La Birra Artigianale [Topic ufficiale per chi sa bere bene e per chi "beve" industriale ] La Birra Artigianale [Topic ufficiale per chi sa bere bene e per chi "beve" industriale ]

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Discussione: La Birra Artigianale [Topic ufficiale per chi sa bere bene e per chi "beve" industriale ]

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    La Birra Artigianale [Topic ufficiale per chi sa bere bene e per chi "beve" industriale ]

    "Una birra forte,

    un tabacco profumato e una donna,

    questo è piacere"


    - Goethe




    Sì parla di BIRRA!
    Sono tutti bevenuti, dai fags delle artigianali, gli hipster delle crafted beer e ai bevitori di piscio industriale e pure tu che bevi la Corona con il limone e non capisci un cazzo.

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    Introduzione alla birra
    (salta se ti piace la Ceres)

    La birra è una bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione di mosto a base di malto d'orzo, aromatizzata e amaricata con luppolo. La birra è una delle più diffuse e più antiche bevande alcoliche del mondo.


    Non esiste la birra, esistono le birre!
    BIOPARCO!

    Approfondimenti sugli stili:



    Gli stili della birra



    Si intendono per stili di birra le varie categorie nelle quali vengono suddivisi i vari tipi di birra.
    Le birre vengono divise in tre macro-categorie in base al tipo di lievito utilizzato per produrle, e di conseguenza al tipo di fermentazione.
    Le tre macro-categorie sono: le Ale, le Lager e le Lambic.

    Ognuna di queste tre tipologie presenta altre suddivisioni in base a caratteristiche quali il colore, il sapore, la gradazione alcolica, gli ingredienti utilizzati, un particolare metodo di produzione o anche semplicemente alla storia e alle sue origini.

    Volendo fare alcuni esempi: lo stile Bitter deriva il suo nome dal significato inglese della parola bitter che significa amaro, le Lager derivano il proprio nome dal fatto che vengono fatte maturare a lungo in magazzino (in tedesco lager appunto) oppure lo stile Pils che deriva il suo nome dalla città di Pilsner in Repubblica Ceca.

    Altri esempi sono la India Pale Ale, destinate alle truppe Inglesi dislocate sul territorio Indiano o la Imperial Stout prodotta nel Regno Unito per l'impero russo.

    Andiamo ora ad approfondire le tre macro-categorie sopra citate:

    Ale: sono prodotte con i lieviti della specie Saccharomyces cerevisiae e seguono un processo ad "alta fermentazione" che predilige temperature generalmente comprese tra i 18 e i 24° C e si sviluppa nella parte alta del fermentatore. È il procedimento più antico che rimane tuttavia ancora profondamente radicato specie nella cultura birraria anglosassone e fiamminga.

    Lager: sono prodotte con i lieviti della specie Saccharomyces carlsbergensis e seguono un processo a "fermentazione bassa" che predilige temperature comprese tra gli 8 e i 12° C e si sviluppa nella parte bassa del fermentatore. Queste birre sono le più diffuse sul mercato.

    Lambic: sono prodotte esclusivamente in una regione del Belgio meridionale, dove il mosto è esposto a lieviti indigeni selvatici, come il Brettanomyces bruxellensis; il processo si sviluppa seguendo una "fermentazione spontanea", che conferisce a queste birre caratteristiche uniche al mondo.


    Ale

    Alla famiglia della Ale appartengono stili birrai molto differenti ed eterogenei fra loro. Le due nazioni che più contribuiscono alla produzione di stili di birra Ale sono il Belgio e la gran Bretagna.
    Le ale belghe sono, in genere, più fruttate di quelle inglesi e presentano sentori di spezie facilmente individuabili anche da palati poco esperti. Le principali tipologie sono:

    Belgian Ale: è lo stile base delle birre belghe ale, birra chiara o ambrata dai predominanti profumi fruttati e con un amaro abbastanza deciso.
    Presenta una gradazione alcolica di circa 5-6% alc. Vol.

