Kronos The Magazine - Elogio alla Follia - Pagina 8

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Discussione: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

  1. #141
    koba44
    Guest

    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Non vorrei essere lagnoso, ma il bloop è stato dimostrato essere un suono prodotto dalla rottura dei ghiacci artici. Articolo di Wired.

    Detto questo, non vorrei essere il protagonista del prossimo racconto.

  2. #142
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Citazione Originariamente Scritto da koba44 Visualizza Messaggio
    Non vorrei essere lagnoso, ma il bloop è stato dimostrato essere un suono prodotto dalla rottura dei ghiacci artici. Articolo di Wired.

    Detto questo, non vorrei essere il protagonista del prossimo racconto.
    Come le preferisci le corde, rosse o argento?

  3. #143
    koba44
    Guest

    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Citazione Originariamente Scritto da Kronos The Mad Visualizza Messaggio
    Come le preferisci le corde, rosse o argento?
    Speravo almeno in una bollitura! 😧

  4. #144
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Il pollaio




    Gordon nacque a Bladworth, in Canada, e crebbe nella Columbia Britannica. All’età di otto anni si trasferì con i genitori negli Stati Uniti, a Los Angeles, California. Successivamente Gordon chiese al padre di comprargli un appezzamento di terreno a Wineville, in California, perchè voleva costruirci un allevamento di polli. Il padre comprò il terreno e dato che lavorava nell’ambito delle costruzioni aiutò il figlio a costruire la fattoria. Fu proprio con il pretesto di aiutarlo con il piccolo ranch che chiese agli zii di poter portare con lui negli Stati Uniti il nipote Sanford, di tredici anni.



    Quando Sanford giunse alla fattoria dello zio venne picchiato e violentato. Venne anche obbligato a mandare lettere a casa scrivendo di stare bene.

    Mentre si trovava nella fattoria dello zio, il ragazzino non solo veniva picchiato e abusato, ma veniva anche obbligato a partecipare agli omicidi compiuti da Gordon e dalla madre di quest’ultimo.
    Di solito Gordon dopo avere abusato dei ragazzini li riaccompagnava a casa con minacce di non raccontare niente a nessuno, tuttavia ne uccise quattro. Il primo fu un adolescente messicano che venne abusato e decapitato e il suo corpo venne gettato lungo una strada poco distante dalla fattoria. La vittima seguente si chiamava Walter Collins. Walter venne rapito e violentato da Gordon per parecchi giorni, ma la sua scomparsa venne inizialmente imputata ad una vendetta compiuta ai danni del padre del ragazzo, un ex galeotto. Un giorno la madre di Gordon lo avvisò che stava andando a trovarlo e sarebbe arrivata di lì a un’ora. L’uomo decise allora di nascondere Walter in uno dei pollai per far sì che la madre non sospettasse di niente.

    In realtà la madre già sapeva degli istinti del figlio e quando scoprì Walter rinchiuso nel pollaio avvisò il figlio che il bambino avrebbe potuto riconoscerlo.

    Gordon aveva infatti lavorato in un supermercato dove Walter si recava spesso con sua madre e decisero quindi di ucciderlo. La madre di Gordon decise che il bambino doveva essere ucciso da loro tre insieme (lei, il figlio Gordon e Sanford) così che sarebbero stati tutti colpevoli del delitto e nessuno avrebbe potuto fare la spia alla polizia. Walter venne ucciso dai tre a colpi di ascia. La stessa sorte toccò anche ad altri due bambini, i fratelli Winslow.

    La sorella maggiore di Sanford, la diciannovenne Jessie, si insospettì dopo avere ricevuto le lettere del fratello e decise di fargli visita.
    Una volta arrivata alla fattoria il fratello le raccontò alcuni fatti successi mentre lo zio stava dormendo.

    Jessie, spaventata, ritornò in Canada e avvisò il console degli Stati Uniti di ciò che stava succedendo e del caso si occuparono degli agenti addetti all’immigrazione. Gli agenti si recarono alla fattoria di Gordon e trovarono Sanford, che presero in custodia. Gordon invece era scappato quando aveva visto l’auto della polizia avvicinarsi, dicendo a Sanford di trattenere i poliziotti. Gordon e la madre vennero comunque arrestati il 19 settembre 1928. Pezzi di corpi di alcuni ragazzi vennero trovati successivamente sepolti nel terreno di Gordon. Il killer venne giustiziato nel 1930 tramite impiccagione. Sanford invece non venne condannato perchè era stato obbligato a compiere gli omicidi sotto minaccia di morte

    .

