Pensavo ingegneria gestionale :asd:
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Sardine che cercano sardine
:tsk:
Sei sempre legalmente ricattabile. Anche se convivi. Anche se vai a far la spesa. Anche se guardi storto uno o ti lasci scappare una parola di troppo.
Mi ripeto, non è che ce l'ho con te (e non vedo perché dovresti darmi del ciccio, ma tant'é), però il sistema è improntato all'uguaglianza (e alla tutela della prole). Che poi la prassi italica insegni che spesso il marito produce reddito e la moglie fa la casalinga e che il marito dà causa alla cessazione del matrimonio, con annesso addebito e assegno di mantenimento, è un discorso sociologico prima che giuridico. E ciò senza contare che il più delle volte l'assegno che manda sul lastrico gli uomini non è quello di mantenimento alla moglie, ma quello di mantenimento ai figli. Sposati con una che lavora e che ha il tuo livello di reddito, comportati bene e vedrai che se il matrimonio finisce per colpa di nessuno dei due nessuno finisce sul lastrico.
Questa mania del non voler essere ricattabili (in senso generale, non ce l'ho con te in particolare) io (oh, sbaglierò io eh) la attribuisco più alla paura di impegnarsi che ad altro.
>il sistema improntato all'uguaglianza dove il coniuge nullafacente si becca i tuoi soldi e i figli e decide come educarli, mentre tu li mantieni ovviamente
>è colpa dei mariti se vengono svenati(source needed)
>per evitare questa bellissima feature del sistema giuridico devi avere una moglie che lavora e guadagna quanto te, così potrete essere miserabili insieme senza rischi
Mah, a volte mi chiedo se a Zhuge suonino tutte le campane
Se prendi le norme del codice civile (che noia! Eh già, sarà una noia, ma è contro quelle che ci si sbatte il grugno) non leggi da nessuna parte che se il matrimonio finisce la moglie si piglia soldi, casa e figli. Questa è la verità, il resto sono chiacchiere da bar.
Non ho affatto scritto che è colpa dei mariti se vengono svenati. Ho scritto che statisticamente in Italia è più facile trovare situazioni dove il marito guadagna di più della moglie ed è poi obbligato dal giudice a pagare un assegno di mantenimento, alla moglie se gli è imputato l'addebito (cioè la colpa della separazione), ai figli (quando ci sono) in ogni caso. A chi vengono affidati i figli? La regola di base è ad entrambi. Dove vengono collocati? Presso un genitore, mentre l'altro ha tempi precisi da passare con loro. Il genitore collocatario è di solito la madre? La statistica ci dice questo, non la legge. Fortunatamente la società sta cambiando, le donne hanno smesso di anteporre la famiglia alla carriera, producono reddito. Il risultato è che se la donna produce reddito non ha bisogno in nessun caso degli alimenti e nella maggioranza dei casi dell'assegno di mantenimento; eccola qui l'uguaglianza. Questo cambiamento sociale farà sì che i mariti non saranno più condannati al lastrico? No, perché ovviamente se uno ha dei figli dovrà comunque mantenerli. E se non ha figli? Sì, il numero e l'entità degli assegni di mantenimento da moglie a marito calerà col tempo.
La terza asserzione è tanto perplessa che non ci perdo tempo. Sposarsi non è un obbligo, a maggior ragione oggi che le convivenze di fatto sono pure regolamentate, ma chi si sposa deve essere consapevole delle conseguenze, che però non sono quelle da bar. Io non ho interesse alcuno a fare propaganda pro-matrimonio, ma se proprio dovessi esprimere un parere personale direi che vedere coppie coi carrelli separati al supermercato, come ultimamente mi capita, mi fa pietà.
Riassumendo:
1)La legge dice una cosa
2)La realtà è un'altra
3)Il SISTEMA(sistema =/ legge) non è, di fatto, improntato all'uguaglianza perchè avvantaggia pesantemente le donne e le statistiche ne sono evidentemente la prova
Hai dipinto proprio un bel futuro di merda comunque
no, è solo ed unicamente per il divorzio. Non c'entra nulla la paura di impegnarsi.
il problema è che tu, come altri, siete nati con la memoria. Memoria che vi ha concesso di laurearvi in legge. O ingegneria, o altre cose che vi concedono prospettive o di lauto guadagno o di potervi rappresentare in tribunale senza pagare le migliaia di euro al mese al parassita.
