minchia come si sta sfogando hofmann, qua deve pagare 50 euri al fondo cassa tipo seduta dallo psicoh!
ma va là, che ci sarebbe da pagare per questo interessantissimo spaccato di ahemm, pura fiction...![]()
cmq lo stile narrativo è ottimo, ma il contenuto lascia a desiderare
per dire, nei corridoi della mia scuola potevi incrociare gente con il taser (quando ti andava bene)
per favorire la concentrazione durante le verifiche potevi fumare
gli orari di ingresso e di uscita erano una semplice indicazione
Per i contenuti sono invitati a collaborare tutti.
Il titolo "A song of ice and fire" sta a indicare anche questo: una narrazione policentrica![]()
Io un'estate ho avuto a che fare con un bimbo all'apparenza normale. Poi però, mentre gli spiegavo le divisioni, ha messo una mano sul culo. Faceva finta di ascoltarmi e intanto si ravanava il buco del culo... Poi, con nonchalance, ha annusato la sua mano ed è andato a farsela leccare dal suo cane.
Ho fatto finta di niente perché mi pareva difficile anche solo affrontare l'argomento con lui o con sua madre![]()
ma cosa cazzo![]()
Ok, l'ultimo aneddoto e vado a nanna.
Riguarda un ragazzo belloccio che chiamerò Beicapelli. Anche lui dei balcani :bua.
Beicapelli arriva in classe con mesi di ritardo perché è il solito pacco rifilato da altre scuole: anche lui è stato "riorientato".
Beicapelli per tutto l'anno non fa letteralmente una sega e si premura anche di rompere i coglioni ogni singolo istante che è in classe.
Dopo mesi e mesi di fegato amaro, si arriva alla fine di aprile e Beicapelli si rende conto che non ha la minima speranza di passare l'anno.
Che fare? La coordinatrice della classe è un tipo un po' particolare: ha sicuramente un cuore d'oro, ma è un po' tanto svampita.
Beicapelli comincia a chiederle di continuo di andare dallo psicologo della scuola per parlare. Lei abbocca, lo interroga, vuole capire. Lui allora le racconta una storia strappalacrime del padre che, di tanto in tanto, torna in Italia e instaura un clima di terrore e botte in casa che gli impedisce completamente di studiare (evidentemente lo choc gli impone anche di rompere i coglioni a scuola). Sarà vero?
La coordinatrice comunque ci crede e porta il ragazzo dalla Dirigente. Questa guarda perplessa il ragazzo e l'insegnante e fa notare che l'unica cosa che può fare è una segnalazione ai carabinieri; se il ragazzo è disposto a ripetere tutto davanti a loro. Beicapelli si ritrae.
La Dirigente comunque segnala la cosa per scaricarsi la coscienza. Vengono prese anche delle iniziative per attirare i genitori a scuola, ma questa è un'altra storia.
Beicapelli intanto continua a lavorare ai fianchi la coordinatrice, la quale inizia a mandarci email disperate nelle quali ci implora di fare il possibile per i voti di Beicapelli.
Un giorno Beicapelli, più mogio del solito, confessa alla coordinatrice che il padre è tornato e che il giorno precedente è stato un inferno; nessuno si è salvato: lui, la madre, la sorella e persino il gatto (wtf). Ha anche le prove: è riuscito a registrare tutto con il cellulare. Solo l'audio purtroppo. La coordinatrice ascolta e rimane sconvolta.
Caso vuole che quel pomeriggio stesso ci sia l'ultimo consiglio di classe prima degli scrutini. La coordinatrice ci riferisce gli ultimi terribili avvenimenti, ci implora ancora una volta di fare il possibile e, con un colpo di teatro, tira fuori la registrazione.
Cala il silenzio e l'audio parte.
Non c'è traccia del padre, di Beicapelli, della madre o della sorella: l'unica cosa che si sente è un povero gatto che si lamenta disperatamente mentre viene menato da qualcuno. Noi ci guardiamo basiti mentre ci chiediamo come mandare a cagare la coordinatrice senza che si offenda.
Quando l'audio si ferma è la professoressa di geografia a rompere il silenzio.
- Ma povera bestia...
Ultima modifica di hoffmann; 20-02-17 alle 23:59
^^ quando ho letto "mentre gli spiegavo le divisioni, ha messo una mano sul culo" pensavo ti riferissi al tuo.
mioddio
per fortuna ho avuto solo studenti adulti, la più giovane aveva 20 anni..
Anni fa, durante un'estate in cui lavoravo con una cooperativa, capitò un bimbo un po' particolare. Aveva una di quelle malattie psicologiche che lo facevano reagire con violenza ad un qualsiasi minimo stress.
Era una specie di toro, tipo in quarta elementare ma 60 kg di peso. Lo chiameremo Marco.
Durante un gioco, lo vedo da lontano andare a tirare un pugno ad un altro bambino.
Separo Marco che era trattenuto a stento dalla giovane e leggera animatrice e domando "Perché?"
L'animatrice dice "è scattato, non so perché"
Mi rivolgo al bimbo "Perché?"
E il bimbo, rosso in viso dalla rabbia e trattenendosi mi dice "perché mi ha chiamato Marco!"
"Ma tu ti chiami Marco"
Giorni dopo, durante la mensa, a qualcuno cade un bicchiere di acqua e una goccia arriva a bagnarlo.
Si alza in piedi, prende il bimbo responsabile di tale sopruso e lo sbatte sul tavolo tipo le risse in prigione che si vedono nei telefilm. Appoggio la mia forchetta, salto uno dei tavoli della mensa in preda all'orrore puro urlando senza rendermene conto "oh ma che cazzo fai" lo afferro tipo presa di wrestling per impedire che cominci a tirare pugni, Marco continua a voler aggredire l'altro bimbo, lo trascino lontano a forza e a fatica lo calmo.
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Una bella visita dallo psichiatra e poi via a scuola bello riempito di benzodiazepine che lo rendono indistinguibile da un agnellino con leggero ritardo mentale. Questo si merita uno così.
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Anche a me piacerebbe. Anche di 21 o 22 anni va bene.
ha rabbia!!! ha i pugni nelle mani!!!
sbaglio oppure sei pure ben piazzato, necro?