Kronos The Magazine - Elogio alla Follia - Pagina 7

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Discussione: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

  1. #121
    Senior Member L'avatar di manuè
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Citazione Originariamente Scritto da Kronos The Mad Visualizza Messaggio
    L'ho trovata a caso su Google cercando ragazzi volanti sisi
    Ne ho messa una più coerente ora mh
    pensavo fosse un errore presente nell'articolo che avevi postato ... non sarebbe la prima volta


    ... a prescindere...

  2. #122
    01100100 01101001 0111001 L'avatar di Kronos The Mad
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Citazione Originariamente Scritto da manuè Visualizza Messaggio
    pensavo fosse un errore presente nell'articolo che avevi postato ... non sarebbe la prima volta
    L'articolo era senza foto e in più sono vari pezzi di diversi articoli presi sul web in giro sisi

    Grazie per correzione

    Ho provato a cercare altre info recenti e ho trovato solo quei video

    Chissà cosa c'è dietro questa storia mh

  3. #123
    Utente in Soggettiva L'avatar di Drogato di FPS
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Cristo, la bollitura a morte mi mancava
    Porca troia

  4. #124
    Senior Member L'avatar di Nico
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    il pilota, figata. Molto molto interessante.

    Bravo Kronos, prossimamente qualcosa di lovecraftiana memoria?

  5. #125
    01100100 01101001 0111001 L'avatar di Kronos The Mad
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Citazione Originariamente Scritto da Drogato di FPS Visualizza Messaggio
    Cristo, la bollitura a morte mi mancava
    Porca troia
    Deve essere carina come dipartita sisi

    Citazione Originariamente Scritto da Nico Visualizza Messaggio
    il pilota, figata. Molto molto interessante.

    Bravo Kronos, prossimamente qualcosa di lovecraftiana memoria?
    Mh stasera vedo che mettere

  6. #126

    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    il Picozzi di J4S, bravo apprezzo sempre un bel racconto prima di andare a nanna

  7. #127
    Senior Member L'avatar di GenghisKhan
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Questa di James è davvero interessante

  8. #128
    TGM 4 Ever L'avatar di Echein
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Storiaaaaaaaaaaa


  9. #129
    Senior Member L'avatar di Mastro Razza
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    iscrittoooh

  10. #130
    01100100 01101001 0111001 L'avatar di Kronos The Mad
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    La Poena Cullei, la pena del sacco




    Poena Cullei viene dal latino e significa “pena del sacco”. Era usata nell’Antica Roma per punire i parricidi ed è una pena alquanto strana.
    Il condannato veniva infatti chiuso in un sacco impermeabile con diversi animali vivi e poi veniva buttato in mare o nel Tevere.

    Il primo caso ben documentato di questa tortura risale al 100 a.C, anche se gli storici tendono a concordare sul fatto che fosse già usata prima di quella data.
    Ma in cosa consisteva esattamente la pena del sacco?

    La tecnica della pena del sacco ha subito nei cambiamenti durante la storia, ma la tecnica più usata era quella descritta di seguito.

    Gli animali potevano variare, potevano essere diversi o meno soprattutto data la scarsa reperibilità della scimmia.
    Per il resto, il procedimento era pressoché identico. Dopo essere stato condannato, il parricida veniva condotto in carcere con indosso degli zoccoli di legno e un cappuccio fatto di pelle di lupo. Poi veniva frustato con delle verghe e cucito in un sacco di cuoio insieme a degli animali vivi. Non animali qualsiasi, ma specificamente un gallo, un cane, una scimmia una vipera.

    Poi il sacco veniva gettato in mare o nel Tevere. Gli animali però erano così inferociti che raramente la persona arrivava viva in acqua, venendo sbranata e dilaniata fra atroci dolori molto prima.



    Perché proprio questi animali?


