The Commission on the Status of Women (CSW) is the principal global intergovernmental body exclusively dedicated to the promotion of gender equality and the empowerment of women.
The CSW is instrumental in promoting women’s rights, documenting the reality of women’s lives throughout the world, and shaping global standards on gender equality and the empowerment of women.
Gli obiettivi di quest'anno:
2021: Priority theme: Women’s full and effective participation and decision-making in public life, as well as the elimination of violence, for achieving gender equality and the empowerment of all women and girls. Review theme: Women’s empowerment and the link to sustainable development
https://www.unwomen.org/en/csw
La domanda è: quali sono i 4 paesi che le Nazioni Unite hanno eletto per finalizzare questi nobilissimi obiettivi?
Giappone, Libano, Cina, Iran e Pakistan.
Commission on Status of Women
Again by acclamation, the Council elected the following seven members for four-year terms beginning at the first meeting of the Commission’s sixty-seventh session in 2022 and expiring at the close of its seventieth session in 2026: Cabo Verde, Egypt, Mauritania and Tunisia (African States); and Costa Rica, Panama and Trinidad and Tobago (Latin American and Caribbean States). In one round of secret balloting, it elected China, Iran, Japan, Lebanon and Pakistan (Asia-Pacific States) to similar four-year terms.
https://www.un.org/press/en/2021/ecosoc7040.doc.htm
La reazione di UN Watch:
https://unwatch.org/un-elects-iran-t...s-rights-body/
UN Watch is calling on U.S. Ambassador Linda Thomas-Greenfield and EU states to condemn the UN’s election of Iran to a 4-year term on its Commission on the Status of Women
“Electing the Islamic Republic of Iran to protect women’s rights is like making an arsonist into the town fire chief,” said Hillel Neuer, executive director of UN Watch, the Geneva-based human rights group. “It’s absurd — and morally reprehensible. This is a black day for women’s rights, and for all human rights,” said Neuer.
Perchè il pakistan invece?
Il giappone poi potrebbe promuovere locali esclusivi per le donne come già fanno con le carrozze dei treni
In confronto cina e libano sembrano stati avanzati![]()
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Problemi con l'inutile svapo o altri? La soluzione è qui.
Ogni mattina uno schwa del villaggio si sveglia per imporci la sua neolingua
Si è reso necessario escogitare una cosa che in italiano non esiste, il neutro, per sedare qualche essere umano esagitato che, se non si specchia costantemente in ogni dettaglio d’ogni saluto, d’ogni descrizione, d’ogni rappresentazione, si sente privato dei propri diritti
Non ho alcuna vocazione didattica, è perciò per puro spirito di sacrificio che ieri pomeriggio, al telefono, mi sono messa a fare l’imitazione di Stanlio e Ollio. È stato per soccorrere un amico che aveva letto che il comune di Castelfranco Emilia aveva adottato lo schwa nelle comunicazioni ufficiali, e quindi voleva sapere come, d’ora in poi, avrebbe dovuto pronunciare le parole italiane contenenti il simbolo ”ə”. Simbolo che chissà se visualizzerete, dato che nell’alfabeto italiano non esiste – ma a questo ci arriviamo dopo.
L’amico è quel che i parlanti la neolingua chiamerebbero «inclusivo»: molto sensibile alle istanze delle minoranze, molto attento a non offendere nessuno, molto rispettoso del diritto di tutti a non suscettibilarsi. Però proprio non sapeva cosa fosse questo schwa, finché ieri non ha letto, appunto, che in un post su Facebook era annunciato agli abitanti di Castelfranco Emilia «A partire da mercoledì #7aprile moltǝ nostrǝ bambinǝ e ragazzǝ potranno tornare in classe!»; chi l’ha scritto si fida così poco del buonsenso dei cittadini da dover specificare che la foto, d’una classe in assetto normale, è stata scattata prima della pandemia, e al contempo è evidentemente convinto che la lingua si possa cambiare d’imperio – ma anche a questo arriviamo dopo.
Per come funziona Google, una volta uscita la notizia era troppo tardi per capire di cosa si trattasse. Non: di cosa si trattasse rispetto a Castelfranco Emilia; per capire da dove venisse questo schwa, come nascesse, chi fossero i suoi genitori. I corsi d’inglese che lo spiegavano erano finiti troppo in basso tra i risultati della ricerca.
