Sara brucia, e Roma si scopre VIGLIACCHINA [ALLABRAZ + PINHEAD as usual][wot]

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Discussione: Sara brucia, e Roma si scopre VIGLIACCHINA [ALLABRAZ + PINHEAD as usual][wot]

  1. #1
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    Sara brucia, e Roma si scopre VIGLIACCHINA [ALLABRAZ + PINHEAD as usual][wot]

    Fosse stato un film, ci sarebbe stato un borgataro tatuato, un Jeeg Robot coatto e risoluto, e si sarebbe fermato magari mettendo mano al crick per sicurezza. Avrebbe aperto lo sportello a quella bionda che chiedeva aiuto alle tre di notte nel buio di una strada deserta. Sara Di Pietrantonio, la ragazza uccisa e bruciata dall'ex in via della Magliana, sarebbe ancora viva. Ma non era un film, e nessuno si è fermato. Non il bullo della legittima difesa, non l'equo-solidale, non il leone da tastiera che invoca ruspe per i delinquenti, né il buon samaritano del 5x1000 alla Caritas, né l'ultras, né il giovinastro con lo stereo a tutto volume o il camionista che è facile immaginare su quella via di periferia, a quell'ora tardissima, di ritorno da una notte brava o da un lavoro molto duro. Così, la fine orribile di Sara inghiotte l'onore di un'intera città: Roma si sapeva cinica, svogliata, abituata a tutto, ma si immaginava ancora coraggiosa e svelta, soprattutto davanti a una bella ragazza. La Roma di Rugantino «er duro, cresciuto a forza de sventole». E invece eccola qua Roma: pure vigliacca.

    Psicoanalizzare una città forse non è possibile, ma si dovrebbe farlo per tentare di risalire le tracce dei traumi all'origine di questa Roma irriconoscibile. Il primo: le conseguenze nell'immaginario collettivo del cosiddetto “allarme sicurezza”, che a forza di gonfiarlo è diventato un mostro che paralizza le coscienze anche di chi non ci crede poi tanto. Dietro ogni grido, ogni movimento brusco sul marciapiede, vediamo pazzo con l'ascia che fa strage di passanti, il cileno col machete alla cintura, lo zingaro rapitore, la banda cocainomane, il torturatore psicotico. Poi, magari non è niente. E' una ragazza che scappa, e il suo ex folle di gelosia con una bottiglia di alcool in mano. E' uno di quei drammi di periferia in cui basterebbe una faccia decisa, un «Sali e andiamocene», un «Che cazzo fai, chiamo la polizia», per chiudere la storia. Ma Roma ormai ha molta paura e non sa più distinguere. E il romano “de core”, il romano che non si tira indietro, fa finta di non vedere. Meglio non impicciarsi.



    Alcuni anni fa ci fu un altro delitto che scosse la città, anche quello alla vigilia di una campagna elettorale molto incerta. La signora Giovanna Reggiani, di 47 anni, fu aggredita, violentata e uccisa poco dopo le sette di sera vicino alla stazione Tor Di Quinto da un muratore rumeno. Roma si arrabbiò e si indignò moltissimo, come era giusto. Scoprì la realtà intollerabile delle baraccopoli di periferia, con la loro fauna umana di disperati ubriaconi. Ne spianò alcune con i caterpillar. Ne spostò altre fuori dal Raccordo. Partì da lì il tam tam che in dieci anni è diventato un'ossessione cittadina. E la percezione del pericolo è salita a livelli di terrore: a forza di sentirci ripetere “sono tanti, sono ovunque, sono pronti a tutto”, lo pensiamo davvero e il coraggio minimo di fermarsi e vedere che succede, o anche solo chiamare il 113, è stato cancellato giorno dopo giorno, senza rimedio.

