Non è SARS, non è MERS, non è Influenza A - Coronavirus - Pagina 2357

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Discussione: Non è SARS, non è MERS, non è Influenza A - Coronavirus

  1. #47121
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    Re: Non è SARS, non è MERS, non è Influenza A - Coronavirus

    Citazione Originariamente Scritto da Kraven VanHelsing Visualizza Messaggio
    Domanda: questa procedura di pronazione e supinazione alternata è lo standard anche qui in Italia?
    Direi proprio di si

  2. #47122
    Senior Member L'avatar di Damon
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    Re: Non è SARS, non è MERS, non è Influenza A - Coronavirus

    È ora di ristabilire la verità

    Chi conosce tutte le risposte non si è posto tutte le domande (Confucio)

  3. #47123
    il grinch L'avatar di ryohazuki84
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    Re: Non è SARS, non è MERS, non è Influenza A - Coronavirus

    Mi rendo disponibile ad essere insultato ai sensi dell'art. 1 del 29/3/2016 legge Salgari

    discord bar sport



  4. #47124
    Shogun Assoluto L'avatar di MrBungle
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    Re: Non è SARS, non è MERS, non è Influenza A - Coronavirus

    De Luca ha fatto marcia indietro, ora è perfino più permissivo (chiusura alle 23 e non alle 18 come disposto da Conte)

    https://tg24.sky.it/politica/2020/10...-luca-lockdown
    Io ho giocato tanti giochi... io già me ne accorgo da questo: quando va in pausa. In genere i giochi che vann in pausa e sta scritt sol "continua" e "salva" fann cagar! (Vincenzo Monti, videorecensore)

  5. #47125
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    Re: Non è SARS, non è MERS, non è Influenza A - Coronavirus

    Baricoso

  6. #47126
    Senior Member L'avatar di EddieTheHead
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    Re: Non è SARS, non è MERS, non è Influenza A - Coronavirus

    Citazione Originariamente Scritto da MrBungle Visualizza Messaggio
    De Luca ha fatto marcia indietro, ora è perfino più permissivo (chiusura alle 23 e non alle 18 come disposto da Conte)

    https://tg24.sky.it/politica/2020/10...-luca-lockdown
    quaraquaqquà

  7. #47127
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    Re: Non è SARS, non è MERS, non è Influenza A - Coronavirus

    Nuovo Dpcm, le Regioni frenano le misure antivirus del governo. E ora chiedono di arrendersi sul tracciamento degli asintomatici

    Con la curva di contagi giornalieri mai così alta esecutivo e governatori ricominciano a parlarsi in due lingue diverse. I presidenti non sono d'accordo su nulla con Roma: bar e ristoranti, scuole, confini tra Regioni, perfino i comprensori sciistici. Così la firma sul decreto slitta alle prossime ore

    di F. Q. | 24 OTTOBRE 2020

    Nel momento peggiore della pandemia – con la curva dei contagi che non dà segni di cedimento, con il picco dei nuovi casi in 24 ore che si aggiorna un altro po’ e sfiora i 20mila e il numero dei morti che tocca di nuovo il numero impressionante dei 151 in un giorno solo – governo e Regioni tornano a parlarsi in due lingue diverse, inconciliabili. Nel momento in cui tutto brucia, pochi giorni dopo l’ultimo appello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che una volta di più aveva spiegato che fuori da questa storia tragica si esce solo insieme e “insieme” per le istituzioni vuol dire venendosi incontro, il governo mette sul tavolo una bozza di Dpcm che stringe necessariamente i margini per cercare di frenare la corsa verticale del dato dei contagiati e le Regioni ribattono abbattendone i pilastri principali. Il governo propone di chiudere bar e ristoranti alle 18 e l’intera domenica e le Regioni scrivono che al massimo nei feriali vanno fatti chiudere alle 23. Il governo non vuol chiudere le scuole, vuole limitare il ricorso alle lezioni a distanza, mentre invece le Regioni scalpitano. Il presidente della Campania Vincenzo De Luca lo dice dritto: lasciamo i locali aperti fino alle 23 e piuttosto facciamo il cento per cento di didattica da casa per alleggerire i trasporti. E ancora: il governo propone di lasciare aperti i confini tra Regioni solo per i soliti motivi di necessità (lavoro, salute), ma le Regioni rispondono che tanto i confini non sono controllabili e tanto vale lasciarli aperti. Infine le Regioni propongono di non rincorrere nemmeno più il tracciamento, di limitarlo solo ai sintomatici e ai rispettivi familiari, di non cercare più i positivi tra gli asintomatici che peraltro, come noto, pur essendo tali, sono fattori ugualmente validi di trasferimento del virus. Una proposta che si traduce con la parola rinuncia o anche sconfitta: una delle “ti” che ci hanno fatto mandare a memoria, il tracciamento (che dovrebbe andare a braccetto di tamponi e trattamento), cade come un calcinaccio tra le macerie.

    E’ tutto in questo braccio di ferro durato per tutto il pomeriggio del sabato che sta il rinvio della firma del presidente del Consiglio Giuseppe Conte sul suo nuovo decreto. Così della bozza uscita intorno all’ora di pranzo ci si chiede cosa rimarrà. L’obiettivo è chiaro: salvare il Natale (per questo il Dpcm durerebbe fino al 24 novembre) con due direttrici principali. La prima: non ci sarà un lockdown nazionale e vanno garantiti scuola e lavoro, tutto il resto può dunque essere sacrificato. Per questo nella bozza finiscono i bar e i ristoranti, i cinema e i teatri (che ufficialmente sembrano avere numeri di contagio bassissimi), i grandi centri commerciali, il ritorno a zero spettatori allo stadio. La seconda direttrice è che occorre fare presto: “Le prossime settimane si preannunciano complesse, non potremo abbassare la guardia, perché se non proteggiamo la salute dei cittadini non proteggiamo l’economia”. Stringere un po’ i denti, e anche i cordoni della borsa, per poi non finire nel baratro a dicembre.

    Il lavoro di tessitura del capo del governo ha un coefficiente di difficoltà ancora più alto. Rispetto all’emergenza di primavera, vacilla non solo l’unità nazionale a livello nazionale, ma anche l’unità della maggioranza e del governo. E l’eco di Napoli arriva bene fino a Palazzo Chigi. Il crinale su cui cammina in queste ore il presidente del Consiglio è strettissimo. Dalle opposizioni è già cominciata la rumba su un governo “che massacra interi settori” (Meloni) e che deve “proteggere dal virus i più deboli, senza massacrare tutti gli italiani” (Salvini). Poi ci sono le varie sensibilità nella maggioranza: Italia viva finora si è detta contraria anche al coprifuoco, la sua capogruppo a Montecitorio Maria Elena Boschi manda a dire che “il governo deve spiegare le ragioni tecniche per cui ritiene di dover chiudere senza cercare altre soluzioni e soprattutto dovrebbe quantificare le risorse che verrebbero messe a disposizione per i ristori e in che tempi”; Pd e Leu – che esprime non a caso il ministro della Salute – forti del “ve l’avevamo detto” spingono per misure severe per salvare il Natale, il M5s ha una posizione più guardinga ma è pronto a un nuovo intervento, chiedendo però a Conte “tempi certi per i ristori” e un intervento energico sui trasporti (delega che com’è noto è gestita da una ministra del Pd, Paola De Micheli). Per questo nella notte Conte ha riunito di nuovo i capidelegazione Dario Franceschini, Alfonso Bonafede, Roberto Speranza e Teresa Bellanova.

    Poi c’è la Conferenza delle Regioni che è quella che ha più leve da muovere, condividendo la competenza sulla sanità insieme al governo centrale. Il gruppo dei governatori sembra risentire della consolidata maggioranza di rappresentanti del centrodestra. Così arriva da Luca Zaia la proposta di non tamponare più gli asintomatici, subito sottoscritta da tutti. “Al fine di rendere sostenibile il lavoro delle Asl/Regioni in tempo di emergenza riducendo il carico di lavoro dovuto alle difficoltà nel contact tracing – è scritto nelle osservazioni inviate dalle Regioni a Palazzo Chigi – si dovrebbe destinare i tamponi (molecolari o antigenici) solo ai sintomatici e ai contatti stretti (familiari e conviventi) su valutazione dei Dipartimenti di prevenzione e si dovrebbe riservare la telefonata giornaliera per i soggetti in isolamento o quarantena a specifici casi su valutazione dell’operatore di sanità pubblica“. E in effetti se già davvero la telefonata arrivasse almeno a chi è in isolamento o in quarantena sarebbe un vero trionfo rispetto a quello che accade ancora adesso in moltissime Regioni.

    Poi c’è la scuola. Il governo ha proposto lezioni a distanza al 75 per cento per le scuole superiori e per le università, ma alle Regioni non basta: vogliono il cento per cento. In realtà si potrebbe dire alcune Regioni visto che nel pomeriggio il governatore toscano Eugenio Giani si accontentava di “almeno il 50 per cento”. Qualche altro collega, però, dev’essere un po’ più in difficoltà. In Abruzzo, per esempio, è stato lo stesso Cts regionale a chiedere al presidente Marco Marsilio di lasciare a casa tutti gli studenti delle superiori. C’è chi confessa, però, che il sacrificio per le scuole è l’altro piatto di una bilancia in cui si trovano anche bar e ristoranti: è “improponibile” dice il governatore campano chiuderli alle 18. Solo 24 ore prima il presidente della Campania aveva chiesto al governo un lockdown nazionale e ne aveva annunciato uno regionale. Tutto rimangiato.

    Le Regioni vogliono bloccare lo stop alle cene: far chiudere i ristoranti almeno alle 23 e i bar almeno alle 20, ovviamente tutti con servizio al tavolo. Ma nella lettera delle Regioni non manca niente. Al quarto punto c’è perfino la difesa dei comprensori sciistici nonostante le scene viste a Cervinia con decine di persone ammassate dentro le cabine della funivia mentre ancora deve spegnersi il rumore delle polemiche sugli affollamenti su autobus e metro per andare a lavorare e a scuola. Mentre la Conferenza delle Regioni chiede al governo anche di “valutare le chiusure relative a: palestre, piscine, centri sportivi, cinema, teatri etc., anche valutando i dati epidemiologici di riferimento”. Sarebbe interessato ai lettori anche capire come le Regioni hanno intenzione di frenare la corsa dei contagi tra i loro cittadini, ma purtroppo nella lettera della Conferenza delle Regioni questo non c’è.


    Su una cosa sono tutti d’accordo: bisogna fare presto con i ristori per le attività commerciali che dovranno essere chiuse. Lo dice il premier, lo dicono i partiti di governo, lo dicono le opposizioni, lo dicono le Regioni. Sembra che non ci sia un motivo perché questo non possa accadere.
    La cosa bella è che l'idea di partenza doveva essere "si parte da una linea comune, ma poi gli enti locali stringono ove necessario".

    Gli enti locali vogliono aprire di più.


    Siamo in una botte di ferro.

  8. #47128
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    Re: Non è SARS, non è MERS, non è Influenza A - Coronavirus

    Un lavoro pubblicato su Lancet un paio di giorni fa ha esaminato i vari "pacchetti" di interventi possibili per arginare la pandemia sulla base dell'analisi di 131 paesi e dell'andamento del contagio ne tempo.
    Analizzando il tristemente famoso Rt (che in pratica è il potenziale di trasmissione della malattia nel tempo) si è giunti a stilare una classifica di interventi più o meno efficaci per ridurre Rt (che in questo momento è abbondantemente sopra 1,5 in tutta Italia e che dovrebbe scendere sotto 1 per rallentare la propagazione dell'infezione)
    Eccola qua:
    1°posto (il più efficace): è una specie di lockdown: scuole e uffici chiusi, divieto di eventi pubblici, divieto di riunioni con più di 10 persone, limitazioni agli spostamenti e richiesta di restare a casa. In questo modo l’Rt si abbassa del 52 per cento in 28 giorni.
    2° posto: una combinazione di uffici chiusi, divieto di eventi pubblici e assembramenti con più di 10 persone e limitazione agli spostamenti interni: in 28 giorni l’Rt si riduce del 42 per cento.
    3° posto: mix composto da chiusura degli uffici, divieto di eventi pubblici e divieto di riunioni di più di dieci persone: l’Rt in questo caso scende del 38 per cento.
    4°posto: combinazione di interventi più permissiva e cioè divieto di eventi pubblici e di riunioni con più di 10 persone. In questo scenario in 28 giorni il tasso di contagiosità si riduce del 29 per cento.
    Se vogliamo calare nella realtà italiana tutto questo, dovremmo scegliere uno scenario che riduce l'Rt perlomeno del 35-40%. Quindi scenario 2 o 3.
    Siamo qui che aspettiamo andare a sbattere contro il muro e dobbiamo scegliere se arrivarci a 100 all'ora o a velocità più basse per contenere i danni. Speriamo si faccia qualcosa velocemente perchè il tempo non c'è più.
    (p.s. il lavoro prende in considerazione altre cose come per esempio quanto peggiorerebbe la faccenda "allargando le maglie" delle restrizioni, ma mi sono limitato alle cose più positive)
    https://www.thelancet.com/journals/l...785-4/fulltext

  9. #47129
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    Re: Non è SARS, non è MERS, non è Influenza A - Coronavirus