    Strong Ale: birra sia chiare che scure dalla struttura piena e vigorosa con un profumo fruttato, le gradazioni variano dai 7 agli oltre 12% alc. Vol.

    Blanche: sono il corrispettivo delle Weisse tedesche, contenendo una certa quantità di frumento appaiono torbide mentre al gusto sono fresche e leggermente acidule. Tipica l'aggiunta di essenze floreali e bucce di agrumi per esaltarne l'acidità. La percentuale alcolemica si attesta sui 5% alc. Vol.

    Abbey: non può essere definito propriamente come uno stile quanto come un segno di derivazione della birra da un monastero.

    Trappista: prendono il nome di "birre trappiste" quelle birre prodotte o direttamente o sotto supervisione di monaci trappisti. Si contano sette monasteri trappisti (sei in Belgio e uno in Olanda).

    Dubbel: birra scura, secca ma molto maltata. Il nome che devira da double (doppio) sta a denotare il buon grado alcolico che non scende mai sotto i 7% alc. Vol.

    Le ale inglesi hanno, come detto, un carattere fruttato meno marcato delle belghe poiché viene evidenziato più il sentore di malto e luppolo. Le principali varianti sono:

    Pale Ale: birra solitamente ambrata, con un forte sentore di luppolo da cui deriva un amaro marcato ed un finale abbastanza secco. Non raggiungono di norma i 5% alc. Vol.


    India Pale Ale: prodotte per le truppe dislocate in india contengono grosse quantità di luppolo che venivano utilizzate come conservante per il lungo viaggio. Oggi anche se la necessità di conservazione non c'è più la caratteristica presenza di luppolo è rimasta donando a questa birra un amaro e un gusto di luppolo eccezionali.

    Bitter: birra base della coltura birraia inglese, il gusto rispecchia il nome bitter che significa "amaro". Questo stile presenta birre dal colore ambrato e che non superano quasi mai i 5% alc. Vol.

    Mild Ale: birra decisamente meno amara della bitter che per certi aspetti tende anche al dolce, presenta un colore scuro e non superano mai i 4% alc. Vol.

    Stout: una grande presenza ci malti tostati conferisce a questo tipo di birra un colore molto scuro (spesso nero). I gusti predominanti sono il tostato appunto e l'amaro che non presenta nemmeno la minima traccia di dolcezza. Sono tipiche dell' Irlanda e non presentano un grado alcolico elevato, di solito mai superiore ai 5% alc. Vol.

    Imperial Stout: è la versione più alcolica della stout, presenta lo stesso colore e gli stessi aromi di caffè tostato.

    Porter: birra originaria di Londra in principio era formata dalla miscela di più ale. Si può considerare una stout meno intensa e non necessariamente ad alta fermentazione. Oggi è molto più diffusa negli USA che nel vecchio continente.

    Barley Wine: la traduzione letterale è " vino d'orzo" sono birre piuttosto luppolate ma con un amaro che viene bilanciato dal dolce del malto. A volte sciroppose o caramellate raggiungono gradazioni alcoliche che vanno dagli 8 a più dei 10% alc. Vol.


    Lager

    Pils: stile originario della città di Pils in Repubblica Ceca, si distingue dalle altre lager per il ruolo marcato del luppolo ed in particolare del luppolo Saaz. Presenta di norma una gradazione alcolica di 5% alc. Vol.

    Helles: prodotta per lo più a Monaco di Baviera la parola Helles è l'abbreviazione di Hellbier ("birra chiara" in tedesco). Il suo gusto, seppur simile a quello delle pils, ha un minor aroma di luppolo e un più spiccato sentore di*malto*che gli conferisce una dolcezza superiore alle pils.
    Possiede tra il 4,5 e il 6% di alc. Vol.