    L'altra pista, l'altro sentiero da percorrere per capire perché a Sara nessuno ha aperto lo sportello, è più antico. Una donna giovane, bionda e disperata che chiede aiuto in una strada semi-disabitata a tarda notte, è una puttana straniera o una tossica, quindi umanità di seconda categoria, vita che non vale il rischio. Questo si dice Roma, questo si dice l'operaio che percorre la Magliana alla fine del turno di notte, o il ragazzo stordito dalla musica che torna dalla festa, questo si dice la città che una volta si mischiava senza problemi con il mondo border-line della sua millenaria esistenza di metropoli, interclassista e aperta come nessun'altra, e ora è torva e accidiosa nel distinguere il “noi” e il “loro”. Noi, i regolari e i normali che stanno tornando a casa. Loro, le schiave sedute sui cartoni al bordo delle consolari, che regolano i loro conti misteriosi col coltello o col fuoco, gente di serie B di cui nessuno si impiccia: non la polizia, non la pubblica assistenza, non l'istituzione, e figuriamoci se deve farlo il privato cittadino che morto di sonno guida lento sognando la casa, il letto e una grandissima dormita.



    Fosse successo altrove, nelle piccole città della provincia italiana dove il farsi gli affari propri è regola di sempre, la cosa colpirebbe di meno. A Parma, qualche giorno fa, un marocchino vedovo e padre di un bambino è stato torturato per un'ora e ucciso da due stimati italiani perchè non pagava l'affitto. Ha gridato molto, nessuno ha chiamato il 113, la notizia quasi non è uscita sui giornali. A Torino, in marzo, un pensionato sessantenne ha sgozzato un trentenne rumeno ai giardinetti di Barriera di Milano, molto frequentati di notte, senza che nessuno si mettesse in mezzo. Ma è Parma, è Torino, e questo mood non sembrava appartenere a Roma. Soprattutto se la vittima è una ragazza minuta e molto giovane, Roma la immagini con l'orgoglio del “fatece largo che passamo noi” e l'idea che non ci sia stato neanche il coraggio di una telefonata è orribile e stupefacente perchè contrasta con tutto ciò che i romani raccontano di loro stessi da qualche secolo, con la percezione di se' che l'intera città coltiva.

    E però Sara è stata lasciata lì. E nei dibattiti in rete la gente chiede irritata a chi protesta: perchè, tu ti saresti fermato? E i giornali cercano citazioni colte – la banalità del male, l'inferno dei viventi – per spiegare l'importanza del gesto compassionevole, come se ci fosse bisogno di riferimenti letterari per descrivere l'istinto minimo, naturale, dell'aiuto a una persona che grida terrorizzata sull'asfalto. Se la città ha perso quel riflesso pavloviano, siamo tutti fritti. E non basterà l'esercito per le strade, il filo spinato nelle periferie, la videosorveglianza ovunque, un milione di centri anti-violenza o Marco Aurelio sindaco per salvarci, che ci saremo impiccati da soli ai nostri fantasmi, ai nostri pregiudizi, alle nostre paure.

  2. #2
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    Re: Sara brucia, e Roma si scopre VIGLIACCHINA [ALLABRAZ + PINHEAD as usual][wot]

    "Vigliacchina", perchè se no era un'offesa troppo grande e rischiamo la querela? Se no la mamma ci sgrida per le brutte parole?

  3. #3

    Re: Sara brucia, e Roma si scopre VIGLIACCHINA [ALLABRAZ + PINHEAD as usual][wot]

    Ma viene dato per scontato che qualcuno l'abbia vista o sentita o fosse in grado di intervenire o ci sono persone che hanno omesso soccorso?

    Poi la prima regola di un soccorso da parte di "civile" è intervenire solo se c'è la sicurezza di non mettersi in pericolo mortale a propria volta, come si fa a pensare male di chi non se la sente

  4. #4
    Senior Member L'avatar di Cesarino
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    Re: Sara brucia, e Roma si scopre VIGLIACCHINA [ALLABRAZ + PINHEAD as usual][wot]

    Siccome la questione è spinosa ed è facile essere fraintesi, vale la pena chiarirlo subito: non è necessario fare gli eroi. Si ricorderà l’ammissione di don Abbondio di fronte al cardinale Federigo che gli rimproverava di non aver celebrato il matrimonio di Renzo e Lucia: «Il coraggio, uno non se lo può dare», disse il curato. Su quella frase si discute da un paio di secoli. Come chiamarla: viltà, realismo, debolezza, egoismo, consapevolezza delle proprie forze, opportunismo? «Neutralità disarmata», la definisce Manzoni: «Neutralità disarmata in tutte le guerre che scoppiavano intorno a lui».

