Il delirio femminista... Il delirio femminista... - Pagina 145

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Discussione: Il delirio femminista...

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  1. #1
    Senior Member L'avatar di Damon
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    Re: Il delirio femminista...

    Citazione Originariamente Scritto da Nightgaunt Visualizza Messaggio
    Ma PhD in cosa, scienze di David Gnomo?
    Jenn M. Jackson is an Assistant Professor of Political Science at Syracuse University. She holds a PhD from the University of Chicago where she studied American Politics.

    In particular, her research focuses on Black Politics, new media, social movements, and gender & sexuality. She was also selected as a recipient of the American Political Science Association Minority Fellowship in 2016


    Chi conosce tutte le risposte non si è posto tutte le domande. (Confucio)

  2. #2
    Senior Member L'avatar di Lo Zio
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    Re: Il delirio femminista...

    sarà scienza dell'integrazione dei diversamente integrati

  3. #3
    Senior Member L'avatar di tigerwoods
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    Re: Il delirio femminista...

    uno che ha bisogno di mettere phd ovunque di fianco al suo nome stai sicuro che é un coglione

  4. #4
    Senior Member L'avatar di Decay
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    Re: Il delirio femminista...

    Io pensavo fosse bestemmia

  5. #5
    Senior Member L'avatar di Nightgaunt
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    Re: Il delirio femminista...

    Ha fatto la tesi sul principe di Bel air?

  6. #6
    Senior Member L'avatar di Arnald
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    Re: Il delirio femminista...

    Talebani: eroici baluardi della lotta contro il patriarcato!

  7. #7
    Senior Member L'avatar di Gilgamesh
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    Re: Il delirio femminista...


  8. #8
    ¯\_(ツ)_/¯ L'avatar di ZTL
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    Re: Il delirio femminista...

    rotfl
    Citazione Originariamente Scritto da Sinex/ Visualizza Messaggio
    ti stai già sborrando in mano e ti prepari con gli esercizi di apnea per uralre "VE L'AVEVO DETTOOOOO HAHAHAHAAH" mentre l'onda d'urto ti strappa le carni dalle ossa?

  9. #9
    Senior Member L'avatar di tigerwoods
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    Re: Il delirio femminista...

    quello che se l'é sposata deve essere un bel cuck

  10. #10
    Senior Member L'avatar di Damon
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    Re: Il delirio femminista...

    Citazione Originariamente Scritto da tigerwoods Visualizza Messaggio
    quello che se l'é sposata deve essere un bel cuck
    Ma perché?
    Ha trovato pure uno che se l'è sposata?
    Chi conosce tutte le risposte non si è posto tutte le domande. (Confucio)

  11. #11
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    Re: Il delirio femminista...

    Citazione Originariamente Scritto da tigerwoods Visualizza Messaggio
    quello che se l'é sposata deve essere un bel cuck


    - - - Aggiornato - - -

    La Murgia è anche questa qui



  12. #12
    14,545 L'avatar di Frigg
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    Re: Il delirio femminista...

    Citazione Originariamente Scritto da Zoro83 Visualizza Messaggio


    - - - Aggiornato - - -

    La Murgia è anche questa qui


    Delicatissima

  13. #13
    Senior Member L'avatar di Lo Zio
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    Re: Il delirio femminista...

    madonna se rosica la murgia... pure per il successo dei suoi kompagni

  14. #14
    Senior Member L'avatar di Nightgaunt
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    Re: Il delirio femminista...

    Si mangiano pure fra loro.

  15. #15
    macs
    Guest

    Re: Il delirio femminista...

    Incredibile come venga pubblicata certa roba

  16. #16

    Re: Il delirio femminista...

    Credevo fosse un fake... e invece, per i temerari, il testo integrale:




    C’è una storiella che si raccontava negli Stati Uniti durante la presidenza Obama. Narra di come, durante uno dei viaggi della coppia presidenziale in giro per gli stati del nord, Michelle e Barack si siano fermati a mangiare in un grosso fast food, cibo di cui colpevolmente il presidente, in barba alle campagne da lui stesso promosse per l’alimentazione corretta, andava in realtà ghiotto. A servirli venne il padrone in persona e Michelle riconobbe in quell’uomo un ex compagno di liceo con cui aveva avuto un flirt. Dopo una breve conversazione in cui i due si ricordarono scherzosamente a vicenda i trascorsi, la storiella vuole che Obama, rimasto solo con la moglie, abbia commentato dicendo: «pensa, se avessi sposato lui, oggi saresti la padrona di questo fast food». «Non credo. Se lo avessi sposato», replicò Michelle sorridendo, «oggi sarebbe lui il presidente».

