Kronos The Magazine - Elogio alla Follia - Pagina 4

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Discussione: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

  1. #61
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Prevedo grandi cose

  2. #62
    koba44
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Rasputin
    Boney M.

    There lived a certain man in Russia long ago
    He was big and strong, in his eyes a flaming glow
    Most people looked at him with terror and with fear
    But to Moscow chicks he was such a lovely dear
    He could preach the bible like a preacher
    Full of ecstasy and fire
    But he also was the kind of teacher
    Women would desire

    Ra ra Rasputin
    Lover of the Russian queen
    There was a cat that really was gone
    Ra ra Rasputin
    Russia's greatest love machine
    It was a shame how he carried on

    He ruled the Russian land and never mind the czar
    But the cassock he danced really wunderbar
    In all affairs of state he was the man to please
    But he was real great when he had a girl to squeeze
    For the queen he was no wheeler dealer
    Though she'd heard the things he'd done
    She believed…




    Ultima modifica di koba44; 20-12-16 alle 18:19

  3. #63
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Joseph Merrick tristemente noto come The elephant man è "famoso" in Gran Bretagna e nel mondo per la sua estrema deformità dovuta alla sindrome di Proteo, ovvero una crescita congenita incontrollata di pelle, ossa e tessuti in varie parti del corpo. Cacciato da casa per il suo aspetto, sopravvisse vendendo lucido da scarpe finchè non trovò lavoro come fenomeno da baraccone e, trattato decentemente, riuscì ad accumulare una certa somma di denaro. Nel 1886, quando i freak show vennero proibiti per legge in tutto il Regno Unito, Merrick dovette trasferirsi in Belgio, dove fu "assunto" sfortunatamente da un presentatore senza scrupoli, che lo maltrattò e abbandonò. Di ritorno a Londra, conobbe il dottor Frederick Treves in una stazione ferroviaria, medico dell'ospedale di Whitechapel della capitale, che gli procurò un letto permanente nella struttura e fu, con tutta probabilità, l'unica persona della vita di Merrick capace di offrirgli sinceramente affetto e amicizia. I suoi ultimi anni di vita furono i più sereni, diventando una sorta di celebrità presso la corte britannica e addirittura un favorito della regina Vittoria. Il dottor Treves testimoniò in seguito che Merrick desiderò sempre trasferirsi in un istituto per ciechi, dove avrebbe potuto trovare una donna che non fosse spaventata dal suo aspetto.
    Morì all'età di ventisette anni a causa di un soffocamento, forse accidentale, tentando di non dormire più seduto con la schiena sorretta ma orizzontalmente come una persona "normale". Da questa storia è tratto il film del 1980 "The Elephant Man" di David Lynch con Anthony Hopkins e John Hurt. Un disperato sfogo di buona parte dell'esistenza di Merrick sarebbe stato: « Io non sono un elefante, non sono un animale! Sono un essere umano, un… uomo ».




    Fonte: fotografie che hanno fatto la storia
    Ultima modifica di Kronos The Mad; 20-12-16 alle 18:45

  4. #64
    Senior Member L'avatar di manuè
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Citazione Originariamente Scritto da koba44 Visualizza Messaggio
    Rasputin
    Boney M.

    There lived a certain man in Russia long ago
    He was big and strong, in his eyes a flaming glow
    Most people looked at him with terror and with fear
    But to Moscow chicks he was such a lovely dear
    He could preach the bible like a preacher
    Full of ecstasy and fire
    But he also was the kind of teacher
    Women would desire

    Ra ra Rasputin
    Lover of the Russian queen
    There was a cat that really was gone
    Ra ra Rasputin
    Russia's greatest love machine
    It was a shame how he carried on

    He ruled the Russian land and never mind the czar
    But the cassock he danced really wunderbar
    In all affairs of state he was the man to please
    But he was real great when he had a girl to squeeze
    For the queen he was no wheeler dealer
    Though she'd heard the things he'd done
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    quanto sei figo rasputin!
    \


    ... a prescindere...

