DAYUCCIA, in mezzo a tanti topic intrisi di ODIO (kattivo Koba!!) un po' di AMMORE !! DAYUCCIA, in mezzo a tanti topic intrisi di ODIO (kattivo Koba!!) un po' di AMMORE !!

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Discussione: DAYUCCIA, in mezzo a tanti topic intrisi di ODIO (kattivo Koba!!) un po' di AMMORE !!

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  1. #1
    Senior Member L'avatar di Cesarino
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    DAYUCCIA, in mezzo a tanti topic intrisi di ODIO (kattivo Koba!!) un po' di AMMORE !!

    La prima volta che ti ho vista lo ricordo ancora. Aspettavi di essere interrogata all’esame di storia greca ed io a quello di letteratura. A malapena avevo idea di chi fossi. Bionda, dai grandissimi occhi azzurri, sedevi tra i primi banchi e a lezione, china su Euripide, prendevi appunti. Ti ho vista e ho pensato: non mi degna nemmeno di uno sguardo. Saresti stata una delle tante persone che passano sul cammino della vita e di cui ci si scorda. Eppure…

    Ti ho rivista un giorno di settembre di qualche anno dopo. Ricordo quel pomeriggio come fosse ieri. Ero in partenza per Barcellona. L’amica che mi avrebbe ospitato mi aveva commissionato l’acquisto di «Invito a una decapitazione» di Nabokov. Vladimir Nabokov: se ora fossi davanti a me, ti darei un bacio in fronte.
    Esco dal lavoro, rinuncio alla pausa pranzo per andare alla Feltrinelli di piazza Duomo. Sulla via per Conciliazione chiamo il negozio per sapere se c’è il libro. C’è. Prendo la metro, arrivo in Duomo. Scendo sovrappensiero. Sento che qualcuno chiama il mio nome: «Marco?». Eri tu. Il nostro incontro è durato giusto il tempo di farti salire sul vagone. Mi dici al volo che sei venuta a studiare a Milano, io mi congratulo, è la scelta giusta. Le tue ultime parole sono quasi inghiottite dalla folla di gente che ti spinge via da me. Ti propongo di vederci, o forse me lo proponi tu. Sono cose che si dicono al momento. Crediamo che quello sia il treno che passa una sola volta nella vita. Di sicuro è stato il treno della nostra storia.

    Da lì è cominciato il nostro camminare consci che la felicità è un percorso, non una destinazione. Prima il ristorante Greco, in piazzale Greco, nel quartiere di Greco. Poi Precotto, via Luigi Guanella, dove vengo a prenderti in macchina e ti lascio la sera quando torniamo da cena. Pioggia, freddo, giornate corte, buio presto. Il nostro primo Natale insieme. Ti regalo una moka per il caffè perché so che ti piace tanto. Ed è tutto mondiale. Arriva la primavera, il mio compleanno, ti introduco nella mia vita. Hai paura e si vede. Io, da buon gradasso, ti dico che non serve, salvo poi rendermi conto che per me vale la stessa cosa. Mi presenti i tuoi, è difficile capire se accettino che uno sconosciuto ti porti via. Non sbagliamo un colpo e siamo fortunati. Ricordo ancora quando hai detto che mi amavi. «Marco devo dirti una cosa», sono state le tue prime parole. Lo intuivo, ma sentirselo dire è realizzare di cadere dalle nuvole. Così ho imparato che ci si può innamorare di una persona, tutti i giorni, anche più volte al giorno. È un anno che siamo insieme. Ciascuno fantastica a modo suo, e facciamo a gara a nascondercelo. Sei stata la mia salvezza e ripetermelo fa solo bene. Il tuo amore basta a rendermi felice, non avrei creduto di poterlo dire.