La ragione per cui lo schwa viene spiegato nei corsi d’inglese è che è un suono assente da molte altre lingue – tra cui l’italiano, quella lingua che fino a un paio di settimane fa si parlava a Castelfranco Emilia. È il suono che faceva molto spesso Alberto Sordi quando doppiava Ollio: una vocale imprecisata (gli inglesi la chiamano: la cugina pigra delle vocali).
Vi sarà capitato di usarlo se, come me, non ricordate mai se si dice «rompere le fila» o «rompere le file», e se scrivete fate in tempo a controllare (il plurale giusto è «file»), ma se state parlando e vi viene il sospetto di sembrare analfabeti risolvete non usando né una «a» né una «e», ma un imprecisato suono misto, tipo verso di vinile rallentato (se siete troppo giovani per sapere che suono faceva il vinile rallentato, smettete di leggere qui e tornate a fare la didattica a distanza).
Il simbolo fonetico d’un’altra lingua dovrebbe servire a rendere più inclusiva la nostra. Pare infatti che io (che, non so se ne siate al corrente, ho le tette) mi senta esclusa ogni volta che qualcuno dice «Buongiorno a tutti»: tutti è maschile, perdindirindina, io vengo dunque cancellata dal consesso dei salutati? In realtà no, visto che in italiano esiste il maschile sovraesteso, ovvero i plurali maschili che includono anche le femmine in essi incluse. O almeno, così era finché la sanità mentale era la regola.
Poi a diventare regola è stata l’eccezione, cioè qualche essere umano esagitato che, se non si specchia costantemente in ogni dettaglio d’ogni saluto, d’ogni descrizione, d’ogni rappresentazione, si sente privato dei propri diritti. Quindi, si è reso necessario, onde sedare gli esagitati che sono pochi ma molto rumorosi, escogitare una cosa che in italiano non esiste: il neutro.
Prima ci hanno provato con gli asterischi, non essendosi evidentemente posti il problema della lingua parlata: come diavolo lo pronunci, «benvenut* a tutt*»? «Benvenutstellina a tuttstellina»?
Poi con la «u», vocale neutra. Ricopio da un gruppo Facebook molto inclusivo: «Ciao a tuttu, voglio cambiare la mia medica di base, ne cerco una antifascista, antirazzista e non-obiettrice, che abbia una prospettiva affermativa anziché patologizzante nei confronti delle persone trans, che incoraggi lu pazienti e che sia vegana. Qualcunu ha nomi da fare» – eccetera. Nelle risposte alla richiesta, paiono trovarsi benissimo con questo neosardo: «Non credo sia veganu», «io non penso che unu dovrebbe» – ma qua fuori la vocale non diventa di maggioranza.
Giacché, e questo è un dettaglio che pare sfuggire ai suscettibili e ai loro sospirosi «la lingua evolve», le lingue non vengono cambiate da invasati che a un certo punto decidono d’imporre neologismi. I neologismi, un po’ come le donne in politica, funzionano se si prendono spazio da soli. E non è necessariamente un vantaggio – perché diavolo usiamo l’orrendo «catcalling», quando avevamo lo stupendo «fare il pappagallo»? – ma funziona così: attecchisce quel che attecchisce, non quel che troveremmo moralmente giusto attecchisse.
La lingua la cambia l’uso dei parlanti, non i convegni universitari e i consigli comunali. Di nuovo: non lo dico con gioia, a me piace l’élite, vorrei che potesse imporre un po’ tutto, persino a sessanta milioni di persone d’imparare a pronunciare un suono a loro ignoto per ragioni che risultano ridicole ai più. Purtroppo non è così.
Poi vabbè, il comune spiega l’uso del nuovo simbolo con un successivo post in cui troviamo scritto «il linguaggio che utilizziamo quotidianamente dovrebbe rispecchiare tali principi. Ecco perchè vogliamo fare maggiore attenzione a come ci esprimiamo», e figli miei, esprimetevi mettendo su «perché» l’accento acuto e non quello grave, esprimetevi accentando «princìpi» altrimenti sembrano i principi azzurri, e alle innovazioni lessicali arrivateci dopo aver appreso l’ortografia di base.
