Una via di mezzo tra il Project Manager e lo Sviluppatore :smugdance:
Visualizzazione Stampabile
gli scienziati non sono maghi eh.
in assenza di terapie e di vaccino, l'unico modo per non contagiarsi è, dalla notte dei tempi, stare lontani da chi è contagiato.
vale per tutte le malattie infettive altamente trasmissibili eh.
poi oh, questa è la soluzione al problema sanitario.
se si ritiene che vi siano problemi più urgenti, allora si lasci stare quello sanitario e si pensi a quelli.
ma non si può volere la botte piena e la moglie ubriaca e se no è colpa degli scienziologi che non son capaci di trasformare l'acqua in vino.
Ma quindi in lombardina ancora niente? :uhm: neanche misure inutili giusto per dire che si è fatto qualcosa? :uhm:
Mi aspettavo che chiudessero i navigli, visto che tra sala e i mass media, sembra che quella zona sia la causa principale della contaminazione di tutta la Lombardia :sisi:
Che è lo stesso problema della Liguria. Con la differenza che Genova (un terzo della popolazione complessiva) ha il 90% dei contagiati giornalieri, per di più confinati in tre quartieri, quindi se possibile è una città ancora più nella merda in prospettiva.
E sottolineo in prospettiva perchè qui la situazione sarebbe gestibilissima se solo ci fosse la volontà politica e una minima visione del futuro senza limitarsi al bollettino giornaliero.
Chiusura dei confini regionali, full lockdown per le zone ancora circoscritte in cui la situazione è scappata di mano per due-tre settimane e hai quantomeno fatto sfiatare la pentola a pressione senza dover ricorrere a misure più dure in futuro.
Dire che l'economia ne uscirebbe distrutta è una cazzata perchè in quei quartieri in questo momento già metà della gente (me compreso) non sta andando a consumare nei bar e non sta andando ad acquistare nulla e fra poco, che lo voglia Toti o no, anche l'altra metà si sarà sufficientemente cagata addosso e rinuncerà a frequentare gli esercizi commerciali di quelle zone.
Puoi essere fan di Zangrillo, di Bassetti e del Capitano ma quando cominciano a passarti sotto casa ambulanze ogni cinque minuti e qualche tuo conoscente finisce ricoverato come sta capitando qui in centro storico, l'idea la cambi rapidamente.
Oppure...
Oppure puoi essere come la mia copy, in isolamento per covid, sintomatica lieve (febbre per una settimana e un po' di diarrea) che, dopo avermi scaricato addosso 20 ore di un lavoro che avrebbe dovuto consegnare ben prima di rimanere contagiata, ieri al telefono mi parlava di dittatura sanitaria, di virus sopravvalutato e del governo che vuole uccidere l'economia per sottometterci. E mentre io annuivo al telefono pensavo "e non sai quanto ucciderò la tua di economia quando non ti passerò più nemmeno la pulizia del mio cesso di casa". :rissa:
che cazzo è una copy?
Lo smart working è regolamentato sufficientemente bene (per quello che ne capisco io, non ho studiato il contratto a fondo e non mastico il legalese), non è quello il problema. Per certa gente sarà malvisto pure se con la migliore regolamentazione della galassia, è proprio la mentalità del cazzo del "se non ti vedo non stai lavorando". Se l'unico modo che hai per valutare il lavoro di un tuo dipendente è la quantità di tempo che passa alla scrivania, il problema non è la regolamentazione.
Lo definirei scrivere cazzate su internet per stronzi che le leggono mentre agli sviluppatori che si fanno il mazzo vero sanguinano gli occhi.
Poi a questa avrei dato un calcio in culo comunque, una che nel 2020 usa ancora la formula "clicca qui per fare questo e quello" in ogni cristo di link di ogni suo testo andrebbe frustata a morte. :rissa:
Copywriter: è quello che scrive gli slogan pubblicitari e le frasi acchiappanti. Considerato nell'ambiente il gradino più basso del marketing, perchè non elabora il concept originale, e non fa il lavoro "artigianale" di grafici e audiomaker/videomaker (almeno fino alla prima decade del millennio, dopo ho mollato le conoscenze nel settore).
