto un post su Henry Darger, il cattopedobicio americano che nel tempo libero scriveva un romanzo fantastico di 15k pagine su bambini che combattevano (e talvolta venivano massacrati) gli SCHIAVISTI?
    Ho smesso di supportare Bicio ma sostengo qaz_tan
    Citazione Originariamente Scritto da Baddo Visualizza Messaggio
    take a walk on the wild side! chi vive uhmando muore fappando.

  17. #17
    ¯\_(ツ)_/¯ L'avatar di ZTL
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Citazione Originariamente Scritto da Kordian Visualizza Messaggio
    Già fatto un post su Henry Darger, il cattopedobicio americano che nel tempo libero scriveva un romanzo fantastico di 15k pagine su bambini che combattevano (e talvolta venivano massacrati) gli SCHIAVISTI?
    Le illustrazioni
    Citazione Originariamente Scritto da Sinex/ Visualizza Messaggio
    ti stai già sborrando in mano e ti prepari con gli esercizi di apnea per uralre "VE L'AVEVO DETTOOOOO HAHAHAHAAH" mentre l'onda d'urto ti strappa le carni dalle ossa?

  18. #18
    Kronos The Mad
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Citazione Originariamente Scritto da Kordian Visualizza Messaggio
    Già fatto un post su Henry Darger, il cattopedobicio americano che nel tempo libero scriveva un romanzo fantastico di 15k pagine su bambini che combattevano (e talvolta venivano massacrati) gli SCHIAVISTI?
    Arrivaaaaa

  19. #19
    Kronos The Mad
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Nazim Miyan

    Siamo in India, nella città di Amariya, stato dell’ Uttar Pradesh, una donna, tornando a casa trova il figlio 20enne, Nazim Miyan, affetto da tossicodipendenza, intento a divorare un bambino di 7 anni.
    La giovane vittima, Mohammad Monis, era stato rapito mentre giocava nel cortile della scuola, poco dopo la fine delle lezioni.
    Dopo averlo condotto nella propria abitazione, Nazim Miyan decapitò il bambino, lo sventrò, lo fece a pezzi ed iniziò a strappare con la bocca la pelle e gli organi interni.
    Nonostante lo scenario fosse raccapricciante, la donna non esitò un istante nel chiamare la polizia per far arrestare il figlio.
    All’ arrivo delle Forze dell’ Ordine, Nazim Miyan si fece ammanettare senza opporre resistenza, impassibile, con lo sguardo freddo, allucinato e il sorriso beffardo, come se fosse… soddisfatto.
    Mohammad (o almeno quello che rimaneva) venne ritrovato steso sul tavolo, in una pozza di sangue, con la testa staccata dal corpo.
    Nazim Miyan, tutt’ ora in carcere in attesa di processo (è accusato di omicidio e sequestro di minore), rischiò il linciaggio della folla, mentre i poliziotti lo portavano in auto verso la centrale.

    "C'erano le parti interne del cadavere sparse per tutta la stanza. Gli arti erano stati staccati a morsi, la testa era accanto al corpo e l'addome era aperto - ha raccontato un poliziotto - non ho mai visto una scena del genere".

    Non sono ancora state spiegate le motivazioni dietro questo gesto sadico e disumano, il mostro è rimasto in silenzio per tutto l'interrogatorio.

    La madre, ignara della tossicodipendenza del figlio, durante il suo sfogo lasciò trapelare delle parole che col senno di poi assunsero nuovo significato:

    "A mio figlio piaceva molto la carne, soprattutto al sangue ma aveva anche la passione per il curry... Ne aggiungeva sempre tanto sopra, diceva che il sangue assumeva così un sapore tutto nuovo".


  20. #20
    Kronos The Mad
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Nel regno dell'irreale

    Henry Darger era la classica persona che passa inosservata. Abiti sciatti ma puliti, un umile lavoro come custode dell’ospedale locale, la messa ogni giorno, un lavoro di volontariato a favore dei bambini che avevano subito abusi o erano stati trascurati, una fissazione per la storia della Guerra Civile Americana. Aveva avuto un’infanzia piuttosto difficile, subendo anche un internamento in manicomio (e all’inizio del ‘900, non era uno scherzo: significava lavori forzati e severe punizioni); eppure di tutte quelle sofferenze Henry sembrava non portare alcun segno, anzi spesso ricordava di aver avuto anche momenti felici. Un solitario, ma di buon cuore. Un uomo qualsiasi, nella grande città ventosa di Chicago. Anche la sua morte avvenne senza clamore, una mattina d’aprile del 1973.

    Eppure Henry nascondeva un segreto.




    Qualche giorno dopo la sua morte, frugando nella sua stanza per liberarla, i padroni di casa trovarono il progetto nascosto di Henry Darger, l’opera di una vita.