Naturalmente del «perchè» non se n’è accorto nessuno (tranne quella fanatica che sono io); così come non s’erano accorti del post coi plurali neutralizzati dallo schwa, che pure è di dieci giorni fa. Perché quello che per il comune di Castelfranco è un grande passo verso l’inclusività per il resto del crudele e distratto mondo è un refuso su cui non vale la pena soffermarsi.
Preliminary Findings of mRNA Covid-19 Vaccine Safety in Pregnant Persons
Many pregnant persons in the United States are receiving messenger RNA (mRNA) coronavirus disease 2019 (Covid-19) vaccines, but data are limited on their safety in pregnancy.
https://www.nejm.org/doi/full/10.105...AlgSIafMv_4LUU
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pregnant persons.
Edit: battuta sul tempo :V
Ultima modifica di Lux !; 23-04-21 alle 16:04
Non saprei, prova a guardare le previsioni.
In realtà l'aspetto dello sport non l'ho menzionato io per primo, mi sono solamente innestato nel filone dialogico.
Il congedo parentale è doveroso. Il modello nordico, mi pare svedese, dove vengono assegnati 300 giorni di congedo alla coppia, da distribuirsi tra loro, lo ritengo ottimale.
PREGNANT PERSONS.
JOURNAL OF MEDICINE.
pregnant mammalia
DAMN THIS IS SO INTOLERANT AS THERE ALSO MAMMALS THAT LAY EGGS AND YET THEY STILL ARE MAMMALS THEY ARE IDENTIFIED AS THAT AND IT'S A NORMAL BIOLOGICAL FACT YOU BIGOT, THEY FEED THEIR OFFSPRINGS WITH MILK WHICH MEANS THEY ARE MAMMALS SO STOP ASSOCIATING PREGNANCY WITH BEING MAMMALS
Pregnant eucariote
(Chiedo scusa ai procarioti per la discriminazione)
No, ci sono mansioni che la tecnologia non potrà mai alleggerire e saranno sempre logoranti per il fisico.
Nello sport le differenze tra uomini e donne sono imbarazzanti, come si fa a dire che non vedi differenze
Non si parla di qualità, si parla di spettacolo ed effetto "wow", tipo il centometrista olimpico che sfiora i 45km/h correndo a piedi
Ultima modifica di Maelström; 24-04-21 alle 06:50
Cerco di farvela semplice e poi non ve lo ripeto più (dico a quelli che continuano a postare 'sta roba delle donne che perdono coi regazzini e quindi sono [inserire abilismo], devono andare dietro i fornelli e lasciar perdere lo sport).
Il gap (a parte ginnastica artistica e robe così) ovviamente e obiettivamente c'è anche negli sport dove le donne sono più competitive.
Questo fondamentalmente per due ragioni.
1) Potenza fisico-atletica. Questo aspetto è evidentemente sottovalutato (in base probabilmente all'idea "Maradona/Messi sono piccoletti ma erano fenomeni"... Maradona in realtà era solo basso, per il resto aveva una struttura fisica da paura, Messi l'hanno potenziato a forza di bombe, sennò se restava tutto gracilino non andava da nessuna parte nel calcio moderno).
Se metti il campione dei pesi piuma contro quello dei pesi massimi, il secondo vince al primo pugno. Questo viene trovato normale. Per questo esistono varie categorie e nessuno dice che il campione dei medi è una pippa perché un peso massimo discreto lo tirerebbe giù facilmente. Invece si pretende che le donne vincano se opposte ai maschi. A parte che l'episodio più famoso delle battaglie tra i sessi nel tennis in realtà vede una donna vincitrice (1973, altro tennis, e il maschio era in là con gli anni). Nel tennis oggi vince chi spara le cannonate. E le cannonate ovviamente le tirano i maschi. Nel calcio se hai una struttura fisica più potente, se sei più forte, più veloce semplicemente hai troppo vantaggio. Tiri più forte, vinci i contrasti, vinci i duelli aerei, riesci a proteggere il pallone, ecc. Poi potete continuare a postare la roba delle donne forti che vengono piallate dai ragazzini (che comunque hanno già un fisico bello peso e a calcio ci giocano da parecchio... oggi se non inizi nella culla non hai nessuna chance), ma, come dire? Alla millesima volta non sembra trollaggio arguto ma fa cascare le balle.
