Il Papa ha già detto di "trovare una soluzione di mediazione"?
Cosa faremmo se accadesse in Italia? Un cazzo, come sempre. Abbiamo campi rom dove avviene di tutto, luoghi di culto illegali nei sottoscala dei condomini con i condòmini che sono costretti a manifestare in strada, clandestini con foglio di via che fanno il cazzo che vogliono anziché essere trasportati con la forza nei loro paesi, bande di delinquenti che entrano indisturbati dai loro paesi (europei) facendo rapine come se andassero al supermercato e tornano a casa loro fino alla prossima "spesa", vado avanti?
Non faremmo un cazzo, come sempre e lasceremmo che i perbenisti facciano i loro discorsi del cazzo "basta con la violenza", "non ci piegheremo al terrore", ecc... Siamo patetici e continuiamo a leccare il culo a perbenisti che ci faranno andare a fondo, appena entrerà lo ius soli saremo fottuti.
Beh se ci basiamo su come ci siamo comportati in passato... manderemmo l'esercito a rastrellare le zone a rischio casa per casa (come Vespri Siciliani dopo le bombe degli anni '90), andremmo avanti a espellere ogni singolo imam e testa di straccio beccato a dire "abbasso l'occidente" (come già succede), e quelli rimasti li consegneremmo alla CIA per farli torturare (come Abu Omar).
Il tutto condito da posti di blocco a ogni angolo delle strade presidiati da poliziotti fascisti col grilletto facile, come quelli che hanno ammazzato l'attentatore di Berlino. Quanto ai poveri migranti innocenti accampati nelle stazioni, ci penserebbero gli altri sbirri tipo quelli del video del negretto in autostrada a insegnargli cosa significa la paura.
La polizia catalana ha confermato che l'uomo ricercato per l'attentato di Barcellona è il 17enne Moussa Oukabir.
El Periodico ha diffuso una foto del giovane, che è residente a Ripoll, a nord di Barcellona (dove sono stati arrestati due uomini) e si è radicalizzato negli ultimi mesi. Come gli altri componenti della cellula, che per questo sono difficili da intercettare, riferisce la polizia. Dopo che il principale sospettato dell'attentato a Barcellona si è presentato alla polizia dicendo di essere Driss Oukabir e che i suoi documenti gli sono stati rubati giorni fa, gli inquirenti spagnoli hanno capito che l'attentatore in realtà è suo fratello, Moussa Oukabir, 18 anni, che avrebbe usato i documenti del fratello più grande per affittare il furgone con cui ha compiuto la strage del 17 agosto.
Dai profili social di Moussa è emerso che due anni fa alla domanda "Cosa faresti da re del mondo" ha risposto: "Ammazzare gli infedeli e lasciare in vita sono i musulmani che seguono la religione".![]()
salvini vieni qua , ci sono proseliti da fare!
Ci stavamo illudendo, non ne avevamo motivo. Adesso Barcellona. Prima, Parigi. Prima ancora Londra, due volte. Andando indietro: Stoccolma, Londra, Berlino, Nizza. In poco più di un anno, otto attentati con la stessa tecnica, orribilmente semplice: falciare la folla con un mezzo a motore. Gli assassini non hanno fantasia; noi non abbiamo memoria. È umana e comprensibile, questa rimozione. Ma non ce la possiamo permettere. Le autorità di Barcellona hanno invitato i presenti a non diffondere foto e video della strage. Lo hanno fatto, in catalano, i Mossos d’Esquadra e in spagnolo la Policìa Nacional, attraverso Twitter. Non è servito. Internet è spietata. Ieri sera rimpallavano ovunque immagini raccapriccianti, girate da vicino: corpi a terra, soli, nei minuti sospesi terribili fra la fuga di massa e il ritorno della consapevolezza collettiva. Si vedono bambini e giovani donne immobili sulle onde bianche della pavimentazione delle Ramblas. Si vedono le pose innaturali dei corpi, i vestiti sollevati, le scarpe spaiate e smarrite, il sangue scarlatto che sembra finto, cinematografico.
Si sentono pianti e lingue mescolate. Voci gridano piangendo «hijos de puta» («figli di puttana») e «malditos» («maledetti»). Ma cosa importa di tutto questo ai mostri distanti dell’Isis? La loro idea di guerra è uccidere ragazzi a passeggio, un giovedì sera d’estate. Se hanno un dio, chissà come si vergogna di loro. Alla nausea davanti all’orrore, s’aggiunge le vergogna colpevole della ripetizione. Cosa possiamo dire che non abbiamo già detto? Cosa possiamo raccontare che non abbiamo già raccontato? Le dirette televisive, i siti web, le immagini e le notizie sono simili a quelli che hanno segnato l’estate 2016, e poi l’autunno, e poi l’inverno, e poi la primavera del 2017.
