non mi dite mai nulla :cattivo:
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non mi dite mai nulla :cattivo:
moderna :sisi:
il problema di burioni con AZ non è nel merito ma nel metodo.
da anni è inferocito con le case farmaceutiche che tollerano senza fiatare le turbotroiate di antivaccinisti e ritardame vario sui loro prodotti, utilizzando la strategia comunicativa del silenzio totale. sostanzialmente si incazza perché si ritrova a dover fare lui gratis il lavoro di comunicazione ai clienti/pazienti che dovrebbe essere in capo alla piccola azienda da 3 miliardi/anno di utile :asd:
capisco che quasi tutti abbiate cominciato a seguire la disagiosfera dall'anno scorso, ma burioni gli stessi toni e gli stessi argomenti che attualmente usa per AZ, facendo sborrare nelle mutande gli aneuplodi damoni e ceki, li utilizzava anni e anni fa per i medesimi motivi nei confronti di GSK.
Per me è da febbraio scorso che avrebbero dovuto ficcare del cemento in bocca a tutti i virologi/medici che hanno affollato le tv e i giornali.
Grandi scienziati/professionisti ma hanno la capacità comunicativa del ministro iracheno durante l'invasione americana del 2003.
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riguardo all'affidabilità dei dati russi ho beccato 'sto articolo dell'anno scorso
Why are Russian coronavirus doctors mysteriously falling out of windows?
:bua:
No ma a me fa ridere che qui ci sia gente che si vuole vaccinare per paura del coviddì
Come si fa ad avere paura di sto virus sfigato io non lo so
Se volete vaccinarvi per evitarvi rotture di coglioni stile israele allora è comprensibile
No Burioni ce l'ha con AstraZeneca perché dopo tutto questo tempo, a differenza di Pfizer e Moderna, non fornisce dati concreti su questioni spinose come l'efficacia sulle varianti (in particolare quella sudafricana) e sull'efficacia del vaccino nel ridurre la trasmissibilità.
Perché AstraZeneca se ne è rimasta in silenzio a riguardo?
IMHO
Probabilmente perché sarebbe fonte di ulteriore discredito per il suo prodotto.
La sua scarsa (per usare un eufemismo) utilità contro la variante sudafricana è già stata acclarata da studi indipendenti e dal Sudafrica stesso che ha sospeso completamente la somministrazione e ha regalato le dosi rimanenti.
Citazione:
Mantovani: «Covid, una cura forse entro l’anno. Nuova ipotesi sulle trombosi messe in relazione ad AstraZeneca»
Mantovani: «Covid, una cura forse entro l'anno. Nuova ipotesi sulle trombosi messe in relazione ad AstraZeneca»
di Luigi Ripamonti
06 apr 2021
L’immunologo Mantovani fa il punto sulle terapie in corso di sperimentazione: «Una nuova ipotesi potrebbe spiegare i rari casi di trombosi messi in relazione ad AstraZeneca. Senza vaccini nei Paesi poveri saremo sommersi dalle varianti»
Professor Mantovani, le decisioni di diversi Paesi di cambiare i criteri di somministrazione del vaccino AstraZeneca hanno disorientato parecchie persone.
«Capisco l’esitazione di fronte a messaggi contraddittori, che generano incertezza. Bene che si analizzino tutti i dati disponibili su possibili eventi avversi in giovani donne, a protezione della salute pubblica. I casi gravi di trombosi osservati in relazione al vaccino potrebbero essere forse causati, secondo una recente pubblicazione, dalla formazione di autoanticorpi, come succede, in rarissimi casi, durante trattamenti con eparina: una condizione definita Vipt (Vaccine induced prothrombotic immune thrombocytopenia). Se confermata, l’osservazione potrebbe guidare la diagnosi e la terapia di questi, pur molto rari, eventi avversi. Per ora l’analisi condotta da Ema sul vaccino Oxford AstraZeneca ha rassicurato sul fatto che non causi un aumento della frequenza di tromboembolia, aspettiamo ulteriori analisi. In Gran Bretagna non si è osservato un eccesso di eventi tromboembolici nei 20 milioni di persone vaccinate con Oxford AstraZeneca rispetto ai vaccinati con BioNTech Pfizer e rispetto a quanto normalmente atteso. In Humanitas abbiamo vaccinato oltre 22 mila persone senza problemi inattesi. Aspettiamo altri dati, ma tre giovani donne della mia famiglia si sono vaccinate con Oxford AstraZeneca e io sono tranquillo».
