Il delirio femminista... Il delirio femminista... - Pagina 78

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Discussione: Il delirio femminista...

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  1. #1
    Senior Member L'avatar di manuè
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    Re: Il delirio femminista...

    Citazione Originariamente Scritto da Lux ! Visualizza Messaggio
    se lasciati a se stessi i problemi tendono a risolversi da soli, se così non accade, allora è meglio lasciar perdere il tutto e passare ad altro.

    - gli ignoranti ignorano -

  2. #2
    ¯\_(ツ)_/¯ L'avatar di ZTL
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    Re: Il delirio femminista...

    M'è arrivata questo tramite email...
    Hi ZTL,

    We'd like to introduce you to Pickable, an app that doesn't require women to have a profile or a picture.

    https://pickable.app/it


    EDIT le recensioni

    https://apps.apple.com/app/id1425962604

    https://play.google.com/store/apps/d...ckable.android
    Citazione Originariamente Scritto da Sinex/ Visualizza Messaggio
    ti stai già sborrando in mano e ti prepari con gli esercizi di apnea per uralre "VE L'AVEVO DETTOOOOO HAHAHAHAAH" mentre l'onda d'urto ti strappa le carni dalle ossa?

  3. #3
    macs
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    Re: Il delirio femminista...

    Come nelle discoteche sfigherz che le donne entrano gratis

  4. #4
    Senior Member L'avatar di Lo Zio
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    Re: Il delirio femminista...

    Citazione Originariamente Scritto da macs Visualizza Messaggio
    Come nelle discoteche sfigherz che le donne entrano gratis
    sfigherz, eh?

  5. #5
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    Re: Il delirio femminista...


  6. #6
    Senior Member L'avatar di manuè
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    Re: Il delirio femminista...

    qualcuno di sicuro farà delle scoregge tossiche
    se lasciati a se stessi i problemi tendono a risolversi da soli, se così non accade, allora è meglio lasciar perdere il tutto e passare ad altro.

    - gli ignoranti ignorano -

  7. #7
    Senior Member L'avatar di Damon
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    Re: Il delirio femminista...

    Piuttosto significativa questa recensione sui danni del politically correct attuale

    Da Mangaforever

    Men in Black: International di F. Gary Gray | Recensione
    Il film arriverà nelle sale italiane dal prossimo 25 luglio.


    Men In Black: International è la dimostrazione di quanto puntare su coppia vincente di attori non sia sinonimo di qualità filmica a schermo se poi quel potere da star system che i corpi dei suddetti attori emanano non viene incanalato e rielaborato dalle idee di un vincente regista: avevano fatto faville sullo schermo Chris Hemsworth e Tessa Thompson nell’iconoclasta e divertentissimo Thor: Ragnarok, ma sfortunatamente per il franchise di Men in Black F. Gary Gray non sa nulla né di iconoclastia né di divertimento, per lo meno non sulla scala che gli viene richiesta in questa sede.

    Molto più a suo agio nel cinema piccolo e urbano – suo è Il Risolutore del 2003 con Vin Diesel, lo stesso anno in cui uscì il remake di The Italian Job, sempre suo è Giustizia Privata del 2009, col picco della carriera arrivato con Straight Outta Compton nel 2015 – Gray continua a dimostrarsi inadatto alle produzioni ad alto budget, e dopo il pessimo Fast & Furious 8 realizza un altro film molto al di sotto delle aspettative, magari non così scadente ma di certo non all’altezza degli standard contemporanei.

    Spostando tutto a Londra si abbandona l’aura da racconto urbano simil-poliziesco che invece contraddistingueva il primo film della saga (a dire il vero l’unico davvero riuscito di una trilogia non proprio brillante) in favore di un’atmosfera più jamesbondiana, che però di jamesbondiano non vuole avere praticamente nulla: Men In Black: International sembra un film che vorrebbe essere qualcosa ma che invece deve essere per forza qualcos’altro, e il personaggio di Tessa Thompson è l’emblema di questo cortocircuito.



    Passi la pigrizia degli effetti speciali, passi lo svolgimento banale e l’ancor più banale risoluzione della vicenda, passino perfino i vuoti totali di idee visive interessanti … ma è impossibile credere ad un film che con così poca onestà intellettuale cerca continuamente di vendere se stesso all’inclusività del cinema mainstream attraverso un personaggio così finto e mal concepito come quello dell’agente M (Tessa Thompson): pur di dipingercela come perfetta, incredibilmente risoluta e migliore in tutto e per tutto del collega maschio (teoricamente veterano, o comunque presumibilmente ben più esperto di lei, appena arrivata), gli sceneggiatori (gli stessi del primo Iron Man) abbandonano totalmente un concetto fondamentale al cinema: l’immedesimazione dello spettatore nel personaggio.

