A proposito della trans stuprata a Rimini.
La trans. Una trans. In ogni caso con la "a" finale. Se era vestita da donna significa che il nome va declinato al femminile. Il fatto che fosse operata - o che non lo fosse - non cambia di una virgola la necessità di utilizzare il femminile.
Vedete una persona vestita da donna? Allora quando le parlate, o se parlate di lei, utilizzate il femminile. Si chiama rispetto.
In altre parole: il pisello in mezzo alle gambe non è un accessorio sufficiente per violentare una persona due volte. O per ammazzarla due volte, visto che quando si parla di donne transessuali quasi sempre lo si fa perché sono state violentate oppure uccise.
"La trans", non "il trans". D'accordo? Mettiamocelo in testa.
E a questo proposito la storia di Deborah, che ho sentito anche pochi minuti fa. Splendida donna. Sì, donna. Con la "a" finale:
http://youmedia.fanpage.it/video/aa/V8sFAeSwGse_3vaR
Saverio Tommasi
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A proposito della trans stuprata a Rimini.
Enrico Mentana
27 agosto alle ore 15:18 ·
La ricerca sui social con la parola chiave "rimini" permette di incontrare in assetto da parata l'intera armata dell'odio, dell'intolleranza, del razzismo e molti avvelenatori dei pozzi. Ovviamente dell'unico extracomunitario accertato della vicenda, trans di nazionalità peruviana su cui il branco ha infierito, non c'è menzione o quasi. E non è questione di buonismo. Lo stupro di gruppo è uno dei reati più ripugnanti, introdotto dalla legge 66 del 1996. Chiunque siano gli stupratori di Rimini si tratta di bestie, e meritano il massimo della pena
Eytan Ulisse Ballerini Se anche lei sbaglia a scrivere vuol dire che l'ignoranza sul tema è dilagante. Signor Mentana, si dice una trans. Una trans. È una donna. E tutti gli aggettivi per descriverla vanno declinati al femminile, perché si parla appunto, di una donna. Grazie.
saverio datte fogo
Eytan Ulisse Ballerini Davide Romagnano mi dispiace ma dimostri la tua ignoranza sul tema. Il genere non ha nulla a che fare con i genitali di una persona. E quale sia la tua opinione sull'argomento è di poca rilevanza perché in italiano se ci si riferisce ad una persona che sta transizionando o ha transizionato da sesso maschile a sesso femminile, si dice appunto, UNA TRANS. Una persona che ha fatto la transizione al contrario, cioè da femmina a maschio, si definisce UN TRANS. Chi dice il contrario è insensibile ed ignorante.
Begli hobby del cazzo hai, cesarì.
Eytan Ulisse Ballerini Federico Tonin la biologia non c'entra con il genere. È stato dimostrato che il genere nell'uomo non è binario. Quello intendo. Ci sono tanti tipi di genere, ed anche di sesso. Non esistono solo maschio e femmina, esistono anche gli intrasessuali, non siamo solo DNA, o solo genitali. L'uomo è composto di altro, è brutto limitarlo solo a ciò che si ha nelle mutande, no?
Matteo Prati Pronomi: Il pronome che una persona sceglie di usare per riferirsi a se stessa è il più rispettoso e preciso e va rispettato. Perciò è sempre meglio chiedere a una persona quali pronomi preferisce. Nella lingua inglese, oltre ai comuni “lui” (he), “lei” (she) e “loro” (they), di recente sono stati coniati altri pronomi di genere politicamente corretti come “zie” e “per”.
Consiglio la lettura di questo glossario: http://www.nationalgeographic.it/.../parliamo_di.../1/ by National Geographic
Argh, tutto insieme è troppo. Troppo
il tizio che ha smerdato "dalla vostra parte" penso sia stato l'unico momento valido di quel programma dalla sua esistenza![]()
Usa, Los Angeles cancella il Columbus Day: «Celebrazione di un genocidio»
Rivolta degli italo-americani, «offesi» dalla decisione della città californiana e dagli attacchi alle statue del navigatore genovese
L’ondata di revisionismo storico che ha colpito gli Stati Uniti abbattendo statue e simboli confederati in tutto il Paese non ha risparmiato la celebrazione del Columbus Day a Los Angeles. Dopo la decapitazione di un busto a Yonkers e la possibile rimozione di una statua a New York, ieri il consiglio comunale della città californiana ha deciso, con quattordici voti favorevoli e appena uno contrario, l’abolizione della festa nazionale dedicata a Cristoforo Colombo, che sarà rimpiazzata da una giornata per commemorare «le popolazioni indigene, aborigene e native» vittime del genocidio — affermano gli attivisti che hanno sostenuto l’iniziativa — commesso dal navigatore genovese: un gesto che, secondo la mozione promossa nel novembre 2015 dal consigliere comunale Mitch O’Farrell, discendente della tribù Wyandot, si allinea all’esempio di numerose città americane, fra cui Seattle, Albuquerque e Denver, e, soprattutto, «ristabilisce la giustizia», ma contro cui si sono battute le organizzazioni italoamericane, che con il Columbus Day, il secondo lunedì d’ottobre, celebrano la propria eredità culturale
«A nome della comunità italiana, dico che vogliamo celebrare con voi, ma non vogliamo farlo a spese del Columbus Day», ha affermato Ann Potenza, presidentessa dell’associazione Federated Italo-Americans of Southern California, cercando di difendere la festività, istituita a livello federale nel 1937, in un’aula stipata di attivisti nativi americani che ne chiedevano l’immediata sostituzione. Il tentativo estremo della comunità italoamericana non è bastato tuttavia a convincere Chrissie Castro, vice presidentessa della Los Angeles City-County Native American Indian Commission, secondo la quale la città doveva «abolire la celebrazione, sponsorizzata dallo Stato, del genocidio delle popolazioni indigene». Festeggiare in un altro giorno, ha sostenuto Castro durante l’infuocata seduta del consiglio comunale, «sarebbe stata un’ulteriore ingiustizia».
