Buongiorno Glasco. Il mio collega, questa mattina, era sconsolato. “Mi hanno rubato lo scooter”, ha spiegato. “Ma come, quel vecchio catorcio?” ho chiesto, e lui “sì, l’avevo preso apposta vecchio e malandato, ma non è servito”. “Beh almeno il danno è piccolo”, abbiamo cercato di consolarlo. Lui però ha scosso la testa “sono a Milano da dieci anni e mi hanno rubato quattro biciclette, tre scooter e tre moto… sotto casa, sotto l’ufficio, fuori da un locale, in estate, in inverno, di notte, in pieno giorno… non so più che fare”. “Hai fatto la denuncia?” “Certo, e mi hanno risposto che vuol farci, a Milano succede”. Ecco, Glasco, questa è Milano, oggi. La città in cui il furto di una moto, uno scooter o di una bicicletta sono considerati “normali”, una specie di tassa che la città pretende e alla quale nessuno può sottrarsi. L’unica spiegazione, forse, è che sia una strategia per incentivare l’uso dei mezzi pubblici…





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