Pensione integratica "collettiva" Pensione integratica "collettiva"

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Discussione: Pensione integratica "collettiva"

  1. #1
    Since 13-11-01 L'avatar di Bobo
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    Pensione integratica "collettiva"

    Ciao a tutti

    Venerdì c'è stato un incontro in azienda sul tema.
    Hanno firmato un accordo con Banca Intesa, e gli operatori della banca sono venuti a presentarci il prodotto "Il mio domani".

    Ora, tempo fa avevo cominciato a vedere un po sta storia delle pensioni integrative, ma la mia azienda non aveva accordi di questo tipo e quindi mi ero dovuto buttare necessariamente su quelle "individuali" (poi proprio venerdì ho scoperto che le aziende del commercio hanno già un piano pensionistico complementare noto come "fonte" che avrei potuto valutare, ma questo è un altro discorso )

    Come detto è una cosa che tempo fa avevo spizzato un po, ed era parecchio che volevo buttarmi su qualcosa di simile... a sentire quello che hanno detto, sembrerebbe un prodotto interessante e forse proprio quello che stavo cercando.

    Riassumendo molto:
    - Passi il TFR lì
    - La tua azienda è obbligata a versare un ulteriore 1.55% della tua retribuzione lorda annuale
    - Te sei obbligato a versare almeno uno 0.55% della tua retribuzione lorda annuale
    - I tassi da pagare per ritirare il denaro sono tendenzialmente molto più bassi di quelli che paghi sul TFR al momento del cambio azienda (che seguono gli scaglioni irpef e quindi per quanto mi riguarda salgono facilmente sul 30%). In questo caso si parla di un 23% nel caso in cui si voglia ritirare il contante prima della pensione (ma dopo 8 anni... fino a quel momento, a meno di casi eccezionali, rimangono vincolati), fino ad un variabile tra il 15 ed il 9% nel caso in cui si abbia una anzianità nel fondo superiore ai 15 anni.

    A differenza di "fonte", che è un fondo chiuso, questo qui è aperto e ti permette quindi tra le altre cose di ritirare il contante alla bisogna dopo 8 anni di anzianità nel fondo.

    La parte che versi te (quello 0.55% minimo, ma sei libero di versare di più) è deducibile fino a 5164,57€ annui.
    I soldi versati possono essere indirizzati verso 4 differenti linee di investimento, che variano per rischio e guadagni potenziali.
    Una di queste linee, quella che chiamano "TFR" però garantisce il patrimonio... quindi usando quella linea si è sicuri che non ci saranno perdite su quanto versato (ma credo, mi è venuto il dubbio dopo, che non "garantiscano" la rivalutazione istat a cui è obbligata l'azienda quando lasci il TFR da loro).
    Ci si può affidare totalmente a loro (la cosiddetta gestione "life cycle", che varia gli investimenti sulle varie linee in funzione dell'orizzonte temporale) oppure scegliere in proprio... magari mattendo tutto il TFR nella linea omonima (e quindi con la sicurezza di non perdere nulla) e mettendo gli investimenti "bonus" su quelle un po più rischiose per cercare di tirar su qualcosa in più

    Arrivati alla pensione, se mai ci arriveremo, si può scegliere se prendere tutto cash, se prendere la pensione integrativa o se fare 50 e 50.


    Dubbi.
    Per quanto ne sapevo io, la rivalutazione del TFR in azienda è in generale piuttosto buona rispetto a quanto garantito dalle forme di previdenza complementare... quindi lasciarlo lì potrebbe non essere una cattiva idea.
    Tuttavia in questo caso si godrebbe di quell'ulteriore contributo da parte dell'azienda (nell'esempio pratico che ci hanno fatto, su un imponibile lordo di 25000€ annui il contributo aziendale era di quasi 400€ annui che di fatto ti vengono "regalati"), oltre che dello sgravio di parte delle cifre che decidi di mettere te.
    Inoltre il vantaggio in termini di aliquota applicata al momento del riscatto sembra davvero importante... ed anche la possibilità di riprendersi le cifre dopo otto anni (se il TFR rimane in azienda, se non cambi azienda non puoi ovviamente toccarlo) può essere interessante.



    Pareri?
    Qualcuno ha aderito a qualcosa di simile?

    Grazie mille
    Ultima modifica di Bobo; 14-04-19 alle 15:58

  2. #2
    Senior Member L'avatar di Il Mira
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    Re: Pensione integratica "collettiva"

    io ho aderito al fondo di categoria del CCNL (Energia e Petrolio), tutto corretto quello che dici; unica accortezza a me avevano spiegato che solo i versamenti "volontari" sono deducibili, non quelli che mensilmente preleva in più l'azienda dalla tua busta paga (ma potrei aver detto castronerie).

    La garanzia del patrimonio immagino sia legata all'esistenza stessa del fondo, non so se ci sono clausole di salvaguardia modello "100k € conto bancario"; in ogni caso il mio accantonamento è per ora in comparto "azionario", visti i secoli in previsione che mi toccherà lavorare

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  3. #3
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    Re: Pensione integratica "collettiva"

    La garanzia dovrebbe essere data dalla segregazione del patrimonio del fondo, nel senso che il patrimonio del fondo è separato sia da quello del gestore, sia da quello della banca dove è depositato.
    Ovviamente nulla impedisce che se i mercati vanno in vacca il fondo vada in perdita.
    (comunque anche la garanzia dei 100k dei conti è una mezza illusione)

  4. #4
    Euro Trucker L'avatar di Picard
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    Re: Pensione integratica "collettiva"

    Passi il TFR li. L'inculata più grande che puoi fare nei tempi di oggi. Fatti una polizza individuale dai retta, che quando ti licenziano in tronco il TFR potrebbe fare la differenza tra la vita e l'indebitamento a vita. True story

  5. #5
    Senior Member L'avatar di Il Mira
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    Re: Pensione integratica "collettiva"

    Sicuro Picard? nel mio fondo collettivo puoi riscattare al 100% sia per dimissioni/risoluzione consensuale/licenziamento giusta causa; ovviamente cambia la tassazione a seconda degli anni di adesione.

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  6. #6
    Since 13-11-01 L'avatar di Bobo
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    Re: Pensione integratica "collettiva"

    No anzi, il fondo collettivo è più "libero" del TFR in azienda

    Puoi riprendere i soldi in tutte le occasioni in cui potresti riprendere il TFR, ma ci sono anche delle opzioni in più: se non ricordo male puoi prendere qualcosa in più in caso di mutuo prima casa, ed in ogni caso puoi prendere quello che serve anche senza cambio lavoro, dopo 8 anni di anzianità nel fondo.
    Come dice Il Mira, a cambiare è la tassazione a seconda di come e quando prendi i soldi. Ma non sono bloccati, ecco.

    Da quel punto di vista non dovrebbero esserci problemi, così come non dovrebbero esserci problemi di "sicurezza": il fondo è garantito da assicurazione ed i soldi fisicamente sono proprio in altro ente rispetto alla banca (quindi se per assurdo fallisse banca intesa, il fondo non ne sarebbe interessato).
    D'altra parte i soldi non sono sicuri neanche se lasciati in azienda... per quanto anche su quelli esistano delle forme di tutela, a quanto ne so ci sono stati casi di fallimenti "fatti male" in cui i dipendenti se la sono sostanzialmente presa in culo

  7. #7
    Senior Member L'avatar di Il Mira
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    Re: Pensione integratica "collettiva"

    Sinceramente avrei più paura a lasciarli in azienda in questo periodo storico, piuttosto che in un fondo

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  8. #8
    Amico di tutti L'avatar di Sinex/
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    Re: Pensione integratica "collettiva"

    Il fondo collettivo è a metà strada tra un fondo privato come uno di categoria come costi e remunerazione. Prima di aderire cerca sul covip il rendimento negli scorsi anni per verificare se la gestione del fondo è intelligente e poi cerca news per vedere se ci sono ruolk dirigenziali che sono cambiati, valutando se questo può minare la politica decisionale degli investimenti.

    Sempre sul covip trovi un'attenta valutazione degli isc parametrati con gli altri fondi per avere un'idea di quanto ti costa il fondo dopo 40 anni di gestione


    Ccccciao

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