È il turno di Barcellona, insieme a Londra la città più europea d’Europa. La folla felice, le nazioni e le generazioni mescolate, il sole e la vacanza, il mare poco distante: il meglio del continente, in una giornata d’agosto. Poi i giovani immigrati invasati, il furgone, la strage fin troppo facile, la gente che piange e che corre. Le ipotesi, gli arresti, i conflitti a fuoco. Almeno 13 morti e 80 feriti, di cui 15 gravi. Fa bene il figlio adottivo più celebre della città, Leo Messi, a scrivere: «Barcellona, sii forte». Ma non basta. Barcellona, la Catalogna, la Spagna, l’Europa e tutti noi dobbiamo anche essere calmi. E capire se, per caso, non sbagliamo qualcosa.
Può apparire crudele chiederselo ora: ma com’è possibile che un furgone possa infilarsi lungo le Ramblas, scendere a zig zag per 600 metri e falciare la folla, nel picco della stagione turistica? Mentre il livello di allerta in Spagna, da due anni, è 4 su 5? Com’è accaduto che la celeberrima passeggiata non fosse, in qualche modo, protetta? Il luogo è iconico: come Trafalgar Square a Londra, gli Champs Élysées a Parigi, il Colosseo a Roma, piazza del Duomo a Milano. E non c’è dubbio che i nostri nemici islamisti, attraverso i loro disgraziati manovali locali, cerchino proprio questo: colpire luoghi simbolici in città simboliche, in modo da amplificare il terrore.
Questo non rende prevedibili gli attacchi. La prevenzione assoluta è impossibile, purtroppo. Ma l’orrendo modus operandi dei terroristi dell’Isis appare chiaro. Oltre ai luoghi simbolici, prendono di mira posti affollati: la passeggiata di Nizza, il mercato di Berlino, il concerto di Manchester. Oppure sale da concerto, stadi, chiese. In una sorta di spaventosa economia degli sforzi, vogliono fare molto male in poco spazio e in breve tempo. Sapere questo non ci rende invulnerabili, come abbiamo visto; ma un po’ meno vulnerabili forse sì.
Una seconda considerazione, amara: le modalità dell’attentato descrivono i gesti disperati di una forza sconfitta. Non c’è niente di più facile che uccidere un essere umano con un mezzo a motore. È la banalità della strage, non per questo meno sconvolgente. Ma dimostra — una dimostrazione di cui avremo fatto a meno — che le forze di sicurezza europee stanno facendo un buon lavoro. Gli industriali del terrorismo sono fermi; al loro posto, gli artigiani del terrore. Di cui dovremmo aver capito i metodi. Quanto è accaduto ieri sera prova che non è così.
Un’ultima considerazione, dolorosa e doverosa: un grande continente libero come l’Europa non può piegarsi davanti ai colpi di coda di un’ideologia primitiva, che sta perdendo territorio e consensi. Certo: anche questo lo abbiamo detto e ripetuto. Ebbene: in giornate come queste, dobbiamo ripeterlo ancora, con forza. Occorre capire come disinnescare le schizofrenie identitarie — gli assassini, anche stavolta, sembrano cresciuti tra noi — ma non c’è dubbio: il giorno in cui tutto questo sarà finito per sempre non è lontano. Ma non sappiamo quant’è vicino, purtroppo.
Beppe Severgnini
qualcuno ha notizie di absint? conte zero? da quello che ho letto la seconda vittima italiana è un amico ex utente di ngi che era in Spagna con la fidanzata.
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I sogni non svaniscono, finché le persone non li abbandonano. Capitan Harlock
se lasciati a se stessi i problemi tendono a risolversi da soli, se così non accade, allora è meglio lasciar perdere il tutto e passare ad altro.
- gli ignoranti ignorano -
mi spiace, porca puttana un mio ex amico è morto quasi un mese fa perchè una cretina gli ha tagliato la strada e ancora mi brucia dentro figurarsi ai suoi parenti e lei non l'ha fatto intenzionalmente, non si può crepare male in questo modo per colpa di fanatici dementi.
I sogni non svaniscono, finché le persone non li abbandonano. Capitan Harlock
Ogni volta sto lì a chiedermi quale sarebbe la soluzione eticamente accettabile.
E la soluzione eticamente accettabile non c'è, perché non puoi integrare gente che ha clamorosamente mancato il processo di secolarizzazione. Siamo in due punti diversi e paralleli della storia, le nostre culture sono compatibili solo fino ad un certo punto.
Infatti.
Su RaiNews un tizio marocchino, appositamente invitato al tg, diceva poco fa: "ci sarà sempre un pazzo che uccidendo crede di andare in paradiso".
Mi sa che di pazzi ce ne sono tanti, alcuni di questi decidono di fare quel fottuto passo.
Gente come Cek potrebbe favorire la secolarizzazione, per lo meno della parte femminile bombabile degli immigrati islamici.