Analisi del dimensionamento della forza lavoro in un gulag o affine - Pagina 3

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Discussione: Analisi del dimensionamento della forza lavoro in un gulag o affine

  1. #41
    Senior Member L'avatar di hoffmann
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    Analisi del dimensionamento della forza lavoro in un gulag o affine

    Questi calcoli vennero fatti per davvero dai nazisti. Alla fine decisero di fornire ai prigionieri 1600 kcal al giorno.
    Secondo i loro calcoli, in tal modo un uomo medio, costretto a lavorare duramente ed esposto all’inverno polacco, sarebbe durato circa 3 mesi (prima di finire le sue riserve).
    In effetti quella fu per davvero la vita media dei prigionieri dei lager. Sopravvissero solo quelli che riuscirono a rubare e/o sopraffare gli altri.
    Seguire le norme voleva dire morte certa in tre mesi.

  2. #42
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    Re: Analisi del dimensionamento della forza lavoro in un gulag o affine

    Per la prima volta un topic di Stefansen mi sembra convenzionale... che brutta sensazione

    Inviato dal mio VTR-L09 utilizzando Tapatalk

  3. #43
    Senior Member L'avatar di Stefansen
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    Re: Analisi del dimensionamento della forza lavoro in un gulag o affine

    Citazione Originariamente Scritto da hoffmann Visualizza Messaggio
    Questi calcoli vennero fatti per davvero dai nazisti. Alla fine decisero di fornire ai prigionieri 1600 kcal al giorno.
    Secondo i loro calcoli, in tal modo un uomo medio, costretto a lavorare duramente ed esposto all’inverno polacco, sarebbe durato circa 3 mesi (prima di finire le sue riserve).
    In effetti quella fu per davvero la vita media dei prigionieri dei lager. Sopravvissero solo quelli che riuscirono a rubare e/o sopraffare gli altri.
    Seguire le norme voleva dire morte certa in tre mesi.
    Nel bellissimo libro di Primo Levi I sommersi e i salvati è spiegato proprio questo.

    Tieni presente che nei miei calcoli c'è però una differenza di fondo. Nei calcoli nazisti si ipotizza un tempo medio di vita e da lì segue il calcolo del numero di approvvigionamento in termini di prigionieri per garantire il ricambio continuo e mantenere il livello dei prigionieri attivi pari al numero prefissato. Nel caso in questione invece stiamo calcolando un numero medio fisso di persone che saranno in grado di lavorare, che approssimativamente rimarrà costante nel tempo, su una popolazione più ampia di persone

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