    Bock: è una birra lager particolarmente forte che ha origini nella città Anseatica di Einbeck, in Germani. Il nome deriva da una storpiatura di quello della città di provenienza anche se la traduzione letterale di bock dal tedesco è "caprone". Motivo questo per cui molte etichette di questo tipo di birra presentano l'immagine di un caprone. Le Bock originali erano esclusivamente birre scure, mentre quelle moderne possono essere scure, ambrate o chiare tutte però caratterizzate da un sentore di caramello.
    La gradazione alcolica va dal 6.3% al 7.2% alc. Vol.

    Marzen: il suo nome deriva dal mese di Marzo perché era prodotta alla fine della stagione birraia che per la legge Bavarese del 1539 finiva il 23 Aprile. Con una struttura e un gusto più forte di una comune lager necessità di una temperatura di fermentazione inferiore ai 10° C.

    Il sapore di malto è spiccato e presenta colori che possono andare dal marrone pallido al marrone scuro.
    Può presentare una gradazione alcolica dai 4.8% - 5.6% alc. Vol.

    Dunkel: si identificano con questo termine le lager scure (dunkel infatti in tedesco significa scuro), originarie anch'esse di Monaco di Baviera. Presentano nel gusto sentori forti di tostato e di caramello senza lasciare troppo spazio al consueto amaro finale delle lager.
    Le dunkel non sono necessariamente nere, anzi: il colore varia dall'ambrato carico fino al marrone molto scuro. La gradazione alcolica è compresa solitamente tra 4.5% e 6% alc. Vol.

    Strong Lager: con questo termine non viene identificato un vero e proprio stile ma un insieme di birre lager ad alto contenuto alcolico. Di norma sono birre chiare (ma non sempre) e hanno un contenuto alcolico che va circa dai 7 ai 9% alc. Vol.


    Lambic

    Il lambic è una birra di frumento tipica della regione del Payottenland, a sud ovest di Bruxelles, ed è così diverso che è talvolta considerato come bevanda a sé stante rispetto al mondo delle birre.
    Infatti la sua peculiarità è quella di avere una fermentazione che dura alcuni mesi e che avviene in modo spontaneo grazie alla presenza di lieviti selvaggi come il Brettanomyces bruxellensis.
    Ne segue poi un affinamento in botti di legno in precedenza utilizzate per il vino. Ne deriva una birra "sgasata" abbastanza acidula e dal gusto fruttato.



    Come bere la birra: i bicchieri
    (saltate se bevete nei bicchieri di carta)



    Per la degustazione della birra, come per altri prodotti, il recipiente è fondamentale per esaltarne le caratteristiche organolettiche nella loro complessità. Così, per bere una buona birra è importante che essa venga servita nel bicchiere giusto. Ma come fare a sceglierlo? Basta seguire delle semplici linee guida per muoversi correttamente tra tutte le tipologie di bicchieri da birra esistenti.

    Innanzitutto bisogna dire che, per servire una birra nel modo ottimale, il bicchiere deve essere bagnato in acqua freddaimmediatamente prima della spillatura ed inizialmente tenuto inclinato, per evitare shock termici e ridurre l’attrito, permettendo alla birra di fluire liberamente lungo le pareti del bicchiere e formare un cappello di schiuma che la protegga dall’ossidazione. E’ anche importante che il bicchiere da birra sia in cristallo trasparente per apprezzare le gradazioni di colore che contribuiscono alla degustazione del prodotto.

    Classificazione iniziale dei bicchieri da birra

    Ma veniamo alle caratteristiche che permettono di abbinare il bicchiere giusto alla birra che stiamo per degustare. Una prima semplice distinzione va fatta tra le birre lager, le ale e le ale di frumento che vanno abbinate a bicchieri da birra diversi tra di loro. Le prime sono più delicate e con aromi semplici, per cui il bicchiere indicato è stretto e lungo, in grado di non disperdere gli aromi e avere una superficie minore a contatto con l’aria. Le seconde, invece, sono birre più complesse con una molteplicità di aromi, i quali vengono maggiormente esaltati in bicchieri a forma di coppa più ampi e bassi. In ultimo, la terza tipologia, pur appartenendo alle ale, è delicata come le lager e va servita in*bicchieri molto slanciati.

    I bicchieri da birra maggiormente diffusi sono: l’Altglass, adatto alle altbier, è cilindrico e sottile e lascia inalterata la freschezza della birra e le sue caratteristiche; il Mass, adatto alle lager, è il tipico boccale tedesco dal vetro spesso che mantiene la birra fredda; la Pinta, adatta alle birre inglesi ed irlandesi, è un cono rovesciato con, in alcuni casi, una pancia sotto il bordo che valorizza la schiuma; il Weizenbecker, adatto a controllare la schiuma e i profumi delle birre di frumento, è slanciato con una svasatura finale in alto; il Balloon, adatto alle ale corpose ed aromatiche, è una coppa ampia e bassa che sprigiona tutti gli aromi. Per quanto concerne i calici ce ne sono diversi, essi si classificano in calici a chiudere, adatti alle lager e pils, e calici ad aprire, detti anche calici a tulipano, adatti alle birre aromatiche come le belghe d’abbazia. In Itlalia è molto diffuso il Teku, calice da degustazione, realizzato in modo da esaltare tutti i tipi di birra e dedicato principalmente alle birre artigianali.

    Continua qui con relative immagini

    https://www.montedeus.com/bicchieri-da-birra/



    Link utili

    http://www.ilbirrafondaio.com/la-birra/gli-stili/

    http://www.brewtheplanet.it/mob-stili_di_birra.html

    http://unabirralgiorno.blogspot.it/?m=1

    Applicazioni utili:
    Untappd
    Letture consigliate per chi vuole avvicinarsi a questo mondo o semplicemente approfondire

    Degustare le birre. Tutti i segreti della bevanda più buona del mondo


    IBU & ABV, tutti gli acronimi da conoscere

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    Perchè bere Birra Artigianale rispetto alla birra industriale?


    Cosa vi resta quando bevete una birra industriale? Il nulla, è come bere acqua colorata e amarognola, nemmeno un “buon” amaro caratteristico per esempio di una Stout; questa è anche la ragione per cui la birra non piace a tutti, è troppo amara!
    E quando invece assaggiate una birra artigianale? Si può parlare di una vera esperienza sensoriale! I profumi e gli aromi diversi che siamo in grado di riconoscere, il colore caratteristico, la persistenza più o meno lunga della schiuma; bere una birra artigianale è un insieme di magia e sensazioni profonde.



    fonte
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    Altro articolo:

    Sempre più spesso, parlando di birre fra amici, in molti mi chiedono: Ma che cosa caratterizza una “birra artigianale” rispetto ad una “birra industriale“?
    La questione effettivamente non è ne da sottovalutare e nemmeno così semplice da catalogare poichè entrano in campo molti fattori.
    Addirittura, in tal senso, nemmeno la legislazione italiana ci aiuta a capirne bene le differenze, in quanto non fa alcuna distinzione fra la birra artigianale e quella industriale (addirittura in passato ha multato chi apponeva sull’etichetta la dicitura “birra artigianale”), ma distingue semplicemente i Microbirrifici dai Birrifici industriali.
    Fortunatamente le associazioni ed i grandi guru del settore, molto prima di noi, hanno cercato di trovare una soluzione.