    Cinque mesi dopo la scomparsa di Walter Collins venne ritrovato un bambino nello stato dell’Illinois che affermava di essere Walter.
    Christine Collins, la madre di Walter, pagò il viaggio per il bambino dall’Illinois a Los Angeles e la polizia, che era stata oggetto di critiche per le ricerche infruttuose di Walter, organizzò un’assemblea pubblica per ripulirsi la reputazione. L’assemblea serviva anche a sviare l’attenzione del pubblico su alcuni scandali che avevano investito il corpo di polizia.



    All’assemblea Christine affermò che il bambino non era il suo Walter, ma il capitano della polizia la esortò a portarlo a casa e a “provarlo per un paio di settimane”.

    Christine, senza altra opzione, accettò. Tuttavia tre settimane dopo la donna andò dal capitano, insistendo che quel bambino non era suo figlio. Aveva portato le impronte dentali del figlio per provarlo, ma la polizia la fece rinchiudere in un ospedale psichiatrico con il “codice 12”. Tale codice era usato per classificare persone scomode alla polizia. Mentre Christine si trovava internata, il capitano della polizia interrogò il bambino che finalmente ammise di essere Arthur Hutchins Jr. e che era scappato di casa. L’idea di spacciarsi per Walter gli venne quando un uomo gli fece notare la sua somiglianza con il bambino scomparso. Disse che lo aveva fatto per poter raggiungere Hollywood così da conoscere il suo attore preferito.

    Dopo la confessione del ragazzino, Christine venne rilasciata.


    Denunciò il capitano della polizia e vinse la causa vincendo anche 10.800 dollari, pari a circa 154.000 dollari attuali. Tuttavia questi soldi non le furono mai pagati.



    Dopo l’arresto di Gordon Northcott parlò spesso con lui, chiedendogli se avesse ucciso il suo bambino. Gordon mentiva spesso e cambiava ogni volta versione, facendo credere alla donna di essere malato di mente. L’ultima sua dichiarazione era stata che lui non aveva mai visto né ucciso Walter, ma il giorno della sua condanna a morte mandò un telegramma a Christine dicendo di avere mentito.
    Scrisse inoltre che le avrebbe detto tutta la verità solo se lei si fosse recata da lui in persona a sentirla. Christine corse da lui, poche ore prima della sua esecuzione, ma una volta arrivata lui le disse:
    Non ti voglio vedere. Non so niente, sono innocente

    La povera donna era distrutta, ma nello stesso tempo le parole poco chiare dell’assassino le davano una speranza che il figlio fosse ancora vivo. Walter non venne mai ritrovato ed è molto probabile che sia stato ucciso da Northcott. Dalla vicenda è stato tratto il film “Changeling”, interpretato da Angelina Jolie.




    Fonte





    Ultima modifica di Kronos The Mad; 04-01-17 alle 23:19

  5. #145
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Ricollegandomi al bloop marino di prima...


    Si sa nulla a riguardo?


  6. #146
    Senior Member L'avatar di Necrotemus
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Citazione Originariamente Scritto da Echein Visualizza Messaggio
    Ricollegandomi al bloop marino di prima...

    Si sa nulla a riguardo?
    Trovato questo al momento


    Usando la stessa ricerca su google e' interessante vedere quanti siti dopo 2 anni rilanciano la cosa, ignorando che sia una bufala

    Ho capito solo ora come il corriere riempe con gli articoletti "avete chiesto su google, noi vi rispondiamo" i buchi di notizie.
    Ultima modifica di Necrotemus; 05-01-17 alle 12:34


  7. #147
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Citazione Originariamente Scritto da Kronos The Mad Visualizza Messaggio
    Dalla vicenda è stato tratto il film “Changeling”, interpretato da Angelina Jolie.
    bel film


    ... a prescindere...

  8. #148
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Up Kronos che fine hai fatto?

  9. #149
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Citazione Originariamente Scritto da Nico Visualizza Messaggio
    Up Kronos che fine hai fatto?
    Stando dietro a na roba non potevo staccarmi che mi si rovina :(

    Ecco un articolo pre nanna

  10. #150
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Il pietrificatore di pazzi

    Paravicini ricoprì la carica di anatomista presso l’Istituto di Anatomia Patologica del più grande manicomio d’Italia, a Mombello di Limbiate, dal 1901 al 1917, e dal 1910 al 1917 fu appuntato direttore del suddetto nosocomio. Avendo accesso diretto ai cadaveri dei pazienti deceduti da poco all’interno dell’istituto, Paravicini sperimentò su di essi alcune tecniche conservative, costituendo una notevole collezione di preparati.

    Fra i reperti perfettamente conservati, si contavano (nelle parole del Paravicini stesso), “una bella serie di encefali di idioti, epilettici, paralitici, dementi precoci, dementi senili, alcoolisti […] intestini con ulcere tifose e tubercolari […] polmoni […] con vaste caverne, fegati affetti da cirrosi atrofica, ipertrofica, da sarcomi e noduli cancerigni, una milza sarcomatosa di eccezionali dimensioni, reni con neoplasmi, cisti, ecc.“; i cervelli, in particolare, erano tutti suddivisi lombrosianamente secondo la malattia mentale che li aveva afflitti. Vi erano anche uno scheletro deforme affetto da nanismo e delle preparazioni in liquido di teste e feti.