  5. #65
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    La leggenda del pene di Rasputin

    Il museo russo di Erotica a San Pietroburgo è noto per avere esposto dentro un vaso in formaldeide il pene di Rasputin. Una foto caratteristica ritrae una ragazza in posa di fronte all’enorme membro che galleggia nei suoi 33cm di lunghezza.

    Le vicende del pene di Rasputin,secondo la leggenda, cominciano dall’assassinio del mistico russo, nel 1916, da parte di un gruppo di cospiratori gelosi della sua eccessiva influenza a corte, specialmente nei confronti della Zarina; tale influenza si doveva soprattutto al fatto che il primogenito dei Romanov fosse emofiliaco e Rasputin prometteva di poterlo aiutare. Una cameriera avrebbe trovato il membro nella scena del delitto, mentre il cadavere venne gettato nelle acque del fiume Neva dentro un sacco.
    Nel 1920 un gruppo di esuli russe a Parigi acquistò quel che secondo loro era il pene di Rasputin, adorandolo come fosse una sorta di reliquia.
    Il membro veniva conservato all'interno di una bara di legno.
    La figlia di Rasputin, Marie, lo reclamò per sé portandolo in California dove morì nel 1977.



    Così il membro di Rasputin scompare nel nulla, fino a quando Michael Augustine lo trova nascosto in un sacchetto di velluto, insieme ad alcuni dei manoscritti di Marie Rasputin. Viene così acquistato dalla casa d'aste Bonham. Ed ecco che i responsabili si accorgono di avere acquisito la proprietà di un Cetriolo di mare, una oloturia.

    Cerchiamo di rivedere i punti salienti degli ultimi momenti di vita di Rasputin. Le leggende fioccano fin dalla congiura che portò al suo decesso. I cospiratori lo invitarono effettivamente a cena e il cibo era avvelenato ma, nonostante questo, Rasputin avrebbe terminato di mangiare senza manifestare alcun sintomo. A quel punto i cospiratori sarebbero passati alle maniere forti, strangolandolo, accoltellandolo, riempiendolo di percosse. Infine gli avrebbero sparato ben quattro volte. Proprio non voleva saperne di morire. Infine i cospiratori sarebbero riusciti a gettarlo nelle acque della Neva all’interno di un sacco. Il corpo venne ritrovato tre giorni dopo.

    L’esame del corpo: ufficialmente morì di ipotermia, non a causa delle ferite riportate. Oggi non è possibile effettuare nuove analisi perché venne pubblicamente cremato. Qualcuno sostiene che si sarebbe messo a sedere durante il rogo. Per quanto sia plausibile che corpi non adeguatamente preparati si contraggano a causa del calore, si ritiene molto più probabile che anche in questo caso la suggestione e la leggenda abbiano giocato ruoli importanti.

    Non abbiamo niente di scientificamente certo che confermi cosa sia stato fatto a Rasputin negli ultimi momenti della sua esistenza, sappiamo solo che l’ipotermia può essere mortale. Tuttavia non possiamo essere certi nemmeno sull’identità degli effettivi assassini.
    Un’inchiesta dellaBbc sostiene all’ipotesi che sarebbe stato ucciso da un agente britannico – non ci è dato sapere perché – prima di finire nella Neva. Della sua evirazione, prima o dopo la morte, non esistono prove, solo suggestivi aneddoti; e quell'oloturia sotto formaldeide che, secondo la leggenda, sarebbe stato il gigantesco membro di Grigorij Rasputin.
    Ultima modifica di Kronos The Mad; 29-12-16 alle 21:13

  6. #66
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    L'oloturia

  7. #67
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    The Elephant man l'ho visto.
    Bello.

