Ma al netto di quanto può essere peggiorata l'istruzione è palese che oggi per molti posti di lavoro sia richiesta una laurea semplicemente per scremare i candidati
No piano, intanto figli non ne ho e non ne voglio avere, poi io a scuola ero sicuramente mediocre ma non ho avuto nessun problema a conseguire il mio misero diploma di ragioneria.
Volessi fare un rant basato sulla mia esperienza frignerei su quanto sia brutta la matematica visto che andavo malissimo nella materia![]()
Questo perché ormai le aziende temono che si diplomino cani e porci e quindi gli arrivino candidati che non sanno davvero nulla mandati fuori con il 60+calcinculo.
Poi, che per alcune posizioni in realtà non sia affatto necessaria la laurea o il diploma ma solo lavoro sul campo ed esperienza sicuramente è vero, ma questo è un problema delle aziende che sbagliano i requisiti per i loro posti di lavoro, non può essere un problema della scuola.
L’abbandono scolastico lo si combatte con più investimenti nell’istruzione (classi più piccole, specialmente negli ambienti più problematici, maggior supporto agli studenti in difficoltà ecc. ecc. ).
Non si combatte certo abbassando il livello e promuovendo cani e porci. In questo modo chi nasce svantaggiato non impara assolutamente nulla nell’unico luogo che potrebbe dargli una possibilità di elevarsi dal suo stato.
Il motivo per cui in Italia l’abbandono è alto magari potrebbe anche essere in relazione -forse- con il fatto che noi spendiamo 67 miliardi l’anno per l’istruzione (con ulteriori risparmi previsti per i prossimi 3 anni) e paesi analoghi come la Francia ne spendono circa 150 di miliardi.
Ma questa è solo la mia opinione.
o cercando di rendere la scuola più equilibrata controllando il lavoro degli insegnanti
Qualche pagina dietro hai scritto che raramente hai incontrato dei docenti incapaci.
Io dal 3° al 5° liceo ho subito una professoressa di italiano che faceva delle filippiche su Berlusconi. Intere ore che le venivano retribuite dal Miur per l'insegnamento, erano invece dedicate al nano e ad altre cagate riconducibili ad un certo pensiero politico.
Ogni tanto spezzava la routine lanciando invettive contro Bush e la guerra in Iraq.
Stessa cosa con l'insegnante degli anni precedenti. In prima e seconda liceo con altra professoressa che si occupava di Italiano e Storia. Libro ovviamente lasciato lì a prendere la polvere mentre ci istruiva sulle barbarie perpetrate dagli americani contro il mondo intero (oggi studiamo Alessandro Magno---> Le malefatte in Vietnam)
Il prof di Matematica era invece più pragmatico. Fino al 3o anno tutto andò bene. Il destino (o il Miur che non gli ha lavorato il riscatto laurea per tempo) ha voluto che non andasse in pensione quando voleva lui.
Ha pensato che l'unica difesa contro siffatto abuso fosse quella di non fare più un cazzo per tutto l'anno (in un liceo scientifico).
Delle medie ricordo la mia insegnante di Matematica e Scienze. Anche lei al posto di dedicare le lezioni a Mendel o a qualche altro stronzo, pensava alla guerra in Kosovo, alle bombe, al fascismo e altro.
Salvo gli ultimi 5 minuti, quando interrompeva il monologo partigiano per dirci "bene, per domani studiate da pagina a pagina".
Chi aveva dei genitori benestanti poteva permettersi delle lezioni private. Dove ad insegnare e ad intascare il compenso in nero c'erano gli stessi individui che al mattino erano impegnati a strofinar le unghie sulle gonadi. Gli altri, vuoi perché non avevano un soldo o perchè non si rendevano conto di quanto stesse accadendo, sono stati abbandonati a loro stessi.
Tutto questo è stato possibile per l'assenza di controllo. E' inammissibile che un individuo possa presentarsi sul posto di lavoro con un giornale e non fare nulla per intere ore. O peggio, mettersi a indottrinare dei ragazzini di 14/15 anni, senza che nessuno se ne avveda o lo richiami per cacciarlo via a pedate.
Quindi, ben venga la tutela della magistratura e il genitore che ride in faccia all'insegnante.
Per pura aneddotica e gusto di equilibrio, ti dico che quando ho fatto il Liceo io (sempre scientifico) gli unici insegnanti che facevano davvero il loro mestiere erano quelli di italiano e latino del triennio e - ridete pure - disegno e storia dell'arte.
Matematica e fisica sbroccava per la figlia neonata che era meglio di tutti ma la teneva sveglia 6 notti su 7 e invocava il ventennio fra un teorema e l'altro, inglese era cornificata dal marito e auguroni, scienze e chimica leggeva il libro di testo e quando chiedevamo chiarimenti diceva "ah ma questo non è importante", storia e filosofia era una specie di cattofascio con manie di manipolazione.
La docente di italiano e latino del biennio era una ciellina simpaticissima che all'inizio dell'anno annunciava chi avrebbe promosso e chi avrebbe bocciato, il destino era già scritto il 22 settembre.
A sentire i docenti di oggi fra i miei coetanei, la situazione è più polarizzata fra chi ci crede nonostante tutto e chi scalda la sedia.a dispetto di tutto. Almeno gli ideologizzati si sono estinti.![]()
FUCK IT
WE BALL
Sì, ho fatto le superiori 30 anni fa, i miei coetanei sono ora genitori di figli in età scolare più o meno in quelle scuole o addirittura sono nel girone infernale dell'insegnamento, il polso della situazione è diversificato, diffuso, e concorde.
Quelli che vanno a fare proselitismo nelle ore di lezione o inveiscono e basta contro la posizione politica A o B sono una frazione in visibile calo rispetto a pochi decenni addietro.