    BIRRA ARTIGIANALE

    Fino a qualche anno fa in Italia era data per scontata la definizione di Unionbirrai, che definiva la birra artigianale semplicemente come una birra non pastorizzata e non filtrata. Chiaramente questa formula si è però rivelata col tempo restrittiva, tanto che in seguito il riferimento alla filtrazione è scomparso.
    La rapida evoluzione del movimento nazionale ha spinto Unionbirrai ad elaborare una nuova definizione: La birra artigianale è una birra cruda, (?) – (aggettivo che poco piace alla comunità di appassionati (me compreso) in quanto non fa reale chiarezza, deviando il consumatore) – integra e senza aggiunta di conservanti con un alto contenuto di entusiasmo e creatività. La birra artigianale è prodotta da artigiani in quantità sempre molto limitate.
    Un punto, quest’ultimo, dove il discorso va un pò a complicarsi. Non esiste un limite di produzione univoco al di sotto del quale un birrificio possa essere considerato artigianale. Ciò a mio avviso è molto riduttivo perchè ad esempio In Italia, non vorrei sbagliare, ma questo limite è convenzionalmente fissato in 10.000 ettolitri l’anno mentre negli Stati Uniti circa 70.000 ettolitri.
    La definizione che invece ne dà Lorenzo Dabove in arte Kuaska (grande esperto, soprattutto in materia di birra belga) è la seguente: “Quella Artigianale è una birra di norma non filtrata, né pastorizzata, creata, con ingredienti di altissima qualità e senza l’utilizzo di succedanei, da un piccolo produttore in quantità limitate e spesso servita direttamente nel brewpub e/o fornita a pubs, ristoranti o negozi della stessa area geografica”.
    In definitiva, comunque, possiamo affermare che la birra artigianale nasce dalla passione dell’artigiano che la produce attraverso delle materie prime fresche che esaltano la qualità e la fragranza del prodotto finito, rilasciando degli aromi ed evocando delle sensazioni impossibili da ritrovare nelle birre industriali.

    BIRRA INDUSTRIALE

    Innanzitutto la prima cosa che caratterizza le birre industriali è che queste sono sempre filtrate e pastorizzate. Questo processo serve a garantire la massima conservazione del prodotto e annullare le eventuali variazioni di gusto rispetto al “modello” originale. Così facendo, il meccanismo di trasformazione degli zuccheri in alcool viene fermato, privando così la Birra di molte sue peculiarità: ad esempio gli innumerevoli aromi e profumi che normalmente si vengono a creare in una birra artigianale. Ovviamente, il risultato è un prodotto “morto” e senza alcuna profondità.
    Le multinazionali, infatti, puntano a uniformare il gusto dei loro prodotti, al fine di livellare le aspettative dei consumatori e di raggiungere la più ampia fetta di utenti possibile. Non troverete mai una birra industriale particolarmente interessante: sono sempre prodotti piatti, scialbi, che tendono ad assomigliarsi tra loro.
    Le birre industriali spesso sono prodotte con additivi chimici, conservanti e con surrogati del malto d’orzo, come il riso e il mais, che permettono di contrarre i costi di produzione ma compromettono di gran lunga l’esperienza gustativa.
    Per cui sintetizzando quanto appena detto, possiamo tracciare a grandi linee le principali differenze in base a 3 parametri:

    1) INGREDIENTI:
    Artigianale: solo ingredienti di prima qualità
    Industriale: utilizzo massivo di succedanei, per aumentare le rese.

    2) PROCESSO PRODUTTIVO
    Artigianale: no processi chimici;
    Industriale: pastorizzazione, filtrazioni

    3) RICERCA
    Artigianale: sperimentazione continua: innovazione come elemento di promozione del brand del birrificio;
    Industriale: sperimentazione ferma. Le diversificazioni di prodotto avvengono soprattutto avvalendosi di linee di produzione alternative.

    Per concludere possiamo, senza ombra di dubbio, affermare che la birra artigianale è spesso un prodotto non scontato, con un proprio carattere preciso e un alto livello di creatività, in quanto deriva dalla fantasia e dalla capacità del birraio artigiano. In parole povere è birra vera, capace di trasformare la bevuta in un’esperienza unica, che nessun birrificio industriale è in grado di garantire.

    fonte

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    La differenza tra Birra Artigianale Italiana e birra industriale

    La birra artigianale italiana è così descritta nell’ articolo 2 della legge 16 agosto 1962, che è stato recentemente integrato con la seguente definizione:
    4-bis. Si definisce birra artigianale la birra prodotta da piccoli birrifici indipendenti e non sottoposta, durante la fase di produzione, a processi di pastorizzazione e microfiltrazione. Ai fini del presente comma si intende per piccolo birrificio indipendente un birrificio che sia legalmente ed economicamente indipendente da qualsiasi altro birrificio, che utilizzi impianti fisicamente distinti da quelli di qualsiasi altro birrificio, che non operi sotto licenza e la cui produzione annua non superi i 200mila ettolitri, includendo in questo quantitativo le quantità di prodotto per conto terzi. “
    Ma non vi siete mai chiesti cosa renda "artigianale" la birra artigianale italiana? Bene, per cominciare, questa birra viene meticolosamente curata nella produzione e perfezionata dai mastri birrai. Gli ingredienti che vengono usati nel processo di produzione della birra artigianale italiana sono di altissima qualità e, cosa più importante, la birra è pura.
    Conosciamo tutti i quattro ingredienti principali della birra, ovvero l’ acqua, il malto d'orzo, il luppolo ed il lievito (usati in questo ordine). La maggior parte della birra artigianale viene prodotta utilizzando esclusivamente questi quattro ingredienti; tuttavia, a seconda del tipo di birra, possono esserne utilizzati anche altri complementari come ad esempio frumento, segale o frutta.

    Acqua

    La qualità dell' acqua influisce in modo fondamentale nella produzione della birra artigianale italiana. Il successo di alcune delle migliori birre, in qualsiasi periodo storico, è stato determinato proprio dalla tipologia dell’ acqua impiegata per produrla.
    Per questo motivo la maggior parte dei birrifici fa uso di un sistema idrico adeguato, che pulisce l' acqua usando l' osmosi inversa per rimuovere eventuali ioni e impurità.

    Il Malto

    I malti sono scelti strategicamente per conferire alla birra il suo colore finale, oltre che influire in parte dell’ aroma. È qui che risiede una delle grandi differenze tra birre artigianali italiane e le birre tradizionali: i birrifici artigianali spesso sono luoghi molto creativi, un po’ come le cucine, dove i mastri birrai si sbizzarriscono con sempre nuovi ingredienti e sapori diversi, mentre nei birrifici industriali avviene quasi l' esatto contrario.
    Inoltre, anziché utilizzare il 100% del malto, i grandi birrifici lo tagliano con mais o riso (o entrambi). Ciò attenua il sapore, schiarisce il colore ed influisce a malapena sul livello alcolico. Anche per questo, nei birrifici industriali si riesce a produrre birra ad un costo inferiore, in quanto mais e riso costano meno del malto.

    Il Luppolo

    Il luppolo fornisce alla birra artigianale italiana quell' amarezza pungente ed un profumo “floreale” che, grazie al sapore un po' fruttato, si amalgama e bilancia quello del malto.
    Nelle birre industriali invece non si fa uso del luppolo (o molto poco), ma viene utilizzato un suo estratto. Uno dei motivi della mancanza di luppolo nella birra industriale è che al grande pubblico la sua amarezza non piace (quindi per motivi commerciali). Inoltre, data la mancanza del sapore del malto (che, come spiegato prima, viene sostituito e diluito con riso o mais), non è necessario bilanciarlo con il luppolo.

    Il Lievito

    E poi c'è il lievito. Una cosa che molte persone non sanno è che il lievito determina se la birra diventerà una birra scura od una una birra chiara. Il lievito per la birra chiara è chiamato "lievito a bassa fermentazione", ed è fermentato a temperature più fresche, mentre il lievito delle birre scure è chiamato "lievito ad alta fermentazione", e viene fermentato a temperature più calde.
    In definitiva, la grande differenza tra birra artigianale italiana e birra industriale, oltre a quanto appena descritto, è che la prima è più perfezionata, più creativa e più mirata; perché con una capacità di produzione ridotta, il mastro birraio può sempre migliorare perfezionare la sua ricetta.