Ora, molti di noi la memoria non ce l'hanno. Non possono laurearsi, in cose utili ovviamente. Devono fare lavori non bene pagati, senza alcuno sbocco. Hanno poco. E se capitano grane legali devono sborsare cifre astronomiche al parassita che si accorda con la parte avversa per far durare il processo ad libitum o per fargli perdere la causa perchè prendono di più dall'avversario dato che tu sei un morto di fame.
Ma basta parlare di avvocati.
Comunque, per il resto, molti di noi non hanno grandi entrate. Ma per avere quel poco devono sputare sangue. A differenza di chi vive PARLANDO in una aula del cazzo dove 3 persone con la laurea in legge sanno già come finirà e quale sarà la sentenza ma bisogna fare show perchè sennò quest'anno la Range Rover non si paga. Nel caso del giudice la Ferrari, visto quanto prendono al mese.
Ma basta parlare di avvocati e giudici.
Comunque, non ci crederai, ma ci sono di noi che non cagano soldi. E il pensiero di perdere pure quei pochi per mantenere figli che il giudice ti concederà di vedere forse un fine settimana su due, che tua moglie può plagiare perchè dicano al giudice che li tratti male, o semplicemente perchè si è stancata di te e va col chirurgo di turno (altra esperienza non mia ma vissuta in famiglia), non ti fa propendere per il matrimonio. Perchè con l'aumento dell'intelligIenza arriva anche una richiesta di GARANZIE.
E queste garanzie il matrimonio NON te le da.
Ci sono maschi che meriterebbero di finire come Dj Fabo ? Cazzo sì, e conosco MOLTI più maschi che femmine che dovrebbero finire in questo modo.
MA, essendo io una persona troppo onesta per essere vera, so già che mi troverei Abdul a casa al ritorno da lavoro e che la settimana dopo una giudicessa mi direbbe che non davo a mia moglie sufficIente amore e che quindi è giusto che io perda i figli e i soldi.
Così come mi troverei mia moglie insoddisfatta perchè sono una persona noiosa che cerca stabilità, non un avventuriero da centro accoglienza o fallito imprenditore anni '90. E via figli e soldi ancora.
Le donne che lavorano NON si sposano uomini che guadagnano poco. E non li mantengono. Non ne conosco una. Non conosco UNA donna che abbia più del marito.
Heh ma nel futuro del cazzo "ma va in mona va" (Decit.)
Stupendo.
Sì, ma io volevo leggere quello che aveva da dire Milton :timifag:
Zhuge, mi hai quasi convinto dell'opposto di quello in cui credo.
Dovresti fare l'avvocato se non lo facessi già. :asd:
ciccino :bua: :asd:
Ah poi, confermo che solitamente le donne tendono a sposare un uomo più ricco di loro, indipendentemente da quanto guadagnano. Non a caso le donne manager di Svapo sono solitamente perennemente in crisi perchè non riescono a trovare un uomo, puntano solo a quelli ricchi, e chiaramente se sono ricchi non si mettono con una tizia di 35+ anni quando ci sono le ventenni.
Il concetto di uguaglianza è ovviamente roba da autistici perchè non tiene conto di quello che i sessi cercano nel compagno.
Le statistiche delle decisioni cambiano col tempo; prima deve cambiare la società, poi cambiano le statistiche. Sotto il porfilo normativo son stati fatti passi avanti colossali; sotto quello interpretativo meno, ma qualcuno è stato fatto (vedi il revirement della Cassazione a maggio sull'assegno di divorzio; vedi qualche giudice di merito che comincia a non ritenere nulli gli accordi prematrimoniali).
Le donne sono avvantaggiate? Per ora, ancora. Ti svelo un segreto però: lo sai che il diritto è diventata una professione femminile e che il numero di avvocatesse e soprattutto magistratesse supera/supererà quello dei maschi? A breve (commento sessista) avremo la giustizia in mano alle crisi ormonali. :fag:
Capitato più volte.
La scena più ridicola m'è capitata qualche settimana fa al Tigros con signore e signora over 70 con carrelli separati che litigavano su chi dovesse pagare lo yogurt.
