Kronos The Magazine - Elogio alla Follia - Pagina 9

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Discussione: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

  1. #161
    Cheeki Breeki! L'avatar di Rot Teufel
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Citazione Originariamente Scritto da koba44 Visualizza Messaggio
    Kronos TicTac

    Se per un'unghia rotta cadde Sinex/, qui abbiamo crani alla foggia di kinder sorpresa...

    Che Iddio abbia pietà della tua anima e del tuo account.

    :smugprete:

    Lui c'ha l'immunità parlamentare

  2. #162
    Senior Member L'avatar di manuè
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Citazione Originariamente Scritto da koba44 Visualizza Messaggio
    Stanotte dormo a luci accese.
    dormi sereno: Adolfo de Jesus Constanzo veglia su di te...


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  3. #163
    Senior Member L'avatar di manuè
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    kronos, posso azzardarmi a contribuire?



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  4. #164
    15-09-2001 L'avatar di David™
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    No, ma soprattutto NO con i video

    From S7
    "I have noticed even people who claim everything is predestined, and that we can do nothing to change it, look before they cross the road." Stephen Hawking

  5. #165
    Senior Member L'avatar di manuè
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    non sei kronos, non hai diritto di parola


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  6. #166
    Senior Member L'avatar di gnappinox1
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Peccato che i video non li posso leggere al lavoro

  7. #167
    Senior Member L'avatar di manuè
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Citazione Originariamente Scritto da gnappinox1 Visualizza Messaggio
    Peccato che i video non li posso leggere al lavoro
    e tu prova a guardarli


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  8. #168
    01100100 01101001 0111001 L'avatar di Kronos The Mad
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Piccolo up

    Il 15 gennaio 1919 l'esplosione di un gigantesco serbatoio di melassa (si, di dolce melassa) in centro a Boston uccise 21 persone e devastò un quartiere intero.
    Ma andiamo con ordine: prima di tutto perché a Boston si trovava un recipiente per melassa da due milioni e mezzo di galloni (circa nove milioni e mezzo di litri)? A Boston veniva prodotta una grandissima quantità di rum per cui servivano zucchero e melassa che venivano appunto rinchiusi in un enorme recipiente nel mezzo della città. Questo era stato costruito nel 1915 dalla Purity Distilling Company per conservare le spedizioni di melassa caraibica in quanto, negli anni della guerra, l’alcool industriale veniva utilizzato anche nella produzione di munizioni.
    In secondo luogo: cos'è di preciso la melassa? La melassa è un liquido bruno e molto denso che si separa dallo zucchero per centrifugazione, una sostanza sciropposa che non cristallizza, risultato della lavorazione della canna da zucchero.
    Bene, abbiamo le informazioni di base. Torniamo al 15 gennaio del 1919.
    In quella mite giornata di gennaio, il serbatoio esplode sotto la pressione del liquido causando dapprima un geyser di scura melassa per aria e collassando poi sotto la grande onda marrone.
    L’onda densa schiaccia tutto ciò che trova sul suo passaggio percorrendo tutta Commercial Street per schiantarsi contro il muro di pietra bianca di Copp’s Hill invadendo le cantine dei palazzi e agendo come un punteruolo sollevando e trascinando via le fondamenta. La forza dell'onda provoca poi persino il deragliamento di un treno.
    L’area viene rapidamente ridotta a un inferno di rottami e macerie.
    Quando i soccorritori arrivano sul posto, si ritrovano in uno scenario quasi surreale. Una spessa e vorticosa piscina di melassa profonda tre piedi si estende davanti a loro per circa 350 metri quadrati. In mezzo alle macerie e in ogni direzione si vedono le forme scure di uomini e cavalli che cercano di liberarsi dallo spesso e vischioso abbraccio della melassa.
    Il bilancio del disastro alla fine è di 21 vittime e più di 150 feriti.
    Ci vogliono inoltre settimane per risanare la zona, e il lavoro incessante di vigili, volontari e dei loro idranti. È uno spettacolo così straordinario che centinaia di persone vengono ogni giorno ad ammirare le operazioni di sgombero.
    Una leggenda metropolitana molto diffusa a Boston vuole che ancora oggi nelle giornate più calde, passeggiando intorno a Commercial Street si possa sentire un intenso odore di melassa salire dalla strada.
    Nella foto, il serbatoio subito dopo la tragedia.



    Fonte: le fotografie che hanno fatto la storia

  9. #169
    Cheeki Breeki! L'avatar di Rot Teufel
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Minchia che contenti dovevano essere quelli che pulivano le strade

  10. #170
    01100100 01101001 0111001 L'avatar di Kronos The Mad
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Approfondimento



    Era il 15 gennaio 1919. Il cielo mattutino era sereno sopra al North End, il quartiere italiano di Boston: dopo alcuni giorni di freddo davvero polare, l’aria si era improvvisamente riscaldata, e il mercurio del termometro si era spinto fino a qualche grado sopra lo zero. A mezzogiorno, lo scalo portuale di Commercial Street era già un brulichio di casse, scaricatori, cavalli, carri, camioncini a motore che andavano e venivano fra un molo e un magazzino, fra una nave cargo e l’altra.



    Le massaie stendevano il bucato al pallido ma confortevole sole mattutino, i mocciosi correvano qua e là alla ricerca di uno spicciolo da guadagnare, e al suono della sirena gli impiegati della North End Paving Yard uscivano dagli uffici per passare la pausa pranzo all’aperto.



    Ad un tratto, però, si udì un forte brontolio, e la terra tremò come se stesse passando un treno. Un altro rumore, che ricordava quello di una mitraglia, riecheggiò nell’aria. E di colpo il giorno sprofondò nelle tenebre.

    Un’onda scura e viscosa, alta 8 metri, sommerse l’area come un enorme tsunami, polverizzando con il suo incredibile peso l’intero fronte del porto e quasi un kilometro di strada all’interno del quartiere. Radendo al suolo le case e gli edifici, spazzando via persone e veicoli, la marea nera lasciò dietro di sé un’area completamente devastata. Incredibile a dirsi: quell’inaspettata, letale onda distruttrice era costituita da 9 milioni di litri di melassa.





    La melassa viene ottenuta dallo zucchero per centrifugazione: è un liquido scuro e denso, appiccicaticcio e dolcissimo. All’epoca, era il dolcificante più comunemente usato in tutti gli Stati Uniti, ma veniva anche fermentata per produrre etanolo e rum – e impiegata perfino nell’industria bellica. Il muro di melassa che si era abbattuto sul North End proveniva dalla fabbrica della Purity Distilling Company, e più precisamente dal suo enorme serbatoio in acciaio (fra i più grandi mai costruiti in superficie), alto 15 metri per 27 di diametro e contenente 8.700 m3 di materia prima. Il serbatoio era tutt’altro che “a norma”: era stato innalzato in fretta e furia per approfittare di un imponente carico di melassa proveniente dai Caraibi, senza un vero e proprio permesso e senza che fosse stato eseguito alcun test strutturale. Tutto il quartiere sapeva che la cisterna perdeva da anni, tanto che alcuni fra gli abitanti più poveri della zona raccoglievano la melassa che sgocciolava dalle giunture per usarla in cucina; dopo diverse lamentele del vicinato, i proprietari della distilleria avevano ridipinto l’acciaio del serbatoio di colore marrone, in modo da nascondere i rigagnoli di prodotto che ne fuoriuscivano. Ma quel giorno di gennaio, non si era trattato di una semplice perdita: il gigantesco serbatoio era letteralmente esploso, forse perché il rapido innalzarsi delle temperature nei giorni precedenti aveva dato avvio a una forte fermentazione all’interno. Fatto sta che la cisterna si disintegrò di colpo, in una nuvola di frammenti di metallo sparati in ogni direzione come letali proiettili, ed il muro di melassa che si riversò nelle strade viaggiava a quasi 60 km/h – talmente impetuoso da piegare persino le fondamenta della ferrovia sopraelevata.









    La scena che accolse i primi soccorritori è quasi indescrivibile a parole. Melassa, alta fino al petto, copriva la strada vorticando ed emettendo bolle attorno alle macerie. Qua e là si poteva vedere una forma indistinta che lottava – se fosse un animale o un essere umano, era impossibile a dirsi. Soltanto un guizzo, un dimenarsi nella massa viscosa mostrava talvolta che tipo di forma di vita fosse… i cavalli morivano come le mosche sulla carta moschicida. Più si dibattevano, più venivano inghiottiti nella poltiglia. Gli esseri umani – uomini e donne – soffrivano la stessa sorte.

    [da Dark Tide (2004) di Stephen Puleo]











    Il bilancio finale delle vittime fu di 21 morti, annegati e schiacciati dall’inondazione, e 150 feriti. Per ripulire il quartiere (edifici, selciati, automezzi, ecc.) dalla melassa ci vollero circa due settimane e più di 300 persone; l’area del porto restò colorata di marrone fino all’estate.







    Oggi una targa, posta all’ingresso di un parco, ricorda il disastro. Il folklore locale vuole che durante le estati più torride si possa ancora sentire il dolciastro aroma della melassa spandersi nell’aria – come se la tragedia avesse per sempre impregnato le fondamenta delle case e delle strade, attorno al luogo dell’incidente.

    Fonte: Bizzarro Bazar
    Ultima modifica di Kronos The Mad; 15-01-17 alle 22:44

  11. #171
    Senior Member L'avatar di manuè
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Citazione Originariamente Scritto da Kronos The Mad Visualizza Messaggio
    Oggi una targa, posta all’ingresso di un parco, ricorda il disastro. Il folklore locale vuole che durante le estati più torride si possa ancora sentire il dolciastro aroma della melassa spandersi nell’aria – come se la tragedia avesse per sempre impregnato le fondamenta delle case e delle strade, attorno al luogo dell’incidente.


    ... a prescindere...

  12. #172
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Seg(u)o

  13. #173
    01100100 01101001 0111001 L'avatar di Kronos The Mad
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    "Mary Ann Cotton
    è morta e putrefatta
    giace nella tomba
    con gli occhi spalancati.
    Cantare, cantare, cosa posso cantare?
    Mary Ann Cotton ha al collo una corda.
    Dov'è, dov'è? Penzola in aria
    vendendo manine rinsecchite, un penny al paio"


    Iniziamo la nostra storia nel 1852, quando una ventenne Mary Ann sposa un minatore dal quale ha 5 figli, anche se ben 4 di loro muoiono di febbre gastrica. Dopo un paio di traslochi la coppia concepisce altri 3 figli, ma ancora una volta i bambini muoiono in tenera età. Nel 1865 infine, muore anche il marito di Mary Ann per una malattia intestinale, ma non prima di aver stipulato un'assicurazione sulla vita che permette alla vedova di intascare un'eredità di 35 sterline.
    La fortuna non sembra davvero sorridere a Mary Ann che però non si scoraggia e, dopo un nuovo trasloco, si risposa. Incredibile, ma nel 1866, ancora una volta, Mary Ann rimane vedova perché il marito muore a causa di una malattia caratterizzata da paralisi e problemi intestinali. Ovviamente prima di morire, il premuroso marito stipula un'assicurazione sulla vita.
    Ma probabilmente sono solo tristi coincidenze! Non pensate male della povera Mary Ann!
    La signora è distrutta e si trasferisce di nuovo. A Pallion, Mary Ann diventa la governante di un signore vedovo, James, con cui intrattiene una relazione, ma, un mese dopo l'assunzione della donna, ecco che il figlio dell'uomo muore. Nello stesso anno muore anche la madre di Mary Ann dopo aver accusato dolori allo stomaco e nel 1867 muoiono i due figli di James e l'ultima figlia rimasta a Mary Ann.
    Nel frattempo nasce una bambina dal legame di James con Mary Ann, ma, inutile dirlo, muore anche quest'ultima. James finalmente inizia a sospettare della cattiva condotta della compagna e la caccia di casa.
    Chiaramente non possiamo più parlare di sfortunate coincidenze. Probabilmente Mary Ann si serve di qualche veleno per uccidere le persone a lei vicine. Il numero delle vittime è già potenzialmente alto, ma non si ferma qua.
    Nel 1870 infatti muore misteriosamente per dolori allo stomaco Charles Edward Cotton, di cui la donna si occupa. Il padre del ragazzo, Frederick Cotton è disperato, ma fortunatamente ha Mary Ann a consolarlo. Lo consola così bene che si sposano e concepiscono un bambino.
    Nel 1871 però Mary Ann decide di riprendere una relazione con un vecchio amante. Sapete già cosa succederà vero? Il povero Frederick stipula un'assicurazione sulla vita e muore di febbre gastrica.
    Mary Ann va così a convivere con il nuovo amante di cui rimane di nuovo incinta. Probabilmente vorreste vedere una fine a questo punto, ma la donna non si fermerebbe mai. Muoiono infatti il figlio rimasto di Cotton e il figlio che i due hanno avuto in precedenza, poi, ovviamente, muore il nuovo amante per febbre gastrica dopo aver stipulato un testamento in favore della donna.
    Fortunatamente un medico nota la stranezza con cui i figli di Mary Ann si ammalano e muoiono in breve tempo nonostante un'ottima salute iniziale. Si apre così un'inchiesta in cui verrà fatta chiarezza sulle mosse della donna.
    Mary Ann ha ucciso un minimo di 21 persone (si sospetta un numero molto più elevato), tra cui una dozzina di bambini, servendosi dell'arsenico. La difesa cerca di avanzare l'ipotesi per cui l'avvelenamento sia causato da una mistura di sapone e arsenico con cui la donna lava i pavimenti, ma nessuno abbocca alla scusa. In 90 minuti, Mary Ann è giudicata colpevole di omicidio plurimo.
    Il 24 marzo 1873 la donna viene impiccata, ponendo fine alla tragica scia di morte che lasciava dietro di sé.



    Da Le fotografie che hanno fatto la storia

  14. #174
    Mr.Cilindro
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Storie che ti fanno venir voglia di andare a convivere con una donna.

    Inviato dal mio SM-G357FZ utilizzando Tapatalk

  15. #175
    Senior Member L'avatar di manuè
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    non ha mai abortito: è una santa donnah!


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  16. #176
    Malmostoso L'avatar di Necronomicon
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Di una bellezza straordinaria...

  17. #177
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Citazione Originariamente Scritto da Necronomicon Visualizza Messaggio
    Di una bellezza straordinaria...
    Vabbè, morti di figa ce n'è sempre in abbondanza.
    Pensa un po' se fosse capitata qui. Forum svuotato in un annetto.

  18. #178
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    minchia a quanti parti è sopravissuta

  19. #179
    Senior Member L'avatar di manuè
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    Re: Kronos The Magazine - Elogio alla Follia

    Citazione Originariamente Scritto da Rot Teufel Visualizza Messaggio
    minchia a quanti parti è sopravissuta
    la malerba...


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  20. #180
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