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    Ultima modifica di Kronos The Mad; 02-06-19 alle 14:14

  2. #2
    TGM 4 Ever L'avatar di Echein
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    Re: L'angolo hipster birroso [artigiAnal fags & bevitori di piscio industriale welcom


    Provata qualche mese fa, presa in super mercato a 8€ durante natale e ripresa in sconto post feste a 3€....davvero ottima!

    Remerbers... Preorders?..NEVER!

  3. #3
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    Re: L'angolo hipster birroso [artigiAnal fags & bevitori di piscio industriale welcom

    Me l'ha regalata la morosa sotto natale. Piaciuta un sacco anche a me.
    La settimana scorsa ho bevuto invece una IPA fenomenale: Anderson Valley.


    Ah, aggiungerei al titolo "vietato ai cek e agli shogun"

  4. #4
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    Re: L'angolo hipster birroso [artigiAnal fags & bevitori di piscio industriale welcom

    Citazione Originariamente Scritto da Echein Visualizza Messaggio

    Provata qualche mese fa, presa in super mercato a 8€ durante natale e ripresa in sconto post feste a 3€....davvero ottima!
    Birra del Borgo era un gran birrificio però mi pare che i fondatori abbiano venduto o sbaglio?

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  5. #5
    TGM 4 Ever L'avatar di Echein
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    Re: L'angolo hipster birroso [artigiAnal fags & bevitori di piscio industriale welcom

    Onestamente non so, ma è già la “loro” seconda birra che bevo e rimango soddisfatto.
    Il problema è che da me è quasi impossibile trovarle

    Remerbers... Preorders?..NEVER!

  6. #6
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    Re: L'angolo hipster birroso [artigiAnal fags & bevitori di piscio industriale welcom

    un mondo che mi affascina ma che non ho mai avuto voglia di approfondire

  7. #7
    Bannato
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    Re: L'angolo hipster birroso [artigiAnal fags & bevitori di piscio industriale welcom

    La birra del bosco
    Prodotta vicino ad andalo consiglio la Fox

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  8. #8
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    Re: L'angolo hipster birroso [artigiAnal fags & bevitori di piscio industriale welcom

    Citazione Originariamente Scritto da alastor Visualizza Messaggio
    un mondo che mi affascina ma che non ho mai avuto voglia di approfondire
    Idem

  9. #9
    01100100 01101001 0111001 L'avatar di Kronos The Mad
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    Re: L'angolo hipster birroso [artigiAnal fags & bevitori di piscio industriale welcom

    Io stasera questa prima di uscire a fare baldoria



    Sempre particolare e piacevole

  10. #10
    Senior Member L'avatar di GenghisKhan
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    Re: L'angolo hipster birroso [artigiAnal fags & bevitori di piscio industriale welcom

    Citazione Originariamente Scritto da Kronos The Mad Visualizza Messaggio
    bevitori di piscio industriale

  11. #11
    Predicatore Google L'avatar di Mdk
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    Re: L'angolo hipster birroso [artigiAnal fags & bevitori di piscio industriale welcom

    C'è già il topic in piazza TGM, non so quanto funzionerà qui

  12. #12
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    Re: L'angolo hipster birroso [artigiAnal fags & bevitori di piscio industriale welcom

    Vai con l'alito birroso scacciafiga

  13. #13
    Il Puppies L'avatar di macs
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    Re: L'angolo hipster birroso [artigiAnal fags & bevitori di piscio industriale welcom

    La roba sotto i 15 gradi non la bevo

  14. #14
    Senior Member L'avatar di defmaka
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    Re: L'angolo hipster birroso [artigiAnal fags & bevitori di piscio industriale welcom

    Per me le birre artigianali fanno in media schifo al cazzo, sanno tutte di Nielsen piatti


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  15. #15
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    Re: L'angolo hipster birroso [artigiAnal fags & bevitori di piscio industriale welcom

    Oggi scarliga alla spina, sempre una garanzia

  16. #16

    Re: L'angolo hipster birroso [artigiAnal fags & bevitori di piscio industriale welcom

    Ultimamente vanno tanto di moda le IPA amare come il veleno..bah..poi milioni di robe artigianali che non si sa mai cosa capita e la gente che fa finta di capire la differenza

  17. #17
    Il Puppies L'avatar di macs
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    Re: L'angolo hipster birroso [artigiAnal fags & bevitori di piscio industriale welcom

    Birre migliori:

    If you work hard enough you can replace depression for exhaustion
    831eb6e7a9e3289e2d660f9dc86a0a98

  18. #18
    Senior Member L'avatar di GenghisKhan
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    Re: L'angolo hipster birroso [artigiAnal fags & bevitori di piscio industriale welcom

    Citazione Originariamente Scritto da macs Visualizza Messaggio
    Birre migliori:
    1/10 solo perché hai faticato a postare TRE foto

  19. #19
    01100100 01101001 0111001 L'avatar di Kronos The Mad
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    Re: L'angolo hipster birroso [artigiAnal fags & bevitori di piscio industriale welcom

    Citazione Originariamente Scritto da Echein Visualizza Messaggio

    Provata qualche mese fa, presa in super mercato a 8€ durante natale e ripresa in sconto post feste a 3€....davvero ottima!
    Uhooo mi manca da provare questa Barleywine, se la becco la provo
    Citazione Originariamente Scritto da Mdk Visualizza Messaggio
    C'è già il topic in piazza TGM, non so quanto funzionerà qui
    Per il ranking, magari qui è più affollato rispetto alle balle di fieno rotolanti in piazza
    Citazione Originariamente Scritto da Bigclouds Visualizza Messaggio
    Oggi scarliga alla spina, sempre una garanzia
    Il birrificio rurale è ottimo, invidia che l'hai provata alla spina
    Citazione Originariamente Scritto da Maelström Visualizza Messaggio
    Ultimamente vanno tanto di moda le IPA amare come il veleno..bah..poi milioni di robe artigianali che non si sa mai cosa capita e la gente che fa finta di capire la differenza
    Già, l'inculata è sempre dietro l'angolo, meglio informarsi prima perché il rischio di prendere birre sotto le aspettative è alto.. finora per fortuna non ho trovato complete cioffeche, magari prodotti che hanno deluso le mie aspettative si (mi capita spesso con le Imperial Stout di birifici che non conosco per esempio) mai per fortuna prodotti sotto la sufficienza ma c'è da dire che il mio gusto è diverso dal tuo e così via.. però parlando di Ipa appunto molte sono niente di che imho

    Tornando al discorso birre che hanno deluso aspettative, tipo questa che avevo bevuto



    Immagine presa da Google





    non è malaccio ma se devo scegliere prendo altre Imperial Stout che so che mi sono piaciute di più..
    Poi vabbè sto dando la caccia alla Canadian Breakfast Stout che non trovo da nessuna parte :/

    Solo che ogni volta cerco di provare sempre etichette nuove perché dove vado io ha un giro della madonna parlando di birrifici vari

  20. #20
    Senior Member L'avatar di Nightgaunt
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    Re: La Birra [artigiAnal beer fags & bevitori di piscio industriale welcome]

    Già postato tempo fa, mi chiedevo cosa ne pesate voi hipster birra-metro-sessuali della Watney Scotch Ale.

    Per quanto ne capisco, potrebbe pure essere piscio di bufalo, ma la berrei anche a colazione.
    Blessed be the coruscating plasma of the engine room
    Spiritus Machina protect us from thy burning doom
    Harness unto our will the power of the light
    Let the conduit and the coil work allright.


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