La frattura italoamericana
La stessa comunità italoamericana di Los Angeles, però, si è divisa sul destino del Columbus Day. L’unico voto contrario è stato quello del consigliere comunale Joe Buscaino, italoamericano di prima generazione, che ha provato a salvare la festività ricordando i pregiudizi di cui erano stati vittime gli italiani negli Stati Uniti. «Non curiamo un affronto con un altro affronto», ha chiesto ai colleghi ricordando che «tutte le nostre culture individuali sono importanti». Favorevole all’abolizione era invece il consigliere comunale Mike Bonin, i cui bisnonni arrivarono dall’Italia in California, secondo il quale la celebrazione del Columbus Day sminuirebbe i traguardi raggiunti dai propri antenati, «che giunsero negli Stati Uniti per costruire qualcosa, non per distruggere». La decisione di rimpiazzare il Columbus Day con l’Indigenous People Day, ha spiegato, «è solo un piccolo passo per scusarci e fare ammenda».
L’ideologia esasperata
Eppure per molti italiani d’America la guerra dichiarata a Colombo — la cui miccia fu accesa nei primi anni Novanta dauna provocatoria copertina di Time che si chiedeva se il navigatore genovese fosse un eroe oppure un aggressore — rappresenta uno schiaffo in faccia all’intera comunità. «Quello che sta succedendo in questa grande Nazione, e che si espanderà probabilmente in altri continenti, è a dir poco anti democratico, anti storico e deplorevole, frutto di ignoranza e di una ideologia esasperata. Come tanti italo-americani, mi sento offeso e attaccato», dichiara al Corriere della Sera Vincenzo Arcobelli, rappresentante eletto al Consiglio Generale Italiani all’estero per gli Stati Uniti, che denuncia «gli atti vandalici e violenti portati avanti da gruppi radicali di estrema sinistra» commessi contro le statue dell’esploratore italiano e di Italo Balbo a Chicago. «Abolire la giornata di Colombo o rimuoverne una statua significherebbe eliminare un pezzo di storia, di cultura e di tradizione italiana».
ma allora è proprio un vizio quello di farsi le nonne altrui!
Milano, donna ottantenne violentata: indagini in corso
La donna di 81 anni ha raccontato di essere stata avvicinata da uno straniero che lʼha prima fermata con una scusa e poi aggredita. Lʼepisodio è avvenuto nella zona del parco nord della città lombarda
I sogni non svaniscono, finché le persone non li abbandonano. Capitan Harlock
Comunque quando vi rivolgete a me desidero che usiate il VOI![]()
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Visto che siamo in tema di TRAVONI:
Deborah, trans che sfida l'Aids col sorriso: "Io, prostituta per reazione, stuprata da mezzo paese"
http://youmedia.fanpage.it/video/aa/V8sFAeSwGse_3vaR
la biologia non c'entra con il genere. È stato dimostrato che il genere nell'uomo non è binario. Quello intendo. Ci sono tanti tipi di genere, ed anche di sesso. Non esistono solo maschio e femmina, esistono anche gli intrasessuali, non siamo solo DNA, o solo genitali. L'uomo è composto di altro, è brutto limitarlo solo a ciò che si ha nelle mutande, no?
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loooolz
curiosamente è proprio uno dei testi di Medicina più vetusti che possiedo a citare i diversi tipi di sesso (genetico, gonadico, genitale, fenotipico, gametico, cerebrale, psicologico) e la possibile non-coincidenza tra di essi
del resto pensare binario, in tutta la biologia in genere, è abbastanza stupido