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@sisonoio al netto delle varie cose discutibili che hai scritto, una cosa; non ti sposi, ma fai figli: beh, gg :asd:
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cos'è che credi tu? :asd:
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Topic twist bait. :fag:
Quali sono i contenuti ridicoli? Pregasi contestare con argomentazioni oggettive.
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In rerum natura, su questo hai anche ragione. Ma ti dirò di più, il germe della DONNA MENNAGGER lo puoi riconoscere anche in gioventù. Soprattutto se guardi tipe non sceme da 7. :asd:
Il concetto di ricatto legale è un concetto abbastanza sfumato (e tecnicamente inesistente :asd:), che con la mia affermazione ho volutamente inteso in senso iperbolico (fermo che però se il tuo coinquilino non paga il canone di locazione il padrone di casa ti legalmente ricatta; se il tuo coinquilino fa rumore, il tuo vicino ti legalmente ricatta; and so on :asd:).
Però il tuo intervento m'è utile per significare un'altra cosa; cioè che IMHO quello che molti dovrebbero avere in mente quando schifano il matrimonio non dovrebbe essere una convivenza come partner (che inevitabilmente crea legami che piano piano finiscono pure per avere rilievo giuridico), ma un sano rapporto di coinquilinaggio senza scopaggio strutturale (perché scopaggio strutturale means caring, caring means assistenza morale e ricadute morali prima e perfino giuridiche poi).
Ti ho già risposto. Argomentare che il matrimonio è cosa conveniente perchè lo è sulla carta o potrebbe diventarlo in futuro è ridicolo, perchè non lo è nei fatti.
Altrimenti anche dare pari diritti a *gruppo religioso a caso* per poi fare nulla quando vengono massacrati in un pogrom è roba conveniente per quel gruppo religioso, tanto sulla carta hanno pari diritti e magari in futuro verranno trattati meglio.
Già mi stavo preoccupando pensando a tutte le denunce che rischio ogni giorno :asd:
Interessante il secondo discorso, quindi se si vengono a creare dei legami con un altra persona, possono esistere delle conseguenze giuridiche, questo vale anche con "migliori amici" o solo partner sessuali? (chiedo per conoscere tutte le possibilità)
Tornando all'esempio classico, convivo con una ragazza, diciamo un paio d'anni, questa mi lascia per un qualsiasi motivo, che conseguenze giuridiche possono spuntare, fino ad ora ho capito, che se guadagno più io, devo mantenere lei per un certo periodo, se guadagna più lei al contrario deve mantenere me ?
Non ho mai sostenuto che il matrimonio sia una scelta conveniente. Non mi sono mai posto il problema anzi, perché il problema è mal posto (non ci si sposa per convenienza, tra persone normali; e se si pensa alla convenienza, meglio non sposarsi, perché non c'è già in principio quello spirito di condivisione che deve necessariamente connotare l'unione dei destini che due persone fanno con il matrimonio; un matrimonio che abbia queste premesse, IMHO, oggi è un matrimonio destinato a sciogliersi).
Ciò che ho detto è che il fatto che la statistica oggi ci sveli che gli uomini sono sfigati in sede di divorzio (e non per i motivi creduti dal popolo del bar, leggasi assegno di mantenimento ai figli e non alla moglie) non significa che il matrimonio non sia stato costruito giuridicamente come connubio di eguali, come eguali sono i diritti quando il matrimonio deve essere sciolto. Se un uomo stamattina in tribunale viene ridotto sul lastrico posso garantirti che, rispetto a 10/20 anni fa, una ragione più razionale c'é. Poi ci sono sempre le esternalità e i giudici di PVRA LVCE, che guardacaso son quelli che scrivono le sentenze che finiscono sui giornali, ma uno che abbia contezza della materia dalle sole gride della stampa o dalla sua sola sfigata esperienza personale non può avere un'idea complessiva del fenomeno, di un fenomeno complesso e variegato com'é quello dello scioglimento dei rapporti famigliari.