In generale, chi ha avuto Covid-19 deve vaccinarsi?
«Sappiamo che la malattia dà un certo grado di protezione, stimata all’80% in un arco di osservazione dai 5 ai 7 mesi. Dati molto recenti su 12 mila soggetti che fanno parte del personale sanitario britannico e su 4 milioni di persone in Danimarca hanno confermato che chi ha avuto il Covid, confermato con test molecolare, ha un grado di protezione importante, ma solo nell’ordine del 40% in chi ha più di 65 anni. Quindi chi ha avuto il Covid deve vaccinarsi, però diversi studi dimostrano che è sufficiente una sola dose, cosa che, fra l’altro, farebbe risparmiare due milioni di dosi di vaccino in Italia, mentre su scala globale questa strategia “salverebbe” cento milioni di vaccini a costo zero. Preoccuparsi di questo aspetto è nel nostro interesse. È la strategia delle due esse: solidarietà per motivi etici e sicurezza nostra, perché se non facciamo arrivare i vaccini anche nei Paesi a basso reddito saremo sommersi dalle varianti. A questo proposito è importante, anche se passato piuttosto sotto silenzio, che di recente al Senato il presidente del Consiglio abbia menzionato come attività di salute globale che dobbiamo sostenere Covax (Covid-19 Vaccine Global Access), il programma internazionale per fornire ai Paesi poveri accesso ai vaccini anti-Covid».
La seconda dose di vaccino è necessaria per tutti?
«Nella popolazione più grande che è stata studiata, in Israele, dopo la prima dose di Pfizer i dati indicavano una protezione del 60% contro la malattia grave e del 90% dopo la seconda somministrata nei tempi giusti, quindi la seconda dose, in generale, serve. Il vaccino Oxford AstraZeneca era nato come singola dose poi è stato deciso di fare anche la seconda, ritardata fino a 12 settimane, quando ci si è resi conto che c’era un problema di durata della risposta immunitaria. Per quanto riguarda il vaccino Johnson & Johnson, anche questo basato su adenovirus, i dati indicano una protezione del 77% dopo una sola dose, inferiore in Sudamerica e Africa, dove è intorno al 50%. Quanto a Sputnik V, anch’esso su base adenovirus, i tassi sono apparentemente anche migliori ma i dati si riferiscono per ora a 27 giorni dopo la prima dose».
Nei soggetti fragili la protezione del vaccino è efficace?
«I dati indicano che in alcune categorie di soggetti fragili il vaccino può funzionare un po’ meno bene: dobbiamo vaccinare sicuramente le persone fragili, ma anche studiare come proteggerle al massimo, quindi capire quando vaccinarle, individuare quali fra di loro hanno una risposta maggiore o minore. Dobbiamo accompagnare la vaccinazione con programmi di ricerca che permettano di rispondere sempre meglio alle loro esigenze. In questo senso sono in corso studi collaborativi fra diversi istituti che avranno probabilmente il sostegno del ministero della Salute».
Qualcuno pensa che se continuiamo a vaccinare selezioneremo più varianti.
«Più il virus si replica e più genera varianti. Dobbiamo fermare la corsa del virus. Dobbiamo impedire che circoli, qui e altrove».
La riduzione delle infezioni nel Regno Unito è dovuta più alla vaccinazione diffusa o più alle chiusure?
«Credo che entrambe abbiano contribuito. Quanto ai vaccini lo abbiamo visto anche noi: nella prima popolazione che abbiamo vaccinato, cioè gli operatori sanitari, c’è stato un crollo delle infezioni. E serve il lockdown per la ragione appena detta: impedire che il virus circoli. Uno dei grandi studi di popolazione, condotto in Scozia, dimostra che entrambe le cose servono. L’importante è condurre studi seri per poter avere risposte solide, e questo vale anche per le terapie con i farmaci».
A proposito di farmaci, a che punto siamo? E che prospettive ci sono?