Chissà perchè non sono minimamente stupito.Citazione:
Intanto con un blitz alla Conferenza delle regioni il Commissario Arcuri spiazza tutti attaccando di petto i Governatori sui letti in terapia intensiva. «In questi mesi alle Regioni abbiamo inviato 3.059 ventilatori polmonari per le terapie intensive, 1.429 per le subintensive. Prima del Covid le terapie intensive erano 5.179 e ora ne risultano attive 6.628 ma, in base ai dispositivi forniti, dovevamo averne altre 1.600 che sono già nelle disponibilità delle singole regioni ma non sono ancora attive. Chiederei alle regioni di attivarle». Così, secondo quanto si apprende, il commissario per l'Emergenza, Domenico Arcuri, al termine della Stato-Regioni. «Abbiamo altri 1.500 ventilatori disponibili, ma prima di distribuirli vorremmo vedere attivati i 1.600 posti letto di terapia intensiva per cui abbiamo già inviato i ventilatori».
Detto che 6628 o 8228 cambia poco, tanto questa soglia la sfondi tranquillamente senza provvedimenti veramente drastici.
Con uno spicchio di lombardia, un po' di emilia, un po' di romagna, un pizzico di liguria e un pizzico di marche eravamo arrivati ad oltre 4000 agli inizi di aprile andando in lockdown il 9 marzo quando ne avevamo 736 occupate.
Ora ne abbiamo 638 occupate, i focolai sono distribuiti su tutto il territorio nazionale e hanno raggiunto città molto più popolose di Bergamo, Piacenza, Crema e Lodi e di lockdown totale non se ne parla nemmeno.
Ergo... allacciatevi le cinture perchè si ballerà di brutto :rissa:
Ne hai dato una versione un po' più istituzionale della mia ma la sottoscrivo.
Che bello, finalmente possiamo tornare a strillare come delle kekke!
vedete che abbiamo raggione noi terroni, lavorare fa male :rissa:
Fino ad ora il gobierno ha stabilito che basta la richiesta del lavoratore per attivare il lavoro agile e sul fronte pubblico ha disposto lo sw per più della metà del pubblico impiego. Altro è difficile fare, a meno di agire a monte chiudendo le aziende non essenziali come fatto a marzo.
- - - Aggiornato - - -
E che ci fai, un mese non dura un cazzo.
Ma è già un passo avanti rispetto all'ultima volta. Avevo cominciato a fare scorte a gennaio e poi me le sono mangiate tutte le ultime due settimane di febbraio quando sono stato costretto a casa da un'influenza stranissima (... :uhm: ), qualche giorno dopo... lockdown.
Va detto che questa volta le avevo fatte più per l'eventualità di un isolamento domiciliare forzato che per quella di un lockdown.
"Proporremo"?
Non sono gli "scienziati" a dire "questo no, questo neanche, questa è merda, questo è inutile".
E' tutta una merda.
Alternative?
Scuole e lavoro sicuramente, ma penso che anche questo abbia avuto il suo peso.
Un'estate con numeri molto positivi e la dialettica da tutta una parte del Paese sul fatto che il virus fosse diventato meno pericoloso, che oramai in ospedale non ci arriva nessuno, che "basta co ste mascherine", che "se qualcuno vuole darmi la mano gli la do che se no è la fine della specie umana" e via cantando.
Ed ecco che in molti hanno mollato.
Probabile, anzi certo, che anche l'estate abbia fatto grossi danni.
Mentre i numeri sembravano bassi, sono stati seminati semi per tutto il Paese... e poi con l'autunno (e le scuole, e gli uffici) hanno cominciato a germinare.
Ora ne vediamo i risultati.
Ma che siamo colleghi? :bua:
Se la sposi, risolvi :snob:
Sei ancora a tempo.
Si infatti, teoricamente se la situazione è molto calda ma molto circoscritta basterebbe intervenire duro lì.
Ma duro davvaro: full lock di quei tre quartieri per 20 giorni e si vede se è stato sufficiente.