  8. #68
    01100100 01101001 0111001 L'avatar di Kronos The Mad
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Henry Howard Holmes

    A dispetto del cognome, qua non parliamo di un'intelligentissima persona dedita alla giustizia, ma di uno dei più letali serial killer americani se non addirittura il più folle e depravato.
    Nato Herman Webster Mudgett, Holmes cambia il suo nome in seguito a un trasferimento poiché cacciato dall'università per frode.
    Nel 1886 si trasferisce dunque a Chicago dove cambia nome, compie il suo primo delitto ai danni di una farmacista e del suo malato marito e dove assume la proprietà della farmacia stessa creando intrugli miracolosi che ne aumentano la popolarità.
    Ma la farmacia non è esattamente l'idea di vita che Holmes ha in mente. Grazie ai soldi di alcune frodi e dei ricavati dei suoi intrugli, inizia così la costruzione di un elegante edificio a tre piani che diventerà il “castello” dei suoi crimini. Con una serie di modifiche Holmes rende il secondo e terzo piano un vero e proprio labirinto di camere e una inaudita trappola mortale per chiunque vi si addentri: le camere sono collegate da passaggi segreti, muri scorrevoli, spioncini, porte blindate, stanze segrete, camere insonorizzate e botole sul pavimento che si aprono a comando e fanno scivolare la vittima in cantina dove si trova una enorme piscina riempita di acido corrosivo. Tutte le stanze sono inoltre delle vere e proprie camere a gas, progettate per uccidere chiunque si trovi all'interno. In una delle stanze segrete si trova infine un forno crematorio.
    Tra il 1882 e il 1884 Holmes uccide nel suo castello un'enormità di clienti dell'albergo, di amanti, di collaboratori, etc partendo proprio dalla nuova fidanzata incinta che uccide dopo averla convinta ad abortire. Il modus operandi classico è facilmente intuibile dalla struttura del castello: imprigiona le vittime nelle stanze della morte, li tortura eccitandosi a spiare le loro soffrenze e poi le uccide con il gas. A quel punto può procedere scarnificando gli scheletri che poi rivende o sezionando i cadaveri per i suoi esperimenti.
    Il Castello però costa più di quanto gli affari illeciti gli fanno guadagnare e alla fine del 1893 si trova sull’orlo della bancarotta e si da alla fuga mentre un suo ex collaboratore incendia il castello.
    Tornato a Chicago, Holmes deve organizzare nuove truffe per ottenere di nuovo del denaro, ma una di queste finisce male e ne causa l'arresto.
    In carcere viene accusato inizialmente di 4 omicidi, ma controllando i ruderi del castello emergono i resti di 150 (!) vittime a cui vanno aggiunti i cadaveri sciolti nell'acido e per tanto irrintracciabili. Gli investigatori sospettano che si sia macchiato di circa 200 omicidi anche se Holmes confessa 133 delitti.
    La mattina del 7 maggio 1896 Holmes viene impiccato in seguito all'accusa di “solo” 9 omicidi con una lenta agonia di 15 minuti a causa del cappio realizzato male. La sua bara sarà riempita di cemento per impedire che il corpo venga trafugato.



    Fonte: le fotografie che hanno fatto la storia

  9. #69
    Senior Member L'avatar di freddye78
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Ese cappio realizzato male

  10. #70
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    salutava sempre, forse troppo

  11. #71
    koba44
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Già a quei tempi si utilizzava il metodo di impiccagione moderno "per caduta", dove la lunghezza della corda viene commisurata a peso e altezza del condannato. La caduta spezza le vertebre del collo, accelerando la morte.

    Se la corda è troppo lunga rispetto al dovuto, capita che il condannato venga decapitato dal cappio (caso di Saddam Hussein).
    Se troppo corta, la morte avviene per soffocamento come nelle impiccagioni classiche.
    Ultima modifica di koba44; 21-12-16 alle 21:22

  12. #72
    Senior Member L'avatar di Nico
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    La Storia di HH Holmes è l'ultima stagione di american horror story carina.

