KOBA, i 4 stupratori di Rimini, sono Itagliani cattolici pizza pasta e mandolino !! KOBA, i 4 stupratori di Rimini, sono Itagliani cattolici pizza pasta e mandolino !! - Pagina 32

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Discussione: KOBA, i 4 stupratori di Rimini, sono Itagliani cattolici pizza pasta e mandolino !!

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  1. #1
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    Re: KOBA, i 4 stupratori di Rimini, sono Itagliani cattolici pizza pasta e mandolino

    Adoro quando questi pirla tolgono il downvote, come Diego Fusaro.
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    ti stai già sborrando in mano e ti prepari con gli esercizi di apnea per uralre "VE L'AVEVO DETTOOOOO HAHAHAHAAH" mentre l'onda d'urto ti strappa le carni dalle ossa?

  2. #2
    Senior Member L'avatar di Cesarino
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    Re: KOBA, i 4 stupratori di Rimini, sono Itagliani cattolici pizza pasta e mandolino




  3. #3
    Autovelox
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    Re: KOBA, i 4 stupratori di Rimini, sono Itagliani cattolici pizza pasta e mandolino

    @15:00

  4. #4
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    Re: KOBA, i 4 stupratori di Rimini, sono Itagliani cattolici pizza pasta e mandolino

    Denzel (Brickleberry)

  5. #5
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    Re: KOBA, i 4 stupratori di Rimini, sono Itagliani cattolici pizza pasta e mandolino


  6. #6
    Autovelox
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    Re: KOBA, i 4 stupratori di Rimini, sono Itagliani cattolici pizza pasta e mandolino

    Stupro di Rimini, "Quella famiglia doveva essere rimpatriata" / FOTO e VIDEOIl sindaco di Vallefoglia, dove vivono i due fratelli marocchini: "La madre rifiutò 20.000 euro". E il padre, che era stato espulso, riuscì a tornare in Italia. Vallefoglia (Pesaro), 4 settembre 2017 - Dovevano essere in Marocco da almeno tre anni, e con le tasche piene di soldi. Pagava lo Stato italiano, che ha cercato in tutti i modi di far rimpatriare quella famiglia marocchina formata da quattro figli, due dei quali ora in carcere per lo stupro di Rimini (le foto dell'arresto). Il sindaco di Vallefoglia Palmiro Ucchielli, dove la famiglia è residente in un alloggio popolare, dice: «Era il 2014. Avevamo trovato i soldi, più o meno 5 mila euro a persona o forse di più, per farli rientrare in Marocco dove si trovava il padre già espulso. Tutto era pronto, anzi madre e i quattro figli erano andati in caserma per partire. Poi non so cosa sia successo ma attraverso il tribunale dei minorenni ci siamo ritrovati il padre di nuovo a Vallefoglia mentre noi ci aspettavamo che la famiglia se ne andasse per sempre».«Ricordo – continua il primo cittadino – che non era d’accordo col rimpatrio nemmeno il console, ma alla fine c’era stato il nulla osta. Poi è saltato tutto e la famiglia oltre al padre è rimasta qui».Meglio chiarire di più. Per il rimpatrio nella nazione d’origine di figli minorenni nati in Italia occorre che ci sia il consenso dei genitori. Altrimenti i nativi non possono essere cacciati dall’Italia.E la madre in quel momento aveva detto di sì, accettando 20/25 mila euro in tasca e il viaggio pagato. Poi improvvisamente ci ha ripensato. Ed è facile capire perché: il marito ha impedito l’accordo perché così sarebbe potuto tornare in Italia, benché espulso da anni, in modo di ricongiungersi con la famiglia. E infatti è tornato illegalmente (ha patteggiato per questo una pena ad 1 anno e 4 mesi che sconta ai domiciliari). Davanti al tribunale dei minori di Ancona, che l’ha autorizzato a rimanere, ha promesso che col suo rientro avrebbe messo in riga i figli.Dopo tre anni, due figli in carcere, il padre di 51 anni agli arresti domiciliari, la madre andrà a processo sotto la spinta di cinque querele presentate dalla vicina di casa che si sente perseguitata sia dalla donna che dai figli, inviati a insultarla e picchiarla. Una prognosi di quindici giorni di guarigione è l’ultimo regalo che hanno fatto alla spaventatissima vicina. La quale ha ottenuto dal questore che la madre dei due minori accusati del doppio stupro di Rimini, venisse ammonita per stalking.Ma poi succede anche che il padre, accortosi dalle immagini degli stupratori pubblicate dal Carlino, imponesse ai figli di andare a costituirsi dal maresciallo del paese, Vallefoglia, e solo da lui. Hanno pure chiamato prima per sincerarsi se ci fosse. Altrimenti «sarebbero ripassati».Il video delle telecamere di sorveglianzaI carabinieri, che spesso hanno fatto la colletta per comprare da mangiare a quella famiglia, sapevano con chi avevano a che fare ma certo non immaginava ciò che avevano fatto.I due fratelli marocchini sono conosciutissimi a Vallefoglia, fin da quando frequentavano la scuola media. Insegnante di sostegno continuo, facevano i bulli e ogni tentativo di dargli una regolata finiva male.Dice una loro insegnante: «Il problema vero è che questi due fratelli erano abbandonati a loro stessi. Non avevano da mangiare, letteralmente. Facevamo degli acquisti a turno per comprargli panini e cibo. Avevano delle potenzialità positive ma la loro condizione familiare azzerava tutto. Sapevano di non dover rendere conto a nessuno, perché il padre a quel tempo era in Marocco, forse in carcere, e qui stavano con la madre, che non lavorava, e altri due fratellini. Il Comune pagava bollette, spesa, affitto, la Caritas offriva il pacco ma quei figli non studiavano e non volevano ascoltare. Perché non erano stati educati a farlo. Oggi purtroppo abbiamo avuto la prova di cosa ha prodotto quell’abbandono».

  7. #7
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    Re: KOBA, i 4 stupratori di Rimini, sono Itagliani cattolici pizza pasta e mandolino

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    Stupro di Rimini, "Quella famiglia doveva essere rimpatriata" / FOTO e VIDEOIl sindaco di Vallefoglia, dove vivono i due fratelli marocchini: "La madre rifiutò 20.000 euro". E il padre, che era stato espulso, riuscì a tornare in Italia. Vallefoglia (Pesaro), 4 settembre 2017 - Dovevano essere in Marocco da almeno tre anni, e con le tasche piene di soldi. Pagava lo Stato italiano, che ha cercato in tutti i modi di far rimpatriare quella famiglia marocchina formata da quattro figli, due dei quali ora in carcere per lo stupro di Rimini (le foto dell'arresto). Il sindaco di Vallefoglia Palmiro Ucchielli, dove la famiglia è residente in un alloggio popolare, dice: «Era il 2014. Avevamo trovato i soldi, più o meno 5 mila euro a persona o forse di più, per farli rientrare in Marocco dove si trovava il padre già espulso. Tutto era pronto, anzi madre e i quattro figli erano andati in caserma per partire. Poi non so cosa sia successo ma attraverso il tribunale dei minorenni ci siamo ritrovati il padre di nuovo a Vallefoglia mentre noi ci aspettavamo che la famiglia se ne andasse per sempre».«Ricordo – continua il primo cittadino – che non era d’accordo col rimpatrio nemmeno il console, ma alla fine c’era stato il nulla osta. Poi è saltato tutto e la famiglia oltre al padre è rimasta qui».Meglio chiarire di più. Per il rimpatrio nella nazione d’origine di figli minorenni nati in Italia occorre che ci sia il consenso dei genitori. Altrimenti i nativi non possono essere cacciati dall’Italia.E la madre in quel momento aveva detto di sì, accettando 20/25 mila euro in tasca e il viaggio pagato. Poi improvvisamente ci ha ripensato. Ed è facile capire perché: il marito ha impedito l’accordo perché così sarebbe potuto tornare in Italia, benché espulso da anni, in modo di ricongiungersi con la famiglia. E infatti è tornato illegalmente (ha patteggiato per questo una pena ad 1 anno e 4 mesi che sconta ai domiciliari). Davanti al tribunale dei minori di Ancona, che l’ha autorizzato a rimanere, ha promesso che col suo rientro avrebbe messo in riga i figli.Dopo tre anni, due figli in carcere, il padre di 51 anni agli arresti domiciliari, la madre andrà a processo sotto la spinta di cinque querele presentate dalla vicina di casa che si sente perseguitata sia dalla donna che dai figli, inviati a insultarla e picchiarla. Una prognosi di quindici giorni di guarigione è l’ultimo regalo che hanno fatto alla spaventatissima vicina. La quale ha ottenuto dal questore che la madre dei due minori accusati del doppio stupro di Rimini, venisse ammonita per stalking.Ma poi succede anche che il padre, accortosi dalle immagini degli stupratori pubblicate dal Carlino, imponesse ai figli di andare a costituirsi dal maresciallo del paese, Vallefoglia, e solo da lui. Hanno pure chiamato prima per sincerarsi se ci fosse. Altrimenti «sarebbero ripassati».Il video delle telecamere di sorveglianzaI carabinieri, che spesso hanno fatto la colletta per comprare da mangiare a quella famiglia, sapevano con chi avevano a che fare ma certo non immaginava ciò che avevano fatto.I due fratelli marocchini sono conosciutissimi a Vallefoglia, fin da quando frequentavano la scuola media. Insegnante di sostegno continuo, facevano i bulli e ogni tentativo di dargli una regolata finiva male.Dice una loro insegnante: «Il problema vero è che questi due fratelli erano abbandonati a loro stessi. Non avevano da mangiare, letteralmente. Facevamo degli acquisti a turno per comprargli panini e cibo. Avevano delle potenzialità positive ma la loro condizione familiare azzerava tutto. Sapevano di non dover rendere conto a nessuno, perché il padre a quel tempo era in Marocco, forse in carcere, e qui stavano con la madre, che non lavorava, e altri due fratellini. Il Comune pagava bollette, spesa, affitto, la Caritas offriva il pacco ma quei figli non studiavano e non volevano ascoltare. Perché non erano stati educati a farlo. Oggi purtroppo abbiamo avuto la prova di cosa ha prodotto quell’abbandono».
    Chi conosce tutte le risposte non si è posto tutte le domande. (Confucio)

  8. #8
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    Re: KOBA, i 4 stupratori di Rimini, sono Itagliani cattolici pizza pasta e mandolino

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    Stupro di Rimini, "Quella famiglia doveva essere rimpatriata" / FOTO e VIDEOIl sindaco di Vallefoglia, dove vivono i due fratelli marocchini: "La madre rifiutò 20.000 euro". E il padre, che era stato espulso, riuscì a tornare in Italia. Vallefoglia (Pesaro), 4 settembre 2017 - Dovevano essere in Marocco da almeno tre anni, e con le tasche piene di soldi. Pagava lo Stato italiano, che ha cercato in tutti i modi di far rimpatriare quella famiglia marocchina formata da quattro figli, due dei quali ora in carcere per lo stupro di Rimini (le foto dell'arresto). Il sindaco di Vallefoglia Palmiro Ucchielli, dove la famiglia è residente in un alloggio popolare, dice: «Era il 2014. Avevamo trovato i soldi, più o meno 5 mila euro a persona o forse di più, per farli rientrare in Marocco dove si trovava il padre già espulso. Tutto era pronto, anzi madre e i quattro figli erano andati in caserma per partire. Poi non so cosa sia successo ma attraverso il tribunale dei minorenni ci siamo ritrovati il padre di nuovo a Vallefoglia mentre noi ci aspettavamo che la famiglia se ne andasse per sempre».«Ricordo – continua il primo cittadino – che non era d’accordo col rimpatrio nemmeno il console, ma alla fine c’era stato il nulla osta. Poi è saltato tutto e la famiglia oltre al padre è rimasta qui».Meglio chiarire di più. Per il rimpatrio nella nazione d’origine di figli minorenni nati in Italia occorre che ci sia il consenso dei genitori. Altrimenti i nativi non possono essere cacciati dall’Italia.E la madre in quel momento aveva detto di sì, accettando 20/25 mila euro in tasca e il viaggio pagato. Poi improvvisamente ci ha ripensato. Ed è facile capire perché: il marito ha impedito l’accordo perché così sarebbe potuto tornare in Italia, benché espulso da anni, in modo di ricongiungersi con la famiglia. E infatti è tornato illegalmente (ha patteggiato per questo una pena ad 1 anno e 4 mesi che sconta ai domiciliari). Davanti al tribunale dei minori di Ancona, che l’ha autorizzato a rimanere, ha promesso che col suo rientro avrebbe messo in riga i figli.Dopo tre anni, due figli in carcere, il padre di 51 anni agli arresti domiciliari, la madre andrà a processo sotto la spinta di cinque querele presentate dalla vicina di casa che si sente perseguitata sia dalla donna che dai figli, inviati a insultarla e picchiarla. Una prognosi di quindici giorni di guarigione è l’ultimo regalo che hanno fatto alla spaventatissima vicina. La quale ha ottenuto dal questore che la madre dei due minori accusati del doppio stupro di Rimini, venisse ammonita per stalking.Ma poi succede anche che il padre, accortosi dalle immagini degli stupratori pubblicate dal Carlino, imponesse ai figli di andare a costituirsi dal maresciallo del paese, Vallefoglia, e solo da lui. Hanno pure chiamato prima per sincerarsi se ci fosse. Altrimenti «sarebbero ripassati».Il video delle telecamere di sorveglianzaI carabinieri, che spesso hanno fatto la colletta per comprare da mangiare a quella famiglia, sapevano con chi avevano a che fare ma certo non immaginava ciò che avevano fatto.I due fratelli marocchini sono conosciutissimi a Vallefoglia, fin da quando frequentavano la scuola media. Insegnante di sostegno continuo, facevano i bulli e ogni tentativo di dargli una regolata finiva male.Dice una loro insegnante: «Il problema vero è che questi due fratelli erano abbandonati a loro stessi. Non avevano da mangiare, letteralmente. Facevamo degli acquisti a turno per comprargli panini e cibo. Avevano delle potenzialità positive ma la loro condizione familiare azzerava tutto. Sapevano di non dover rendere conto a nessuno, perché il padre a quel tempo era in Marocco, forse in carcere, e qui stavano con la madre, che non lavorava, e altri due fratellini. Il Comune pagava bollette, spesa, affitto, la Caritas offriva il pacco ma quei figli non studiavano e non volevano ascoltare. Perché non erano stati educati a farlo. Oggi purtroppo abbiamo avuto la prova di cosa ha prodotto quell’abbandono».
    AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH

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  9. #9
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    Re: KOBA, i 4 stupratori di Rimini, sono Itagliani cattolici pizza pasta e mandolino

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    Stupro di Rimini, "Quella famiglia doveva essere rimpatriata"...
    Ehhh, ma guai a ridere del sistema fallato
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    ti stai già sborrando in mano e ti prepari con gli esercizi di apnea per uralre "VE L'AVEVO DETTOOOOO HAHAHAHAAH" mentre l'onda d'urto ti strappa le carni dalle ossa?

  10. #10
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    Re: KOBA, i 4 stupratori di Rimini, sono Itagliani cattolici pizza pasta e mandolino

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    Ehhh, ma guai a ridere del sistema accogliente
    fix

  11. #11
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    Re: KOBA, i 4 stupratori di Rimini, sono Itagliani cattolici pizza pasta e mandolino

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    Dice una loro insegnante: «Il problema vero è che questi due fratelli erano abbandonati a loro stessi. Non avevano da mangiare, letteralmente. Facevamo degli acquisti a turno per comprargli panini e cibo. Avevano delle potenzialità positive ma la loro condizione familiare azzerava tutto. Sapevano di non dover rendere conto a nessuno, perché il padre a quel tempo era in Marocco, forse in carcere, e qui stavano con la madre, che non lavorava, e altri due fratellini. Il Comune pagava bollette, spesa, affitto, la Caritas offriva il pacco ma quei figli non studiavano e non volevano ascoltare. Perché non erano stati educati a farlo. Oggi purtroppo abbiamo avuto la prova di cosa ha prodotto quell’abbandono».

  12. #12
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    Re: KOBA, i 4 stupratori di Rimini, sono Itagliani cattolici pizza pasta e mandolino


  13. #13
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    Re: KOBA, i 4 stupratori di Rimini, sono Itagliani cattolici pizza pasta e mandolino

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    Un contentino al popolo dei canari non si nega mai, è un bel bacino elettorale

  14. #14
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    Re: KOBA, i 4 stupratori di Rimini, sono Itagliani cattolici pizza pasta e mandolino


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  15. #15
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    Re: KOBA, i 4 stupratori di Rimini, sono Itagliani cattolici pizza pasta e mandolino

    colpa dell'uomo bianco!

  16. #16
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    Re: KOBA, i 4 stupratori di Rimini, sono Itagliani cattolici pizza pasta e mandolino


  17. #17
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    Re: KOBA, i 4 stupratori di Rimini, sono Itagliani cattolici pizza pasta e mandolino


  18. #18
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    Re: KOBA, i 4 stupratori di Rimini, sono Itagliani cattolici pizza pasta e mandolino

    La Svezia pronta a deportare un’afgana di 106 anni cieca e sorda




    Bibikhal Uzbeki è cieca, è sorda, non cammina. Ma le autorità svedesi della contea di Skaraborg, sulla costa ovest, hanno respinto la sua richiesta di asilo e hanno deciso il suo rimpatrio immediato in Afghanistan da dove è arrivata nel 2015, portata sulle spalle dal figlio di 67 anni e dai nipoti da Kunduz fino all’Europa, attraverso l’Iran, la Turchia e la Grecia. Un viaggio epico che fu raccontato dalla stampa internazionale.

    Tra poche settimane la donna, che è considerata la più anziana rifugiata al mondo, compirà 107 anni. Alla notizia che la sua domanda di asilo era stata respinta, lo scorso giugno, Bibikhal ha avuto un ictus e da allora è confinata a letto. La famiglia dice che non è fisicamente in grado di affrontare il viaggio di ritorno e ha presentato un appello perché possa vivere in Svezia gli ultimi anni della sua vita.

    “Mi chiedo perché? – ha detto ad Al Jazeera il nipote della donna, Mohammad Uzbeki – Mia nonna ha 106 anni, è malata. Non riesce nemmeno a camminare. Perché farle questo?”.

    Dall’ufficio per l’immigrazione rispondono che l’età avanzata non è di per sé un motivo per accogliere la domanda di asilo. Inoltre, secondo gli ufficiali dell’Agenzia per l’Asilo, Kunduz, la città dove viveva la signora Uzbeki, è ormai abbastanza sicura e tutta la famiglia potrebbe farvi ritorno.

    Lo scorso anno in Svezia sono state 4.500 le domande di asilo ritirate per via delle norme sempre più rigide nei confronti dei migranti. Un vero esodo al contrario.

  19. #19
    Senior Member L'avatar di Leizar
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    Re: KOBA, i 4 stupratori di Rimini, sono Itagliani cattolici pizza pasta e mandolino

    Citazione Originariamente Scritto da Cesarino Visualizza Messaggio
    La Svezia pronta a deportare un’afgana di 106 anni cieca e sorda




    Bibikhal Uzbeki è cieca, è sorda, non cammina. Ma le autorità svedesi della contea di Skaraborg, sulla costa ovest, hanno respinto la sua richiesta di asilo e hanno deciso il suo rimpatrio immediato in Afghanistan da dove è arrivata nel 2015, portata sulle spalle dal figlio di 67 anni e dai nipoti da Kunduz fino all’Europa, attraverso l’Iran, la Turchia e la Grecia. Un viaggio epico che fu raccontato dalla stampa internazionale.

    Tra poche settimane la donna, che è considerata la più anziana rifugiata al mondo, compirà 107 anni. Alla notizia che la sua domanda di asilo era stata respinta, lo scorso giugno, Bibikhal ha avuto un ictus e da allora è confinata a letto. La famiglia dice che non è fisicamente in grado di affrontare il viaggio di ritorno e ha presentato un appello perché possa vivere in Svezia gli ultimi anni della sua vita.

    “Mi chiedo perché? – ha detto ad Al Jazeera il nipote della donna, Mohammad Uzbeki – Mia nonna ha 106 anni, è malata. Non riesce nemmeno a camminare. Perché farle questo?”.

    Dall’ufficio per l’immigrazione rispondono che l’età avanzata non è di per sé un motivo per accogliere la domanda di asilo. Inoltre, secondo gli ufficiali dell’Agenzia per l’Asilo, Kunduz, la città dove viveva la signora Uzbeki, è ormai abbastanza sicura e tutta la famiglia potrebbe farvi ritorno.

    Lo scorso anno in Svezia sono state 4.500 le domande di asilo ritirate per via delle norme sempre più rigide nei confronti dei migranti. Un vero esodo al contrario.
    Avrebbe dovuto dichiararsi lesbica pansessuale perseguitata

  20. #20
    Senior Member L'avatar di NOXx
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    Re: KOBA, i 4 stupratori di Rimini, sono Itagliani cattolici pizza pasta e mandolino

    Chissà, magari si sono rotti si farsi spanare il culo dai migranti ogni dì

    Inviato dal mio LG-D855

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