FUCK IT
WE BALL
È ovvio che non posso intervenire su esperienze tue
Esperienze che risalgono verosimilmente a 20-30 anni fa, per giunta (non me ne volere)
Sul reclutamento degli insegnanti e i suoi problemi ho già parlato nell’altro topic.
E comunque io ho detto che non ho mai incontrato insegnanti ignoranti nella loro disciplina, non ho detto che non ho mai visto insegnanti senza problemi comportamentali o incapaci di insegnare.
Anzi, in Italia, se ricordo bene le ultime statistiche, gli insegnanti sono la categoria professionale al primo posto per casi di burnout. Il perché è tutto da indagare, mi permetto di dubitare che sia dovuto al fatto che siano troppo coccolati.
Detto questo, resta il problema dei numeri e della spesa corrente sull’istruzione.
Possiamo tirar fuori tutti gli aneddoti di questo mondo, ma dire che l’abbandono è colpa dei docenti ha la stessa profondità del dire che si è perso la guerra per colpa dei soldati.
Come capro espiatorio va senz’altro bene. Se invece si vuole risolvere il problema temo che bisogni guardare completamente altrove.
Ultima modifica di hoffmann; 26-04-20 alle 10:24
Non credere, adesso ci sono i prof grillini che sono pure peggio
premesso che sono d'accordissimo sul problema dei fondi all'istruzione peró Balmug non ha mica tutti i torti nel sostenere che il lavoro degli insegnanti debba essere controllato, io mi sono diplomato 11 anni fa che non sará ieri ma non é nemmeno il pleistocene e al netto di pochi insegnanti bravissimi che credevano nella loro professione ho avuto anche tantissimi insegnanti mediocri con la voglia di lavorare sotto le scarpe e diversi casi umani.
Ma la cosa peggiore non erano nemmeno gli insegnanti che uscivano nel mezzo della lezione per rispondere al telefono ma quelli che magari ci provavano ad insegnare ma erano decisamente negati, in quarta superiore ho avuto una supplente di economia aziendale (materia d'indirizzo tra l'altro) che dovevamo correggere almeno un paio di volte a lezione, alle lamentele della classe preoccupata per gli esami dell'anno successivo dirigente scolastico e corpo insegnanti hanno fatto orecchie da mercante.
La mia esposa stava al fiume, señor, a lavare... un gringo l'aggredì e la voleva...
Ci sono pure quelli che a priori criticano qualsiasi proposta pentastellata nella vana speranza di sembrare intelligenti. Capita soprattutto all'Università dove chi aveva ottenuto incarichi per stretta di mano, e dove pagavo per frequentare corsi di economia, ciarlava per ore dei gomblotti dei pentastellati.
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Ultima modifica di raistlin85; 26-04-20 alle 12:14
Io sono vicentino e ti posso assicurare che conosco diversi ingegneri laureati prima e dopo della riforma 3+2 che svolgono ruoli da perito, ma il punto non è ingegneria quanto il fatto che di fronte alla mancanza di lavoro molte aziende usano la laurea e/o il diploma per scremare molti possibili candidati, perché già prima del virus non è che la disoccupazione non fosse un problema.
Questo per dire che c'è poco da prendersela con le scuole che abbassano gli standard per promuovere gli studenti quando abbiamo un mercato del lavoro che richiede il diploma pure per farti pulire i cessi![]()
ragá con "ai miei tempi sí che si studiava, mica come oggi che si diplomano cani e porci!1!!" possiamo andare indietro fino allo stato sabaudo, poi se permettete sto elitismo spicciolo da gente che si é diplomata/laureata negli 00s fa abbastanza ridere
La veritá é che un titolo di studio perde di valore nel momento stesso in cui un numero maggiore di persone ne hanno accesso, ora io non mi sento di negare che il livello dell'istruzione superiore sia diminuito semplicemente perché non ho i mezzi per farlo, ma la veritá é che oggi nel mercato del lavoro si richiedono piú titoli di studio semplicemente perché l'occupazione é calata e tanti settori dove non erano richiesti i suddetti titoli sono finiti ridimensionati dalla globalizzazione e dalla facilitá con cui intere produzioni possono essere delocalizzate in paesi dove la manodopera non specializzata costa un decimo
La mia esposa stava al fiume, señor, a lavare... un gringo l'aggredì e la voleva...
Che è il motivo per il quale si dovrebbe incitare la gente a studiare, oppure il loro lavoro se lo fregheranno altri che chiedono un tozzo di pane.
Il titolo di per sè è una cosa che nelle società umane complesse è necessario. Se si svaluta un titolo regalandolo a chiunque, si creerà un altro titolo "più elitario" che distingua chi studia da chi non studia. Succedeva lo stesso con i titoli nobiliari nell'europa dell'Ancièn Regìme, se un titolo veniva venduto a tutti i nobili per rimpinguare le casse lo stato, subito si creava un altro titolo nobiliare più in alto di quello appena concesso a tutti.
Posto che di quante persone parliamo in realtà? Chi viene bocciato alle medie solitamente è perché deve recuperare lacune così grandi che è solo un bene per lui rifarsi un anno. L'80 per cento delle volte sono stranieri che arrivano e non sanno una parola di italiano.
Alle superiori, la gran parte delle bocciature sono a causa di un errato indirizzo scolastico scelto. Alunni che non sono evidentemente portati per lo studio ma che i genitori iscrivono al Liceo perché "no mio figlio è un genio incompreso, si non ha grandi voti ma è perchè si annoia, non gli piacciono i professori delle medie, è un periodo ora pensa alle ragazzine, poi maturerà.....inserire tutte le scuse da genitore possibili". In questo caso il problema sta a monte, e forse è solo un bene che la realtà faccia capolino prima che sia tardi.