    Ma i pezzi più straordinari erano i busti interi, che ancora mostravano perfette espressioni del volto. Fra di essi, anche il busto di un acromegalico e quello di alcune donne.




    E, infine, i due corpi interi pietrificati dal Paravicini: quello di Angela Bonette, morta il 3 giugno del 1914 e affetta da demenza senile, e Evelina Gobbo, un’epilettica morta di polmonite il 16 novembre 1917.




    Giuseppe Paravicini pare fosse gelosissimo del suo metodo segreto, e come altri pietrificatori ne portò le formule nella tomba.
    Quello che si può dedurre dai documenti e dalle testimonianze oculari è che per la conservazione dei corpi interi egli utilizzasse una pompa a pressione costante per iniettare, mediante un’incisione sull’inguine del defunto, soluzioni a caldo di cera, solventi e paraffina (secondo altri, olii balsamici e qualche tipo di fissante). Il liquido entrava dall’arteria femorale, attraversava tutti gli organi, il derma e lo strato sottocutaneo per poi uscire dalla vena.
    Per quanto riguarda le parti anatomiche più piccole, invece, egli si affidava all’uso di formolo, alcol e glicerina. Si trattava di metodi complessi e non certo rapidi, molto simili per alcuni versi a quelli utilizzati dal suo ben più celebre predecessore Paolo Gorini.




    Il risultato era, se possibile, ancora più incredibile delle pietrificazioni del Gorini. Scrive infatti Alberto Carli: “le opere di Paravicini appaiono al tatto più morbide e umide di quelle goriniane, che dimostrano, invece, un eccezionale stato di secchezza lignea.” Le sue preparazioni mantenevano un aspetto talmente realistico che, immancabile, si diffuse la leggenda che egli eseguisse le sue mummificazioni mentre il soggetto era ancora in vita, essendo in grado di sperimentare in corpore vili (cioè su corpi di persone di scarsa importanza). Certo è che la sua collezione, proprio per il fatto d’esser stata realizzata sui cadaveri di degenti del manicomio, aveva un elemento disturbante ed eticamente imbarazzante che spinse i responsabili a tenerla sempre nascosta negli scantinati dell’istituto.




    I reperti vennero in seguito trasferiti all’Ospedale Psichiatrico Paolo Pini, il cui direttore prof. Antonio Allegranza fece installare delle teche a protezione dei corpi interi, e dei supporti in legno per i busti. Sempre Allegranza sostiene di aver visto la pompa con cui presumibilmente Paravicini iniettava la sua formula, prima che andasse persa nel trasloco da Mombello al Paolo Pini.
    Dal Paolo Pini, la collezione venne spostata brevemente al Brefiotrofio di Milano, poi nella Facoltà di Scienza Veterinaria.
    In tutti questi decenni, gli straordinari preparati rimasero dietro porte chiuse, visibili soltanto agli studiosi.
    Infine, l’Università di Milano li affidò in deposito gratuito alla Collezione Anatomica Paolo Gorini. Oggi sono conservati all’interno dell’Ospedale Vecchio di Lodi, nelle sale adiacenti alla collezione Gorini.

    I volti di questi anonimi pazienti del manicomio di Mombello rimangono, al di là dell’interesse anatomico, una drammatica testimonianza di un’epoca: ombre di vite spezzate, spese in condizioni impensabili oggi.
    L’ex-manicomio di Mombello è tutt’ora un’enorme struttura abbandonata: i lunghissimi corridoi ricoperti di murales, le scalinate fatiscenti, i cortili divorati dalla vegetazione, i padiglioni dove arrugginiscono i letti e le sedie d’epoca sono ormai esplorati soltanto da fotografi in cerca di location suggestive.





    Estratto da: Bizzarro Bazar
    Ultima modifica di Kronos The Mad; 12-01-17 alle 00:26

  11. #151
    Senior Member L'avatar di Dying
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Subscrivo

  12. #152
    Senior Member L'avatar di manuè
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Citazione Originariamente Scritto da Kronos The Mad Visualizza Messaggio
    Stando dietro a na roba non potevo staccarmi che mi si rovina :(
    decomposizione troppo veloce?
    Citazione Originariamente Scritto da Kronos The Mad Visualizza Messaggio
    Oggi sono conservati all’interno dell’Ospedale Vecchio di Lodi, nelle sale adiacenti alla collezione Gorini.
    organizziamo una gita domenicale!


    ... a prescindere...