  2. #2
    La Nonna L'avatar di Lux !
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    Re: DAYUCCIA, in mezzo a tanti topic intrisi di ODIO (kattivo Koba!!) un po' di AMMOR

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  3. #3
    Senior Member L'avatar di squallwii
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    Re: DAYUCCIA, in mezzo a tanti topic intrisi di ODIO (kattivo Koba!!) un po' di AMMOR

    Troppo love, mi vien da vomitare

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  4. #4
    koba44
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    Re: DAYUCCIA, in mezzo a tanti topic intrisi di ODIO (kattivo Koba!!) un po' di AMMOR

    La felice coppia di laureati in lettere:


  5. #5

    Re: DAYUCCIA, in mezzo a tanti topic intrisi di ODIO (kattivo Koba!!) un po' di AMMOR


  6. #6
    Senior Member L'avatar di Cesarino
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    Re: DAYUCCIA, in mezzo a tanti topic intrisi di ODIO (kattivo Koba!!) un po' di AMMOR






    daiuccia prepati al lovvo!!

    per tutti gli altri, portatevi appresso i secchi




    Io 30 anni, lui 50 e il nostro amore con la A maiuscola


    Ci siamo conosciuti grazie ad un algoritmo nei primi mesi del 2009. Io 34 anni, lui 52. Entrambi iscritti da poco a Facebook. Io sono felicemente impegnata e lo scrivo: non mi interessano corteggiatori né complimenti che vadano oltre la mera cavalleria. Se serve, ribadisco. Se non basta, revoco amicizie. In vita mia non ho mai avuto la tentazione di tradire chi mi stava accanto, neppure se era la persona sbagliata. Mi iscrivo a diversi gruppi letterari. In uno di questi c’è lui. Lui che per caso, intravede nella prima griglia di profili, il mio. Per questo parlo di algoritmo. Se per caso il mio profilo non fosse comparso nei primi sei che solitamente compaiono in una pagine fb, forse non ci saremmo mai incontrati.

    «Solo un amico»

    Cominciamo a parlare in modo innocuo di libri ma a poco a poco ci accorgiamo che finiamo a parlare di molte altre cose. Scopriamo di vivere a pochi chilometri l’uno dall’altra. Dopo mesi di lunghissime conversazioni, lui mi chiede di incontrarci. No, non esiste, gli dico una delle poche cose che ancora non gli ho detto: sono incinta di pochi mesi. Con questo spero di essermi messa al riparo da qualunque altro invito. Lui insiste, nel solito modo garbato e discreto, mai invadente o petulante. Cedo. Ci vediamo per un caffè e parliamo di tutto e di niente. Scopro che anche lui, già sposato e separato da anni, è impegnato e questo mi rassicura: è solo un amico e infatti tutto si apre e si chiude con un caffè. Io me ne torno a casa con la coscienza pulita: è solo un amico, è impegnato, ci piacciono lo stesse cose, ecco perché parliamo tanto.

    Il primo bacio e la scelta di rinunciare al rapporto

    Con questa certezza di carta, accetto altri caffè finché non scatta il primo bacio. Lì, la balla non posso più raccontarmela. Se è amore è un sentimento che non mi posso permettere. Ci vediamo un’ultima volta e gli dico che non possiamo più vederci: non posso, non voglio, non devo. Accanto a me c’è una persona con cui sto bene e che si fida di me, dentro di me c’è mio figlio a cui devo tutta me stessa. Poco dopo lui esce da Facebook. Ci sentiamo saltuariamente via mail, aggiornandoci sulle rispettive vite, come due buoni amici. Io riesco a stare tranquilla e la mia vita procede. Partorisco. Vivo per mesi blindata in casa vivendo in simbiosi con mio figlio. Una simbiosi che non è solo il prodotto dell’istinto materno ma della necessità primaria di tenere lontano da me chiunque possa ribaltare la mia vita.

    Quell’incontro, per caso

    Un giorno ricevo una sua mail: crede di avermi incrociata in automobile. Mi dice posto e ora. Ero io, sono io. Percepisco la sua disperazione, riconosco la mia. La fortezza che avevo costruito attorno a me e a mio figlio crolla. Ci diamo appuntamento (dopo esserci scambiati per la prima volta i numeri di telefono) in un posto isolato. E’ il punto di non ritorno. E’ il paradiso. E’ l’inferno. La mia situazione in particolare mi sembra insormontabile. Riconoscere di essere innamorata di un uomo diverso da quello che mi vive accanto e che è il padre di mio figlio di pochi mesi, è devastante. Non solo perché non vedo via d’uscita e mi vedo condannata a una vita di rimpianti ma anche perché non so vivere nella menzogna. Mediamente, riusciamo a stare insieme per due ore a settimana. Per tutto il resto del tempo non impegnato in altre faccende ci rincorriamo: ogni posto, ogni situazione va bene. Al supermercato, in centro, soli o in compagnia. Basta uno sguardo, una schiena che si allontana, una mano appoggiata sul carrello della spesa.

