Qualche anno fa un conoscente di famiglia, circa dell'età dei miei genitori, ebbe qualche disavventura medica, problemi di salute, e limitazioni se non fermo prolungato o definitivo (non ho avuto aggiornamenti) della sua attività artigianale. Richiestissima, perchè faceva il liutaio, rimasti in Italia in una manciata. Conoscenza dei legni, delle colle, dei tempi, delle forme, della musica, della manualità necessaria.
Il suo più grande rimpianto era quello di non aver mai trovato un assistente/allievo/adepto che gli succedesse nell'attività, ed a cui trasmettere conoscenze, competenze e un segmento ristretto ma ricchissimo del mercato, tutte cose che richiedono una preparazione formale ed un inevitabile, lungo periodo di apprendistato.
Le ultime volte che ci parlai (prima del 2011) ricordo chiaramente che dichiarava "un ragazzino nella mia bottega MAI E POI MAI".
Aneddotica, ma è l'esempio di quella mentalità diffusa di chi non vede oltre il proprio naso.






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e vedo un po' quello che passa senza giudizi di merito. Cioè giudico il tipo di lavoro a cui ambisci, non l'ambizione ad arrivarci. Differenza sottile, ma fondamentale.