Esattamente
Manco io :bua:
- - - Aggiornato - - -
Minchia, pure io: strana influenza gli ultimissimi di febbraio, vado in malattia i primi di marzo... e poi hanno chiuso tutto :bua:
- - - Aggiornato - - -
Sentivo oggi distrattamente, camminando per le scale, uno stralcio di Bassetti in tv... dovevano avergli chiesto spiegazioni su quanto detto nei mesi e nelle settimane precedenti, perchè era tutto un "no, ma nessuno ha mai detto di non mettere le mascherine, di non rimanere distanti, di non fare attenzione... "
Cialtroni del cazzo.
e kantare dal balkone :rissa:
non ce la possiamo fare :rissa:
Te scherzi, ma io litigo sempre con mia mamma quando faccio scorta di cose che per lei sono inutili. Mia mamma il tipo che compra un kg di riso e non lo ricomprerebbe fino a che non è finito. Regola buona per tutto MENO che per le cose che importano a lei. :asd:
Lo smartworking è pessimo
Dopo pranzo mi partiva l’abbiocco e dormivo
Cosi mi toccava lavorare la sera per recuperare
Spero tu non sia stupito dalla stupidita' delle parole di Arcuri.
Perche' non crederete mica che basti mandare i ventilatori polmonari agli ospedali per avere piu' posti letto?
I posti letto sono il meno, ci vogliono gli infermieri per far funzionare i posti letto.
il mio barbiere era libero, capelli tagliati: potete chiudere l'itaglia :rissa:
Ah, ecco cos'erano i carri armati che ho incrociato ieri.
Intanto li attivi.
Preferirei sentire "attivi e disponibili 8500 posti di TI, anche se manca il personale dedicato" (perchè a marzo, razziando anche gli altri reparti, il personale si è trovato) piuttosto che "attivi 6500 posti".
Perchè quei quasi 2000 che mancano rispetto alle previsioni probabilmente mancano perchè chi di dovere non ha sistemato le strutture in cui metterli, non ha ancora recuperato il materiale accessorio ecc...
1000 letti senza personale sono comunque 1000 letti pronti per essere fatti funzionare, alla bisogna.
Disposti dove devono stare, in reparti attrezzati.
1000 letti in meno sono 1000 postazioni che ancora devono essere approntate e poi necessiteranno anche del personale per funzionare.
Ma magari fanno la differenza tra mettere le gente nei corridoi ed avere almeno un posto già attrezzato, progettato e funzionante.
- - - Aggiornato - - -
Ok, va bene tutto.... e son d'accordo che probabilmente per i ragazzi sia più sicura la scuola (in cui ci sono protocolli e personale che controlla) piuttosto che andarsi a ritrovare al parco a scambiarsi le canne.Citazione:
CORONAVIRUS, PERCHE' CHIUDERE LE SCUOLE RISCHIA SERIAMENTE DI AUMENTARE I CONTAGI
Articolo pubblicato oggi su Il fatto quotidiano a firma Marco Bella in collaborazione con Sara Gandini.
Ieri sera, dopo l’ultimo bollettino della protezione civile, il governatore della Campania Vincenzo De Luca ha annunciato la chiusura delle scuole fino al 30 ottobre. Sulla base delle conoscenze scientifiche attuali questa decisione è profondamente errata, non solo perché i danni allo sviluppo educativo delle studentesse e studenti saranno notevoli, ma soprattutto perché piuttosto che contenere i contagi si corre un rischio molto concreto di aumentare la diffusione del virus.
Innanzitutto, ci sono una serie di evidenze molto forti che:
– I giovani si ammalano meno di Covid-19;
– Al contrario di quanto avviene per l’influenza, il ruolo dei più giovani nella trasmissione di SARS-CoV-2 è limitato;
– La trasmissione bambino-adulto è meno frequente rispetto a quella tra adulti;
– La riapertura delle scuole negli altri paesi non è stata associata ad un significativo incremento della diffusione del virus.
Qui l’elenco della letteratura scientifica di riferimento, raccolta sulla pagina fondata dal prof. Guido Silvestri “Pillole di ottimismo”, e una lettera firmata da innumerevoli scienziati.
Mentre ci sono sicuramente delle criticità nel sistema dei trasporti, la scuola è probabilmente il posto più sicuro dove i nostri giovani possano passare il loro tempo. Gli ultimi dati sui contagi ci dicono che nella scuola sono stati trovati solo il 2,5% di tutti i casi di trasmissione, mentre il 77% avviene in famiglia.
I dati recenti del Miur dopo un mese dalla riapertura delle scuole confermano che i giovani si contagiano meno degli adulti: gli studenti contagiati sono pari allo 0,08% del totale mentre per il personale docente la percentuale è dello 0,13%.