    O lui o niente

    Il ricordo di quei giorni è legato a una persistente sensazione di malessere colmo di menzogne che spesso sfocia nel digiuno, nella nausea di quello che non riusciamo più a mangiare, nell’insonnia perenne, nel sesso senza inibizioni. Materialmente, non faccio mancare nulla a mio figlio ma la mia testa è altrove. Sono sempre e comunque con lui. Nulla, nemmeno mio figlio, potrebbe tenermi lontana da lui. Lui è l’amore, la chiave di volta, la risposta a tutte le mie domande. O lui o niente: non, o lui o nessun’altro. Se non c’è lui, io non sono più una donna, non ha più senso esserlo. E’ una cosa istintiva, animale. Lui è il mio pezzo mancante, senza di lui non sono. Non sono mai stata ma prima di conoscerlo non potevo saperlo e mi godevo inconsapevolmente la mia non-vita a cui non mancava nulla. Meno di due anni dopo aver chattato con lui la prima volta, prendo mio figlio di 14 mesi, apro la porta di quella che non è più casa mia e me ne vado.

    La nostra nuova vita, insieme

    Non dico la verità, non tutta. Dico la mezza che già da sola è sufficiente a uccidere chiunque: non sono più innamorata di te. Certo, è la mezza verità dei codardi ma meglio di così io davvero non so fare. Non ho cercato un amante, ho trovato me stessa e sincera sì, responsabile anche ma martire, mi dispiace, no. L’ho chiamato un’ora dopo, l’ho aspettato per un anno e mezzo. L’avrei aspettato per sempre. Conoscevo la sua situazione e l’ho accettata. Non lo volevo possedere o gestire, lo volevo amare libera dalla zavorra delle menzogne e dal rimorso che comunque mi sono trascinata dietro per molto tempo. Non è stato facile neppure dopo: lui ha dei figli adulti nati da un matrimonio precedente, io un figlio piccolo che, vista la situazione, ha vissuto i suoi primi anni in simbiosi con me e reclama i suoi diritti.

    La convivenza e il matrimonio

    Nel 2013 andiamo a vivere insieme. Nel 2016 lui, separato legalmente da anni, chiede il divorzio sostenendo di non averlo mai chiesto prima in quanto non più interessato a formalizzare legami sentimentali ma ora intenzionato a ufficializzare il nostro. Nel 2017 ci sposiamo. Per me il matrimonio non ha mai rivestito un grande significato, pensavo che non l’avrei mai fatto e invece. Non l’abbiamo fatto per la festa che non abbiamo voluto né per il pezzo di carta che comunque adesso c’è ma per dire almeno una parte della verità che non abbiamo voluto raccontare e per smentire quello che certe volte leggo negli sguardi delle persone: non siamo il risultato delle insicurezze di un cinquantenne né delle prodezze di una trentenne, non siamo mai stati amanti, lui non ha una moglie nascosta da qualche parte, io non sono alla ricerca di denaro facile. Siamo innamorati, siamo sposati. Quello che vedete non è il brivido della clandestinità ma dell’amore. E quello vero, non lo cerchi e non lo trovi. Succede.

    Com’è cambiato il sesso

    E il sesso? In otto anni non è stato sempre uguale e se mi guardo indietro, il tempo, a differenza di quello che normalmente si è portati a credere, ha giocato a suo favore. All’inizio c’è stato il sesso impetuoso e potente che spesso scaturisce da una nuova relazione. Nel sesso sfrenato e quasi animale che abbiamo condiviso nel primo anno di relazione effettiva sono confluiti molti e diversi fattori: il nostro sentimento profondo e consapevole, la distanza e l’attesa (quasi un anno), la clandestinità (per nulla eccitante dal momento che la vivevamo entrambi malissimo), il rimorso, la paura, l’incertezza sulle scelte che avremmo o non avremmo compiuto e che all’epoca ci sembravano impossibili. Nel sesso buttavamo dentro tutto questo: amore, passione, paura, disperazione, il peso insostenibile di doverlo vivere da soli senza poterne parlare con nessuno. Non c’era razionalità se non nel nascondere le bugie che raccontavamo al mondo, per il resto era tutto istinto. Cosa se non l’istinto ci ha portato a desiderare di voler scomparire l’uno nell’altra per sfuggire alla realtà che ci stava fagocitando? Il sesso, allora, era come vivere contemporaneamente all’inferno e in paradiso.