    Chi guarda un film per la prima volta si presuppone che non ne conosca il mondo che lo muove, tipicamente si sfrutta un protagonista che come il pubblico è un neofita di quel mondo e così il punto di vista del personaggio diventa quello dell’attore mentre entrambi, durante il procedere della narrazione, scoprono cose nuove, vivono le stesse esperienze diverse, imparano e immagazzinano e alla fine escono arricchiti da quell’esperienza (esempio più immediato perché in questi giorni sulla bocca di tutti, Avatar … ma accadeva così anche nel Men in Black originale). Tessa Thompson, in questo film, sembra conoscere il mondo che si ritrova davanti come un nerd qualsiasi messo di fronte ad un quiz sulla sua saga cinematografica preferita, minando completamente il rapporto che la lega al personaggio di Hemsworth, sempre in difficoltà rispetto alla collega.

    Il rapporto di forza fra i due è totalmente farlocco, un errore madornale probabilmente figlio del timore di ritrarre una donna subalterna ad un uomo nel 2019: comprensibile da un punto di vista socio-politico, imperdonabile in ottica cinematografica.
    Sì continuiamo a farci del male
    Chi conosce tutte le risposte non si è posto tutte le domande. (Confucio)

  8. #8
    Senior Member L'avatar di Damon
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    Re: Il delirio femminista...

    Citazione Originariamente Scritto da Damon Visualizza Messaggio
    Piuttosto significativa questa recensione sui danni del politically correct attuale

    Da Mangaforever



    Sì continuiamo a farci del male
    E ancora da Badtaste

    Men in Black: International, la recensione


    Gabriele Niola

    23*luglio*2019*18:00


    Men in Black International

    di F. Gary Gray

    25 luglio 2019


    Non c’è niente di peggio di un film timoroso, e*Men in Black: International*lo è. È timoroso di non essere all’altezza dell’originale (e ha buone ragioni a esserlo), è timoroso di non essere sufficientemente corretto, è timoroso di non far ridere a sufficienza e di non essere esotico come altri blockbuster. Quindi l’avventura nella sede londinese dei Men In Black segue pedissequamente il manuale di questo tipo di film (inclusa la scoperta di chi sia il cattivo, come e perché), non ha voglia di essere originale, si sposta pretestuosamente in diverse location (quasi le stesse di*Aquaman) e alla fine finisce dove era iniziato senza quasi nessuna evoluzione per i personaggi, facendo cioè il minimo lavoro su di loro.

    Tutto questo sarebbe passabile se almeno*Men in Black: International*vivesse il suo momento, se almeno godesse e facesse godere delle sue singole scene. Ma non è così.

    Quella strana forma di umorismo non convenzionale nella scoperta di un sottobosco alieno e metropolitano nella nostra realtà non solo non c’è ma proprio è rifiutato. Questo quarto Men in Black, il primo senza*Will Smith, scritto dagli autori di*Iron Man 3*e*Transformers – L’Ultimo Cavaliere*con il regista di*Straight Outta Compton*al timone, è pensato come fosse un film di James Bond (sarà l’ambientazione britannica) tutto grandi intrighi, spionaggio e complotti da svelare. Anche quell’ordinarietà della vita degli agenti tra alieni e umani diventa marginale nel tentativo di rendere il film uguale a qualsiasi altro.

    Ma il problema più grande è Tessa Thompson. Non è difficile capire che il suo personaggio porti Men in Black in una dimensione più moderna: non più una coppia di uomini ma un uomo e una donna. Tuttavia il film è così spaventato all’idea di muoversi male, essere goffo e scrivere male la sua protagonista da esaltarla senza se e senza ma. Dovremmo immedesimarci con lei ma sebbene l’agente M sia appena entrata nei Men in Black (li ha trovati da sé dopo averli visti segretamente in azione da piccola ed essere determinata a diventarne parte), appare perfetta: sa tutto, capisce tutto, azzecca tutto. Solitamente i film usano lo stratagemma del novellino o della recluta per far immedesimare lo spettatore con qualcuno che come lui entra in un mondo di cui non sa nulla (del resto lo faceva anche l’originale con Will Smith), qui invece M è inspiegabilmente una veterana.

    Se non bastasse è anche umanamente impeccabile, ha qualche problema da risolvere ma non ha difetti, porta solo valori positivi. Non si lascia abbattere da niente, non è contaminata da cattiverie e assolutamente non ha un briciolo di stupidità (tutta lasciata al suo socio), non è mai ridicola, né le accade qualcosa che la possa far sembrare imbranata.