    L’aneddoto, vero o falso che sia, ha una sua efficacia retorica e a raccontarmelo fu una donna tutta orgogliosa, suggerendomi di servirmene come esempio per spiegare l’empowerment femminile. Non ebbi il coraggio di dirle che piuttosto era vero il contrario: se c’è una cosa che questa storiella spiega bene è proprio il modo in cui nel sistema patriarcale le donne sostengono e rafforzano il potere degli uomini. Non a caso mi è tornata in mente quando Roberto Benigni, ritirando a Venezia il leone d’oro alla carriera, ha ringraziato la moglie Nicoletta Braschi nel suo discorso di accettazione. Al netto dell’entusiasmo coniugale di Roberto Benigni, della cui genuinità nessunə dubita, dal punto di vista della rappresentazione pubblica del rapporto uomo-donna le parole dell’attore riproducono un cliché secolare, quello della grande donna dietro al grande uomo, dove la parola che fa scattare il meccanismo tossico non è “grande”, ma “dietro”.

    Il mito della musa ispiratrice, creatura ultraterrena che nel segreto guida l’uomo alle imprese epiche, è uno dei fondamenti essenziali dell’immaginario del patriarcato. Il racconto della donna in ombra, che con la sua silente forza sostiene il percorso luminoso del suo compagno, è retto da due pilastri retorici che Benigni, certamente in buona fede, ai microfoni veneziani ha evocato alla perfezione. Il primo di questi dispositivi retorici si può sintetizzare nella frase «devo tutto a te». È molto frequente che gli uomini che raggiungono un traguardo personale affermino pubblicamente che senza la loro compagna non ci sarebbero mai arrivati. Sembra un riconoscimento, ma in realtà - specie in un contesto come quello cinematografico, dove le donne non hanno mai avuto le stesse possibilità di emergere dei loro colleghi o compagni - è la dimostrazione plastica della sua negazione. In un sistema dove le donne possono dare luce, ma mai avere luce, se non riflessa, «devo tutto a te» equivale a dire «mi sto intestando per intero quello che in un mondo equo avremmo dovuto dividere». Se accade una volta è romantico e ci si può anche commuovere. Se però accade tre volte al giorno in tutti gli ambiti di riconoscimento, diventa necessario chiedersi perché le donne siano sempre le persone ringraziate per i premi altrui e mai quelle che ringraziano per i propri. Il secondo meccanismo retorico di questa narrazione è conseguenza diretta del primo: è quello che racconta il genio femminile, o - per dirla con le parole di Benigni nel suo discorso - l’enigma della femminilità, che vuole che le donne siano creature che «hanno qualcosa che noi uomini non comprendiamo, un mistero senza fine».

    Il pregiudizio che le donne siano esseri alieni che procedono per vie incomprensibili, oltre ad apparentare gli uomini alla semplicità degli organismi unicellulari che evidentemente non sono, le porta in un empireo dove esse possono solo ispirare, mai agire. La storiella perfetta non è quindi quella in cui una donna straordinaria fa diventare presidente o premio Oscar qualunque uomo finisca per sposare. È quella in cui nessunə trova romantico vivere in un sistema dove una donna viene ringraziata per aver fatto raggiungere a un uomo traguardi che a lei sono negati.



    https://espresso.repubblica.it/opini...ie_-317613216/


  17. #17
    Senior Member L'avatar di Gilgamesh
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    Re: Il delirio femminista...

    Citazione Originariamente Scritto da Kraven VanHelsing Visualizza Messaggio
    Credevo fosse un fake... e invece, per i temerari, il testo integrale:




    C’è una storiella che si raccontava negli Stati Uniti durante la presidenza Obama. Narra di come, durante uno dei viaggi della coppia presidenziale in giro per gli stati del nord, Michelle e Barack si siano fermati a mangiare in un grosso fast food, cibo di cui colpevolmente il presidente, in barba alle campagne da lui stesso promosse per l’alimentazione corretta, andava in realtà ghiotto. A servirli venne il padrone in persona e Michelle riconobbe in quell’uomo un ex compagno di liceo con cui aveva avuto un flirt. Dopo una breve conversazione in cui i due si ricordarono scherzosamente a vicenda i trascorsi, la storiella vuole che Obama, rimasto solo con la moglie, abbia commentato dicendo: «pensa, se avessi sposato lui, oggi saresti la padrona di questo fast food». «Non credo. Se lo avessi sposato», replicò Michelle sorridendo, «oggi sarebbe lui il presidente».