«Ci sono stati purtroppo diversi insuccessi: per esempio vecchi antivirali, ivermectina, colchicina, la combinazione azitromicina-idrossiclorochina non hanno retto alle verifiche di sperimentazioni rigorose sebbene avessero dato speranze in studi osservazionali limitati a poche decine o centinaia di soggetti. In realtà non è strano perché questi studi possono avere valore se generano ipotesi, ma le ipotesi però vanno poi verificate in studi prospettici rigorosi, altrimenti si rischia di dare tossicità ai pazienti. Serve cautela, ancora di più se queste sperimentazioni non vengono pubblicate da riviste scientifiche accreditate. Un altro caso paradigmatico è stato quelle del siero iperimmune sul quale il National Health Institute americano ha sospeso la sperimentazione nei pazienti ambulatoriali per mancanza di efficacia».
Il cortisone funziona?
«Il desametasone, e per estensione i cortisonici, si è dimostrato attivo su pazienti con insufficienza respiratoria e bisogno di assistenza respiratoria, mentre in altre condizioni i dati suggeriscono che possa addirittura essere nocivo. Questo viene chiaramente detto dalle linee-guida Idsa (Infectious Disease Society of America), che sono molto rigorose e rappresentano un punto di riferimento. Anche Anthony Fauci, del resto, su Jama (la rivista dell’Associazione dei medici americani), ha espresso preoccupazione perché si vedono, e li vediamo anche noi in Italia, arrivare pazienti in Pronto soccorso trattati con desametasone fuori delle indicazioni. Il motivo è che si tratta di un farmaco che inibisce l’infiammazione ma anche la riposta immunitaria, la quale, nella maggior parte dei casi, in persone per altri versi sane, di solito riesce a contrastare l’infezione. Il trattamento con desametasone in fase precoce domiciliare in assenza di insufficienza respiratoria grave non è previsto in nessuna linea-guida che io conosca, e la Regione Emilia-Romagna ha diffidato il ricorso ad esso nelle prime fasi domiciliari. Una lezione che si può ricavare dal caso desametasone è l’importanza di un servizio sanitario pubblico e universalistico anche come grande laboratorio di ricerca, visto che molte informazioni, positive o negative, le abbiamo dal Recovery Trial che è uno studio svolto nel contesto del servizio sanitario inglese».
E la vitamina D?
«La Vitamina D ha fallito nello studio di verifica, anche se c’erano i presupposti razionali per condurlo, visto che è stata osservata un’associazione fra bassi livelli di vitamina D e un cattivo decorso dell’infezione. E sappiamo sia che la vitamina D spesso è carente negli anziani sia che è importante per il sistema immunitario. Chi ha bisogno, in generale, della vitamina D deve però continuare a prenderla».
:sisi:
A parte che burioni a me sta sulle palle da sempre a pelle, tipo bassetti, non è tra i cattivi, semplicemente tutti hanno rotto le palle da almeno maggio scorso a parlare ogni 3 ore.
E personalmente parte del mio totale disinteresse da fase 2 in poi è dovuta anche al loro protagonismo
"Sulla nuova sospensione di Astrazeneca in Olanda e in Germania c’è qualcosa che non quadra", dice l'infettivologo in un’intervista ad iNews24.it. Il motivo è presto detto. "Penso che i dati esatti della frequenza precedente di questi fenomeni (gli eventi avversi, ndr) non ci sono. Non ci sono lavori che dicono che i casi siano più frequenti di quanto si creda. Quindi, in questi termini, è impossibile stabilire una relazione stretta tra i due fenomeni (i casi gravi di trombosi, anche letali, e ila somministrazione del vaccino dell'azienda anglo-svedese, ndr)". La circostanza "fa pensare che accada in Olanda e in Germania e non in Gran Bretagna, dove i numeri dei vaccinati sono maggiori. Un altro elemento strano è che Astrazeneca venga sospeso nei soggetti di età inferiore ai sessant’anni anni. Sembra quasi che non vogliano che gli si dia torto. C’è qualcosa che non quadra. Così come non quadra l’elemento di precauzione, visto che si tratta di una trentina di casi su svariati milioni di vaccinati", spiega Galli.
