Incollo qui uno dei miei soliti agilissimi commenti (cough cough) che ho scritto altrove, onde partecipare alla discussione:
Io traduco (seppure da un'altra lingua, non l'inglese) e sono una linguista. Una combinazione mortale, da certi punti di vista, perché tendo a essere molto attenta alla lingua di partenza e tengo molto alla precisione linguistica della traduzione, il che a volte mi porta a tralasciare aspetti stilistici e di leggibilità nella lingua di arrivo, purché il testo sia fedele a quello di partenza (questo non è sempre un bene).
Osservo che ogni volta che viene ritradotto un classico, si assiste a scene di stracciamento di vesti vs plauso sconfinato, con il consueto schema polarizzante che ormai caratterizza qualsiasi discussione su qualsiasi argomento. Quindi, partiamo dal presupposto che sia difficile avere un'opinione informata, dato che ancora nessuno ha visto il succo del lavoro di Fatica (ma solo i pochi versi stampati in copertina).
La traduzione e ri-traduzione del SdA hanno una storia peculiare (se ne trovano molte tracce in rete, ad esempio
https://www.cercatoridiatlantide.it/...-e-querela.../) e tutt'altro che priva di polemiche, ed è abbastanza naturale che siamo in qualche modo affezionati alla traduzione Alliata (dimenticavo, ho letto il SdA per vent'anni, una volta all'anno, proprio in quella traduzione, per passare poi all'originale quando ne sono stata in grado).
Sui versi pubblicati, ho un'unica perplessità. L'inglese recita “One Ring to rule them all, One Ring to find them, One Ring to bring them all. and in the darkness bind them.” Al di là della rima (è difficilissimo riprodurre lo stesso ritmo in un'altra lingua, e lo dico da chi si è trovato a tradurre poesie e filastrocche in cui questo aspetto era importante che si conservasse), mi stupisce sinceramente il fatto che sia stata tolta la ripetizione di "Ring", che per me è un caso di anafora poetica, ossia di ripetizione voluta di una parola o un sintagma per questioni di ritmo, appunto: One Ring... One Ring... One Ring... conferisce ai versi un andamento battente, quasi angosciante. Tanto è vero che ho spesso usato la traduzione Alliata, in cui la ripetizione viene conservata, come esempio di quella figura poetica (come Qui si va... nella Commedia di Dante). Insomma, la ripetizione di Anello per me aveva un preciso intento espressivo. Questa scelta, quindi, mi lascia perplessa, anche se ovviamente non è abbastanza per decidere sulla qualità del lavoro nel complesso.