A chi piace lavorare? A chi piace lavorare? - Pagina 2

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Discussione: A chi piace lavorare?

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  1. #1
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    Re: A chi piace lavorare?

    il problema è che nel privato se non sorridi al capo ti lasciano a casa. se poi il capo ti dice "va bene così!", e tu giustamente non correggi o non chiedi (sempre al capo, ovvio), ti chiama dopo mesi e ti dice che dovresti prendere un'altra strada, a fine contratto. manuè lavora nel pubblico dove se non accoltelli qualcuno te ne sbatti il cazzo e poi magari a casa scopa, guarda le sue serie tv, fa quello che gli pare. se avesse le qualità (e magari le ha, questo lo saprà lui) per fare come tanti che per lavoro facevano gli stura cessi e poi registrvano dischi/scrivevano libri, sarebbe sicuramente meglio la sua situazione dell'imprenditore che lavora h24 e si paga le troie perché non ha tempo per una fidanzata.

  2. #2
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    Re: A chi piace lavorare?

    Un caro collega usava dire: "trovami una persona che senza averne alcun bisogno (economico probabilmente) si alzerebbe presto tutti i santi giorni per fare un lavoro mediocre".

    A confronto con i miei coetanei sento di essermela cavata bene. Non ho scritto "mi sento fortunato" perché oggigiorno la fortuna te la dai in faccia.

    Ho scelto un campo che spinge forte (IT), mi sto costruendo un cv e delle competenze (per ora sono 8 anni e già mi reputano "senior" anche se non mi ci considero per niente) che in Italia è difficile avere e inizia a dare bei frutti, la cosa bella è che ne ho per almeno altri 10 anni di crescita.

    Capisco comunque i sintomi del OP. Anche io di media dopo 2 anni mi strarompo del posto dove sono, in Italia mi licenziavo, qui accetto la prima offerta interessante che mi fanno. È una questione di rompersi semplicemente le balle, è una condizione conosciuta (burnout).

    Io sono del partito in cui si pensa che, in questo tanto decantato mondo del progresso - con roba come automazioni varie, machine-learning, automobili autonome, droni, razzi riutilizzabili, hyperloop, auto elettriche e uni svario infinito di altre cose - dobbiamo ancora fare i conti con l'inerzia del lavoro tradizionale, dove facciamo tante cose inutili solo per guadagnare la pagnotta.

    La cosa che più mi urta è ancora oggi sapere dell'esistenza di mansioni inutili dove team di 20 persone sono tenute a fare azioni manuali (tipo cliccare form e fogli excel per ordinare/formattare dati o simili), con salari ridicoli, per anni.

    Posso dare un paio di consigli, fai qualcosa che ti abiliti altre possibilità in futuro, pensa già al passo successivo. Non fare lavoretti che non ti portano a nulla una volta conclusi. Devi metterti in una situazione in cui l'aggregato delle tue esperienze passate sia tale che sia il lavoro ad inseguire te e non vice versa.

    Così quando ti rompi passi tranquillamente (con dovute tempistiche) al prossimo come faccio io

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  3. #3
    La Nonna L'avatar di Lux !
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    Re: A chi piace lavorare?

    Citazione Originariamente Scritto da ZaeN Visualizza Messaggio
    Un caro collega usava dire: "trovami una persona che senza averne alcun bisogno (economico probabilmente) si alzerebbe presto tutti i santi giorni per fare un lavoro mediocre".
    Ma infatti "lavorare" indica due attività nettamente diverse che però vengono spesso confuse perchè indicate con la stessa parola.

    Puoi dire "lavorare" per dire "tempo che spendi per ottenere di che nutrirti" ed allora minore è quel tempo, maggiore è il tuo benessere.
    Oppure "lavorare" nel senso di perseguire uno scopo, creando o contribuendo a creare, qualcosa che ritieni così utile da valere il tuo tempo e la tua fatica.

  4. #4
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    Re: A chi piace lavorare?

    Citazione Originariamente Scritto da ZaeN Visualizza Messaggio
    Un caro collega usava dire: "trovami una persona che senza averne alcun bisogno (economico probabilmente) si alzerebbe presto tutti i santi giorni per fare un lavoro mediocre".

    A confronto con i miei coetanei sento di essermela cavata bene. Non ho scritto "mi sento fortunato" perché oggigiorno la fortuna te la dai in faccia.

    Ho scelto un campo che spinge forte (IT), mi sto costruendo un cv e delle competenze (per ora sono 8 anni e già mi reputano "senior" anche se non mi ci considero per niente) che in Italia è difficile avere e inizia a dare bei frutti, la cosa bella è che ne ho per almeno altri 10 anni di crescita.

    Capisco comunque i sintomi del OP. Anche io di media dopo 2 anni mi strarompo del posto dove sono, in Italia mi licenziavo, qui accetto la prima offerta interessante che mi fanno. È una questione di rompersi semplicemente le balle, è una condizione conosciuta (burnout).

    Io sono del partito in cui si pensa che, in questo tanto decantato mondo del progresso - con roba come automazioni varie, machine-learning, automobili autonome, droni, razzi riutilizzabili, hyperloop, auto elettriche e uni svario infinito di altre cose - dobbiamo ancora fare i conti con l'inerzia del lavoro tradizionale, dove facciamo tante cose inutili solo per guadagnare la pagnotta.

    La cosa che più mi urta è ancora oggi sapere dell'esistenza di mansioni inutili dove team di 20 persone sono tenute a fare azioni manuali (tipo cliccare form e fogli excel per ordinare/formattare dati o simili), con salari ridicoli, per anni.

    Posso dare un paio di consigli, fai qualcosa che ti abiliti altre possibilità in futuro, pensa già al passo successivo. Non fare lavoretti che non ti portano a nulla una volta conclusi. Devi metterti in una situazione in cui l'aggregato delle tue esperienze passate sia tale che sia il lavoro ad inseguire te e non vice versa.

    Così quando ti rompi passi tranquillamente (con dovute tempistiche) al prossimo come faccio io

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    Ciao. Io stavo guardando il settore, vorrei capire se è una cosa che fa per me. Ad un neofita, totale ignorante della materia, che libro consiglieresti da leggere? Per conoscere con cosa si avrà a che fare e in tal maniera capire se l'informatica è alla mia portata. Preferisco il lato hardware, ma la programmazione non la scarterei

  5. #5
    Senior Member L'avatar di darkeden82
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    Re: A chi piace lavorare?

    Citazione Originariamente Scritto da Bonzino Visualizza Messaggio
    Ciao. Io stavo guardando il settore, vorrei capire se è una cosa che fa per me. Ad un neofita, totale ignorante della materia, che libro consiglieresti da leggere? Per conoscere con cosa si avrà a che fare e in tal maniera capire se l'informatica è alla mia portata. Preferisco il lato hardware, ma la programmazione non la scarterei
    Domanda un po' troppo generica. è come chiedere consiglio su un libro sulla musica per vedere quale strumento suonare...
    L'informatica oggi è un albero dai mille rami

    MERCATO DEL MILAN


  6. #6
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    Re: A chi piace lavorare?

    Citazione Originariamente Scritto da Bonzino Visualizza Messaggio
    Ciao. Io stavo guardando il settore, vorrei capire se è una cosa che fa per me. Ad un neofita, totale ignorante della materia, che libro consiglieresti da leggere? Per conoscere con cosa si avrà a che fare e in tal maniera capire se l'informatica è alla mia portata. Preferisco il lato hardware, ma la programmazione non la scarterei
    Non lo dico con cattiveria, ma se come condizione di partenza sei a zero anche nel campo personale/non professionale, rischi solamente di rimanere incastrato in una di quelle mansioni che descrivevo prima.

    Im europa c'è più richiesta che offerta, purtroppo tentano di coprire attingendo da chi non ha background, perché statisticamente su X persone almeno una progredisce. Però è un percorso che non raccomando né a conoscenti né a sconosciuti, con gavetta da 4-5 anni con stipendi sulla soglia della povertà.

    Per carità non dico che sia impossibile, però ecco non voglio avere nessuno sulla coscienza :/

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  7. #7
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    Re: A chi piace lavorare?

    Porca troia, non conoscevo questa sindrome del burnout, ho letto cos'è, ho fatto il test e son venuto fuori "caso da specialista"

    E mi riconosco nel 90% dei sintomi/cause.

    Ho un problema mi sa.

  8. #8
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    Re: A chi piace lavorare?

    si ma il burncoso è stato studiato principalmente sulle persone a contatto con gli altri per lavoro. tipo medici della salute mentale, psicologi, forze dell'ordine che devono ascoltare denunce e avere a che fare con il peggio del peggio tutti i giorni, etc.

    sugli psicologi mi sento di approvare. mai vista una categoria del genere. almeno un carabiniere prende atto della denuncia e ti manda a quel paese, lo psicologo è una figura a cui purtroppo ci hanno abituato a dare fiducia e spesso sono incompetenti e stronzi senza parlare del medico psichiatra che, con le dovute eccezioni, tratta i pazienti come numeri, li riempe di terapia e li denigra

  9. #9
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    Re: A chi piace lavorare?

    Dice riguarda anche più genericamente "le persone a contatto con il pubblico".