2) Le donne nello sport hanno un gap culturale, sociale, economico, ecc. di decenni, o "secoli", con il quale si deve fare i conti (i maschi che giocavano a calcio nel 1896, estremizzo, secondo voi stavano a livello dei calciatori odierni? no, anche per il fatto che il movimento era agli inizi). De Coubertin, che era uno illuminato, figuriamoci gli altri, trovava imbarazzante facessero sport, denudandosi e tutto, quindi non le voleva ai Giuochi Olimpici. Insomma, fino all'altro giorno la donna doveva stare in cucina e interessarsi di ricami e robe così. Le bambine non venivano proprio educate in un certo modo, o instradate a fare certe cose. Diventare campionesse sportive (a meno di non venire magari da famiglie straricche) non veniva proprio presa come possibilità. La donna aveva un certo ruolo nella società, e lo sport era una cosa da maschi. Ora secondo voi bastano un po' di lustri recenti nei quali le cose hanno cominciato a cambiare e c'è una visione meno da trogloditi perché un gap del genere venga magicamente annullato? No, ci vorrà tempo.
Se sono un bambino e mi iscrivo a scuola calcio so che da grande potrò fare il calciatore e magari diventare milionario, o comunque accedere al professionismo. Se sono una bambina e mi piace il calcio innanzitutto trovo un clima meno favorevole intorno a me (e questo ancora di più dieci o vent'anni fa), le mie amiche mi guarderanno come "quella strana", e questo pesa parecchio perché l'essere umano tende a imitare modelli e ad adeguarsi al gruppo sociale di riferimento nel quale è inserito, dovrò sorbirmi battute simpaticissime sulle lesbiche, saprò in partenza che mi ci posso dedicare fino a un certo punto ma la cosa non avrà verosimilmente alcuno sbocco perché nel settore ancora non c'è manco il professionismo, almeno in Italia e molti altri Paesi... Tutte difficoltà scoraggianti con le quali dovrò confrontarmi.
Non avrebbe più senso un approccio più costruttivo e maturo, invece del solito "ahahah, guarda quelle, [inserire abilismo], che schifo lo sport femminile, vomito, ma dove vogliono andare, tornate a cucinare"?
Ultima modifica di Major Sludgebucket (ABS); 24-04-21 alle 08:37
Non ne sono tanto convinto, chissà come mai...
E infatti anch'io ho ironizzato sulla giocatrice di basket che dovrebbe pigliare quanto LeBron, quello è wokeismo rintronato.il discorso era solo sull'ipotetica parità dei salari a fronte di differenze enormi di giro d'affari.
Con archi e frecce moderni puoi anche usare un elastico da mutande travestito da arco che la freccia fa poca parabola (e se la fa è comunque costante, quindi ti basta allenarti a compensarla).
Non credere che nel tiro con l'arco olimpico maschile ci si aggiri sulle 150 libbre, eh: saranno mediamente (e, spesso, inutilmente) dalle 40 alle 60 libbre.![]()
Ovvero archi che qualunque donna può tendere senza problemi con minimo di allenamento.![]()
Battute magari fatte dalle "persone tolleranti" che magari vanno pure ai gay pride per solidarietà.![]()
Programma completo:
print(f"Risultato: {eval('*'.join(str(x + 1) for x in range(max(1, int(input('Inserisci un numero: '))))))}")
Lista scambi Lista scambi
Non hai capito o probabilmente sono io che mi esprimo male.
Non ho nulla contro lo sport femminile anzi ben venga, quello che voglio dire è che il seguito mediatico popolare di qualunque attività dipende dal livello di spettacolarizzazione che lo stesso è in grado di offrire (a parte piccole minoranze di persone che colgono il gesto atletico indipendentemente da quanto sia spettacoloso il contesto).
Questa spettacolarizzazione sta nella maggior parte dei casi nel vedere atleti fare cose che per la gente normale sono impossibili.
Nella specie umana il maschio è biologicamente strutturato per essere più forte, veloce e resistente quindi a parità di sport farà molta più impressione rispetto alla controparte femminile ed otterrà più seguito.
Questa è la nostra natura e non si può cambiare.
Se al posto di essere mammiferi fossimo insetti della specie della mantide religiosa sarebbe l'opposto, in quel caso la femmina è grande il triplo del maschio e se lo magna pure.