Un mio amico ha studiato lingua e cultura cinese. Mi ha raccontato come TUTTA la classe dirigente cinese attuale a partire dai dirigenti di partito comunista oggi sia laureata in materie tecnico scientifiche che è considerato un PREREQUISITO INDISPENSABILE per fare carriera in questo ambito (ingegneria, economia etc...). Quindi vuol dire che in Cina non c'è neanche una persona fra la classe dirigente laureato, che so.. in letteratura, storia etc...
Io, che sono laureato in Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, trovo questa cosa ABBERRANTE. Una forma di schiavitù culturale ai danni dell'identità e della storia di un popopo.
Posso capire, e trovo ragionevole, che la società attuale sia tendezialmente a formazione tecnico-scientifica, ma a maggior ragione trovo molto prezioso e importante che venga conservato (almeno per una minoranza di persone) ambiti come la letteratura, la storia, la religione, la filosofia, e così via. Perchè nei tecnicismo difficilimente si trova il senso delle cose. E la scienza e la tecnica non ce lo dicono: dunque non serve saper "fare le cose" se non sappiamo al livello di coscienza collettiva "perchè le facciamo".
Non vedo come si debba disprezzare chi non sappia "sistemare il PC una volta al mese" anzi, trovo giusto e normale in una società differenziata che questo accada ed è anzi una ricchezza perchè vuol dire che siamo differenti. Una comunità di uguali mi spaventa, perchè è una società di schiavi e di omologati.
Ben venga dunque la valorizzazione della cultura umanistica. E ben vengano gli umanisti.





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