    Btw con saddam hanno usato la corda sbagliata, probabile avessero finito le funi ed hanno fatto un cappio con il filo interdentale

  13. #73
    koba44
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Di Saddam sapevo che avevano sbagliato i calcoli, da cui corda lunga, caduta lunga e decapitazione. Anche il tipo di corda utilizzato dovrebbe entrare nella formula.

  14. #74
    Utente in Soggettiva L'avatar di Drogato di FPS
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Orca troia, questo era il prototipo di genio del male

  15. #75
    Senior Member L'avatar di manuè
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Citazione Originariamente Scritto da freddye78 Visualizza Messaggio
    Ese cappio realizzato male
    fatto bene direi.


    ... a prescindere...

  16. #76
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Il 23 dicembre 1972 vengono infatti ritrovati i 15 superstiti del Disastro Aereo delle Ande.
    Il Disastro Aereo delle Ande divenne tristemente famoso non tanto per l'incidente in cui un aereo precipitò appunto sulle Ande, quanto per i tragici avvenimenti che ne conseguirono.
    Occorre innanzitutto sottolineare come, durante l'incidente avvenuto il 13 ottobre, l'aereo colpì la cima di una montagna con l'ala destra, che nell'urto si staccò e ruotando tagliò la coda del velivolo, all'altezza della cambusa impedendo così al mezzo di fungere da riparo completo contro il freddo nei giorni seguenti. Delle 45 persone a bordo, 12 morirono nell'impatto, ma era per i sopravvissuti che stavano arrivando i momenti peggiori.
    Alcuni di essi avevano infatti gambe rotte e ferite di vario genere senza dimenticare che nessuno disponeva di vestiti adatti per resistere alle basse temperature della montagna. L'unico rimedio per gli arti fratturati fu quello di metterli temporaneamente nella neve, per alleviare il dolore e limitare il gonfiore. La sera la temperatura poteva scendere anche a -30 e, come detto prima, l'aereo non offriva un riparo totale, per cui si doveva erigere ogni volta una precaria barriera di valigie per riparare al meglio lo squarcio della fusoliera.
    Ovviamente, il problema principale fu il cibo e l'acqua: nei primi giorni i pasti dei sopravvissuti consistevano in un sorso di vino versato in un tappo di deodorante e un assaggio di marmellata per pranzo e un quadratino di cioccolato per cena. Ben presto però le riserve di cibo, che consistevano nelle compere che i passeggeri avevano fatto all'aeroporto prima di partire, finirono e per i sopravvissuti si pose un grandissimo dilemma etico: sopravvivere mangiando i cadaveri degli altri passeggeri o morire di fame.
    Non fu una decisione facile, né immediata con una discussione che proseguì dalla mattina fino al pomeriggio inoltrato, dibattendo tra questioni morali, religiose e laiche, fino a quando alcuni di loro riuscirono a reprimere la ripugnanza e a sormontare un tabù primitivo.
    Come se le condizioni non fossero già tragiche, la notte del 29 ottobre una valanga travolse la fusoliera dove dormiva il gruppo, uccidendo altre 8 persone. A quel punto si ebbero tre giorni infernali: i superstiti dovettero rimanere all'interno della fusoliera quasi piena di neve costretti a muoversi pochissimo, dormire quasi in piedi, a fare i bisogni fisiologici sul posto e a nutrirsi con i corpi dei compagni morti nella valanga.
    Al quarto giorno, al termine della tormenta, fu di nuovo possibile uscire e si rafforzò l'idea di dover organizzare una spedizione verso il Cile in cerca di soccorsi. Grazie a questa spedizione fu ritrovata la coda dell'aereo con all'interno abiti, medicinali, cibo e sicuramente speranza. Importantissimo sottolineare come tutti i sopravvissuti si divisero equamente del carico di lavoro e si sostennero a vicenda impedendo anche ai più demoralizzati di lasciarsi andare a morte certa.
    Il 12 dicembre 1972, tre persone partirono infine nella spedizione finale che avrebbe dovuto realmente portarli dai soccorsi. In tre giorni raggiunsero la cima della montagna per rendersi così conto che tutte le spedizioni precedenti erano state studiate su una piano geografico totalmente sbagliato (avevano intuito una posizione differente da quella reale in cui si trovavano). Dalla cima proseguirono solo in due che camminarono per ben 7 giorni prima di incontrare qualcuno.
    Il 23 dicembre si partì quindi in elicottero per andare a riprendere i sopravvissuti del disastro aereo. Non fu possibile portare in salvo tutti i sedici sopravvissuti ragion per cui alcuni alpinisti e un infermiere rimasero sul posto fino alla mattina seguente, quando vennero tutti raccolti da una seconda spedizione di soccorso. Vennero tutti ricoverati in ospedale con sintomi di insufficienza respiratoria da alta montagna, disidratazione, traumi e malnutrizione, ma si trovavano comunque in condizioni di salute migliori di quanto si sarebbe potuto prevedere, nonostante alcuni avessero perso fino a 40 kg. I sopravvissuti sono ritornati più volte sul luogo della loro disavventura, che è diventato meta di escursioni (con partenza dall'Argentina) da parte di curiosi, affascinati da un'avventura che ha pochi precedenti.