    Citazione Originariamente Scritto da MrBungle Visualizza Messaggio
    De Luca ha fatto marcia indietro, ora è perfino più permissivo (chiusura alle 23 e non alle 18 come disposto da Conte)

    https://tg24.sky.it/politica/2020/10...-luca-lockdown
    Ma guarda un po' il buffone

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  10. #47130
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    Re: Non è SARS, non è MERS, non è Influenza A - Coronavirus

    Citazione Originariamente Scritto da MrBungle Visualizza Messaggio
    De Luca ha fatto marcia indietro, ora è perfino più permissivo (chiusura alle 23 e non alle 18 come disposto da Conte)

    https://tg24.sky.it/politica/2020/10...-luca-lockdown
    Cacasotto.
    Nessun criminoso ottimismo

  11. #47131
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    Re: Non è SARS, non è MERS, non è Influenza A - Coronavirus

    Citazione Originariamente Scritto da Orologio Visualizza Messaggio
    Per quanto mi riguarda io penso che se si lavora ci si contagia...stop...tutte le altre chiusure possono diminuire di un 10% le probabilità in un quadro generale.
    Dipende dal lavoro che fai e da cosa fai fuori dal lavoro.


    Ci sono medici di prima linea che ancora non se la sono presa, presumo quindi che si possa anche fare l'avvocato senza prendersela.
    Quando arriva un cliente gli chiedi gentilmente di mettersi la mascherina, cerchi nei limiti del possibile di incontrarlo in una stanza spaziosa, magari lasciando una finestra semi aperta ed ecco che il contatto col cliente lo hai fatto in sicurezza.

    Imho il rischio maggiore è con i colleghi, perchè lì ti trovi in un posto familiare con persone che conosci da anni, in una situazione in cui tendi per forza di cose ad abbassare la guardia. E magari condividi l'ufficio (ed il bagno, e la sala caffè) con loro per 8h.

    Ma ci sono lavori in cui si può stare abbastanza in sicurezza, prendendo le precauzioni opportune, ed altri meno: mio cognato lavora in fabbrica per 8h a malapena ad un metro dai colleghi e con delle mascherine che per mesi son state poco più di un pezzo di stoffa sporco in faccia... lì si che il rischio è alto.

    In un normale lavoro di ufficio, se si prendono le giuste precauzioni (e qui secondo me casca l'asino nella stragrande maggioranza dei casi) è possibile tenere un rischio accettabile.


    Poi è chiaro che se per lavoro fai PR ed incontri 80 persone al giorno, rischi mediamente di più del guardiano del faro dell'isola d'Elba.
    Ma nello stesso modo se fuori dal lavoro te ne vai in giro per locali 4 giorni a settimana rischi più che se fai venire i soliti 4 amici a vedere serie TV su netflix.
    Ultima modifica di Bobo; 25-10-20 alle 00:53

  12. #47132
    Senior Member L'avatar di raistlin85
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    Re: Non è SARS, non è MERS, non è Influenza A - Coronavirus

    Comunque leggevo sul corriere che i cani saranno i nuovi tampone...

    Basterà farsi odorare le ascelle
    https://www.corriere.it/cronache/20_...47c1855f.shtml

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  13. #47133
    Senior Member L'avatar di Damon
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    Re: Non è SARS, non è MERS, non è Influenza A - Coronavirus

    Tafferugli a Roma contro il coprifuoco.
    Meh
    Chi conosce tutte le risposte non si è posto tutte le domande (Confucio)

  14. #47134
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    Re: Non è SARS, non è MERS, non è Influenza A - Coronavirus

    De luca e comprensibile, probabilmente ha ricevuto telefonata da "amici" che gli chiedevano se per pranzo voleva la testa del figlio

  15. #47135
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    Re: Non è SARS, non è MERS, non è Influenza A - Coronavirus

    Io spero che alla fine di tutta questa storia si rimettano in discussione per bene le competenze regionali.

  16. #47136
    Amico di tutti L'avatar di Sinex/
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    Re: Non è SARS, non è MERS, non è Influenza A - Coronavirus

    Si dai ottimo metro di giudizio farlo sulla base della gestione di una pandemia che mette in ginocchio i governi delle più potenti nazioni democratiche

  17. #47137
    Filastrocchiere di STOCAZ L'avatar di Skywolf
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    Re: Non è SARS, non è MERS, non è Influenza A - Coronavirus

    Citazione Originariamente Scritto da Bobo Visualizza Messaggio
    La cosa bella è che l'idea di partenza doveva essere "si parte da una linea comune, ma poi gli enti locali stringono ove necessario".