Se non siete sposati e non avete figli, allo stato dell'arte non hai obblighi di reciproci di mantenimento, né obblighi alimentari. Se avete figli, entrambi avete obblighi nei confronti dei figli. L'unico problema che può sorgere, attualmente, in questa situazione è quello di distribuzione del patrimonio acquistato durante il periodo di convivenza, perché se pure è vero che non siete sposati, molti beni finiscono per presumersi in comunione ordinaria se non si riesce a dimostrarne la proprietà esclusiva di uno dei due (queste sono le ricadute giuridiche cui cennavo sopra). Inoltre la Cassazione ha più volte messo una pietra tombale su pretese di risarcimento delle spese di mantenimento durante il rapporto, rubricandole ad obbligazione naturale (che non ammette restituzione).
Più a lungo dura una convivenza, più si può finire per litigare, ma l'aspetto famigliare, in assenza di figli, è solo sullo sfondo. Oggi peraltro la legge sulle convivenze consente di regolare il rapporto di convivenza per contratto.
Allo stato della giurisprudenza, ma non escludo che in futuro (con la destrutturazione e delegalizzazione del concetto di famiglia) possa essere diverso, i fidanzati anche conviventi che si mollano non hanno diritti nei confronti dell'altro.
Allora non si capisce per quale motivo tu abbia sentito il bisogno di specificare che la legge è improntata all'uguaglianza quando è ovvio che a me e Galf premeva la realtà dei fatti quando abbiamo criticato come funziona il divorzio.
La legge improntata all'uguaglianza cambia forse il fatto che probabilmente lo prenderemmo nel culo? No? E allora Galf ha ragione, io ho ragione e il fatto che tu abbia sostenuto che il sistema(termine con cui in realtà intendevi la legge) è improntato all'uguaglianza non è rilevante.
Con "conveniente" intendevo un guadagno non puramente limitato alla sfera materiale.
Criticate senza sapere. Ho ritenuto di esporre il mio punto di vista. Rileggiti i miei post. Io non volevo convincere nessuno, volevo dare un punto di vista diverso da quello della Zanzara.
Ti sposi e non vuoi prenderla nel culo? Il modo c'é. Dipende solo da te? Ancora no. Se ti sposi finirà necessariamente in merda e finirai sul lastrico? Non necessariamente. La società italiana fa faticosamente dei passi in avanti, ma il senso comune è sempre quello del bar. Come la gente che è convinta che la separazione dei beni li salverà; poveri illusi.
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Elabora allora il concetto di conveniente, perché non ho capito. Se non si riferisce alla mera sfera materiale (intendo: patrimoniale, non nel senso di guadagnare sposandosi, ma di non perdere lasciandosi) a cosa si riferisce?
Ah ok, adesso tutto sembra più ragionevole :sisi: già avevo gli incubi :bua:
Si, ma zhurge ha spiegato la legge, e la legge pone l'uguaglianza, se poi di questa uguaglianza non si ha riscontro quello è un altro problema, ma non è un difetto della legge.
E' come con le quote rosa, che sono una cazzata, in questo modo la legge non è più improntata all'uguaglianza, ma favorisce le donne :sisi:
Beware the DONNE MAGISTRATE et AVVOCATE. :fag:
Ma che me ne frega a me della legge :rotfl:
Solo Galf ha menzionato "pari diritti" e se si riferiva a quelli legali o ad un'ideale sostanziale lo sa lui e basta.
Diciamo che Zhuge non ha fondamentalmente torto nel suo intervento, ma ha il grave difetto per come è posto di far sembrare un sistema estremamente a sfavore degli uomini come in fondo egalitario, che è una follia.
"Uhm, si, statisticamente gli uomini sono svantaggiati, però se tutta questa lista di cose fossero diverse non sarebbe così"
E grazie al cazzo.
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Comprendevo ANCHE roba materiale in realtà. Mentalmente se faccio una lista di cose positive e negative che mi possono derivare da un matrimonio, una lista di pro(ad esempio SCOPARE, avere compagnia, ecc.) e contro(ad esempio perdere un sacco di soldi) non mi conviene sposarmi, perchè ho molto più da perdere di quello che potrei guadagnare.
Ma si parla di uomo da convivere o da sposare
Io vorrei essere l'uomo per il one night stand
Koba, fai come me; non credere più in niente, iscriviti a giurisprudenza. (semicit.) :asd: