Tra le mie reminescenze del lavoro privato in una grande multinazionale LGBT+ friendly:
1. Scrivi quanta più fuffa possibile così sembra che hai laborato meglio (concetto ripetuto più volte anche ad ogni esame del mio MBA);
2. colleghi, quelli bravi e rispettati, che mettevano dentro i Word inviati ai clienti scansioni non compresse con il risultato di creare file inutilizzabili;
3. Colleghi, sempre quelli bravi, che usavano l'auto aziendale per guadagnare con blablacar durante l'orario lavorativo;
4. Riunioni su riunioni di ore per parlare di stron***e che potevano essere riassunte in meno di trenta secondi (e non è un eufemismo);
5. Dulcis in fundo, colleghi che facevano il tocco per non restare con il collega presunto gay. Cosa arrivata alle orecchie delle super HR che hanno risposto con pernacchie mentre si organizzavano per sponsorizzare i gay pride.
E così via.
Ero arrivato al punto che quando stavo in quel covo di bestie invidiavo il filippino delle pulizie.
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se lasciati a se stessi i problemi tendono a risolversi da soli, se così non accade, allora è meglio lasciar perdere il tutto e passare ad altro.
- gli ignoranti ignorano -
Io comunque non tirerei in ballo i concorsi visto il numero di casi umani sia tra gli insegnanti precari che quelli di ruolo.![]()
Va detto che in caso di contenzioso è difficile anche per il datore di lavoro/dirigente metterci 'na pezza.
C'è chi si da da fare e bon.
Ma c'è chi, magari per davvero, magari in modo pretestuoso, dice di non avere i mezzi.
Abito in un rustico in mezzo alle colline (true story di una collega di mia moglie), non prende internet se non col telefonino e non ho banda, sono obbligato a restare a casa, come faccio a fare didattica online in modo "serio" (videolezioni ecc?)
Mi è materialmente impossibile e non puoi neanche dirmi "comprati un apparecchio", in teoria è il datore di lavoro che deve fornire il lavoratore degli strumenti per poter operare, primo, secondo se anche uno accettasse di arrangiarsi non sempre è cosi facile o ci può volere tempo
Uguale una delle prof di mia figlia, vive in mezzo alle campagne e c'è poco che possa fare.
A parte lei, gli altri sono organizzati bene, lezioni puntuali tutte le mattine con un orario settimanale fisso, prof che inviano audio extra-orario per chiarimenti e approfondimenti, disponibili per email, etc.
Certo in un liceo è più facile che alle elementari o medie, però devo dire che sono stato sorpreso da come sta andando la didattica a distanza, per noi esperienza sicuramente positiva.
Ad ogni modo non capisco perché svilire la propria persona e la propria professione, farsi passare come lo schiavo del terzo millennio semplicemente perché qualcuno prova invidia per la propria posizione. Con tutta sincerità ho sempre parlato così bene del mio lavoro che praticamente tutti i miei amici e persino alcuni studenti provano invidia e rispetto per la posizione che ricopro, ma nonostante ciò mi trovo continuamente colleghi o pseudo tali che descrivono il nostro mestiere come quello di uno sfigato, precario che lavora "trenta ore" al giorno e che ha il moccolo al naso appena un genitore che non capisce nulla osa parlare.
E non è vero.
Se un insegnante fa il proprio dovere (e ribadisco FA IL PROPRIO DOVERE) nessuno e ribadisco nessuno ha il diritto di parola, nemmeno il dirigente scolastico.
Ed è vero che lavoro una media di 22 ore a settimana (compreso il lavoro a casa), inizio spesso di lavorare alle 13 per finire alle 16 e che, non avendo quinte, l'otto giugno stacco (gli scrutini manco li ritengo lavoro) per riprendere a settembre, ma è anche vero che ci sono tanti altri professionisti che guadagnano molto più di me con un minor numero di ore e con meno responsabilità. Andate da un nutrizionista, da un psicologo, da un medico per una semplice visita specialistica o da un lurido personal trainer e caccerete anche duecento euro per mezz'ora di lavoro. Andate da un carrozziere per un graffio, da un idraulico, da un falegname, da un meccanico e mi fate sapere quanto vi spellano per mezz'ora di lavoro, in nero chiaramente.
Quindi per favore smettetela di perdere tempo con chi ha una capacità intellettiva da opinionista con Malgioglio al grande fratello e smettetela di svilire la vostra professione perché a quel punto è giusto che genitori e studenti non vi rispettino.
E se qualcuno vi dice che siete privilegiati ricordategli che occupate un posto pubblico senza santi in paradiso e che quindi, se sono in grado, sono i benvenuti a farvi compagnia.
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Ultima modifica di raistlin85; 07-05-20 alle 00:27
ho lavorato nel privato, pretendono risultati
Mi rendo disponibile ad essere insultato ai sensi dell'art. 1 del 29/3/2016 legge Salgari
Hoffmann una cosa mi interessava sapere.
Ma con sta storia delle interrogazioni e prove remote, hai mai sentito di qualcuno che ha usato lo schermo per metterci degli appunti.
Lo schermo suo non lo vedi![]()
Si è visto di tutto (dagli appunti a schermo, a madri con i cartelli, a cuffie con suggeritori).
È il motivo per cui, sino a oggi, anche chi opera nella formazione online fa didattica a distanza, mica valutazione a distanza.
Però la situazione è questa e c’è poco da farci.
Si possono usare metodi che ostacolino gli imbrogli, ma sono comunque palliativi.
Per esempio per evitare le comunicazioni a schermo o suggeritori con cartelli si impone ai ragazzi di guardare dritto in fotocamera. Appena guardano altrove, anche di pochi gradi, lo si nota.
Oppure, per ostacolare i suggeritori in cuffia, si fa la domanda e, se si vede che il ragazzo tace come se stesse ascoltando un suggeritore, allora il prof. continua a dar spiegazioni sulla domanda fatta in modo che il ragazzo non capisca più un cazzo se sta ascoltando contemporaneamente altro.
Guardie e ladri. Come sempre, in fondo![]()
Quando andavo al Liceo avevo più di qualche professoressa (di solito tue colleghe di italiano e storia) che ci interrogavano lasciandoci seduti al banco e con il libro aperto buttato là. Ovviamente non potevi metterti a leggere ovviamente né tenere lo sguardo fisso sul libro (men che meno girare le pagine) però con una buana vista ogni tanto riuscivi a dare qualche sguardo furtivo alla pagina del libro aperta.
In più di un'occasione mi era capitato di non aver studiato la lezione del giorno, sicuro che non sarei stato interrogato, e poi di beccarmi invece l'interrogazione a sorpresa. Beh, grazie al fatto di aver comunque studiato le lezioni precedenti, grazie al fatto di aver letto veramente 10 secondi di lettura iperveloce mentre la professoressa prendeva il registro per scegliere chi interrogare (e puntualmente aver capito che l'avrei presa in quel posto), e soprattutto grazie alla mie innate doti intellettive e capacità logiche, in quelle occasioni riuscivo a cavarmela. Insomma non davo l'impressione di aver letto quelle cose solo un attimo prima.
Poi beh, non sono mica Stefansen per caso, e capisco che non tutti i tuoi alunni saranno così
Lascio sempre tenere aperti libri e appunti. Fa capire moltissimo riguardo alle capacità dello studente, al metodo di studio e soprattutto si capisce all’istante se ha studiato o no.
Quelle quattro cose che riesce a occhieggiare non sono importanti fin tanto che lo costringo a organizzare gli appunti in modo tale da tentare di farmi fesso![]()