Caro Maschio Italiano Moderno, mi spiace ma tu soffri di figafobia... [daiuccia][wot] - Pagina 9

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Discussione: Caro Maschio Italiano Moderno, mi spiace ma tu soffri di figafobia... [daiuccia][wot]

  1. #161
    Ginzo
    Guest

    Re: Caro Maschio Italiano Moderno, mi spiace ma tu soffri di figafobia... [daiuccia][

    Laurie Penny è imbarazzante, cazzo.

  2. #162
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    Re: Caro Maschio Italiano Moderno, mi spiace ma tu soffri di figafobia... [daiuccia][

    a proposito, Ginzo, domanda sociologica: ma il femminismo in che rapporto sta con l'invidia del cazzo? di proporzionalità diretta?

    https://www.worldoftrucks.com/en/onl...e.php?id=92274
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  3. #163
    Ginzo
    Guest

    Re: Caro Maschio Italiano Moderno, mi spiace ma tu soffri di figafobia... [daiuccia][

    Non ne ho idea perchè l'evidenza empirica in quella direzione è scarsa

    Però ricordo di aver letto una ricerca che sosteneva che bambine esposte a grandi quantità di testosterone prima di nascere sono più propense a diventare femministe. Spiegherebbe anche perchè la maggior parte di loro è brutta da morire.

  4. #164
    Senior Member L'avatar di Cesarino
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    Re: Caro Maschio Italiano Moderno, mi spiace ma tu soffri di figafobia... [daiuccia][

    https://www.facebook.com/sessodrogae...2728010370816/

    Tiziana ***** vorrei dire tanto su questo essere....ma la vita prende le sue decisioni. ...

  5. #165
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    Re: Caro Maschio Italiano Moderno, mi spiace ma tu soffri di figafobia... [daiuccia][


  6. #166
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    Re: Caro Maschio Italiano Moderno, mi spiace ma tu soffri di figafobia... [daiuccia][

    Letto due wot della tizia di Tinder. Basta così. Mal di testa.
    Non uscirei mai con una così.

  7. #167
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    Re: Caro Maschio Italiano Moderno, mi spiace ma tu soffri di figafobia... [daiuccia][

    https://memoriediunavagina.wordpress...ni-dating-app/



    Uomini & Dating App

    Posted on maggio 24, 2016

    Il mese scorso sono andata a una festa di compleanno, alla quale ho conosciuto un tipo, che era con una tipa ma che però era single e che ha iniziato a parlarmi di quanto sia complessa la vita per gli uomini single a Milano. Ma-cosa-dove-come-quando-minchia-dici? mi son detta, tra me e me, figacentrica come sono, pensando come sempre che sia complesso solo per noi vagine, sopravvivere alla carneficina sentimentale e alla macelleria sessuale del mondo d’oggi. Invece no. Pare che anche per loro, per i portatori di pene, non sia poi così semplice.

    “È una guerra, lì fuori è una guerra!”, mi ha detto il tipo. E la cosa mi ha incuriosita a sufficienza da dirgli: “Ok, ti intervisto per il blog”, lasciandogli i miei contatti (e no, non avevo alcun fine di broccolo, lo giuro).

    Così dopo una decina di giorni ci siamo visti per un aperitivo al Deus, un posto in zona Isola dove sedersi è quasi impossibile e dove ti servono i cocktail nei barattoli invece che nei bicchieri e, sorseggiando il mio Moscow Mule, mi sono fatta raccontare un po’ dei suoi ultimi date. Così mi ha parlato di quella che si vantava di non pagare mai quando esce, perché lei è una pheega vera; e di quell’altra che nei primi 10 minuti gli ha raccontato i più macabri dettagli della sua promiscua vita sessuale; e di quella che dopo averlo limonato gli ha detto “Sì però scusa, amo un cinquantenne sposato”; e di quella che ha detto che non vuole necessariamente un compagno ma vuole un figlio, un figlio e basta, perché ha l’età per avere un figlio. Ma anche di un’altra che a letto gli ha sbuffato in faccia, e di quella che non voleva che se ne andasse e mentre cercava di persuaderlo armeggiava pericolosamente con un coltello da cucina.

    Schermata 2016-05-25 alle 01.22.32

    Urca, ho pensato.

    “Ma dove le hai trovate?”, ho chiesto.

    “Amici in comune, colleghi, palestra”, mi ha risposto.

    “Ah, mi aspettavo mi rispondessi: Tinder, avrebbe avuto più senso”

    “Tinder con me non funziona. Non matcho”

    “Com’è possibile?”

    “Non lo so, eppure sono bellissimo”

    “Certo, infatti…per me fare match è la cosa più divertente, regala facili e superficiali conferme al mio claudicante ego”

    “Sei donna”

    “Hai ragione, voi uomini mettete like alla qualunque, noi no. Ora che ci penso, un altro mio amico lamenta difficoltà a fare match e quando ho provato a giocare col suo account, una sera che eravamo insieme, è stato leggermente frustrante”

    “Sì, non solo, anche se fai match non si parla. Dobbiamo contattarvi sempre noi, sempre, non esiste una donna che ci contatti. E poi cosa vi diciamo?”

    “Vabbè un’idea ve la potete far venire, non state a lamentarvi per mandarci un messaggino su”

    “Ma sì, però non funziona lo stesso. E poi è pieno di casi umani”

    “Ahem…”

    “Presenti esclusi”

    “Ma io sono sulle dating app perché le studio sociologicamente, sia chiaro…”

    “Naturalmente”

    “Però ci sono anche alcune tra le mie amiche più gagliarde…forse dovrei presentartele”

    Ed è stato allora che mi è venuto in mente di suggerirgli questa nuova dating app con la quale sto smanettando di recente, sempre a scopo di ricerca etnometodologica.

    “Si chiama Once”

    “Sì, l’ho sentita…me ne aveva parlato un mio amico a Londra”

    “Ecco, io la sto usando in questi giorni”

    “E com’è? Cosa cambia rispetto a Tinder? Intanto scarico…”

    Ciò che cambia, rispetto a Tinder, è che Once ti mostra un partner al giorno, ogni mattina alle ore 12. Di lì, scattano 24 ore di tempo per matchare e contattarsi. La proposta non si basa solo su un algoritmo e sulla prossimità geografica ma è super-visionata da degli esseri umani, persone in carne ed ossa intendo, i cosiddetti “match-makers” (praticamente versioni digitali di Marta Flavi, per chi se la ricorda).

    “A differenza di Tinder, poi, non sei obbligato a fare log-in con Facebook. Puoi, certo, ma hai anche la possibilità di farti un account specifico. E se ti loggi con Facebook, comunque non ti matcha con i tuoi contatti, il ché non è male per la privacy”

    “Così la collega evita di vedere che sei un disperato su un’app”

    “Ma smettetela con questa menata che le app sono da disperati. La gente ha sempre usato la tecnologia per flirtare e rimorchiare. Sempre. Dalla “chat piccante” di Arianna, a mIRC (che era un arcipelago di community, le “room”, create sulla base di argomenti specifici; ma anche un posto dove ci si appartava “in pvt”, in privato); passando per c6, che ti dava direttamente la possibilità di cercare gli utenti con cui parlare sulla base di filtri geografici e anagrafici, oltre che vedendo in anteprima interessi e descrizione. Fino ad arrivare ai vari social network da rimorchio, di cui Badoo e Meetic sono solo 2 dei numerosissimi esempi. E oggi, che viviamo nell’era delle dating app, siamo alla definitiva sublimazione di questa istanza: usare i nostri device allo scopo di inzuppare il biscotto.”

    “Tu dici”

    “Ma certo. Le dating app fanno ormai parte a tutti gli effetti delle nostre relazioni, può piacere o meno, ma è così, basta usarle con criterio…e anzi il fatto che hai la possibilità di fare un match al giorno ha degli aspetti positivi”

    “Tipo?”

    “Tipo che evita quell’effetto da ‘polli in batteria’, hai un partner al giorno da vagliare, non 20, puoi non guardare solo le foto ma addirittura spulciare gli interessi in comune, così magari ti viene in mente qualcosa per attaccare bottone!”

    “Ma tu che ci hai raccattato li?”

    “Esco settimana prossima con un copywriter, ma sempre per fini di indagine antropologica”

    “Sì, beh, ovvio…quindi tu dici che la devo provare”

    “Sì, dico che devi provarla. Tra l’altro questa offre anche un sacco di info, tipo l’altezza, che è utilissima perché se sei una vichinga puoi valutare se uscire con uno gnomo oppure no, e viceversa. Oppure l’etnia, o la religione”

    “E se sono ateo?”

    “È una delle opzioni naturalmente…”

    “Va bene…ma non sarà pieno anche qui di casi umani?”

    “Ma caro, i casi umani sono ovunque: sono in mezzo alla strada, al supermercato, in ufficio, in metropolitana, sui giornali, in televisione, su facebook e pure sulle dating app, basta avere un po’ di pazienza e scegliere”, gli rispondo, mentre nella mia mente passo in rassegna un’etologia completa dei casi umani maschili da dating app:

    Schermata 2016-05-25 alle 01.21.32

    – Quello che ti chiede alle 2 di notte se vuoi uscire, e tu gli rispondi che no, grazie, ma te pare. E allora tronca perché “scusa, ma mi rompo a parlare”. Hai ragione, infatti non sei mica su una chat.

    – Quello che ha tutte le foto con gli occhiali da sole che o sei Jim Morrison, o sei guercio, non c’è altra spiegazione

    – Quello che ha la sindrome del bimbominchia anche se ha 40 anni e si fa i selfie con la bocca a culo di gallina che DIOMADRE

    – Quello che ha tutte le foto in cui è con altri amici, che devi concentrarti tantissimo sulla sua fisionomia per riconoscerlo e – salvo che non siano gruppi di rugbisti – ti passa rapidamente il sentimento

    – Quello che ha la foto della sua motocicletta, o del suo cane, o della montagna con la neve che, ti voglio bene, ma non uscirò col tuo bolide, né con la tua bestia, né con le Dolomiti intere. Posso vedere la tua faccia?

    – Quello palesemente fidanzato o sposato che mette solo foto di schiena, così che tu possa scegliere oculatamente con quale schiena uscire, e andare chessò al cinema, e sederti nella fila dietro di lui per continuare a interagire con la sua schiena

    – Quello con le stock photos “sexy” in bianco e nero prese da google, con tacchi a spillo e cravatte, che pensa di sedurci con papiri che manco 50 sfumature di minchia

    – Quello che scrive tutto in CAPS LOCK contravvenendo alle basilari norme della netiquette, ed elenca tutto ciò che odia, tutti i tipi di donne che non sopporta, che ti verrebbe voglia di dirgli: “Perché non provi a cambiare gusto del gelato e non solo?”

    e via discorrendo. Però non condivido con il mio compagno d’aperitivo questo freak show da dating app. Perché non voglio scoraggiarlo. Perché si può trovare anche qualcuno di simpatico, interessate o piacevole. Perché si può persino fare networking con le dating app (io ho un’amica che in questo è bravissima).

    …ma anche perché, nel frattempo, scegliamo il posto dove trasformare l’aperitivo in una cena e l’intervista in una chiacchiera. Tra due single, adulti, metropolitani, che si scambiano suggerimenti per sopravvivere emotivamente nella selva delle relazioni post-moderne.

    [Per chi se lo stesse chiedendo: sì, sono stata contattata da Once per testare l’app e parlarne, e qui c’è il link per scaricarla. Scaricatela, curiosateci su per qualche tempo – non un giorno o due – e fatemi sapere la vostra, se v’aggrada ]
    Ultima modifica di Cesarino; 01-06-16 alle 15:41

  8. #168
    Senior Member L'avatar di fuserz
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    Re: Caro Maschio Italiano Moderno, mi spiace ma tu soffri di figafobia... [daiuccia][

    porco razzo cesarì metti direttamente il link al blog di memorie di una vagina e bon, almeno uno si evita lo scroll di venti minuti
    dai, fai il piacere

  9. #169
    Mr.Cilindro
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    Re: Caro Maschio Italiano Moderno, mi spiace ma tu soffri di figafobia... [daiuccia][

    Zio can che disagio

    Inviato dal mio SM-G357FZ utilizzando Tapatalk

  10. #170
    Senior Member L'avatar di Tene
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    Re: Caro Maschio Italiano Moderno, mi spiace ma tu soffri di figafobia... [daiuccia][

    Citazione Originariamente Scritto da fuserz Visualizza Messaggio
    porco razzo cesarì metti direttamente il link al blog di memorie di una vagina e bon, almeno uno si evita lo scroll di venti minuti
    dai, fai il piacere
    Però così c'è il pro di non dare visualizzazioni a blog discutibili

    Va beh che abbiamo tutti adblock

  11. #171
    Bannato
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    Re: Caro Maschio Italiano Moderno, mi spiace ma tu soffri di figafobia... [daiuccia][

    Citazione Originariamente Scritto da DayDream Visualizza Messaggio
    non ci voglio credere
    È come per le lettere della Posta del Cuore: tutta roba inventata per stuzzicare il lettore.

  12. #172
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    Re: Caro Maschio Italiano Moderno, mi spiace ma tu soffri di figafobia... [daiuccia][


  13. #173
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    Re: Caro Maschio Italiano Moderno, mi spiace ma tu soffri di figafobia... [daiuccia][


  14. #174
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    Re: Caro Maschio Italiano Moderno, mi spiace ma tu soffri di figafobia... [daiuccia][

    Dopo le polemiche esplose di fronte al manifesto pubblicitario di X-Men: Apocalisse che istigherebbe alla violenza contro le donne, Fox ha deciso di scusarsi pubblicamente.

    Il manifesto incriminato mostra il villain Apocalisse (Oscar Isaac) intento ad afferrare per la gola Mystica (Jennifer Lawrence). Il poster vede Mystica semisoffocata, incapace di ribellarsi, il tutto accompagnato dalla scritta: "Solo chi è forte sopravviverà."

    L'immagine è stata subito oggetto di critiche perché rievoca tante, troppe situazioni di abusi e delitti contro le donne che sono ormai all'ordine del giorno, e sembra quasi voler giustificare la violenza in modo decontestualizzato dal film.

    Tra le voci più critiche l'attrice Rose McGowan, la quale ha dichiarato: "C'è un grosso problema quando le persone che lavorano a 20th Century Fox pensano che la violenza casuale contro le donne sia un modo per vendere un film. In questo manifesto non c'è un contesto, solo una donna che viene strangolata. Trovo tutto questo offensivo e francamente anche stupido."

    Le locandine in questione sono apparse sia a Los Angeles che a New York. A seguito delle critiche, Fox ha deciso di scusarsi in un comunicato in cui spiega: "Non abbiamo compreso immediatamente la connotazione negativa di questa immagine in forma stampata. Non giustificheremmo mai alcuna forma di violenza contro le donne".


    https://twitter.com/ThatSashaJames/status/735119914776834048/photo/1?ref_src=twsrc^tfw

  15. #175
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    Guest

    Re: Caro Maschio Italiano Moderno, mi spiace ma tu soffri di figafobia... [daiuccia][

    old cesarino, fai cacare

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