Amazon: 250 milioni di tasse da pagare Amazon: 250 milioni di tasse da pagare - Pagina 2

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Discussione: Amazon: 250 milioni di tasse da pagare

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  1. #1
    Predicatore Google L'avatar di Mdk
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    Re: Amazon: 250 milioni di tasse da pagare

    Citazione Originariamente Scritto da Bicio Visualizza Messaggio
    Non rispedivano indietro i dispositivi che dichiaravano rotti e strano che appunto se ne siano accorti così tardi oltre al fatto che pensavo dopo un po' di sostituzioni ti segnalassero l'account come uno da tenere d'occhio
    E infatti avevano mille account, strano piuttosto avessero mille carte di credito diverse

  2. #2
    koba44
    Guest

    Re: Amazon: 250 milioni di tasse da pagare

    Citazione Originariamente Scritto da Mdk Visualizza Messaggio
    E infatti avevano mille account, strano piuttosto avessero mille carte di credito diverse
    Carte virtuali: VCC. Te ne compri mille per 20$ (cifre a caso, ma sarà così).

  3. #3
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    Re: Amazon: 250 milioni di tasse da pagare

    Citazione Originariamente Scritto da koba44 Visualizza Messaggio
    Carte virtuali: VCC. Te ne compri mille per 20$ (cifre a caso, ma sarà così).
    Koba dov'è il thread dei conti correnti? c'è l'offerta del buono da 200 euro di amazon con hellobank ma leggo che c'è l'inculata che non ti accettano i requisiti per la carta di credito che è serve per avere per il buono quindi ti inchiappetti

  4. #4
    koba44
    Guest

    Re: Amazon: 250 milioni di tasse da pagare

    Citazione Originariamente Scritto da Para Noir Visualizza Messaggio
    Koba dov'è il thread dei conti correnti? c'è l'offerta del buono da 200 euro di amazon con hellobank ma leggo che c'è l'inculata che non ti accettano i requisiti per la carta di credito che è serve per avere per il buono quindi ti inchiappetti
    Ho fatto proprio stamane la videocall di riconoscimento. Ho un decorso cartacredistico ineccepibile, ma quelli di HB sono un po' strani. Vedremo che succederà.

    I'm on the way for the next buono.


    Ah, ne approfitto per chi volesse donarmi 30€ (via referral) facendosi una AmEx Blu con cashback dell'1% di quanto speso (3% in promo i primi tre mesi, primo anno gratuito, poi 30€/anno).

    E una carta normalissima a saldo, ma non fate la minchiata del revolving sbagliando casella. Servizio clienti da tappeto rosso. Si paga domiciliando in banca come fosse una bolletta.

    Si lega ad amazon e PayPal senza problemi.

    Il mio ref: http://www.americanexpress.it/amico/...CPID=100257786

    P. S.: Ho la AmEx blu da 10-15 anni, la ottenni con promo gratis a vita e cashback 1%. L'adoro. Sboro.
    Ultima modifica di koba44; 06-10-17 alle 15:59

  5. #5
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    Re: Amazon: 250 milioni di tasse da pagare

    non sono sicuro che amazon faccia controlli incrociati sulle carte di credito

    ma avrebbero dovuto farlo nel caso una stessa carta movimentasse un po' troppi soldi

  6. #6
    Predicatore Google L'avatar di Mdk
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    Re: Amazon: 250 milioni di tasse da pagare

    Citazione Originariamente Scritto da Para Noir Visualizza Messaggio
    non sono sicuro che amazon faccia controlli incrociati sulle carte di credito

    ma avrebbero dovuto farlo nel caso una stessa carta movimentasse un po' troppi soldi
    "incrociati", basterebbe limitare una determinata carta a 2, massimo 3 account, di più sicuramente c'è sotto roba losca

  7. #7
    Senior Member L'avatar di Bicio
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    Re: Amazon: 250 milioni di tasse da pagare

    bè ma i posti di spedizione non saranno stati così diversi..anzi, magari sempre gli stessi

  8. #8
    Senior Member L'avatar di Govny
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    Re: Amazon: 250 milioni di tasse da pagare

    non è una multa, sono semplicemente imposte non pagate.
    Certo, se le devono dare a quei lussemburghesi del piffero che se ne stanno in europa e poi fanno da un paradiso fiscale per le multinazionali, è meglio che se le tengano.

  9. #9
    koba44
    Guest

    Re: Amazon: 250 milioni di tasse da pagare

    Citazione Originariamente Scritto da Govny Visualizza Messaggio
    non è una multa, sono semplicemente imposte non pagate.
    Certo, se le devono dare a quei lussemburghesi del piffero che se ne stanno in europa e poi fanno da un paradiso fiscale per le multinazionali, è meglio che se le tengano.
    Lussemburghesi, Olandesi ma soprattutto quei cazzo di Britannici con la City a fisco speciale e le loro merdose isolette.

  10. #10
    Senior Member L'avatar di PCMaster
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    Re: Amazon: 250 milioni di tasse da pagare

    devo ancora riscattare il coupon amazon di hellobank dell'anno scorso
    https://play0ad.com/ | https://www.youtube.com/user/play0ad/

    Cerco Age of Empires Rise of Rome

    Cerco Edizioni Retail di Dark Souls 1 e Darksiders II, anche con seriali già attivati

  11. #11
    Senior Member L'avatar di Bicio
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    Re: Amazon: 250 milioni di tasse da pagare

    Amazon vuole diventare il corriere espresso di se stessa


    Amazon vuole ridurre sempre meno la dipendenza da aziende esterne per la distribuzione dei suoi prodotti. Non stupirà nessuno sapere che sta lavorando sodo per imparare a gestire in prima persona anche il cosiddetto "ultimo miglio" delle spedizioni - ovvero il tragitto dal magazzino alla casa dell'acquirente - che in genere ora è affidato a corrieri terzi come UPS, TNT, SDA e così via.

    Anzi, in realtà che progetti sull'argomento siano in cantiere è cosa nota. Già da diverso tempo seguiamo con attenzione le vicende dei droni autonomi Prime Air, nella speranza che prima o poi basti allungare un braccio fuori dalla finestra per ricevere il nostro prossimo smartphone (speriamo non un TV da 55 pollici!).

    Amazon sta però lavorando anche a progetti più convenzionali, che si basano ancora su furgoni e autisti umani. È già attivo da un paio d'anni in India, e secondo quanto riporta Bloomberg sta iniziando a muovere i primi passi negli Stati Uniti. L'iniziativa si chiama Seller Flex, e le prime consegne sperimentali sono in già in corso nella Costa Ovest. Entro l'anno prossimo dovrebbero espandersi ad altri stati, anche se le fonti della testata non rivelano dettagli più precisi.

    Amazon si è ovviamente rifiutata di commentare, ma almeno UPS non si è rivelata particolarmente impensierita dalla questione. Il responsabile del team PR Patrick Fitzgerald ha commentato specificando che i servizi che la sua società offre sono ben più ampi di quanto percepiscono i normali consumatori, e che benché Amazon sia un cliente prezioso nemmeno la sua perdita rappresenterebbe un motivo di crisi.
    Ma le spedizioni ai suoi magazzini e dai suoi magazzini principali a quelli secondari cittadini non li fa sempre coi corrieri? cioè al momento non mi risulti che sia autonoma in nessuna spedizione ma che gestisca solo i magazzini e i siti e per la logistica dipenda totalmente da altri

  12. #12
    Malmostoso L'avatar di Necronomicon
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    Re: Amazon: 250 milioni di tasse da pagare

    Queste notizie riguardano sempre il mercato americano, comunque

  13. #13
    Senior Member L'avatar di Bicio
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    Re: Amazon: 250 milioni di tasse da pagare

    "Lavoro per Amazon, consegno 200 pacchi al giorno e sono schiavo di un algoritmo"
    Pubblicato il: 07/10/2017 07:06
    di Chiara Moretti

    Hanno i minuti contati. La velocità fa la differenza, come insegna il fondatore Jeff Bezos. E a dettare i tempi per le consegne Amazon è un "algoritmo". E' questo il nostro vero problema, spiega all'AdnKronos Arturo, ma il nome è ovviamente di fantasia, perché "sa lavoro ancora dentro, sono un 'driver', un fattorino, non posso espormi'". Ogni mattina all'alba si ritrova con i suoi colleghi e i capi per prendere le consegne: fino a 200 pacchi al giorno per circa 150 fermate, 'stop' in gergo, "perché qualcuno, magari, ne ha più d'uno (di pacco, ndr.)". E, poi, parte la corsa. Scorrazzano per tutta la città, il più veloce possibile perché altrimenti "ci chiamano" e, ora, con Amazon Prime - consegna in 2 ore, ma anche un'ora se paghi -, i tempi si restringono ancora.

    A decidere le rotte, i giri che i driver dovranno fare e, soprattutto, quanto ci dovranno mettere, è un sistema automatico, un "algoritmo", che "non tiene conto dell'imprevisto: il semaforo, il traffico e la macchina che ti si spegne davanti con il 'nonnino' alla guida". Non è facile per i tanti Arturo, l'età è compresa tra i 30 e i 50 anni, portare a termine l'impresa di consegnare tutti i pacchi nell'orario stabilito. "Siamo costretti, spesso, a finire più tardi di 2/3 ore nei giorni più caldi, saltando anche la pausa pranzo di 30 minuti". "Come ci arrivi dal Politecnico a Romolo nell'ora di chiusura degli uffici in mezz'ora? Mica volo, ho un furgone, non sono un drone".