  13. #153
    koba44
    Guest

    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Kronos TicTac

    Se per un'unghia rotta cadde Sinex/, qui abbiamo crani alla foggia di kinder sorpresa...

    Che Iddio abbia pietà della tua anima e del tuo account.

    :smugprete:

  14. #154
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Il Sacrificio umano di Kilroy



    E’ il 1989 e Mark Kilroy, 21 anni, frequenta l’Università del Texas ad Austin.
    Per gli studenti delle università texane è tradizione passare le vacanze di primavera a South Padre Island e anche Mark e i suoi amici decidono di passarle lì.
    I giorni delle vacanze di primavera sono gli stessi in tutte le università del Texas e South Padre Island è piena di studenti in cerca di svago.
    Il 13 marzo 1989, Mark e tre suoi amici decidono di passare la frontiera messicana e di raggiungere la città di Matamoros.
    In quel luogo l’età per bere e per entrare nei night club non conta.
    I ragazzi fanno un giro dei bar e verso le due del mattino uno dei ragazzi vede un uomo avvicinare Mark.
    Il locale è pieno di gente e non presta molta attenzione all’accaduto.
    Verso le quattro però, quando i ragazzi sono pronti per tornare a casa, si accorgono che Mark è scomparso.
    Lo cercano nei dintorni senza successo, poi tornano all’auto e lo aspettano lì.
    Quando al mattino seguente Mark non è ancora tornato, avvisano la polizia.
    Le forze dell’ordine texane e messicane si mettono subito alla ricerca del ragazzo, senza però ottenere alcun risultato



    Circa un mese dopo la scomparsa del giovane, la polizia messicana scoprirà la verità quasi per caso.
    Il primo aprile un’auto elude un posto di blocco e viene inseguita dalla polizia, che finisce in un ranch.
    I poliziotti scopriranno che il ranch è il covo di una setta dedita a pratiche magiche di una religione che era un misto di Palo Mayombe, Santeria e Brujeria.
    Queste sono religioni originate dai culti animisti degli schiavi africani mischiatesi poi con la religione cristiana.
    Il leader della setta era Adolfo de Jesus Constanzo, che era riuscito a guadagnare una fortuna vendendo i suoi rituali magici.
    I suoi clienti erano trafficanti di droga che chiedevano protezione ed erano disposti a pagare somme da capogiro.

    Adolfo prometteva loro di renderli invisibili alla polizia e immuni alle pallottole, ma per farlo aveva bisogno di effettuare sacrifici umani.
    Mark era stato scelto perché Adolfo aveva bisogno di un uomo bianco molto intelligente per un rituale specifico.
    La polizia, nel ranch, trovò i cadaveri di 15 persone, incluso quello mutilato di Mark, e circa 110 chili di marijuana.



    Uno degli adepti della setta ricorda cos’è successo a quel “gringo” e lo racconta alla polizia, che stava subendo pressioni dagli Stati Uniti per risolvere il caso.
    Alcuni adepti stavano cercando, su ordine di Adolfo, un ragazzo bianco e intelligente per un rituale speciale.
    Quando vedono Mark, uno studente universitario ubriaco, colgono l’occasione e lo rapiscono.
    Secondo la confessione dell’adepto, Mark è stato torturato e sodomizzato per tutta la notte, poi è stato decapitato con un machete.
    Il suo cervello è stato bollito e mangiato e il suo cuore è stato strappato dal corpo.
    Dopo l’arrivo della polizia nel ranch molti riuscirono a scappare, incluso Adolfo.
    Successivamente però venne rintracciato dalla polizia, ma piuttosto che andare in prigione preferiva morire.

    Chiese infatti a un suo adepto di sparargli.

    Adolfo venne ritrovato morto dalla polizia, insieme a uno dei suoi amanti.


    fonte

  15. #155
    koba44
    Guest

    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Kronos appoggiato dai poteri forti!1!!

  16. #156
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Citazione Originariamente Scritto da koba44 Visualizza Messaggio
    Kronos appoggiato dai poteri forti!1!!
    torturato e sodomizzato per tutta la notte, poi è stato decapitato con un machete.
    Il suo cervello è stato bollito e mangiato e il suo cuore è stato strappato dal corpo


  17. #157
    koba44
    Guest

    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Grazie Kronos che leggo e la notte dormo tranquillo mentre là fuori è un inferno sulla terra.

  18. #158
    Senior Member L'avatar di Nico
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Koba sei troppo suscettibile

  19. #159
    Utente in Soggettiva L'avatar di Drogato di FPS
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    La storia di Paravicini, l'avevo letta
    Quelle foto dei corridoi, mi ricordano alcuni screenshots di The town of light

  20. #160
    koba44
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Citazione Originariamente Scritto da Nico Visualizza Messaggio
    Koba sei troppo suscettibile
    Stanotte dormo a luci accese.

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