    Gli animali da mettere nel sacco insieme al parricida erano stati scelti per ciò che significavano: avevano un significato simbolico:

    • Il gallo: veniva considerato un animale molto feroce, tanto da spaventare persino i leoni. Quindi uno dei motivi per il quale veniva messo nel sacco era per la sua ferocia. In secondo luogo era stato scelto per il suo ruolo simbolico, legato a quello della vipera che ti spiegherò qui sotto. Si pensava infatti che il gallo uccidesse le vipere e la presenza di entrambi gli animali nel sacco poteva rappresentare una catena di uccisioni.
    • La vipera: è stata scelta perché secondo Plinio questo animale partoriva una vipera al giorno per un totale di 23. Non tutte le piccole vipere, però, volevano aspettare e quindi dilaniavano l’interno della madre uscendo dal suo ventre, uccidendola. Qui il simbolo del parricida è chiaro.
    • Il cane: era considerato un animale impuro, vile, immondo e ignobile. Tutte qualità che potevano attribuirsi tranquillamente anche al parricida.
    • La scimmia: considerata la caricatura dell’uomo. Inoltre Plinio sosteneva che le scimmie amavano talmente i loro cuccioli da soffocarli in uno dei loro abbracci.




    Il parricidio, a Roma, non è un crimine come gli altri: uccidere il padre è un atto di tale inaudita gravità da indurre a considerare il parricida un vero e proprio monstrum, vale a dire un essere mostruoso e maledetto, mandato dagli dèi a segnalate la loro ira, e quindi pericolosissimo, in quanto capace di contaminare tutto ciò con cui viene in contatto. Di qui la necessità di condannarlo a una pena che è al tempo stesso un atto di purificazione, la cui crudeltà è tale da suscitare sorpresa e orrore anche all’interno del panorama crudelissimo dei supplizi capitali romani.

    Qualcosa di simile al fiore o al limone in bocca nelle esecuzioni mafiose. Di altri gesti, invece, il significato è più chiaro: il materiale impermeabile di cui è fatto il sacco serve a impedire al condannato di contaminare l’acqua e la luce con il suo sguardo impuro; gli zoccoli di legno, isolandolo, gli impediscono di contaminare il suolo; la pelle di lupo (residuo di un antico rito iniziatico) sta a significare la morte simbolica del condannato, ancor prima che lo colga quella fisica. Ma al di là di tutto questo, quel che la pena del sacco certamente rivela, nella sua diversità e specialità, è l’orrore e il terrore suscitato dal crimine che esso è destinato a punire. I rapporti tra padri e figli, a Roma, erano molto complessi e tutt’altro che semplici. L’ampiezza e la durata dei poteri di un capofamiglia è tale da gravare in modo molto pesante su figli e discendenti, sottoposti alla sua patria potestà non solo fino al raggiungimento della maggiore età, come oggi, ma fino a che il padre (o nonno, o ascendente ulteriore) è ancora in vita. Alla morte di un capofamiglia, inoltre, solo i figli di questo vengono liberati; tutti gli altri (nipoti e pronipoti in linea maschile) cadono sotto la potestà dei nuovi capifamiglia, vale a dire i figli del defunto (che alla sua morte sono diventati tali); questo fa sì che spesso un cinquantenne o, nel caso di un paterfamilias particolarmente longevo, persino un sessantenne sia ancora sottoposto a patria potestà, con la conseguenza di dipendere ancora dal padre non solo nelle scelte personali di vita – ad esempio la scelta del coniuge – ma anche economicamente.
    A Roma infatti il solo titolare del patrimonio familiare è il padre, che si limita a dare ai figli una quantità di beni e danaro, detta peculio (peculium), che ritiene sufficiente alle loro necessità, ma che continua a essere di sua proprietà. Se a questo si aggiunge che al compimento della maggiore età i figli acquistano la capacità di diritto pubblico e quindi non solo votano, ma possono essere eletti magistrati, ben si comprende perché i rapporti tra generazioni sono complicati e perché i parricidi sono molto frequenti. A dare un’idea di come sia seria la situazione, basterà ricordare che attorno al 55 a.C. una legge stabilisce che venga punito come parricida il figlio che ha comprato del veleno allo scopo di uccidere suo padre, anche se poi non glielo ha somministrato. Leggiamo inoltre in Tacito che l’imperatore Claudio ha comminato molte volte la pena del sacco, e a dare un’idea della frequenza con cui lo ha fatto interviene Seneca, che specifica che egli ha chiuso nel sacco tanti parricidi che questa pena è diventata più frequente della crocifissione. Infine in un passo del giurista Ulpiano leggiamo che va punito come parricida anche colui che dà del danaro in prestito a un figlio, sapendo che questi intende usare il denaro per acquistare veleno o per assoldare un sicario al fine di uccidere il padre. Il parricidio, insomma, è un crimine che accompagna come un incubo la vita dei romani, attraverso tutti i lunghi secoli della loro storia.