    L’aneddoto, vero o falso che sia, ha una sua efficacia retorica e a raccontarmelo fu una donna tutta orgogliosa, suggerendomi di servirmene come esempio per spiegare l’empowerment femminile. Non ebbi il coraggio di dirle che piuttosto era vero il contrario: se c’è una cosa che questa storiella spiega bene è proprio il modo in cui nel sistema patriarcale le donne sostengono e rafforzano il potere degli uomini. Non a caso mi è tornata in mente quando Roberto Benigni, ritirando a Venezia il leone d’oro alla carriera, ha ringraziato la moglie Nicoletta Braschi nel suo discorso di accettazione. Al netto dell’entusiasmo coniugale di Roberto Benigni, della cui genuinità nessunə dubita, dal punto di vista della rappresentazione pubblica del rapporto uomo-donna le parole dell’attore riproducono un cliché secolare, quello della grande donna dietro al grande uomo, dove la parola che fa scattare il meccanismo tossico non è “grande”, ma “dietro”.

    Il mito della musa ispiratrice, creatura ultraterrena che nel segreto guida l’uomo alle imprese epiche, è uno dei fondamenti essenziali dell’immaginario del patriarcato. Il racconto della donna in ombra, che con la sua silente forza sostiene il percorso luminoso del suo compagno, è retto da due pilastri retorici che Benigni, certamente in buona fede, ai microfoni veneziani ha evocato alla perfezione. Il primo di questi dispositivi retorici si può sintetizzare nella frase «devo tutto a te». È molto frequente che gli uomini che raggiungono un traguardo personale affermino pubblicamente che senza la loro compagna non ci sarebbero mai arrivati. Sembra un riconoscimento, ma in realtà - specie in un contesto come quello cinematografico, dove le donne non hanno mai avuto le stesse possibilità di emergere dei loro colleghi o compagni - è la dimostrazione plastica della sua negazione. In un sistema dove le donne possono dare luce, ma mai avere luce, se non riflessa, «devo tutto a te» equivale a dire «mi sto intestando per intero quello che in un mondo equo avremmo dovuto dividere». Se accade una volta è romantico e ci si può anche commuovere. Se però accade tre volte al giorno in tutti gli ambiti di riconoscimento, diventa necessario chiedersi perché le donne siano sempre le persone ringraziate per i premi altrui e mai quelle che ringraziano per i propri. Il secondo meccanismo retorico di questa narrazione è conseguenza diretta del primo: è quello che racconta il genio femminile, o - per dirla con le parole di Benigni nel suo discorso - l’enigma della femminilità, che vuole che le donne siano creature che «hanno qualcosa che noi uomini non comprendiamo, un mistero senza fine».

    Il pregiudizio che le donne siano esseri alieni che procedono per vie incomprensibili, oltre ad apparentare gli uomini alla semplicità degli organismi unicellulari che evidentemente non sono, le porta in un empireo dove esse possono solo ispirare, mai agire. La storiella perfetta non è quindi quella in cui una donna straordinaria fa diventare presidente o premio Oscar qualunque uomo finisca per sposare. È quella in cui nessunə trova romantico vivere in un sistema dove una donna viene ringraziata per aver fatto raggiungere a un uomo traguardi che a lei sono negati.



    https://espresso.repubblica.it/opini...ie_-317613216/

    "le donne sono sempre le persone ringraziate per i premi altrui e mai quelle che ringraziano per i propri"

    Il Leone d'oro è stato vinto da una regista donna per un film sull'aborto

  18. #18
    Senior Member L'avatar di tigerwoods
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    Re: Il delirio femminista...

    Citazione Originariamente Scritto da Gilgamesh Visualizza Messaggio
    "le donne sono sempre le persone ringraziate per i premi altrui e mai quelle che ringraziano per i propri"

    Il Leone d'oro è stato vinto da una regista donna per un film sull'aborto
    rotfl


    che nervoso la gente che apre bocca (scrive) cose a caso, quanti byte e entropia sprecata

  19. #19
    il grinch L'avatar di ryohazuki84
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    Re: Il delirio femminista...