    Comunque Bonzino, non ci si improvvisa programmatori, per esperienza ti dico che bastano anche studi superiori per entrare nel ramo (con pretese non troppo alte oggigiorno però, occhio) ma che non si può fare professionalmente da "autodidatti smanettoni".

  10. #10
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    Re: A chi piace lavorare?

    Citazione Originariamente Scritto da Picard Visualizza Messaggio
    Dice riguarda anche più genericamente "le persone a contatto con il pubblico".

    Comunque Bonzino, non ci si improvvisa programmatori, per esperienza ti dico che bastano anche studi superiori per entrare nel ramo (con pretese non troppo alte oggigiorno però, occhio) ma che non si può fare professionalmente da "autodidatti smanettoni".
    puoi iniziare a lavorare così ..ma poi bisogna investire in corsi e formazione seria,poi dipende dalle aspettative e ambizioni di ciascuno.

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  11. #11
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    Re: A chi piace lavorare?

    Vero. A me me li han passati le ditte per cui lavoro e lavoravo, quindi non ci pensavo che uno deve anche seguire quelli...

  12. #12
    Senior Member L'avatar di darkeden82
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    Re: A chi piace lavorare?

    io poi sono un pò bastardo...se uno deve chiedere com'è un ramo lavorativo già è indice che non fa per se...
    se uno ha passione per qualcosa se la sviscera...
    ovviamente tutto imho

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  13. #13
    Suprema Borga Imperiale L'avatar di Lars_Rosenberg
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    Re: A chi piace lavorare?

    Se si comporta coi colleghi come sul forum sono da fare santi.

  14. #14
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    Re: A chi piace lavorare?

    A questo punto non ci resta che sognare del veleno letale al tocco

  15. #15
    Cacacazzi L'avatar di Talismano
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    Re: A chi piace lavorare?

    Citazione Originariamente Scritto da Sinex/ Visualizza Messaggio
    A questo punto non ci resta che sognare del veleno letale al tocco
    Puoi sognare il cazzo che ti pare. Letteralmente.

  16. #16
    Amico di tutti L'avatar di Sinex/
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    Re: A chi piace lavorare?

    Citazione Originariamente Scritto da Talismano Visualizza Messaggio
    Puoi sognare il cazzo che ti pare. Letteralmente.
    Non vedresti l'ora di smanacciarlo eh <3

  17. #17
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    Re: A chi piace lavorare?

    Quando si inizia a lavorare si rischia di affezionarsi all'orario, ai colleghi, perfino ai capi, una routine da cui è meglio stare alla larga se possibile ^_^ o almeno prenderla con moderazione

  18. #18
    Senior Member L'avatar di darkeden82
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    Re: A chi piace lavorare?

    Citazione Originariamente Scritto da Strategico Visualizza Messaggio
    Quando si inizia a lavorare si rischia di affezionarsi all'orario, ai colleghi, perfino ai capi, una routine da cui è meglio stare alla larga se possibile ^_^ o almeno prenderla con moderazione
    infatti mi licenzio xd

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  19. #19
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    Re: A chi piace lavorare?

    Se mi entusiasmo sul lavoro mi cacciano.

  20. #20
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    Re: A chi piace lavorare?

    Carver, in che ambito sei?

    Comunque lavoro da 20 anni (ho cominciato part time a 17 anni stano ancora al liceo e poi dai 19 in full time), ho fatto sempre dei bei lavori, ma sono un po’ stanchino.

    Ora faccio il tatuatore (a settembre ho fatto 10 anni di professione) e posso dire che è un bel lavoro, quando ero single si scopava con le clienti tipo i maestri di sci e non c’è una vera fatica fisica.
    Ciò nonostante comincio a non reggere più il dover combattere con i clienti e il settore è tanto saturo che se lavori bene stai a galla, ma da libero professionista vivi periodi poco proficui e quindi se hai spese/casa/famiglia un po’ d’ansia c’è.

    Potessi scegliere lavorerei solo 3 giorni a settimana e continuerei a farlo anche con una buona disponibilità economica perché è un lavoro dove ottieni gratificazione se lo svolgi come si deve.

    Prima di questo ho fatto il restauratore e in soldoni si tratta di fare l’operaio. Lì nonostante la buona paga sono scappato. Ripetitivo al massimo, ambiente di lavoro poco rilassato (l’ambiente conta tantissimo) e gratificazione solo per i capi che, alla fine, come unica fatica contavano i soldi.

    Prima ancora ho fatto il giornalista. Era un bel lavoro perché lavoravo poco e guadagnavo bene. Però scrivevo tante di quelle cagate, da riviste di astrologia a roba di viaggi (guardando solo cartelle stampa e senza muovermi mai) che mi ero veramente rotto le palle.

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