    Dalla clandestinità alla quotidianità

    Quando abbiamo potuto vivere la nostra storia alla luce del sole, ci siamo abbandonati per qualche tempo all’agognata normalità. Avevamo sognato la quotidianità fatta di piccole cose e quando abbiamo potuto viverla riempiendola di tutto quello che non avevamo potuto fare prima, il sesso è diventato più marginale e tranquillo. Una fase di incubazione, la definirei adesso. Perché da quella seconda fase è scaturita, a sorpresa, quella che stiamo vivendo adesso. Un sesso senza inibizioni, appunto: siamo giunti a un livello di reciproca e profonda conoscenza non solo dei nostri corpi ma soprattutto delle nostre menti. Questa è stato il punto di svolta: esserci avvicinati così tanto da un punto di vista intellettuale e psicologico da poter confessare all’altro fantasie mai espresse prima, a volte neppure a noi stessi. Sono venute fuori così, senza sforzo e senza premeditazione. Io stessa mi sono stupita delle mie e mi sono chiesta da dove fossero saltate fuori. Probabilmente se ne stavano annidate in qualche angolo del subconscio e non sarebbero mai emerse in assenza di un rapporto simbiotico come quello che stiamo vivendo.

    La condivisione delle fantasie

    Se dentro di me non avessi avvertito la certezza di poterle esternare senza essere giudicata o fraintesa non l’avrei mai fatto e non avrei mai neanche saputo di averle. È la stessa cosa anche per Diego. Alcune fantasie diventano realtà, altre restano tali ma troviamo eccitante parlarne. Lo spunto può venire da qualunque cosa: un film, la frase di un libro, una fotografia, un fatto di cronaca. A volte le stesse cose non piacciono a tutti e due ma poterne parlare liberamente senza falsi pudori ci sembra una tappa fondamentale.





    tl;dr: lei è 30enne felicemente accasata con bimbo in arrivo nella panza. su fb becca """""""""PER CASO""""""""""" aitante 50enne divorziato con figli. hanno gli stessi gusti letterarih quindi cominciano a raccontarsela poi dai vediamoci come amici poi bbacio poi mispiacemadevidimenticarmi poi ovviamente si reincontrano sesso analo animalo e pompini con risucchio. lei va dal compagno e gli dice sai che c'è non ti amo più ciao. prende il bimbo e va via. adesso si sposano e vivono per sempre felici e contenti tranne il bimbo appena nato che però vabbè oh chissenefotte cioè ILGRANDEAMMORE vuoi mettere
    Ultima modifica di Cesarino; 16-09-17 alle 12:32

  7. #7
    Senior Member L'avatar di Decay
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    Re: DAYUCCIA, in mezzo a tanti topic intrisi di ODIO (kattivo Koba!!) un po' di AMMOR

    lettotutto

  8. #8
    Senior Member L'avatar di squallwii
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    Re: DAYUCCIA, in mezzo a tanti topic intrisi di ODIO (kattivo Koba!!) un po' di AMMOR

    Troppo lungo.
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  9. #9
    Senior Member L'avatar di Cesarino
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    Re: DAYUCCIA, in mezzo a tanti topic intrisi di ODIO (kattivo Koba!!) un po' di AMMOR

    letta solo ora pure io. porcobicio che roba immonda
    altro che daiuccia, questa è roba da MARMIST. also, adesso metto sotto spoiler e faccio un tl;dr




    tl;dr: lei è 30enne felicemente accasata con bimbo in arrivo nella panza. su fb becca """""""""PER CASO""""""""""" aitante 50enne divorziato con figli. hanno gli stessi gusti letterarih quindi cominciano a raccontarsela poi dai vediamoci come amici poi bbacio poi mispiacemadevidimenticarmi poi ovviamente si reincontrano sesso analo animalo e pompini con risucchio. lei va dal compagno e gli dice sai che c'è non ti amo più ciao. prende il bimbo e va via. adesso si sposano e vivono per sempre felici e contenti tranne il bimbo appena nato che però vabbè oh chissenefotte cioè ILGRANDEAMMORE vuoi mettere

    più breve di così non potevo
    Ultima modifica di Cesarino; 16-09-17 alle 12:32