    La poena cullei è nata molto prima della legislazione romana, si pensa che il primo ad utilizzarla sia stato un re etrusco. Le prime versioni includevano solo dei serpenti e gli altri animali sono stati descritti a partire dal secondo secolo d.C., sotto il regno dell’Imperatore Adriano.
    Adriano contemplava due pene per i parricidi: la poena cullei o dare il colpevole in pasto alle bestie nell’arena.
    Nel terzo secolo, sotto l’Imperatore Costantino, la pena è caduta in disuso salvo poi tornare ad essere usata circa 200 anni dopo da Giustiniano.
    La pena rimase in uso per circa 400 anni, poi venne sostituita con il rogo.

    In sintesi:



    fonte principale
    Ultima modifica di Kronos The Mad; 02-01-17 alle 22:04

  11. #131
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    se non c'è il morto,godi solo a metà !

  12. #132
    Cheeki Breeki! L'avatar di Rot Teufel
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    A quando un appuratissima descrizione dello squartamento all'inglese?

  13. #133
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Sogno un giorno in cui le stragi da raccontare saranno finite, e kronos posta le ricette della parodi

  14. #134
    Senior Member L'avatar di Nico
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Dai Svapo esci da sto topic

  15. #135
    01100100 01101001 0111001 L'avatar di Kronos The Mad
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Il Bloop

    Era il 1997 quando gli scienziati del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) captarono, grazie agli idrofoni installati nel Pacifico, un insolito e potentissimo suono (udibile in un raggio di ben 5000 Km) che, a detta di alcuni, sarebbe stato causato da una gigantesca creatura marina sconosciuta.



    Lo strano suono venne battezzato "Bloop". L'esatta data del fenomeno è incerta, ma il file audio rilasciato dal NOAA porta il nome 1997253230100 e, dalle prime cifre, si può evincere la data del 5 Febbraio 1997. L'origine della formidabile vibrazione fu localizzata nell'oceano pacifico del sud, a circa 2500 Kilometri a largo della costa del Cile, in Sud America, alle coordinate approssimative di 50° Sud e 100° Ovest. Il misterioso suono a bassissima frequenza fu captato diverse volte dall'Equatorial Pacific Ocean autonomous hydrophone array, un sistema autonomo comprendente diversi idrofoni (microfoni sottomarini) sviluppato dai laboratori del NOAA per monitorare fenomeni sismici e migrazioni di cetacei ed incrementare la potenza dello U.S. Navy Sound Surveillance System, sistema adibito al rilevamento dei sottomarini sovietici. Secondo le prime indiscrezioni dal NOAA, questo suono salì rapidamente di frequenza per oltre un minuto, con un'ampiezza tale da poter essere captato da diversi strumenti fino a 5000 Kilometri di distanza.



    Il dottor Christopher Fox, del NOAA, dichiarò di ritenere che l'origine del Bloop non poteva essere artificiale, come un'esplosione o un sottomarino e non poteva neanche essere ricondotta ad un fenomeno geologico noto, come un terremoto o un'eruzione vulcanica. Sul sito del NOAA è possibile scaricare il file audio della registrazione; la riproduzione è stata velocizzata.

    Lo spettro di frequenze del bloop faceva pensare ad un suono emesso da un animale; tuttavia anche questa ipotesi non poteva essere presa in considerazione dagli scienziati a causa dell'incredibile potenza riscontrata. Il bloop, infatti, fu diverse volte più potente del richiamo della balenottera azzurra, la quale è l'animale più grande fra quelli conosciuti e quello dal verso più rumoroso.



    Sembrava, quindi, un mistero dalle implicazioni sconcertanti e, naturalmente, la stampa e i blog cominciarono a ricamarci sopra. Ad attirare l'interesse del grande pubblico fu soprattutto una strana coincidenza: il luogo dove si ritiene abbia avuto origine il bloop, si trova a circa 1700 Km dalla immaginaria città sommersa di R'lyeh che, nel famoso romanzo di Howard Phillips Lovecraft "Il richiamo di Cthulhu", è la dimora del malvagio dio Cthulhu, dalle sembianze di un gigantesco polpo mostruoso.

    Quella del Bloop, comunque, non fu l'unica volta che le attrezzature del NOAA captarono suoni non identificati: vi furono anche i cosiddetti Julia, Train, Slow Down, Whistle, e Upsweep.

    Diversi mesi dopo il rilevamento, il dottor Christopher Fox ventilò l'ipotesi che il bloop potesse essere stato causato da un eccezionale distacco di ghiaccio dal continente antartico, ma le sue parole vennero travisate dal giornalista David Wolman che, in un articolo, sostenne l'idea che il suono fosse da attribuire ad un animale marino sconosciuto molto più grande di una balenottera azzurra o, magari, dalle capacità "canore" più sviluppate.

    Ad oggi, la versione ufficiale sostenuta dal NOAA è quella secondo cui il bloop fu prodotto dallo sgretolamento di un grosso iceberg che, probabilmente, si trovava fra lo Stretto di Bransfield e il Mare di Ross o vicino Capo Adare. In un'intervista con Wired.co.uk, il sismologo Robert Dziak, anch'egli del NOAA, affermò che la frequenza e la durata del bloop erano in effetti riconducibili ad un fenomeno di questo tipo, come appurato dalle ricerche acustiche effettuate (sempre dal NOAA) nello Stretto di Bransfield e il Canale di Drake dal 2005 al 2010.
    Questo dovrebbe escludere l'ipotesi di un animale sconosciuto, salita alla ribalta anche a causa del fatto che l'alta velocità di riproduzione del file audio presente sul sito del NOAA, fa assomigliare il suono al verso di un animale; se si ascolta la registrazione a velocità normale, invece, il suono assomiglia più a quello di un terremoto.

    Nonostante la questione del bloop sembri chiarita, la probabilità di scoprire nuove specie marine, anche di grandi dimensioni, è tutt'altro che bassa: non ci dimentichiamo che il 95% degli oceani della terra restano ad oggi inesplorati. A dimostrazione di ciò, si può pensare al fatto che il primo esemplare di Mesoplodon traversii, un cetaceo odontoceto, ha fatto la sua comparsa su una spiaggia della Nuova Zelanda solo nel Dicembre del 2010. Prima di allora, nessun essere umano aveva potuto ammirare questo animale.




    Audio

    https://m.youtube.com/watch?v=OBN56wL35IQ
    Ultima modifica di Kronos The Mad; 03-01-17 alle 21:48

  16. #136
    Senior Member L'avatar di manuè
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    kronos, non vorrei apparire lagnoso (come l'altra volta ), ma devo farti una domanda: l'ultima immagine era dell'articolo o l'hai messa tu?
    no perchè quella sembra una megattera mentre il mesoplodon traversii è più una specie di delfino

    Diversi mesi dopo il rilevamento, il dottor Christopher Fox ventilò l'ipotesi che il bloop potesse essere stato causato da un eccezionale distacco di ghiaccio dal continente antartico, ma le sue parole vennero travisate dal giornalista David Wolman che, in un articolo, sostenne l'idea che il suono fosse da attribuire ad un animale marino sconosciuto molto più grande di una balenottera azzurra o, magari, dalle capacità "canore" più sviluppate.
    seh! travisare... ha ascoltato, ha fatto "si si" con la testa e poi ha scritto quel cazzo che gli è parso


    ... a prescindere...

  17. #137
    01100100 01101001 0111001 L'avatar di Kronos The Mad
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Citazione Originariamente Scritto da manuè Visualizza Messaggio
    kronos, non vorrei apparire lagnoso, ma ti devo fare una domanda: l'ultima immagine era dell'articolo o l'hai messa tu?
    no perchè quella sembra una megattera mentre il mesoplodon traversii è più una specie di delfino

    se! travisare... ha ascoltato, ha fatto "si si" con la testa e poi ha scritto quel cazzo che gli è parso
    Messa io perché era carina vista su google

    Stasera Brava Gente

  18. #138
    Senior Member L'avatar di GenghisKhan
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Citazione Originariamente Scritto da Kronos The Mad Visualizza Messaggio
    Stasera Brava Gente

  19. #139
    METAFISICO SISTEMICO L'avatar di macs
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    il bloop era fake, no? no voglia di leggere tutto
    If you work hard enough you can replace depression for exhaustion

  20. #140
    01100100 01101001 0111001 L'avatar di Kronos The Mad
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Citazione Originariamente Scritto da macs Visualizza Messaggio
    il bloop era fake, no? no voglia di leggere tutto
    Dicono fake ma nascondono la veritàh

    In realtà non sanno di preciso, c'è solo ipotesi probabile ma non certa

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