Cagaquarzi andrebbe picchiata con un badile finchè diventa intelligente.
Cagaquarzi andrebbe picchiata con un badile finchè diventa intelligente.
Parlaci di qualche bimbo colorato tipo Bello Figo da piccolo.
Bimbi colorati quasi nulla.
Ho soprattutto balcani, Europa dell'est (Romania e Bulgaria), qualche russo adottato.
un caso ne ho parlato in un thread qualche giorno fa...in pratica in una (ricca) scuola privata la mamma (conoscente di lavoro) parlava con naturalezza che la figlia ed una percentuale spaventevole (35% se non erro) di alunni risulta "dislessica"
nell'altro caso la mamma (amica di parenti in un nefasto pomeriggio in famiglia) parlava di come era riuscita a ottenere la "dislessia" (manco fosse una patente) al figlio..."altrimenti a scuola ci sarebbero stati un sacco di problemi" (no comment)
volevo capire se mi trovo davanti a gente scoppiata o davvero 'sta pratica è diffusa.
Ultima modifica di pasquaz; 20-02-17 alle 17:47
Casi?
Gli episodi più divertenti accadono in prima.
Tanti ragazzi hanno la certificazione alle medie, ma appena si iscrivono alle superiori i genitori non rinnovano la richiesta perché tanto "era tutta colpa degli insegnanti".
Ovviamente i ragazzi cominciano subito a far schifo pure nella nuova scuola.
Verso febbraio, con l'arrivo delle pagelline, i genitori capiscono che anche qui ci sono "insegnanti incapaci" e parte la corsa alla moral suasion e alla certificazione medica.
In genere l'ondata grossa di certificazioni arriva a marzo. In casi disperati arrivano in extremis ad aprile-maggio, nella speranza di influenzare gli scrutini.
In una scuola dove sono stato, l'andazzo era talmente imbarazzante che il dirigente ha dovuti imporre limiti temporali per iscritto.
Ultima modifica di hoffmann; 20-02-17 alle 17:52
Io avevo in classe un diversamente nordico che si faceva le seghe durante l'ora di lezione. Veniva una volta sì e venti no tanto per arrivare a 14 anni ed andare a lavorare.
Noi abbiamo avuto a scuola elementare questo http://ricerca.repubblica.it/repubbl...mbino-mai.html
Mi ricordo che rubava dai giubbini. Poi un mio coscritto fu "sequestrato" in casa dal ragazzo che lo costrinse a bere e fumare e lo chiuse in uno stanzino. Scappò da una finestra.
hoffmann, racconta qualche episodio "succulento" accaduto durante qualche gita scolastica... e non dire che non te ne sono accaduti che non è possibile ed io lo ben so![]()
se lasciati a se stessi i problemi tendono a risolversi da soli, se così non accade, allora è meglio lasciar perdere il tutto e passare ad altro.
- gli ignoranti ignorano -
Per una serie di eventi fortunati sono finora riuscito a tenermi alla larga dalle gite.
Se sarò costretto, mi faró un'assicurazione come i miei colleghi.
Girano storie dell'orrore da far accapponare la pelle.
Un paio di anni fa un mio amico si é trovato in mezzo in un caso in cui é addirittura morto un ragazzo.
Non credo che sia necessario scendere in dettagli perché la tragedia del liceo di Padova ha avuto risonanza enorme.
Finché potrò, ne resteró fuori. Ragazzi e genitori non permettono più di affrontare queste attività a cuor leggero.
Madonna Hoffmann. Ti sono vicino![]()
Io in classe avevo lo spacciatore del liceo e 3 ciellini. Valgono come casi disperati?
Rilancio con il "minore non accompagnato, anzi no".
Anche questa è una storia di fantasia.
Un minore non accompagnato è un ragazzo che non ha parenti sul suolo italiano.
In sostanza, il mio studente aveva bussato all'età di 12 anni alla porta di una comunità che da allora si era occupata di lui.
Mi sono ritrovato questo caso per le mani ancora una volta da coordinatore. Era - è - un ragazzo balcanico.
Il ragazzo sembrava un po' Dr Jakyll e Mr Hyde, ma con tanta pazienza il consiglio di classe era riuscito a fare un lavoro quasi decente e a contenere i danni.
Un bel giorno, dopo le vacanze di Natale, le cose precipitano all'improvviso. Il ragazzo non ha più i libri e racconta storie contraddittorie.
Alla fine rintraccio la comunità e cerco di capire cosa sia successo.
In sostanza, come spesso accade, il ragazzo non era veramente "non accompagnato". La madre c'era, ma aveva convinto il ragazzo a fingere per permettergli di essere seguito da non so che programma d'inserimento. I due si vedevano di nascosto di tanto in tanto perché sapevano che i servizi sociali sospettavano la cosa: il finto minore non accompagnato non è infrequente.
Poco prima di Natale la madre era stata pescata e denunciata per abbandono di minore. Il ragazzo era stato interrogato e avevano cercato di fargli dire che era stata tutta un'idea della madre; il ragazzo, comprensibilmente, non se l'era sentita di tradire la madre e aveva confermato che lui era d'accordo. Avendo più di 14 anni era finito sotto indagine anche lui. I servizi sociali avevano buttato il ragazzo fuori in malo modo e non gli avevano permesso di prendere nulla (neppure i libri).
La madre era in Italia con un permesso che scadeva a maggio; se le fosse stato affidato il ragazzo questo, a maggio, sarebbe stato costretto a rientrare in patria senza poter finire la scuola. Alla fine si era deciso di affidarlo a uno zio residente regolarmente in Italia.
Un pasticcio incredibile sul quale non è necessario che mi soffermi troppo.
La cosa allucinante è che di tutto questo la scuola non sapeva nulla. Nessuno aveva pensato a comunicare il cambio del tutore legale e altre cosuccie di questo genere; la scuola ha rischiato di ficcarsi nei casini in mille modi diversi non sapendo con chi comunicare di preciso e a chi affidare tutta una serie di documenti.
Io le informazioni le ho ottenute con un giro di telefonate a titolo personale (e mi sono pure preso cazziate per aver girato alla segreteria documenti che non avrebbero dovuto essere in mio possesso).
In ogni caso, e sino alla fine dell'anno, mi sono dovuto giostrare tra un ragazzo sempre più fuori controllo, una tutrice legale dei servizi sociali che... lasciamo stare, degli zii che erano stati quasi costretti ad accettare la responsabilità di un ragazzo che continuava a mettersi nei guai, e una dirigenza scolastica che puntava a salvarsi il culo.
In tutto questo il ragazzo aveva le responsabilità minori. Mi rendo conto che ha commesso tanti errori, ma - poveraccio - per tre anni era stato costretto a vivere una menzogna e poi era stato strappato via da tutto ciò che era riuscito a mettere assieme.
Forse ha ragione una mia collega con quarant'anni di servizio che, quando ci troviamo di fronte a questi casi, dice: "Fuori di qua c'è scritto scuola, non rifugium peccatorum".
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Non me lo ricordo.
Immagino i soliti cinque giorni.
Ultima modifica di hoffmann; 20-02-17 alle 19:31