    Immaginate di trovarvi in auto di notte, in una strada della Magliana. Immaginate di scorgere, passando in auto, una donna che viene aggredita da un tizio e che si agita chiedendovi aiuto. Che fate? Raccogliete tutto il coraggio che avete (o che non avete), frenate, aprite la portiera, scendete e cercate di intervenire per mettere in fuga l’aggressore? Magari un energumeno impazzito dalla rabbia, dalla furia o da chissà che cosa? Oppure fate finta di nulla, cercate di non girare neanche lo sguardo per evitare ogni coinvolgimento pericoloso?

    Sara Di Pietrantonio sperava che uno dei due motociclisti che sfrecciavano dalle sue parti nel momento cruciale, cioè poco prima di essere bruciata viva dall’ex fidanzato, avesse la prontezza di scendere e così, forse, di salvarle la vita. Non è accaduto. I passanti hanno tirato dritto. Poi, quando sono venuti a conoscenza del fattaccio, si sono presentati dai carabinieri: non avevano capito la gravità dell’evento, l’urgenza di quel grido, la disperazione della donna. Il procuratore aggiunto di Roma, Maria Monteleone, ieri mattina, ha lanciato l’appello: «Se vedete una ragazza di notte in una strada isolata che chiede aiuto, fermatevi o chiamate la polizia, se lo avesse fatto chi ha visto Sara, oggi lei sarebbe viva».

    Se, appunto. Ora, la domanda che ci si pone, di solito, di fronte a una vicenda del genere, è: che cosa avresti fatto tu nei panni di quei motociclisti? Mica facile rispondere. Ogni volta la stessa domanda. È successo a Napoli la sera del 26 maggio 2009, quando un giovane rumeno, Petru Birladeanu, in compagnia di sua moglie venne colpito per sbaglio in una sparatoria di faide criminose, si trascinò nell’atrio della funicolare, si accasciò, la gente gli passò intorno, lo evitò continuando a parlare al cellulare, mentre la donna implorava un soccorso e Petru morì nell’indifferenza. È successo l’8 ottobre 2010, quando un’infermiera rumena, per una banale lite alla biglietteria del metrò di Roma, ricevette un pugno da un ventenne, cadde a terra e finì in coma. Un filmato, diffuso in tv e sul web, riprese alcune persone che passavano indifferenti, durante e dopo: come se nulla fosse, aggiravano il corpo della sconosciuta disteso per terra, correvano via e bisognò aspettare un bel po’ perché qualcuno si chinasse su di lei.

    È successo l’11 maggio 2013, quando il trentunenne ghanese Adam Kabobo uccise a picconate tre passanti in zona Niguarda, a Milano, percorrendo indisturbato centinaia di metri: il tutto avvenne dopo varie lievi aggressioni non denunciate dalle vittime. Nessuno dei cinque aggrediti, una volta scampato il pericolo, si preoccupò di avvisare i carabinieri o la polizia. Ma è accaduto anche di peggio in altre circostanze, per nulla pericolose: il 14 febbraio 2010 un ragazzo di 29 anni, Sahid Belamel, morì congelato dopo ore di agonia, in seguito a una congestione per eccesso di alcol, davanti a una discoteca della periferia di Ferrara. Una telecamera di sicurezza filmò la scena: il giovane urlava chiedendo aiuto, mezzo nudo, con le mani attaccate all’inferriata di un cancello, poi riprese a camminare a fatica, si sbracciava barcollando tra le auto che rallentavano giusto il tempo di dare un’occhiata per curiosità e tirare dritto. Omissione di soccorso? Come quella degli amici che l’hanno abbandonato in quello stato, come quella del tassista che non volle caricarlo sulla sua auto, come quella dei servizi di sorveglianza del locale.

    Indifferenza? Sono casi diversi. Spesso di indifferenza, spesso di paura. Nel caso della Magliana, a quanto pare, un caso di probabile incomprensione, fatale per la povera Sara. Ma tra la paura (comprensibile) e l’indifferenza (inaccettabile) c’è la coscienza, umana e civile, il senso di responsabilità. Tanto più — per riportarci «banalmente» ai casi di Roma, Napoli, Ferrara, Milano — se pensiamo che, dotatissimi di strumenti di comunicazione immediata, siamo pronti a usarli mentre ci troviamo in coda al semaforo e persino mentre guidiamo in autostrada, mettendo a rischio la nostra vita e quella degli altri. La domanda è: com’è possibile che facciamo tanta fatica a sfruttarli (immediatamente) anche come mezzi di aiuto e di soccorso, pur non rischiando nulla? E basti essere sfiorati da un «chi te lo fa fare» per girare lo sguardo altrove e dimenticarsene (magari per correre il giorno dopo dai carabinieri)? Tra l’indifferenza e l’eroismo ci sono innumerevoli sfumature.

    Sarebbe non eroico ma certo audace tentare, nottetempo in un luogo isolato, di mettere in fuga un aggressore. In altre condizioni, sarebbe normale. Non sarebbe certo un atto di eroismo chiamare subito (sottolineato) la polizia o chinarsi su un morente. Se il coraggio uno non se lo può dare, le virtù civili, ovvero le buone abitudini di cittadini responsabili, si possono coltivare e apprendere.

  5. #5
    Senior Member L'avatar di testudo13
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    Re: Sara brucia, e Roma si scopre VIGLIACCHINA [ALLABRAZ + PINHEAD as usual][wot]

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    Ma è Parma, è Torino, e questo mood non sembrava appartenere a Roma.

  6. #6
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    Re: Sara brucia, e Roma si scopre VIGLIACCHINA [ALLABRAZ + PINHEAD as usual][wot]

    Ma sinceramente... chi s'andrebbe ad impelagare PERSONALMENTE vedendo scene di violenza? Non sai mai che ti sparano proprio!
    Certo, chiamare POLIZIA e/o CARABINIERI si però...
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  7. #7
    Senior Member L'avatar di testudo13
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    Re: Sara brucia, e Roma si scopre VIGLIACCHINA [ALLABRAZ + PINHEAD as usual][wot]

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    Certo, chiamare POLIZIA e/o CARABINIERI si però...
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  8. #8
    Senior Member L'avatar di testudo13
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    Re: Sara brucia, e Roma si scopre VIGLIACCHINA [ALLABRAZ + PINHEAD as usual][wot]

    e cmq uno dei testimoni aveva 20 anni. Giuovani d'uoggi.

    ho visto una ragazza di spalle che stava discutendo con un ragazzo fuori dalla macchina. Ho proseguito fino a casa della mia fidanzata. Il tempo di fumarmi una sigaretta, salutarla ho ripercorso la strada al contrario e ho visto quell'auto bruciata ma non ho collegato le due cose. Sono andato a dormire.



    http://roma.repubblica.it/cronaca/20...2/?ref=HRER3-1

  9. #9
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    Re: Sara brucia, e Roma si scopre VIGLIACCHINA [ALLABRAZ + PINHEAD as usual][wot]

    Citazione Originariamente Scritto da Cesarino Visualizza Messaggio
    Il procuratore aggiunto di Roma, Maria Monteleone, ieri mattina, ha lanciato l’appello: «Se vedete una ragazza di notte in una strada isolata che chiede aiuto, fermatevi o chiamate la polizia, se lo avesse fatto chi ha visto Sara, oggi lo indagherei per concorso in omicidio o eccesso colposo in legittima difesa».
    fix
    la gente si fa i cazzi suoi perchè è stronza, sisi

  10. #10
    Senior Member L'avatar di Gilgamesh
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    Re: Sara brucia, e Roma si scopre VIGLIACCHINA [ALLABRAZ + PINHEAD as usual][wot]

    quindi bisognerebbe chiamare i carabinieri ogni volta che vedi due litigare? ho capito bene? Anzi ancora meglio istituiamo la love police che si impegna a garantire che le coppie vivano sempre d'amore e d'accordo

  11. #11
    Senior Member L'avatar di Pinhead81
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    Re: Sara brucia, e Roma si scopre VIGLIACCHINA [ALLABRAZ + PINHEAD as usual][wot]

    Io onestamente se fossi stato con mia moglie non sarei MAI sceso / fermato, da solo direi che al 50% sarei sceso. Ma comunque è sicuro che avrei chiamato il 113, ci mancherebbe...non capisco queste cose.

  12. #12
    Senior Member L'avatar di Cesarino
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    Re: Sara brucia, e Roma si scopre VIGLIACCHINA [ALLABRAZ + PINHEAD as usual][wot]

    ma come pinuccio? anche tu che sei un tamarro pikkiazingari di transtevere ti caghi addosso mo?? :(

  13. #13
    Bannato
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    Re: Sara brucia, e Roma si scopre VIGLIACCHINA [ALLABRAZ + PINHEAD as usual][wot]

    Romani che fanno spallucce? Non fa notizia.

  14. #14
    Senior Member L'avatar di Darkstar
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    Re: Sara brucia, e Roma si scopre VIGLIACCHINA [ALLABRAZ + PINHEAD as usual][wot]

    A me è successo.
    Mi sono ritrovato un fucile puntato in faccia

    Soprendentemente non mi ha neppure scosso così tanto.

  15. #15
    Bannato
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    Re: Sara brucia, e Roma si scopre VIGLIACCHINA [ALLABRAZ + PINHEAD as usual][wot]

    Citazione Originariamente Scritto da Darkstar Visualizza Messaggio
    A me è successo.
    Mi sono ritrovato un fucile puntato in faccia

    Soprendentemente non mi ha neppure scosso così tanto.
    Di dove sei?

  16. #16
    Senior Member L'avatar di Cesarino
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    Re: Sara brucia, e Roma si scopre VIGLIACCHINA [ALLABRAZ + PINHEAD as usual][wot]

    raccontaw

  17. #17
    Marotta Vattene L'avatar di MrVermont
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    Re: Sara brucia, e Roma si scopre VIGLIACCHINA [ALLABRAZ + PINHEAD as usual][wot]

    Io non mi sarei fermato vista la zona dove è successo visto che può succedere questo:

    http://www.lanuovaprovincia.it/pages...ato-13167.html

    http://www.quinewsfirenze.it/firenze...e-rapinato.htm

    http://www.ilrestodelcarlino.it/regg...63-ferma.shtml

    Diverso se vedo un tizio invasato che rincorre una che scappa urlando. Li chiamo la polizia chiaramente, ma col cazzo che scendo.

  18. #18
    Senior Member L'avatar di Darkstar
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    Re: Sara brucia, e Roma si scopre VIGLIACCHINA [ALLABRAZ + PINHEAD as usual][wot]

    Citazione Originariamente Scritto da koba44 Visualizza Messaggio
    Di dove sei?
    Provincia di Torino, se volete ve la racconto

  19. #19
    Senior Member L'avatar di EddieTheHead
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    Re: Sara brucia, e Roma si scopre VIGLIACCHINA [ALLABRAZ + PINHEAD as usual][wot]

    dài dài

  20. #20
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    Re: Sara brucia, e Roma si scopre VIGLIACCHINA [ALLABRAZ + PINHEAD as usual][wot]

    Citazione Originariamente Scritto da Pinhead81 Visualizza Messaggio
    Io onestamente se fossi stato con mia moglie non sarei MAI sceso / fermato, da solo direi che al 50% sarei sceso. Ma comunque è sicuro che avrei chiamato il 113, ci mancherebbe...non capisco queste cose.
    Con la donna in macchina non sarei sceso.
    Se ero da solo si.

    Sarei sceso, se c'era uno con la pistola, se c'era uno con il macete ...

    se c'era uno con le palle sta figliola forse era viva.

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