Ah dimenticavo della cagata nel "bagno" del Bentegodi; in seguito a lancinanti dolori appena aperti i cancelli
Ah dimenticavo della cagata nel "bagno" del Bentegodi; in seguito a lancinanti dolori appena aperti i cancelli
Io è tutta la vita che ho il culo talebano, nel senso che può esplodere da un momento all'altro senza preavviso, quindi nel corso della mia ho veramente cagato ovunque: bar, negozi, ristoranti, case dei clienti, commercialisti, rifugi su turche con scarponi da sci, perfino in un campo di insalata in Cappadocia.
Però ecco, quando manca la carta igienica è brutta. Una volta per disperazione ho dovuto usare un 5 euro.
vabè ma se si caga duro la carta non serve :cek:
non mi ricordo come si chiama quell'albero abbastanza comune che fa foglie grandi ma lucide
ecco, quelle vanno bene per dimensione ma non per capacità di assorbimento, evitatele
Una rastrelliera per fucili? Io non possiedo neanche un fucile, tantomeno una gamma di fucili che richieda un'intera rastrelliera. Che ci faccio con una rastrelliera per fucili?
ahh i bei topic sulla merda, un classico di J4S.
Combinazione vuole che proprio stamattina ne abbia sganciata una veramente tosta al lavoro. sfortuna ha voluto che subito dopo di me il collega subsahariano abbia scelto lo stesso cesso:![]()
Sfortuna? Io la chiamerei soddisfazione. Quella di vedere uno entrare nel cesso dove appena hai cagato è seconda solo all'averlo fatto in orario di ufficio, specialmente pensare che vieni pagato anche per cagare.
Ogni volta m'immagino il tapino respirare a pieni polmoni la fragranza da me appena prodotta e torno in ufficio sghignazzando
Ultima modifica di freddye78; 08-10-20 alle 18:08
In Finlandia hanno praticamente tutti una casetta al lago chiamata “Mökki”.
Cucìnini, camere da letto, soggiorno ecc ecc, ma nel 90% dei casolari manca corrente elettrica e acqua corrente.
Per la cucina si portano da casa canistri di acqua potabile, per la corrente candele o luci da campeggio.
Per lavarsi c’è la sauna e si usa l’acqua del lago.
Per cagare... c’è la casettina piccola e distante dal edificio principale con il cuoricino intagliato nella porta.
Dentro li c’è una comoda panca di legno con un coperchio sempre di legno.
Quando entri prendi un respiro estremo, alzi il coperchio e scarichi più velocemente che puoi, ricorda ogni respiro che fai da questo momento in poi equivale a sciacquarsi la bocca con la sciolta!
Una volta evacuato l’evacuabile e pulito si lo sifone si butta dentro nell abisso marrone calce e segatura.
Nb. In quei cacatoi si caca e basta, se hai da far piovere il dorato vai e annaffia un albero.
Dipartimento di ricerca distaccato della mia università. Dovevo tipo parlare con un professore o verbalizzare un esame o altre scartoffie varie. Nel mentre che aspetto sento che nell'ufficio dello stesso entra una sorta di inserviente, presumibilmente un idraulico, a ragguagliarlo sulla situazione bagno. Saranno quelle parole ma inizia in me uno stimolo mai provato prima. Finito il colloquio esco e mi precipito, non senza aver speso una buona decina di minuti a cercalo, nel bagno dello stabile. Sulla porta tanto di cartello: "Non gettate carta igienica o assorbenti causa lavori". Vabbè, cago, mi pulisco con quintali di cartaigienica non potendo utilizzare un bidet e, anche per cercare di non venire a contatto con i fogli sporchi di merda creo una sfera accartocciata di una ventina di cm di diametro con al centro i fogli sporchi e all'esterno una patina protettiva per evitare di venire a contatto con essi. Esco dal bagno vero e proprio e provo a buttare la mia sfera di carta e merda nella zona pubblica del bagno (quella dove normalmente ci sono i lavandini) ma con orrore scopro che i cestini alti e bucherellati sono privi del sacco nero che normalmente li avvolge e raccoglie la spazzatura. Inizio così ad aggirarmi per i corridoi dello stabile (fortunatamente vuoti a quell'ora) con la sferetta in mano cercando di capire dove buttarla. Un cestino neanche a pagarlo oro. La maggior parte degli uffici sono chiusi a chiave. Per ovvi motivi non posso ripresentarmi nell'ufficio del professore dal quale sono uscito. Poi fortunatamente trovo un ufficio con la porta aperta, probabilmente di un altro professore appena uscito per prendere un caffè o fare conversazione. All'interno c'è un piccolissimo cestino per la spazzatura, vuoto, ma non ci penso minimamente due volte. Butto lo scarto della mia cagata e mi dileguo furtivamente.
Essendo la sferetta abbastanza visibile nel cestino, vista l'esiguità dello stesso, spero a nessuno sia venuto in mente di prenderla e aprirla
Ultima modifica di Stefansen; 08-10-20 alle 18:42
Sulla merda e sull'arte cacatoria ci si potrebbe veramente fare un libro... e poi pulircisi il culo.
Pisci prima di entrare nella casetta, é fattibile.
Il fatto è che sotto c’è una vasca di contenimento che viene svuotata ogni
Volta che è piena... più o meno 10 anni.
Se ci piaci dentro gli odori aumentano e diventano più penetranti e già così si è al limite del vivibile.
Pesa a quello che li ha ricevuti come mancia![]()
Stefansen, mioddio
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