    Come se non bastasse poi la paura è tale che alla fine verrà comunque detto a chiare parole che lei è meglio del suo compagno, cioè che la donna ha fatto tutto meglio dell’uomo, come verrà detto a chiare lettere che Men In Black è il nome del gruppo e “non si può cambiare in Women in Black” ma lo stesso lei verrà chiamata informalmente Woman in Black. Così che nessuno abbia da ridire.
    Non è così che si scrive un personaggio, e non è questo che si intende quando si parla di modificare la percezione della donna nel cinema mainstream.
    Ultima modifica di Damon; 24-07-19 alle 22:41
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  9. #9
    Senior Member L'avatar di Lo Zio
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    Re: Il delirio femminista...

    è momento, passerà.

  10. #10
    Senior Member L'avatar di Gilgamesh
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    Re: Il delirio femminista...

    "pessimo fast & furious 8"

    Smesso di leggere qui

  11. #11
    Senior Member L'avatar di Damon
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    Re: Il delirio femminista...

    Citazione Originariamente Scritto da Gilgamesh Visualizza Messaggio
    "pessimo fast & furious 8"

    Smesso di leggere qui
    Non a tutti piacciono le tamarrate.
    Ci sta che qualcuno preferisca altro, sai?
    Chi conosce tutte le risposte non si è posto tutte le domande. (Confucio)

  12. #12
    Senior Member L'avatar di Gilgamesh
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    Re: Il delirio femminista...

    Citazione Originariamente Scritto da Damon Visualizza Messaggio
    Non a tutti piacciono le tamarrate.
    Ci sta che qualcuno preferisca altro, sai?
    Gray continua a dimostrarsi inadatto alle produzioni ad alto budget, e dopo il pessimo Fast & Furious 8 realizza un altro film molto al di sotto delle aspettative, magari non così scadente ma di certo non all’altezza degli standard contemporanei.
    Non mi sembra messa giù come opinione personale, e il film "scadente, molto al di sotto delle aspettative e degli standard" ha incassato più di un miliardo di dollari

  13. #13
    Senior Member L'avatar di Damon
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    Re: Il delirio femminista...

    Citazione Originariamente Scritto da Gilgamesh Visualizza Messaggio
    Non mi sembra messa giù come opinione personale, e il film "scadente, molto al di sotto delle aspettative e degli standard" ha incassato più di un miliardo di dollari
    Quanto incassa un film non è sempre direttamente proporzionale alla sua qualità.

    Ma stiamo andando OT.
    Chi conosce tutte le risposte non si è posto tutte le domande. (Confucio)

  14. #14
    Senior Member L'avatar di Gilgamesh
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    Re: Il delirio femminista...

    Citazione Originariamente Scritto da Damon Visualizza Messaggio
    Quanto incassa un film non è sempre direttamente proporzionale alla sua qualità.

    Ma stiamo andando OT.
    Sì ma si sta parlando di man in black eh. Il primo è un filmetto simpatico, il secondo è merda sciolta e il terzo è imbarazzante. Non capisco che "aspettative" e "standard" ci siano per il quarto Non andare in perdita sarà il massimo obiettivo.

    In confronto la saga di fast & furious è un capolavoro assoluto.

  15. #15
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    Re: Il delirio femminista...

    Avete capito che sostenere una cosa del genere sia un'idiozia?

    Bene, a distanza di mesi, ma meglio tardi che mai.
    No Mike. No, no Mike. That was so not right! You need to reinstate the lap before, that's not right.
    Toto? It's called motor race. Okay? We went car racing...

  16. #16
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    Re: Il delirio femminista...


  17. #17
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    Re: Il delirio femminista...

    Va beh, una volta sta gente badava ai porci e moriva di peste, oggi hanno uno smartphone. Non tutti siamo intelligenti allo stesso modo, il QI esiste davvero.

  18. #18
    Senior Member L'avatar di Andrea Sperelli
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    Re: Il delirio femminista...

    Praticamente vogliono inserire donne come protagoniste forzatamente solo per perbenismo, ma poi si rendono conto che non possono renderle 'umane' perché altrimenti ogni difetto del protagonista donna potrebbe essere interpretato dagli stessi sjw come insulto alle donne. E quindi vengono fuori personaggi scialbi e inutili come qua sopra.

    Un po' come gli ultimi star wars

  19. #19
    Senior Member L'avatar di Damon
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    Re: Il delirio femminista...

    Meno male che qualcuno comincia a far notare questa follia.
    Ma è ancora troppo poco.
    Chi conosce tutte le risposte non si è posto tutte le domande. (Confucio)

  20. #20
    Volo
    Guest

    Re: Il delirio femminista...

    un po come va di moda "guardate questa fighetta che flirta con il protagonista... PERO' E' LESBICA! HAAHHA!"

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