    Fonte: le fotografie che hanno fatto la storia
    Ultima modifica di Kronos The Mad; 29-12-16 alle 21:14

  17. #77
    Senior Member L'avatar di manuè
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    si, ho visto il film.


    ... a prescindere...

  18. #78
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    24 dicembre 1914: Tregua di Natale

    Esattamente centodue anni fa, avveniva un'incredibile serie di "cessate il fuoco" non ufficiali avvenuti nei giorni attorno al Natale del 1914 in varie zone del fronte occidentale della prima guerra mondiale.
    Già nella settimana precedente il Natale, membri delle truppe tedesche e britanniche schierate sui lati opposti del fronte presero a scambiarsi auguri e canzoni dalle rispettive trincee, e occasionalmente singoli individui attraversarono le linee per portare doni ai soldati schierati dall'altro lato; nel corso della vigilia di Natale e del giorno stesso di Natale, un gran numero di soldati lasciarono spontaneamente le trincee per incontrasi nella terra di nessuno per fraternizzare, scambiarsi cibo e souvenir. Oltre a celebrare comuni cerimonie religiose e di sepoltura dei caduti, i soldati dei due schieramenti intrattennero rapporti amichevoli tra di loro al punto di organizzare improvvisate partite di calcio.
    Bruce Bairnsfather, testimone degli avvenimenti, scrisse: "Non dimenticherò quello strano e unico giorno di Natale per niente al mondo... Notai un ufficiale tedesco, una specie di tenente credo, ed essendo io un po' collezionista gli dissi che avevo perso la testa per alcuni dei suoi bottoni [della divisa]... Presi la mia tronchesina e, con pochi abili colpi, tagliai un paio dei suoi bottoni e me li misi in tasca. Poi gli diedi due dei miei bottoni in cambio... Da ultimo vidi uno dei miei mitraglieri, che nella vita civile era una sorta di barbiere amatoriale, intento a tagliare i capelli innaturalmente lunghi di un docile "Boche", che rimase pazientemente inginocchiato a terra mentre la macchinetta si insinuava dietro il suo collo".



    Fonte: le fotografie che hanno fatto la storia
    Ultima modifica di Kronos The Mad; 29-12-16 alle 21:15

  19. #79
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    /\ sembra tipo le cene aziendali di natale

  20. #80
    Cheeki Breeki! L'avatar di Rot Teufel
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Poi dal 1915 in poi se si augurava buon Natale alla trincea nemica, il giorno dopo si finiva legati ad un albero sotto il fuoco della mitraglia.

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