    Da Amazon precisano, parlando con l'AdnKronos, che "le persone che consegnano non sono nostri dipendenti perché noi non abbiamo una nostra flotta, ma ci affidiamo a terze parti che fanno questo lavoro". Noi abbiamo un centro di distribuzione ad Affori a nord di Milano, dove tu con una App accedi a questo servizio Prime Now e scrivi, per esempio, di aver bisogno d'acqua, pane e latte 'tra le 18 e le 20', ti arriva a casa e paghi". C'è, poi, un'altra base a Rogoredo con Amazon Logistic. "E' un deposito di smistamento, da cui un altro genere di prodotti - il regalo preso all'ultimo momento, la chitarra elettrica o il tablet - partono e vengono consegnati nell'area meneghina". "Quello che noi diamo è un cellulare con un software di navigazione, quello che loro chiamano 'algoritmo', che ti fa un percorso". Dal colosso dell'e-commerce sottolineano che "se non stai nei tempi non succede nulla", serve solo per "rendere più facile la consegna".

    "In Lombardia negli ultimi mesi abbiamo ottenuto migliori condizioni nelle aziende dei drivers che lavorano per Amazon - dice all'Adnkronos Luca Stanzione, Segretario Generale Filt Cgil di Milano - ora c'è bisogno di aprire una contrattazione sull'algoritmo che regola il lavoro per salvaguardare la professionalità" degli occupati, oltre a "migliorare il servizio". Amazon non è solo una piattaforma digitale "ma una grande azienda con un processo produttivo di cui la casa madre è responsabile e a cui il consumatore guarda con molta attenzione". Per esempio affinché venga rispettata la puntualità nelle consegne , sottolinea, "è necessario mettere i lavoratori nelle condizioni migliori per svolgere il servizio, andare a piedi nella Ztl, con tutte le variabili come il meteo, non è in linea con i ritmi frenetici richiesti dall'azienda". Serve un sistema normativo, conclude il sindacalista, per garantire ai "grandi soggetti dell'economia telematica di stare nel mercato, pagare le tasse e offrire lavoro di qualità".

    Nonostante gli ultimi guai del colosso americano con l'Europa, che lo accusa di "mancati versamenti fiscali" e gli chiede indietro 250 milioni di euro, il business non si ferma e il nostro Paese è tra quelli con maggiori potenzialità di crescita. "In Italia l'e-commerce è fermo al 5-7% rispetto al 15-20% di Francia e Germania, per questo ci investiamo: crescerà" aveva detto a inizio anno il vicepresidente italo-americano di Amazon Europa Roy Perticucci, annunciando il centro di distribuzione di Passo Corese, frazione di Fara Sabina nel reatino, a una trentina di chilometri da Roma. La struttura, dicono all'Adnkronos da Amazon, ha già cominciato a lavorare il 18 settembre scorso con 400 persone, mentre "ne occuperà 1200 in 3 anni". Dal 2010 a oggi Amazon ha creato oltre 2mila posti di lavoro in Italia. "Prima di trovare questa occupazione, trovavo solo impieghi saltuari: sono stato fortunato e li ringrazio per questo" ammette il driver, sottolineando che comunque "lo stress è veramente tanto: abbiamo i minuti contati e non puoi farti una vita perché non hai orari".

    Lo stipendio è sui 1250 euro netti al mese, a cui però devi togliere anche le multe. "A differenza degli altri corrieri non abbiamo il permesso ZTL o l'ingresso per l'Area C - denuncia - per questo quando ci tocca entrare, per rispettare i tempi, può capitare che di dover mettere in conto dai 50 ai 100 euro mensili di multe". Sulla zona C, precisano all'Adnkronos da Amazon, "la paghiamo ai corrieri terzi nell'accordo quadro che noi facciamo", mentre per quanto riguarda la ZTL "dovrebbero consegnare, facendo il tratto che manca a piedi".

    Ultimo ostacolo, ma un po' per tutti noi, è quello del posteggio. "Se devi fare tutto in 8 ore e ti metti a cercare un parcheggio dentro città come Milano o Roma, è finita. Non ce la puoi fare a finire le consegne" dice sconsolato il driver. Una vera iattura sono, poi, i cosiddetti ripassi. "Se citofoni e chi ha ordinato il pacco non risponde devi tornare: è un incubo per noi". Meglio farsi trovare.
    L'uomo è da sempre un gran problema in questa filiera così automatizzata ormai

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