  10. #10
    il grinch L'avatar di ryohazuki84
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    Re: DAYUCCIA, in mezzo a tanti topic intrisi di ODIO (kattivo Koba!!) un po' di AMMOR

    e chi se ne frega se poi tuo figlio a 18 anni si droga
    Mi rendo disponibile ad essere insultato ai sensi dell'art. 1 del 29/3/2016 legge Salgari

  11. #11
    il grinch L'avatar di ryohazuki84
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    Re: DAYUCCIA, in mezzo a tanti topic intrisi di ODIO (kattivo Koba!!) un po' di AMMOR

    la tizia della prima storia fa le gang bang coi negri
    Mi rendo disponibile ad essere insultato ai sensi dell'art. 1 del 29/3/2016 legge Salgari

  12. #12
    Senior Member L'avatar di Decay
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    Re: DAYUCCIA, in mezzo a tanti topic intrisi di ODIO (kattivo Koba!!) un po' di AMMOR

    Citazione Originariamente Scritto da Cesarino Visualizza Messaggio
    letta solo ora pure io. porcobicio che roba immonda
    altro che daiuccia, questa è roba da MARMIST. also, adesso metto sotto spoiler e faccio un tl;dr




    tl;dr: lei è 30enne felicemente accasata con bimbo in arrivo nella panza. su fb becca """""""""PER CASO""""""""""" aitante 50enne divorziato con figli. hanno gli stessi gusti letterarih quindi cominciano a raccontarsela poi dai vediamoci come amici poi bbacio poi mispiacemadevidimenticarmi poi ovviamente si reincontrano sesso analo animalo e pompini con risucchio. lei va dal compagno e gli dice sai che c'è non ti amo più ciao. prende il bimbo e va via. adesso si sposano e vivono per sempre felici e contenti tranne il bimbo appena nato che però vabbè oh chissenefotte cioè ILGRANDEAMMORE vuoi mettere

    più breve di così non potevo
    Ma il padre biologico ha solo di che festeggiare, è il 50enne che è un totale idiota

  13. #13
    Senior Member L'avatar di GenghisKhan
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    Re: DAYUCCIA, in mezzo a tanti topic intrisi di ODIO (kattivo Koba!!) un po' di AMMOR

    Oh che bello finalmente un altro topic dedicato a Valentina Nappi !

  14. #14
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    Re: DAYUCCIA, in mezzo a tanti topic intrisi di ODIO (kattivo Koba!!) un po' di AMMOR

    Bah

    Restare con l'altro anche se non lo ama piu perche c'è il figlio vuol dire autocondannarsi a una vita di merda

  15. #15
    Senior Member L'avatar di Cesarino
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    Re: DAYUCCIA, in mezzo a tanti topic intrisi di ODIO (kattivo Koba!!) un po' di AMMOR

    Il ricordo di quei giorni è legato a una persistente sensazione di malessere colmo di menzogne che spesso sfocia nel digiuno, nella nausea di quello che non riusciamo più a mangiare, nell’insonnia perenne, nel sesso senza inibizioni. Materialmente, non faccio mancare nulla a mio figlio ma la mia testa è altrove. Sono sempre e comunque con lui. Nulla, nemmeno mio figlio, potrebbe tenermi lontana da lui. Lui è l’amore, la chiave di volta, la risposta a tutte le mie domande. O lui o niente: non, o lui o nessun’altro. Se non c’è lui, io non sono più una donna, non ha più senso esserlo. E’ una cosa istintiva, animale. Lui è il mio pezzo mancante, senza di lui non sono. Non sono mai stata ma prima di conoscerlo non potevo saperlo e mi godevo inconsapevolmente la mia non-vita a cui non mancava nulla. Meno di due anni dopo aver chattato con lui la prima volta, prendo mio figlio di 14 mesi, apro la porta di quella che non è più casa mia e me ne vado.


  16. #16
    Senior Member
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    Re: DAYUCCIA, in mezzo a tanti topic intrisi di ODIO (kattivo Koba!!) un po' di AMMOR

    se il 50enne ha issoldi e gli prenderà la ps5 al dayone non ne rimarrà cosi traumatizzato

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