    Gli enti locali vogliono aprire di più.

    Siamo in una botte di ferro.
    Tranne le scuole.

    Strano, no?

    https://www.huffingtonpost.it/entry/...b68dbe93f77f81

    - - - Aggiornato - - -


    My 2 cents.

    Bisognerà fare -e prima lo si fa meglio è- un lockdown generalizzato, non lungo. Qualche settimana (almeno 2-3), ma non servono mesi come l'altra volta.

    Dopo il lockdown, si riapre tutto tranne le scuole.

    Le ASL, l'INAIL, i Carabinieri per la Tutela del Lavoro, financo i vigili urbani, invece di star lì a grattarsi o a fare le contravvenzioni ai runner, cominciano a fare ispezioni sui luoghi di lavoro e sugli esercizi commerciali per vedere se e come vengono fatte rispettare le più basilari norme anticovid (mascherina, disinfezione, distanziamento), così la voce che i controlli ci sono si sparge e chi non si era messo in regola (mi pare che esmpi siano emersi anche in questo thread) volente o nolente si da una svegliata.

    A questo punto avremo abbattuto un po' i contagi ed una curva che crescerà, sì, ma in modo lineare e quindi controllabile; e ce la faremo fino all'estate.

    Se no non ce la faremo.

    Se è vero che, come dice l'articolo che ho postato, la colpa della crescita exp è delle scuole, anche il fatto di chiuderle al 75% non cambia il fatto che la crescita sia esponenziale. Cambia la base dell'esponenziale, riducendola. Che è meglio, ma non ci farà arrivare fino all'estate.


    Augh.

  18. #47138
    Senior Member L'avatar di squallwii
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    Re: Non è SARS, non è MERS, non è Influenza A - Coronavirus

    Citazione Originariamente Scritto da Skywolf Visualizza Messaggio
    Tranne le scuole.

    Strano, no?

    https://www.huffingtonpost.it/entry/...b68dbe93f77f81

    - - - Aggiornato - - -


    My 2 cents.

    Bisognerà fare -e prima lo si fa meglio è- un lockdown generalizzato, non lungo. Qualche settimana (almeno 2-3), ma non servono mesi come l'altra volta.

    Dopo il lockdown, si riapre tutto tranne le scuole.

    Le ASL, l'INAIL, i Carabinieri per la Tutela del Lavoro, financo i vigili urbani, invece di star lì a grattarsi o a fare le contravvenzioni ai runner, cominciano a fare ispezioni sui luoghi di lavoro e sugli esercizi commerciali per vedere se e come vengono fatte rispettare le più basilari norme anticovid (mascherina, disinfezione, distanziamento), così la voce che i controlli ci sono si sparge e chi non si era messo in regola (mi pare che esmpi siano emersi anche in questo thread) volente o nolente si da una svegliata.

    A questo punto avremo abbattuto un po' i contagi ed una curva che crescerà, sì, ma in modo lineare e quindi controllabile; e ce la faremo fino all'estate.

    Se no non ce la faremo.

    Se è vero che, come dice l'articolo che ho postato, la colpa della crescita exp è delle scuole, anche il fatto di chiuderle al 75% non cambia il fatto che la crescita sia esponenziale. Cambia la base dell'esponenziale, riducendola. Che è meglio, ma non ci farà arrivare fino all'estate.


    Augh.
    Bah.
    Tanto se chiudi e cala la curva, appena riapri si ricomincia con "virus buono, uscite, basta dittatura".
    Meglio restare direttamente così, mandiamo a puttane ospedali e economia e ci ammazziamo, è più rapido

  19. #47139
    Sciamano Metropolitano L'avatar di kyashan
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    Re: Non è SARS, non è MERS, non è Influenza A - Coronavirus

    Credo che le regioni possano solo dettare provvedimenti più restrittivi rispetto a quelli statali no?

    Inviato dal mio BLN-L21 utilizzando Tapatalk

  20. #47140
    Senior Member L'avatar di squallwii
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    Re: Non è SARS, non è MERS, non è Influenza A - Coronavirus

    Citazione Originariamente Scritto da kyashan Visualizza Messaggio
    Credo che le regioni possano solo dettare provvedimenti più restrittivi rispetto a quelli statali no?

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    Sì, salvo che decidano che conte ha rotto il cazzo a chiudere tutto tranne che la cosa che gestisce la azzolina e minacciano di appenderlo per le palle

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