[Editoriale] TGM n.329

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Discussione: [Editoriale] TGM n.329

  1. #1
    Quello VERO! L'avatar di Satan Shark
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    [Editoriale] TGM n.329

    Il 2016 è iniziato maluccio peri videogiochi, almeno per come ce li racconta la stampa generalista. Un articolo pubblicato su repubblica.it nei primi giorni di gennaio racconta del primo lavoro di un giovane team di sviluppo romano: "I videogame da milioni di dollari ora si sviluppano in cameretta". E già dal titolo, uno capisce che l'autrice del pezzo, Arianna Di Cori, di questo mondo non ne capisce poi granché. Andando avanti si trovano perle come "Fino a pochi anni fa esistevano soltanto gli studios milionari, le console, cartucce e cd venduti a caro prezzo, ma soprattutto una tecnologia quasi inarrivabile" (come se l'industria dell'informatica tutta, Apple compresa, non sia nata in uno scantinato o in un garage), si leggono riferimenti a fantomatici "cervelloni" manco fossimo negli anni Sessanta, e a quanto un progetto del genere rischi di mandare in fumo i piani "miliardari (sic) dei grossi produttori". Ma il messaggio peggiore sta tutto nella frase: "In un mese i Black Mist hanno guadagnato i loro primi mille euro: non male considerato che per realizzarlo ne hanno spesi 30". Come se le spese vive per l'acquisto di "pacchetti grafici" fossero le uniche che contano davvero, mentre le ore di lavoro, le notti passate a pensare, programmare, fare debug, i costi "nascosti" - ma neppure troppo — dell'attrezzatura, della casa (pardon, cameretta) in cui i quattro lavorano e tutto il resto non contassero niente. Altro che Far Cry Primal: un articolo del genere, specialmente pubblicato su una testata di quell'importanza, rischia di riportare il dibattito sui videogiochi in Italia ai tempi dell'età della pietra. Perché poi, in Parlamento, realtà come AESVI devono discutere di videogiochi con il legislatore, strappando con le unghie e con i denti ogni centimetro di dignità per il medium videoludico (e magari un supporto concreto, e parlo di agevolazioni fiscali, finanziamenti, mica pizza e fichi), e hai voglia a parlare di industria sempre più importante nel nostro Paese, a discettare di indotto e di PIL, quando arriva il primo che passa a dire che spendendo 30 euro ne guadagni milioni. Alla fine della buriana, che anche questa comunque passa, rimangono due riflessioni. La prima, già fatta in altra sede, è più che altro un'inquietante domanda sullo stato dell'informazione nel nostro paese. Articoli del genere li "sgamiamo" facilmente, perché conosciamo i videogiochi come le nostre tasche. Possiamo dire lo stesso anche per quel che viene scritto di economia, politica estera, sanità? Chi ci assicura che problemi ben più importanti non vengano trattati con la medesima leggerezza? Seconda riflessione: con pezzi del genere, la linea editoriale di un giornale rischia di sembrare un pochetto contraddittoria, se non ai limiti dello schizofrenico. Mi stai dicendo che posso costruirmi una carriera e realizzare i miei sogni con trenta euro e una tavoletta grafica, proprio con quegli stessi videogiochi che fino a ieri demonizzavi e descrivevi come "summa teologica di tutti i mali"? Boh. Nel dubbio, scelgo TGM.


  2. #2
    N7 Paragon L'avatar di NicoFader
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    Re: [Editoriale] TGM n.329

    In Italia l'informazione fa molto schifo, quei pochi si salvano vanno trovati con la lente.

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