    Il romanzo fantasy*The story of the Vivian Girls, reintitolato recentemente*The Realms of Unreal, scritto da Darger durante un periodo di oltre 60 anni, è un’opera straordinaria per dimensioni: più di 15.145 pagine di racconto, fittissime, e alcuni volumi rilegati contenenti diverse centinaia di illustrazioni, papiri colorati ad acquerello, ritagli di giornale e di libri da colorare. Oltre a questo, Darger scrisse anche un’autobiografia di 5.084 pagine, e un secondo lavoro di fiction,*Crazy House, di più di 10.000 pagine.





    Durante tutti quegli anni di vita da recluso, Darger aveva accumulato un archivio immenso di ritagli di giornale, pubblicità, pagine di libri per bambini. Su quella base, ricopiando i suoi ritagli, aveva illustrato le avventure delle Vivian Girls, le protagoniste del suo romanzo. In*The Realms of Unreal, le ragazze Vivian sono sette principesse (cattoliche) di un mondo immaginario in cui i Glandeliniani (atei convinti) sfruttano i bambini e ne abusano costantemente. Dopo che viene messo in attoil più scioccante omicidio infantile mai causato dal Governo Glandeliniano, i bambini si sollevano e si scatena una guerra senza confine, il vero fulcro del romanzo, che si sviluppa fra fughe rocambolesche, epiche battaglie e crudeli scene di tortura.



    Si è molto discusso su quello “scioccante omicidio infantile“. Darger, infatti, era rimasto particolarmente colpito dall’assassinio di una bambina, Elsie Paroubek, strangolata da uno sconosciuto nel 1911: aveva ritagliato la foto della piccola vittima da un giornale e l’aveva conservata come una reliquia. Quando un giorno l’immagine andò perduta, egli si convinse che la foto fosse stata rubata da qualche malintenzionato introdottosi in casa sua. Dopo aver elaborato preghiere e*novene*rivolte a Dio affinché gli fosse concesso di recuperare la fotografia, Darger decise che quell’affronto andava risolto in altro modo: nel suo romanzo in corso d’opera, che diventava ogni giorno di più una sorta di universo parallelo nel quale Henry risolveva i suoi conflitti interiori, fece scoppiare la guerra fra le Vivian girls e i Glandeliniani proprio a causa dell’omicidio di una piccola schiava ribelle. In virtù di questa ossessione di Darger per la piccola Elsie Paroubek, trasfigurata in eroina nel suo romanzo, il biografo MacGregor avanza l’ipotesi che l’assassino della bambina (mai identificato) fosse proprio lo stesso Darger.



    Le prove che Henry Darger potesse realmente essere un pedofilo o un assassino non sono mai affiorate. Certo è che gran parte delle illustrazioni di*Realms of Unrealmostrano ragazzine nude, spesso torturate e uccise dai Glandeliniani con un’attenzione e una cura dei particolari che ricordano i disegni realizzati dai più famosi serial killer. A intorbidire ancora più le acque, nella maggioranza dei dipinti le piccole bambine nude sfoggiano genitali maschili. È*molto probabile che, come notano i maggiori esegeti dell’opera di Darger, il vecchio recluso non avesse un’idea chiara dell’anatomia femminile, essendo rimasto molto probabilmente illibato fino alla fine dei suoi giorni.

    È*innegabile che i suoi dipinti abbiano una forza strana e inquietante: sia che le sorelle Vivian siano in pericolo, sia che giochino innocentemente su un prato, una sottile vena di voyeurismo naif e infantile pervade ogni dettaglio, e nonostante i colori sgargianti e appariscenti il mondo di Darger è sempre impregnato di una tensione erotico-sadica piuttosto morbosa.



    In una catarsi psicanalitica durata sessant’anni, Darger disegnò centinaia e centinaia di fogli, anche di grandi dimensioni, illustrando le varie fasi dell’avventura bellica delle sue eroine. Il romanzo ha addirittura due finali, uno in cui le sorelle Vivian escono vittoriose dalla guerra, e uno in cui soccombono alle forze degli atei adulti Glandeliniani.



    Queste sue fantasie private, che nelle intenzioni originali non avevano forse alcuna pretesa d’arte, ma semplicemente di riscatto ed evasione da una vita troppo solitaria, sono oggi riconosciute come uno dei maggiori esempi di*outsider art*(arte degli emarginati). Le sue illustrazioni vengono esposte nelle maggiori gallerie, e vendute all’asta a prezzi elevatissimi. Documentari e saggi vengono prodotti sulla sua arte. L’American Folk Art Museum sta cercando di trasformare in museo il piccolo, povero appartamento nel quale Henry Darger, chino sui suoi fogli, privo di amici e lontano da tutti, fuggiva nello sconfinato e sublime mondo partorito dalla sua fantasia.




    Fonte:

    BizzarroBazar

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