Ti devo dire la verità, non so se l’ho capita.
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Quale paziente? Non lo fanno nemmeno operare
Non è un ragazzino viziato. E' un codardo che ha evidentemente ancora più da perdere che da guadagnare a denunciare il comportamento dei suoi superiori e pari grado. Ne ho visti tanti, troppi, in qualsiasi posto. Gente che si lamenta, si lamenta, si lamenta. Poi però quando è il momento di fare qualcosa per migliorare le condizioni di vita e lavorative ti mandano avanti, spesso incitandoti, salvo poi abbandonarti nel momento in cui iniziano le prime reazioni.
Sono la causa diretta di questo comportamento tanto quanto coloro che li sfruttano in questo modo. E spesso diventano a loro volta sfruttatori bastardi, fregandosene di quel che han passato, anzi vedendo nel loro comportamento una rivalsa per tutto ciò che han patito.
Sì, lo pongo ESATTAMENTE alla stregua di uno che apre e chiude Esselunga, anzi molto peggio, perché avrebbe la cultura e la mentalità giuste, in teoria, per cambiare un sistema marcio e malato e invece si mette a piangere pensando ai sacrifici che i genitori han fatto per farlo studiare (sia mai che uno se li guadagni da sè le cose e i traguardi della vita), al suo sogno di bambino infranto e a quanto sia grama la vita.
Scusate il rant mio stavolta, ma ne ho un po' le palle piene di tutta sta gente senza spina dorsale che si lamenta si lamenta del cazzo nel culo, ma le mani sopra per spostarlo gli fa schifo metterle.
E dovrei anche usarlo come motivazione per abbandonare i miei progetti? Cioè dovrebbe trasmettermi una qualche paura di un sistema senza nemmeno entrarci? C'è gente su Reddit che lo deride dicendogli "Perché non sei andato all'estero?" oppure "Perché hai scelto chirurgia, idiota?"
Davvero ci siamo arresi al punto che meglio scappare che affrontare le cose? Manco fosse l'ISIS cazzo o la mafia che se li denunci / ti ribelli di fanno sparire i familiari.
Sì, ero uno di quelli che andavano a sindacare e che poi, puntualmente, si giravano e dei colleghi a supporto non ne vedevano nemmeno uno, anzi venivano additati come pazzi visionari e distruttivi del team building. Ho imparato anche da quello, ci ho perso due posti di lavoro quasi, ma non sono andato dallo psicologo.
Ora attendo impaziente uno che mi dica: "Con questo atteggiamento non ci andare nemmeno in ospedale/università", un altro connivente di questo modo di fare. Io invece voglio provarci eccome, sono anche disposto a fare la gavetta come tutti fanno, anche stando a fare analisi proctologiche a giornate mentre gli altri imparano il mestiere, certo che in qualche modo non avrò niente da recriminare a me stesso, perché almeno ci avrò provato.
Cristo Dio, il mio lavoro precedente mi stava logorando, affettivamente e psicologicamente. Ed era un lavoro da ufficio, bada bene, ma era tossico, per molti motivi anche personali. Che ho fatto? Ho sfruttato delle capacità che grazie a Dio avevo, mi son dato da fare, ho INVENTATO modi di migliorare la situazione. Ci ho provato.
A culo, o per abilità, ancora non lo so nemmeno io, ci sono riuscito. Chi non ci prova nemmeno è colpevole della sua stessa miseria. Il resto sono alibi facili. Chi ci prova e non ci riesce, non c'è niente di male a fallire, ha ragione a rammaricarsi. Ma chi non ci prova nemmeno, per loro ho poca pietà, ne ho sempre meno e ascolto le loro continue, continue lamentele, sempre meno.
Ultima modifica di Picard; 11-12-19 alle 17:26
non sono assolutamente d'accordo, siamo su due visioni totalmente diverse sia del lavoro che, per quanto possa immaginare, quello di medico
Il lavoro di medico è una passione, una vocazione.
Per molti, ma non per tutti. Per me lo sarebbe, posso essere sincero. Ma non posso fingere che sia per tutti così. Per qualcuno è solo un mestiere, un modo per far soldi, un modo per guadagnare prestigio, un modo per comandare gli altri e sfogare le proprie frustrazioni. Per qualcuno, non stento a pensarlo, è anche solo un modo per poter palpeggiare pazienti (ci sono casi anche di questo).
