L’altro ieri era il 25 Aprile, Festa della Liberazione. Come sempre le manifestazioni sono state teatro di proteste sulla partecipazione di alcuni gruppi. Sono passati 72 anni da quel 25 Aprile 1945 ma purtroppo resta ancora una festa che divide anziché unire, una festa che ha mantenuto intatto lo stesso astio e quel veleno di 72 anni orsono, una festa «partigiana» (e non intendo dire “dei partigiani” ma con l’accezione etimologica: una festa “di parte”). Io penso che il 25 Aprile non vada celebrato come festa, perché è tutto fuorché una festa. Una festa dove il “dress code” è la bandiera rossa e lo spartito di «Bella ciao», che identificano solo una parte che non è tutta l’Italia. Carissimo Severgnini, lei conosce bene gli USA e sa come sia sentito il 4 Luglio, quando i coloni si riconobbero liberi e ripudiarono la madre patria, oppure un 14 Luglio francese (con la presa della Bastiglia): quelle sono feste che uniscono tutta la nazione! Il 25 Aprile invece la divide. Perché festeggiare allora il 25 Aprile che ha portato a quell’orrenda squallida sceneggiata di piazzale Loreto definita (dagli storici!) come una “scena da macelleria messicana”? Perché festeggiare il 25 Aprile che ha portato alle foibe titine e ha dato la stura alle stragi del famoso “triangolo rosso” di Reggio Emilia? Non è la festa di tutti. È una data macchiata da tanto sangue Italiano. Oppure possiamo anche commemorare (non festeggiare!) quella data storica ricordando (tra i tanti!) una bambina di 13 anni come Giuseppina Ghersi, catturata, torturata, violentata ed uccisa dai partigiani rossi. Oppure come il seminarista Rolando Rivi (quasi coetaneo di Giuseppina) a cui toccò la stessa sorte.
i parmigiani sono saltati sul carro armato dei vincitori![]()
No ma comunque il 25 sono andato a fare un giro alla festa in un parco in un paese vicino. Nell'ordine ho visto:
1) famiglie di zecche con madri culone inchiavabili con tshirt "Ora e sempre partigiani" e padri hipster barboni
2) gruppi di giovani che si facevano le canne incuranti del fatto che attorno c'erano bambini anche piccoli che magari avrebbero fatto a meno di sorbirsi il loro fumo passivo
3) le band con i fiati e i bonghetti che suonavano musica etnica da zingari, da africani e i canti partigiani
4) la vecchia di millantamila anni chiamata sul palco a descrivere come plausibilmente ha messo fuori combattimento una panzer division col potere partigiano
5) ragazzini del locale istituto agrario che a discapito delle scarse capacità nella lettura e nella scrittura hanno letto i loro temini in stile scuola elementare sulla loro gita a Sarajevo
The things you do for love
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Ho smesso di supportare Bicio ma sostengo qaz_tan![]()
il problema non sono le feste di liberazione o la liberazione. è la gente che è stupida come la merda o violenta. erano tali i fassisti ed erano tali molti partigiani. e tutti quelli che ballano con la faccia colorata e suonano i bonghi devono andarsene affanculo
it's the cowboy way
allabraz win![]()