L'Università Statale di Milano ha deciso di rinunciare al ricorso al Consiglio di Stato, annunciato dopo la bocciatura del Tar al numero chiuso per le facoltà umanistiche. Lo annuncia l'ateneo in una nota nella quale precisa che si rimanderà «al giudizio di merito la difesa delle proprie posizioni». La scelta è motivata dal fatto di considerare «in questo momento assolutamente prioritario rispetto ad ogni altra circostanza il proprio dovere istituzionale nel garantire il corretto avvio delle lezioni, e volendo porre fine al clima di incertezza creatosi all'indomani della sentenza del Tar». Il Tar del Lazio aveva accolto il ricorso dell'associazione Udu, Unione degli universitari, sull'introduzione del numero chiuso nelle facoltà umanistiche dell'ateneo.
Immatricolazioni aperte
La procedura di ricorso, come spiega una nota dell'Università Statale, «data la complessità degli elementi in gioco e le implicazioni anche di rilievo nazionale, potrebbe richiedere infatti una tempistica non compatibile con la primaria esigenza del regolare inizio dell'anno accademico». Da venerdì 8 settembre e fino al 16 ottobre 2017 saranno quindi aperte in Statale le immatricolazioni ai corsi di laurea in Filosofia, Lettere, Scienze dei Beni culturali, lingue e letterature straniere, Storia, Scienze umane dell'ambiente, del territorio e del paesaggio. Le lezioni di questi corsi inizieranno regolarmente secondo i calendari già pubblicati. «La procedura di immatricolazione - si precisa - sostituisce e annulla la precedente fase di raccolta delle iscrizioni effettuate per le ammissioni ai test, come è noto sospesi. Tutti gli studenti interessati quindi, compresi coloro precedentemente iscritti ai test, dovranno immatricolarsi ex novo. Il contributo versato per la domanda di ammissione ai test sarà naturalmente rimborsato».
L'Udu: «Vittoria»
«È una vittoria, su tutta la linea», commenta Carlo Dovico, coordinatore metropolitano dell'Udu, Unione degli Universitari Milano. «Ora ci aspettiamo che per senso di responsabilità verso tutta la comunità accademica, il rettore Vago ritiri la delibera e faccia decadere i motivi del contendere, rinunciando quindi alla difesa e chiudendo qui questo triste capitolo. I test a marzo sarebbero insostenibili e dannosi per tutto l'ateneo milanese». «Questi corsi devono tornare assolutamente ad accesso libero», prosegue Dovico. «Chiediamo ancora una volta al rettore di affiancarci nel chiedere l’immediato ritiro del D.M. 987/16 e l'abrogazione della legge 264/99. Il numero chiuso va superato».
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