A allora? Perché Olanda e Germania insistono a bloccare il farmaco che protegge dal Covid? Per Galli bisogna considerare lo scenario geo-politico legato ai vaccini. "I governi devono darsi un perché. In determinate nazioni, questo vaccino non è importante come in altre. Temo che si tratti di una questione politica". è la bomba del professore che spinge per considerare il siero russo. "Dal punto di vista dei dati, lo Sputnik è un vaccino interessante e intelligente. Certamente sarò a favore, non appena sarà approvato dall’Ema e verrà autorizzato".
Galli è tra i buoni o i cattivi?
Non ricordo.
Ma infatti :asd:
Cito:
Citazione:
In Gran Bretagna non si è osservato un eccesso di eventi tromboembolici nei 20 milioni di persone vaccinate con Oxford AstraZeneca rispetto ai vaccinati con BioNTech Pfizer e rispetto a quanto normalmente atteso. In Humanitas abbiamo vaccinato oltre 22 mila persone senza problemi inattesi.
Il gomblotto del nesso trombosi e astrazeneca per ragioni politiche è proprio l'apoteosi della demenza :asd:
https://www.ansa.it/canale_saluteebe...1ba50da0c.html
diciamo che pfizer e moderna sono una pizzeria e astrazeneca il kebabbaro con le mani lezze: tutti e tre ti sfamano, ma col terzo hai più possibilità di prenderti una squacqua o peggio un po' di salmonella
ma se sei digiuno dalla mattina, ti fai andar bene anche quello
Se ho pochi soldi in tasca e rischio di morire di fame, il rischio di diarrella dovrebbe essere un compromesso accettabile
E invece pare che non sarà così
Bah, speriamo questo non rallenti la campagna; magari è la volta buona che danno la priorità agli anziani anziché ad avvocati e insegnanti
tra un 80% di rischio diarrea ed uno 0.1% di rischio morte, chissà come mai, alcuni affrontano il primo con maggior serenità :asd:
Stamattina Remuzzi, ospite ad Agorà su Raitre, sosteneva che sia ormai noto che in rari soggetti (mi pare dicesse soprattutto donne under 50) AstraZeneca possa provocare trombosi del seno venoso cerebrale, e che sia meglio non usarlo per quelle categorie. Lo stesso vaccino che fino a due mesi fa era raccomandato proprio per quelle fasce di età :facepalm:
https://www.globalist.it/science/202...o-2077825.html
Non volete/vogliono procedere con le campagne vaccinali?
Bono, ok. Allora chi non lo fa non caghi il cazzo con chiusure ecc.
Almeno Cek è coerente nel suo delirio da sifilide.
Ehi un momento, come fa cek ad essere già al terzo grado della sifilide? Quanti anni ha? :asd:
io da avvocato non ho avuto nessuna priorita', è pure arrivata la lettera del CNF che lamentava la disparita' di trattamento tra giudici e avvocati, posto che a mio avvisto, tolto il personale sanitario, non dovrebbe essere data la priorita' a nessun altra categoria lavorativa
Ma in realtà io difendo il “brutto anatroccolo” AZ
Sono quelli che vendono a meno e ufficialmente non ci guadagnano un cazzo
Mi stanno piu sulle palle quelli della faiser
https://www.google.it/amp/s/amp.ilgi...i-1936394.html
Che dopo aver giocato a chi offre di piu adesso si trova che israele non paga :rotfl:
Godo
Guarda che sono stato il primo a dire che "SEMBREREBBE CHE FORSE MAGARI STANDO AD UNO STUDIO CONDOTTO SU TRE INDIVIDUI POTREBBE POTENZIALMENTE RESISTERE AL VACCINO" era già stato detto per tutte le altre varianti e si era sempre rivelato una stronzata :asd:
“In generale AstraZeneca funziona benissimo per tutte le categorie di persone e protegge nella malattia grave al 100%, anche sopra i 60 anni, ma esiste un problema piccolo nelle dimensioni ma reale: questo vaccino nelle persone che hanno tra i 20 e i 50 anni, per il 90% donne, può indurre una forma rarissima di trombosi del seno venoso cerebrale”
ciò è semplicemente non vero, ciò che è stato osservato sono stati casi di associazione temporale. se remuzzi sostiene che sia stata accertato un nesso causale dice cazzate, indipendentemente dalla sua caratura :boh2: