Caro Maschio Italiano Moderno, mi spiace ma tu soffri di figafobia... [daiuccia][wot]

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Discussione: Caro Maschio Italiano Moderno, mi spiace ma tu soffri di figafobia... [daiuccia][wot]

  1. #1
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    Caro Maschio Italiano Moderno, mi spiace ma tu soffri di figafobia... [daiuccia][wot]

    Caro Maschio Contemporaneo,

    ti scrivo questa lettera perché ci sono alcune cose che vorrei dirti.

    In primis vorrei tranquillizzarti e spiegarti che no, non è solo la tua virilità a essere in crisi in questa epoca segnata
    dall'iperconnessione, dall’inesauribile pluralità d’offerta, dalla disponibilità e gratuità del porno e dalla totale confusione tra i generi sessuali.

    Siamo tutti un po’ in crisi: lo sono le relazioni, le sono le generazioni, lo sono i nostri genitori che ci mandano emoticon su Facebook; lo sono i giovani che fanno più sexting che sesso; lo siamo noi donne single perennemente in conflitto tra la nostra indipendenza e la nostra solitudine; lo sono le donne sposate, che devono lavorare, ramazzare casa, adempiere ai doveri coniugali e a un certo punto anche sfornare prole. E sì, evidentemente, lo sei anche tu, caro Maschio Contemporaneo. Mi sei in crisi. Mi sei in crisi se devi crescere. Mi sei in crisi se devi assumerti delle responsabilità. Mi sei in crisi di fronte alla famiglia, di fronte ai figli, di fronte al sesso, di fronte a un motore a scoppio o a un cavo elettrico (in compenso cucini meglio di me, non che ci voglia molto). E mi sei in crisi di fronte alle donne.

    Sarebbe difficile, forse impossibile, parlare della tua crisi senza parlare della nostra “emancipazione”. E uso le virgolette perché, in verità, noi donne siamo ancora incatenate da innumerevoli sovrastrutture culturali, retaggi del passato, a cui si sono aggiunte nuove paturnie, squisitamente post-moderne. Fatto sta che alcune cose sono cambiate, per esempio è cambiato il nostro approccio al sesso e - di conseguenza, oserei dire - anche il vostro.




    Siamo tutti d’accordo, presumo, nel dire che la nostra generazione di donne concede la propria virtù in dosi e tempi diversi rispetto alle generazioni precedenti (leggi: la diamo via come fosse mangime ai piccioni, solo che voi a differenza degli altri volatili, che s’ammassano tutti lì a beccare il beccabile, iniziate a ritrarvi). Ciò comporta un mutamento sostanziale nelle condizioni del mercato, l’equilibrio tra domanda e offerta s’inverte, l’eccesso di disponibilità e la semplicità di reperimento rendono la merce (la passera) meno pregiata e il suo valore diminuisce. Semplice microeconomia del pelo.

    Così noi donne ci ritroviamo circondate di figafobici e criptochecche, una generazione di uomini che piuttosto-mi-sego, rimpiangendo quei tempi antichi in cui se a un uomo volevi concederla, quello se la prendeva, di buon grado e il prima possibile, perché era la Sacra Fregna e in quanto Sacra Fregna andava onorata. E andava bene su per giù in qualunque modo: roscia, bionda, nera, grassa, magra, giovane, vecchia, glabra, afro, verticale, orizzontale e pure di traverso. Oggi no. Oggi non è più così.

    Oggi siamo tarati sull’estetica dello YouPorn, troviamo uomini col pube bello ordinato e ci spalmiamo cera bollente sulle grandi labbra e strappiamo via, perché non vorremmo mai salire agli onori della cronaca nera con il primo caso di “Uomo Contemporaneo ucciso da un pelo pubico in gola”. Oggi ci mandiamo le foto. Le foto delle tette. Le foto del culo. Le foto dell’uccello, viviamo in uno stato di permanente e facile eccitazione che ci porta a non eccitarci mai davvero, a non afferrarlo nemmeno quel culo, a non toccarle nemmeno quelle tette, a non incassarlo nemmeno quell’uccello. Mercato del pelo e tecnologia ci hanno cambiati e ciò è innegabile.Ma non è solo questo.

    Oggi abbiamo uomini che ci chiedono esplicitamente «vuoi scopare stasera?» oppure quelli che ci mandano messaggini e faccine gialle per un anno senza quagliare mai. È scomparso il corteggiamento, quello misurato e consapevole. E anche la “trombamicizia” è un concetto ontolgicamente messo in discussione. Latita la disponibilità a mettersi in gioco sul piano umano, senza un fine garantito, un Roi sentimental-sessuale. La cena, la chiacchiera, il tentativo e anche l’eventuale due di picche che, signori, è solo un due di picche, mica una crisi energetica mondiale. Si può gestire facilmente.



    Dieci anni fa era nell’ordine delle cose che il maschio ci provasse e la femmina si riservasse la possibilità di elargire la vituperata carta del rimbalzo. Era persino auspicabile o strategico, rimbalzare, se il tipo ti piaceva. Adesso sotto casa ci salutate col bacetto sulla guancia, anche al terzo appuntamento, anche quando è evidente che potreste osare, perché i segnali (inclusi quelli di fumo e il codice morse) ve li abbiamo mandati tutti (e sì, prima che qualche mente illuminata dica: «Non ti viene in mente che forse non ti bacia perché non gli piaci poiché sei un cesssssso?», rispondo: «Se non gli piaccio può benissimo smetterla di cercarmi, e flirtare, e fare allusioni»).

    Perché in fondo vi dite che c’è la parità, perché dovete provarci sempre voi? Perché siete maschi. Ecco perché.

    Ma il problema è proprio qui. È che i concetti di “maschio” e “femmina” sono un po’ come quelli di “destra” e “sinistra”. Categorie del pensiero, ormai superate, obsolete. E riflettendoci, se provo a vestire i tuoi panni, caro Maschio Contemporaneo, mi accorgo che nemmeno i tuoi sono comodissimi. Che le Donne Contemporanee sono bizzarre.

    Che stra-lavorano e sono stra-stressate perché giustamente vogliono essere Miranda Priestley ma anche Mary Poppins. Che vogliono trovare l’uomo giusto mentre alternano sapientemente (meglio dei peggio bad boys) tre trombatori in contemporanea. Che anelano alla tenerezza e poi chiamano i propri amanti con soprannomi indicibili e ne compilano la pagella dopo ogni prestazione erotica (pagella che viene prontamente inviata in triplice copia su whatsapp alle amiche). Che parlano di cazzi e orifizi manco fossero smalti e ombretti, ma poi sognano la favola. Che si dichiarano pubblicamente illuminate pompinologhe, ma però vogliono il messaggino della buonanotte. Che sono onnipotenti ma crollano per un paio di doppie spunte blu senza risposta. Che se non dai attenzioni sei uno stronzo, e se ne dai troppe sei uno sfigato. Che sono amazzoni metropolitane ma deve invitarmi prima lui. E deve accettarmi per quella che sono, ma comunque come cazzo si veste?!

    Che un cuore dichiarano d’avercelo, ma in fondo alla vagina. Che sono emancipate ma il conto per piacere pagalo tu (perché sì, è una questione di eleganza). Che le dimensioni contano, e per piacere non eiaculare nel tempo di uno starnuto, e ti serve mica il gps per trovarmi il clitoride? Che vorrei sapessi montare un mobile, ma anche stirarti le camicie, ma anche cogliere le mie sofisticate citazioni, ma anche consigliarmi i migliori libri da leggere, ma anche farmi ascoltare la musica più figa, ed essere divertente, sagace, piacente e naturalmente pazzo di me. Altrimenti stiamo meglio da sole o con il vibratore azzurro, principe indiscusso della nostra sessualità, capace di arrivare dove nessun uomo potrà mai, facendoci scoprire inediti orizzonti del piacere grazie alla sua meccanica precisione e ricaricabile batteria.

    Ecco, sai cosa c’è, Caro Maschio Contemporaneo? Non saprei indicarti la soluzione. So che siamo in questa situazione qua. Che noi siamo così e tu (e i tuoi esimi colleghi) siete lì. Che preferite guardarvi qualche puntata della vostra serie del momento e poi praticare del sano onanismo, che non contempli l’interazione con una di noi, curiose creature femminili dell’oggi.

    Posso solo dirti, caro Maschio Contemporaneo, che come tu hai paura d’avere il cazzo piccolo, io ce l’ho che non ti piaccia il mio corpo. Posso solo dirti che come io cerco conferme, le cerchi anche tu. Posso solo dirti che possiamo provare a evolverci, come si fa sempre dopo le crisi, e diventare persone nuove, con fragilità e insicurezze assimilabili. Adulti imperfetti che provano a stare al mondo, trovando un equilibrio e tendendo al benessere condiviso. Posso solo dirti, caro Maschio Contemporaneo, che ormai siamo cresciuti. E che abbiamo tutti, uomini e donne, le nostre paure, le nostre nevrosi, i nostri fallimenti e le nostre storie di merda alle spalle. Che non è una gara. Che non c’è da aver così tanta paura.




    E, francamente, credimi: fare l’amore è meglio che vederlo, toccare un culo è più appagante che guardarlo in foto, e una fellatio - se ben fatta - è più conciliante di una passeggiata in alta montagna. E no, non pretenderemo che ci porti all’altare poi. E te lo giuro: nessuno è mai morto soffocato da un pelo pubico.

    E quando sei a letto con una donna, amala, anche solo per 30 minuti (che slancio d’ottimismo): ama la sua pelle, ama la sua bocca, ama i suoi capelli, e i suoi occhi, e la sua fica. Che sia roscia, bionda, nera, grassa, magra, giovane, vecchia, glabra, afro, verticale, orizzontale e pure di traverso. Amala così, anche solo per 30 minuti, che ci serve a riscoprirci umani. Fatti di carne, e istinti, e sapori, e odori, così come siamo. Non come appariamo.

    Tivvubbì,

    Vagina

  2. #2
    La Nonna L'avatar di Lux !
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    Re: Caro Maschio Italiano Moderno, mi spiace ma tu soffri di figafobia... [daiuccia][

    non erano i giappi?

  3. #3
    Senior Member L'avatar di Cesarino
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    Re: Caro Maschio Italiano Moderno, mi spiace ma tu soffri di figafobia... [daiuccia][

    Stefania ****** Condivido quanto scritto nell'articolo e credo sia più facile per noi donne "individuare le nostre nevrosi" . Uomini che paiono aver paura delle donne ne ho trovati anch'io. Vogliamo parlare di quelli "Infiniti mesi per darti il primo appuntamento e poi non mi presento facendo poi finta quel primo appuntamento non sia mai stato fissato " ( leggi:continuano a vivere di "le donne non me la danno",solo che quando ho l'opportunità di averla diserto ).Vogliamo parlare di quelli seduti a bere un caffè con te,donna,che ti sei fatta un attimo carina ma lui niente,preferisce chattare via watts con il suo amico facendoti morire di noia? . Di esempi ce ne sarebbero infiniti. Troppi uomini ( Non tutti!) han paura delle donne . Temo che nella loro intimità, a 30 e passa anni, sian ancora lì con il cm a misurarselo,che una seppur timida virilità vorrebbero tirarla fuori ( ecco,misuratevelo di meno,confrontatevi di più) .

  4. #4
    Ginzo
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    Re: Caro Maschio Italiano Moderno, mi spiace ma tu soffri di figafobia... [daiuccia][

    Minchia, piuttosto che mettermi con l'italiana media me lo taglio. Cazzo vogliono queste?

    - - - Updated - - -

    Ovviamente non ho letto tutto, quindi forse ho perso qualche passaggio

  5. #5
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    Re: Caro Maschio Italiano Moderno, mi spiace ma tu soffri di figafobia... [daiuccia][

    Com'è l'italiana media?

  6. #6
    Ginzo
    Guest

    Re: Caro Maschio Italiano Moderno, mi spiace ma tu soffri di figafobia... [daiuccia][

    Nella mia limitata esperienza, stronza, moderatamente troia e maniaca del controllo

  7. #7
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    Re: Caro Maschio Italiano Moderno, mi spiace ma tu soffri di figafobia... [daiuccia][

    com'è il pan per focaccia, bitches?

  8. #8
    Bannato
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    Re: Caro Maschio Italiano Moderno, mi spiace ma tu soffri di figafobia... [daiuccia][

    Citazione Originariamente Scritto da Lux ! Visualizza Messaggio
    Com'è l'italiana media?
    dice che la dà ma non la dà

  9. #9
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    Re: Caro Maschio Italiano Moderno, mi spiace ma tu soffri di figafobia... [daiuccia][

    luoghi comuni e, come tali, statisticamente rilevanti

    - - - Aggiornato - - -

    Citazione Originariamente Scritto da mattex Visualizza Messaggio
    dice che la dà ma non la dà
    dice che la dà, ma la dà a tutti e a te non la dà

    https://www.worldoftrucks.com/en/onl...e.php?id=92274
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  10. #10
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    Re: Caro Maschio Italiano Moderno, mi spiace ma tu soffri di figafobia... [daiuccia][

    ammetto che da quando mi dedico all'estero le italiane mi son scese parecchio. e paradossalmente ora mi cagano molto di piu' per la regola del trattale male



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  11. #11
    Senior Member L'avatar di Cesarino
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    Re: Caro Maschio Italiano Moderno, mi spiace ma tu soffri di figafobia... [daiuccia][

    Facciamo ordine. Di chi stiamo parlando? Del maschio alpha della banda dei cacciatori preistorici, del patriarca poligamo all’alba della storia o del severo padre di famiglia dell’Ottocento? Non sono mica la stessa persona, anche se in comune hanno il pistolino. Il primo è un guerriero e un capo. Eccolo che corre spensierato in testa alla sua banda di giovinastri. È giovane ed esiste da duecentomila anni, da quando è apparsa l’umanità sulla terra. All’inizio c’era solo lui, quando l’umanità era fanciulla al tempo dei cacciatori-raccoglitori ed è sempre stato il più felice tra i maschi. Lo contempliamo nella sua giungla o nella sua savana, insieme ai suoi amici, sono tutti belli e tutti felici, se ne sta lì a cacciare un paio d’ore al giorno, giusto il tempo di raccogliere il suo pasto quotidiano a base di carne.




    Torna alle sue capanne coperto di gloria e di bullaggine, ed è un simpaticone, un tipo da discoteca e un grande figlio di puttana. La sua dieta è varia, oltre la carne ci sono radici, bacche e frutta ma niente pane e questo gli fa molto bene. La sua dentatura è perfetta anche in età avanzata, non ci sono carboidrati in giro e non vi è nemmeno l’ombra di una carie a guastargli la nobile forza delle zanne bianche. La sua muscolatura è scolpita e corre sotto la pelle. Il nostro giovane amico si agita il giusto, non più di due ore al giorno come abbiamo detto, e poi finita la caccia dormicchia, ciondola, se ne a lì con la sua banda di 10-20 amici mentre altrettanto si divertono le 10-20 donne della banda, fanno anch’esse quel che loro aggrada, raccogliere frutta e bacche, chiacchierare con le amiche e badare un po’ ai pargoli. Sono tutti un po’ promiscui, fanno sesso casuale e i bimbi crescono tutti assieme, non si capisce bene chi sia figlio di chi, in fondo non importa. Pare fosse così, almeno così la racconta Donald Symons in The Evolution of Human Sexuality. Bel libro, leggetelo (tranquilli, non vi dico come va a finire, no spoiler).

    La popolazione però cresce e le bestie da cacciare e le bacche da raccogliere vanno cercate sempre più lontano, e qui iniziano i guai per il nostro maschione alpha. In teoria è facile: basta tenere il numero dei componenti della banda sotto controllo. Si tratta solo di far fuori un po’ di bambini – come racconta con cruda tranquillità Marvin Harris in Cannibali e Re - e l’equilibrio tra bocche da sfamare e cibo cacciato e raccolto si mantiene. Dite che far fuori bambini sia un sistema un po’ forte? Beh, è quello che pensarono anche i nostri antenati settemila anni fa, quando non ce la fecero più a sacrificare bambini e inventarono l’agricoltura. Diventammo sentimentali e fu l’inizio della fine, come scriveva quella bestia fanfarona di Nietzche, in realtà incapace di far male a una mosca.

    Diventammo sentimentali e incapaci di seguire il sanguinario ritmo della natura, della caccia e della raccolta e dell’eliminazione delle bocche infantili sovrannumerarie, scoprimmo i buoni sentimenti e la carità. Il sacrificio di Dionisio-bambino, attirato nella cerchia dei Titani con giocattoli, ovvero tra gli adulti destinati a ucciderlo, diventò emotivamente gravoso fino a trasformarsi in una croce che nessuno voleva portare. Chissà perché poi, lo si era fatto per centonovantatremila anni, poi basta. Fatto sta che emersero tutti assieme i nostri guai: l’agricoltura, il lavoro, la società, la politica, il senso morale, la capacità empatica di identificarsi con l’altro, la pena per il bambino o la bambina da sacrificare. E morì la bestia bionda di Nietzsche, il maschio alpha, colui che dice di si alla vita. E al sangue.

    Non era però finita per il maschio. Al posto del cacciatore arrivò il patriarca, il capofamiglia poligamo e capotribù, alla testa di un’azienda agricola con decine di lavoranti: una tribù, una città, un impero. Emersero le differenze di classe e quelle di genere. Le donne furono confinate nella cura dei bimbi – non era più possibile farli fuori e quindi le donne se ne vedevano appioppare a decine e decine, uno nuovo ogni anno per l’intera vita fertile. Roba da ammazzarsi. D’altronde non c’erano anticoncezionali e il patriarca e i suoi accoliti avevano sempre voglia di fare il solito sesso, che ci vuoi fare. La dieta peggiorò, carboidrati a bizzeffe e solo quelli, sempre meno proteine, denti cariati, corpi deformati dalla fatica e dalle calorie ora carenti ora eccessive e sempre di scarsa qualità: riso e grano; un misto di denutrizione e obesità imbruttì l’umanità ben prima dell’era industriale.


    I capi, però continuavano a fare una vita da guerrieri, ogni estate si davano alla guerra lontano dai doveri agricoli che erano già doveri di ufficio: l’agricoltura richiede sei ore di lavoro al giorno, non le due orette dell’età dell’oro quando il cibo si cacciava e si raccoglieva. Questi doveri dell’aratro e del vomere dovevano essere così gravosi che la banda dei patriarchi aristocratici – stressatissimi come degli impiegati - non esitava a fuggire di casa per una decina d’anni e più all’assedio di Troia, pur di staccare dalla routine quotidiana. Salvo poi tornare e farsi trucidare in bagno dalla moglie incarognita, come accadde ad Agamennone. Il quale non si era fatto mancare il sacrificio della figlia Ifigenia, a dimostrazione che le epoche storiche sono intrecciate tra loro e l’agricoltura non aveva significato la fine dei sacrifici umani, lontana eco dell’abitudine ancestrale di uccidere la popolazione infantile in sovrannumero.

    Come abitudini sessuali il patriarca è ancora un po’ promiscuo ma anche legalitario, sistema le intemperanze del pene e del cuore con la poligamia e/o il concubinaggio. Si concede ancora divertimenti con il suo stesso sesso, ma comincia a vergognarsene, lo fa di nascosto, si capisce e non si capisce, insomma Achille e Patroclo andavano a letto assieme o no? Boh! Non si sa. Odisseo è già un marito borghese, l’unico che pensa a tornare a casa e l’unico che ama sua moglie e la vita in famiglia in quella banda di achei appassionati solo di guerra e della vita tra maschi.

    Al patriarca poligamo succede il terzo tipo di maschio, che discende da Odisseo. Nel migliore dei casi affettuoso, amante della vita in famiglia, lavoratore indefesso e rispettoso degli orari di ufficio, romantico nei sentimenti e negli affetti. Il suo trionfo è nell’interno familiare borghese, anche se poi, come Odisseo, si concede le sue scappatelle da maschio alpha. Anche lui va in guerra, conquista colonie in mezzo mondo, sta via per anni, s’intrattiene nei resort di Circe e Calipso ma poi torna sempre dalla sua Penelope. Anche se fa figli all’estero con una Madama Butterfly poi si sistema con una moglie del suo paese. Alla lunga si deprime, la vita nell’interno borghese è un carcere in cui si passa la giornata a fumare l’ultima sigaretta e a immaginare di far finire il mondo in un immane attentato terroristico.

    Il padre di famiglia è strettamente eterosessuale, e man mano che si inoltra nel Novecento, diventa sempre meno propenso a scappatelle extraconiugali, o comunque le effettua in maniera sempre più coperta salvo incappare in Monica Lewinski. Eppure dietro Odisseo c’è sempre l’ombra di Achille: ancora in pieno Novecento l’esplosione nazista riproduce il gruppo dei cacciatori guerrieri, le giovani belve assetate di sangue saltano fuori dalle trincee e sconvolgono il mondo di sangue, di spari e d’innovative forme di sacrificio umano. Così fan tutti.




    Infine, si arriva a questa nostra età, che si dice confusa e che forse è felice. Le donne evadono dal carcere e dalla condanna alla maternità, con metodi ora gioiosi e giocosi e ora un po’ più tristi. Così è la vita. Il benessere economico ci regala calorie di qualità migliore rispetto ai terribili carboidrati cariatori di denti dell’età agricola. Possiamo perfino permetterci di essere vegetariani, ma nello spirito stiamo tornando all’età della caccia e della raccolta. Lasciamo alle spalle i ruoli rigidi richiesti dalla società agricola e ci abbandoniamo al flusso, siamo tutti un po’ donne e un po’ uomini e tutti siamo maschi e anche femmine, il sesso diventa un breve divertimento a cui in fondo non dare troppo peso, è più divertente semmai parlarne. Una nuova promiscuità è possibile, i ruoli sono meno importanti di un tempo e ci si concedono esperimenti con i propri co-gender, si tratta di esperienze da non drammatizzare troppo, vanno vissute tra lo sbadiglio e l’orgasmo.

    Io non credo che il maschio scompaia. Egli è sempre li tra noi, intento a giocare il suo eterno gioco di caccia. È stato cacciatore, guerriero, prete, missionario, esploratore, artista e perfino a volte amorevole padre di famiglia, che poi è stato quello il suo ruolo e il suo momento meno maschile, nel borghese Ottocento, e non questo nostro tempo che si dice infelice e non lo è. Non è mai sparito e oggi è più che mai presente, anche quando assume un aspetto femmineo: come Achille, si veste da femmina per imboscarsi ed evitare di andare alla guerra, poi ci va e va a letto con Patroclo.

  12. #12
    Senior Member L'avatar di Ciome
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    Re: Caro Maschio Italiano Moderno, mi spiace ma tu soffri di figafobia... [daiuccia][

    "Microeconomia del pelo" is now a meme. Comunque dove peschi sta roba?
    riassunto topic pirateria domestica:

    Citazione Originariamente Scritto da darkeden82 Visualizza Messaggio
    Tu non lavori nell'it ma per il sociale



    l'apice di svapo:


    Citazione Originariamente Scritto da Milella Visualizza Messaggio
    *
    Ultima modifica di golem101; Oggi alle 17:33 Motivo: bestemmie e pornografia
    Ultima modifica di salgari; Oggi alle 17:35 Motivo: qua comando io, chi è questo golem101


  13. #13
    Ginzo
    Guest

    Re: Caro Maschio Italiano Moderno, mi spiace ma tu soffri di figafobia... [daiuccia][

    Ma chi cazzo scrive ste robe

  14. #14
    Il Drago Dormiente L'avatar di Zhuge
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    Re: Caro Maschio Italiano Moderno, mi spiace ma tu soffri di figafobia... [daiuccia][

    Cesarello, non più di un wottone alla volta prego

    https://www.worldoftrucks.com/en/onl...e.php?id=92274
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  15. #15
    Ginzo
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    Re: Caro Maschio Italiano Moderno, mi spiace ma tu soffri di figafobia... [daiuccia][

    Fra l'altro che concezione hanno della storia umana

  16. #16
    Disagio&Disagi, Inc. L'avatar di Moloch
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    Re: Caro Maschio Italiano Moderno, mi spiace ma tu soffri di figafobia... [daiuccia][


  17. #17
    La Nonna L'avatar di Lux !
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    Re: Caro Maschio Italiano Moderno, mi spiace ma tu soffri di figafobia... [daiuccia][

    ogni estate si davano alla guerra lontano dai doveri agricoli che erano già doveri di ufficio: l’agricoltura richiede sei ore di lavoro al giorno, non le due orette dell’età dell’oro quando il cibo si cacciava e si raccoglieva


  18. #18
    Senior Member L'avatar di TeoN
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    Re: Caro Maschio Italiano Moderno, mi spiace ma tu soffri di figafobia... [daiuccia][

    Ovvio che ho letto un po' del primo poi amen



    Un Uomo non educato dal dolore rimane sempre bambino
    Thomas Mann

  19. #19
    Ginzo
    Guest

    Re: Caro Maschio Italiano Moderno, mi spiace ma tu soffri di figafobia... [daiuccia][

    >l'agricoltura richiede 6 ore di lavoro al giorno

    Sono abbastanza sicuro che non sia vero

  20. #20
    La Nonna L'avatar di Lux !
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    Re: Caro Maschio Italiano Moderno, mi spiace ma tu soffri di figafobia... [daiuccia][

    Citazione Originariamente Scritto da Ginzo Visualizza Messaggio
    >l'agricoltura richiede 6 ore di lavoro al giorno

    Sono abbastanza sicuro che non sia vero
    Il vicino contadino si fa una tirata dal mattino al tramonto con il trattore quando deve dissodare, piantare e raccogliere. Eccetto quei 3 giorni non lo si vede mai

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