«Caro Lorenzo Jovanotti, sappi che ti ritengo in parte responsabile del fatto che io non sia ancora diventata nonna - si legge nel lungo post - C’è una intera generazione di giovani donne che , da anni, crede ciecamente a quanto scrivi nelle tue canzoni. Questa schiera di ragazze da tutta la vita apre la finestra con la speranza di trovare una trave appesa al cielo con seduto sopra un ragazzo che canta loro una serenata, invece, vedono il loro dirimpettaio in mutande». E ancora, prosegue questa mamma: «Ma non si arrendono. Neanche quando il boy di turno preferisce passare il sabato pomeriggio a dormire sul divano mentre loro ascoltano in cuffia la tua voce che “dopo tre secondi muoio se io non respiro te”. Deve esistere un uomo così, sicuramente c’è e mi sta aspettando chissà dove. I giorni passano, le ragazze crescono ma la speranza non cede il passo alla rassegnazione. Quando , dopo diverse storie d’amore finite per mancanza di poesia, per infantilismo acuto maschile , per noia e frustrazioni, nel cervello delle femmine comincia ad affacciarsi un dubbio, un punto di domanda: “Vuoi vedere che un uomo così non esiste?” Tu, caro il mio Lorenzo, che fai? Pubblichi un altro cd. E allora dillo che vuoi rovinarci». Insomma, quello di Anna è proprio un invito al cantante a non alimentare nelle ragazze (sua figlia compresa) false speranze. «E’ necessario che tu, caro Jovanotti, pubblichi una lettera aperta nella quale dichiari sotto giuramento che hai dei difetti, che ti metti le dita nel naso, che il tuo alito puzza moltissimo la mattina e che quello che scrivi è puro frutto di fantasia, che l’uomo perfetto non esiste, che nessun uomo sano di mente salirebbe su una instabile impalcatura per fare una serenata e che, nella vita, bisogna essere consapevoli che avere qualche difettino fa di noi persone più interessanti perché la perfezione è solo una grande noia».