    Citazione Originariamente Scritto da Kraven VanHelsing Visualizza Messaggio
    Credevo fosse un fake... e invece, per i temerari, il testo integrale:




    C’è una storiella che si raccontava negli Stati Uniti durante la presidenza Obama. Narra di come, durante uno dei viaggi della coppia presidenziale in giro per gli stati del nord, Michelle e Barack si siano fermati a mangiare in un grosso fast food, cibo di cui colpevolmente il presidente, in barba alle campagne da lui stesso promosse per l’alimentazione corretta, andava in realtà ghiotto. A servirli venne il padrone in persona e Michelle riconobbe in quell’uomo un ex compagno di liceo con cui aveva avuto un flirt. Dopo una breve conversazione in cui i due si ricordarono scherzosamente a vicenda i trascorsi, la storiella vuole che Obama, rimasto solo con la moglie, abbia commentato dicendo: «pensa, se avessi sposato lui, oggi saresti la padrona di questo fast food». «Non credo. Se lo avessi sposato», replicò Michelle sorridendo, «oggi sarebbe lui il presidente».

    L’aneddoto, vero o falso che sia, ha una sua efficacia retorica e a raccontarmelo fu una donna tutta orgogliosa, suggerendomi di servirmene come esempio per spiegare l’empowerment femminile. Non ebbi il coraggio di dirle che piuttosto era vero il contrario: se c’è una cosa che questa storiella spiega bene è proprio il modo in cui nel sistema patriarcale le donne sostengono e rafforzano il potere degli uomini. Non a caso mi è tornata in mente quando Roberto Benigni, ritirando a Venezia il leone d’oro alla carriera, ha ringraziato la moglie Nicoletta Braschi nel suo discorso di accettazione. Al netto dell’entusiasmo coniugale di Roberto Benigni, della cui genuinità nessunə dubita, dal punto di vista della rappresentazione pubblica del rapporto uomo-donna le parole dell’attore riproducono un cliché secolare, quello della grande donna dietro al grande uomo, dove la parola che fa scattare il meccanismo tossico non è “grande”, ma “dietro”.

    Il mito della musa ispiratrice, creatura ultraterrena che nel segreto guida l’uomo alle imprese epiche, è uno dei fondamenti essenziali dell’immaginario del patriarcato. Il racconto della donna in ombra, che con la sua silente forza sostiene il percorso luminoso del suo compagno, è retto da due pilastri retorici che Benigni, certamente in buona fede, ai microfoni veneziani ha evocato alla perfezione. Il primo di questi dispositivi retorici si può sintetizzare nella frase «devo tutto a te». È molto frequente che gli uomini che raggiungono un traguardo personale affermino pubblicamente che senza la loro compagna non ci sarebbero mai arrivati. Sembra un riconoscimento, ma in realtà - specie in un contesto come quello cinematografico, dove le donne non hanno mai avuto le stesse possibilità di emergere dei loro colleghi o compagni - è la dimostrazione plastica della sua negazione. In un sistema dove le donne possono dare luce, ma mai avere luce, se non riflessa, «devo tutto a te» equivale a dire «mi sto intestando per intero quello che in un mondo equo avremmo dovuto dividere». Se accade una volta è romantico e ci si può anche commuovere. Se però accade tre volte al giorno in tutti gli ambiti di riconoscimento, diventa necessario chiedersi perché le donne siano sempre le persone ringraziate per i premi altrui e mai quelle che ringraziano per i propri. Il secondo meccanismo retorico di questa narrazione è conseguenza diretta del primo: è quello che racconta il genio femminile, o - per dirla con le parole di Benigni nel suo discorso - l’enigma della femminilità, che vuole che le donne siano creature che «hanno qualcosa che noi uomini non comprendiamo, un mistero senza fine».

    Il pregiudizio che le donne siano esseri alieni che procedono per vie incomprensibili, oltre ad apparentare gli uomini alla semplicità degli organismi unicellulari che evidentemente non sono, le porta in un empireo dove esse possono solo ispirare, mai agire. La storiella perfetta non è quindi quella in cui una donna straordinaria fa diventare presidente o premio Oscar qualunque uomo finisca per sposare. È quella in cui nessunə trova romantico vivere in un sistema dove una donna viene ringraziata per aver fatto raggiungere a un uomo traguardi che a lei sono negati.



    https://espresso.repubblica.it/opini...ie_-317613216/

    ho smesso di leggere dopo aver visto la e rovesciata
    Mi rendo disponibile ad essere insultato ai sensi dell'art. 1 del 29/3/2016 legge Salgari

  20. #20
    Senior Member L'avatar di GenghisKhan
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    Re: Il delirio femminista...

    Citazione Originariamente Scritto da ryohazuki84 Visualizza Messaggio
    ho smesso di leggere dopo aver visto la e rovesciata
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