Capiamo i timori di molti insegnanti, perché la scuola italiana ha i docenti con l’età media tra le più alte d’Europa, ma in realtà ci sono più rischi dal contatto con gli adulti che con i ragazzi. La scuola è un luogo a basso rischio anche per gli adulti che ci lavorano.
Chiudere le scuole elementari e medie poi significa che il personale sanitario con figli piccoli sarà costretto a rimanere a casa piuttosto che andare al lavoro, e questo rischia concretamente di causare più morti per la mancanza di cure ai pazienti rispetto al minimo vantaggio che si ottiene dalla ridotta diffusione. I risultati aggiornati del celebre studio dell’Imperial College di Londra appena pubblicato sul British Medical Journal mostrano che la scelta di chiudere le scuole potrebbe addirittura far crescere significativamente nel lungo periodo il numero di decessi.
Perché stiamo vedendo questa impennata di contagi e purtroppo anche decessi negli ultimi giorni? Ci sono evidenze che la diffusione del SARS-CoV-2 e la gravità della malattia migliori con la stagione calda e conseguentemente peggiori con quella fredda.
Il fatto che il virus d’estate non sia sparito ci deve allertare che d’inverno dovremo fare degli sforzi ancora maggiori per controllarlo finché non avremo vaccini e terapie davvero efficaci come ad esempio quella con gli anticorpi monoclonali, la cui disponibilità almeno per il personale sanitario e le persone fragili non è tanto lontana nel tempo: si parla di mesi, se non addirittura di settimane.
I danni all’economia derivanti dalla chiusura delle scuole sono anche questi profondi, perché si impedisce alle persone che non hanno alternative di andare a lavorare. Dobbiamo chiederci anche dove è meglio che stiano i nostri giovani: in un luogo sicuro e controllato come la scuola, ove le misure di sicurezza sono sostanzialmente rispettate, oppure in abitazioni private dove distanziamento sociale e precauzioni non possono essere garantite.
È inoltre importante ricordare il rischio che si aggravi la povertà educativa soprattutto in zone già particolarmente disagiate. Negli ultimi dieci anni i minori in povertà assoluta sono triplicati, passando dal 3,7% del 2008 al 12,5% del 2018. Tra i quindicenni italiani ad esempio il 21% ha un livello di lettura al di sotto del livello base e nelle famiglie povere e nel Mezzogiorno la percentuale sale al 29% [dati Actionaid].
Sicuramente è necessario ogni sforzo per contenere la diffusione del nuovo coronavirus, come ad esempio il rispetto del distanziamento fisico, della rigorosa igiene delle mani e l’uso della mascherina ove necessario, soprattutto in luoghi chiusi e dove ci potrebbero essere assembramenti.
La chiusura delle scuole come dall’ordinanza dalla regione Campania però oltre a causare danni certi allo sviluppo psico-fisico della popolazione giovane ed economici alla famiglia, rischia seriamente di contribuire alla diffusione del virus piuttosto che controllarlo.
Però il grassettato non si può leggere :bua:
Si presume che siano le stesse case in cui tornano una volta che la scuola è finita.
- - - Aggiornato - - -
Pare pronto soccorso dell'Umberto I di roma intasato da casi... hanno dirottato altrove tutto quello che non è codice rosso.
https://www.ilfattoquotidiano.it/202...retta/5969198/
- - - Aggiornato - - -
Restrizioni in arrivo in Lombardia, soprattutto bar/ristoranti e sport
https://www.ilfattoquotidiano.it/202...stico/5969247/
http://www.rainews.it/dl/rainews/art...36ef71d95.html
L'appello I medici di base ai cittadini: è giunto il momento per un autolockdown Silvestro Scotti (Fimmg): "Preservare le attività lavorative, sacrificare il resto"
Fanno appello al rinomato senso di responsabilità degli italiani :rissa:
Inviato dal mio BLN-L21 utilizzando Tapatalk
I ragazzi al mattino fanno comunque lezione, pur se da casa. Non è che in quelle ore li trovi al parco a drogarsi.
Ma cosa stracazzo attivi se ti manca il personale?
Chi vuoi che li gestisca i letti, il bidello?
Suvvia che ci arrivate anche senza un corso di recupero.
"1000 letti senza personale sono comunque 1000 letti pronti per essere fatti funzionare, alla bisogna."
Buahahhahhahah.
Spetta che appena torna la mi donna glielo faccio leggere cosi' facciamo due risate.