Sostituisci medico/paziente con prete/fedele, poliziotto/cittadino, professore/studente, cambia poco.
Ma come tutte le attività umane dipende anche da te come si sviluppano, non nascono dal niente certi cancri che infestano ospedali, chiese, caserme, scuole.
Io almeno la penso così.
Mi sa che stai mitizzando un po' troppo il ruolo, occhio quando busserà la realtà.
Il ragazzo dovrebbe farsi sentire....ma la situazione è nota, è il sistema. Rischia di buttare via tutti gli anni di studi. Probabilmente pensa tengo duro X mesi e via, non mi gioco la carriera (che deve ancora iniziare).
Pure alla mia signora appena uscita da editoria e giornalismo le hanno proposto un lavoro a verona, ho ancora la mail scritto nero su bianco "guarda per i primi 2 anni non ti paghiamo nulla".
sta roba del medico per vocazione è una cazzatona col botto
è un lavoro come un altro, delicato, di responsabilità, ma pur sempre un lavoro.
e passione ^= vocazione.
puoi essere un bravissimo medico e fare il bene dei tuoi pazienti senza il minimo afflato vocazionale.
Si certo, ovviamente.
Ma qualsiasi lavoro può essere fatto per vocazione, mica solo il medico. Lo puoi escludere a priori?
Comunque lo avevo scritto in risposta a Ceccazzo, che mi diceva che per lui il lavoro e il medico sono considerati in un altro modo. Dovevo virgolettarlo, si sarebbe capito indubbiamente meglio.
not equal to
https://v8doc.sas.com/sashtml/lrcon/z0780367.htm
folle miscredente.
Abbandona questi falsi testi. .
Abbraccia gli insegnamenti di mamma microsoft, torna sulla retta via:
https://docs.microsoft.com/en-us/cpp...s?view=vs-2019
EDIT:
Non ci fare caso, sto lavorando troppo, il tuo messaggio iniziale l'ho visto cosi:
https://imgur.com/h7m3feI
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!=
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non posso sapere se il racconto di reddit sia vero al 100%, ma ambienti simili esistono, e no, non c'è nessun "eh la gavetta" "eh dovevi aspettartelo" che tengano, sono delle situazioni di merda che non hanno nessuna giustificazione. Ho visto gente molto brillante e promettente abbandonare posti umanamente o lavorativamente ingestibili.
Ammazzarsi di lavoro può essere una scelta, ma non deve in nessun caso essere un'imposizione. E' dovuta intervenire l'UE per imporcelo, visto che non eravamo in grado di capirlo da soli. Ovviamente non è che sia cambiato così tanto, visto che si trovano degli escamotages/riorganizzazioni per aggirare il monte ore massimo.
Tra l'altro immagino quanto vi farebbe piacere finire in sala sotto un chirurgo che sta operando da 10 ore
Certo le cose cambieranno, se continua questo shift verso il privato.
Ultima modifica di Dehor; 11-12-19 alle 22:48
si, SAS è una merda ma purtroppo è necessario![]()
recidivo è l'eletto, egli vede il codice
in teoria la formazione medica specialistica dovrebbe conseguire entrambe le cose: acquisizione di professionalità attraverso risultati numerici.
l'attività clinica quotidiana dello specializzando dovrebbe andare a sostenere la funzione ospedaliera (molti istituti sopravvivono solo grazie alla loro manodopera gratuita) mentre sono formati in teoria e pratica.
l'acquisizione di competenze è obiettivata dagli obiettivi formativi e dalle attività professionalizzanti previste dal regolamento didattico delle scuole, deciso a livello ministeriale: https://www.google.com/url?sa=t&sour...6v_FbyzoHz8uRM
non tutte le scuole garantiscono il conseguimento delle attività professionalizzanti (specie le chirurgiche), quando non sono addirittura carenti dei requisiti per l'accreditamento. in questi casi, semplicemente, mentono. tanto chi cazzo controlla se hanno specializzato un chirurgo senza mai fargli tagliare un paziente perché gli serviva uno stronzo che per cinque anni riordinasse le cartelle cliniche in archivio.
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"Non è il legarsi a una donna che l'uomo teme, è il separarsi da tutte le altre". cit Helen Rowland