Dai che si torna alle carrozze coi cavalli!
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Dai che si torna alle carrozze coi cavalli!
cavalli con le cravatte e champagne dalle fontane
a questo aggiungo
http://www.ansa.it/sito/notizie/econ...2a86a6bcf.html
C'è il via libera alla proroga per un altro anno, a tutto il 2018, delle graduatorie dei concorsi pubblici in scadenza a fine 2017.
Lo prevede un emendamento alla manovra approvato in nottata in commissione Bilancio al Senato.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa Ronin, visto che è un insider della PA :asd:
Vi sono concorsi banditi e conclusi 7-8 anni fa. Anche 10, non ho un elenco sottomano.
La proroga della validità delle graduatorie, in sintesi, significa assumere personale, che all'epoca in cui ha sostenuto e superato le prove, aveva 26-30-33 anni e che oggi ne avrà 35-40 o più.
Che nel frattempo presumo si sia dedicato ad altro.
Che è stato selezionato sulla base di criteri e materie che nel corso degli anni sono state stravolte. (Penso all'inps ed al diritto del lavoro e alla previdenza. Per non parlare del diritto amministrativo, che abbraccia quasi tutti i concorsi pubblici).
Assumere un quarantenne oggi, significa ritrovarsi tra 10 anni un cinquantenne sul posto di lavoro. Tra venti un sessantenne. Ma che vita operativa potrà avere mai?
E' questo lo svecchiamento promesso? La rottamazione? Io non dico che superati i 30 anni, uno debba essere buttato nel cesso.
Ma la PA che potrebbe attingere da una ORDA di disoccupati, formati, laureati, carne fresca da sacrificare, da immolare sull'altare statale, preferisce i quarantenni che si indignano su facebook.
Paradigmatico è un concorso del 2008, per diventare vigile del fuoco. Negli anni non si è mai bandita un'ulteriore selezione pubblica. Nel corso degli anni si è assunta gente che a quel concorso era risultata idonea ( n.b. idoneo, non vincitore. Vi è una grossa differenza). Solo nel 2016 si è deciso di avviare una nuova procedura concorsuale. Il fatto è che questa non si è ancora conclusa, di conseguenza si è continuato e continuerà ad attingere da quella graduatoria.
Che linko, in quanto atto pubblico http://www.vigilfuoco.it/aspx/Return...Documento=9335
Visionate voi stessi. Molti sono nati negli anni 80, ma c'è parecchia gente dei 70. Ne ho visti un paio del 1972 :asd:
Ora sinceramente, magari avranno pure la prestanza fisica di Yuri keki negli anni migliori, ma vi sembra ragionevole che un Ente assuma un tizio di 45 anni per fare il vigile del fuoco ? Considerato, peraltro, che quel concorso, così come quello del 2016, tra i suoi requisiti poneva il non avere superato una certa età? (Mi pare 30, ma potrei sbagliare)
A me pare l'ennesima inculata. Ma non per i giovani, perchè a perderci è la nazione.
Gli enti pubblici perderanno ulteriore efficienza, costeranno di più. Questa gente si dichiarerà malata, perchè superati i 50 lo si è. E così via.
Magari sbaglio, ma ci si trova dinnanzi ad una mossa puramente elettorale. Per ottenere qualche voto in più, si è dato l'ennesimo calcio in culo al paese, spingendolo ancora di più verso il fondo.
Il punto è che nessuno vuole che la pensi come noi (come chi poi? Ognuno qui la pensa in modo diverso), e nemmeno le idee populiste, se fossero idee.
Il fatto è che ripeti a pappagallo cose sentite o lette in giro senza alcuno spirito critico o passaggio mentale che le rende effettivamente idee tue invece di manifesti di altre persone,e francamente non c'è proprio altro da dire.
Quindi secondo te un Berlusconi che spara pensioni minime da 1000 euro per tutti sarebbe da votare subito :snob:
A me lo scorso anno è arrivata a casa la lettera dell'INPS che mi indicava come data di pensionamento il 2050 (70 anni suonati), la settimana scorsa hanno detto che quelli dell'80 andranno in pensione a 75 anni perchè ovviamente le casse dell'INPS sono prosciugate da decenni... Secondo te quante bestemmie ho tirato? :facepalm:
Il problema del populismo è che lo è a parole ma a fatti poi non si concretizza. Dire in campagna elettorale "Meno tasse per tutti" quando in realtà sai già che come prima manovra ci sarà un bell'aumento di tasse o, in alternativa, fare debito feroce e scaricare la grana a quelli che verranno dopo (cosa fatta appunto negli anni '80), è sì populismo MA ANCHE una gran presa per il culo.
è indubbio che l'effetto finale della proroga dei concorsi sia quello di includere all'interno della PA personale già "invecchiato" in altri lavori e contesti, e che ciò azzoppi il settore pubblico che avrebbe bisogno come nessun altro di innovazione di processo (informatica e organizzativa). è un effetto della politica di salvaguardia dei diritti acquisiti che trascina questo paese a fondo rendendo impossibile qualsiasi passo verso la modernità.
c'è da dire che precariato storico e concorsi elefantiaci e millenari sono facce della stessa medaglia: a forza di complicare le regole (magari anche con il giusto intento di evitare clientelismi, diciamo che mi riservo il beneficio del dubbio), indire concorsi è diventato talmente complicato, in mezzo a un campo minato di ricorsi, tar, consigli di stato, leggi e leggine e carte bollate che si inseguono per decenni in tribunale, che quelli che si riescono a fare vengono mantenuti in vita N anni, viceversa le pubbliche amministrazioni vedrebbero inaridirsi la fonte da cui assumere i dipendenti (nonostante il turnover bloccato al 20-25%), e infatti la prova sono proprio le migliaia e migliaia di persone che subiscono anni e anni, talvolta decenni di precariato, con le stesse pratiche di rinnovo fuorilegge (mascherato magari da alcune settimane di ferie forzate interposte tra un contratto e l'altro) del settore privato.
spezzo una lancia a favore dei precari, spesso e volentieri quelli che lavorano di più nella PA (anche perchè sanno che possono lasciarli a casa in qualsiasi momento, ovviamente). senza dubbio ci sono anche gli aspetti elettorali, tuttavia la pratica di prorogare i concorsi è spesso indispensabile per evitare la paralisi, anche se sono evidenti le storture che genera (anche perchè vi sono casi ben peggiori di quello citato, ad es. nel settore degli insegnanti, dove giovani laureati con bienni di specializzazioni e chissà che altro si sono spesso visti superare da appartenenti a graduatorie antidiluviane con diplomini striminziti, in un settore particolarmente critico per evidenti motivi)
il peggio che si profila all'orizzonte comunque oscurerà queste questioni sotto una coltre ancor più spessa di buio, temo. per effetto cumulato delle varie riforme pensionistiche, nei prossimi 3 anni andranno in pensione oltre 500.000 dipendenti pubblici (su 3,2 milioni, dai 4 milioni e rotti dei primi anni '90). un'occasione storica di ricambio generazionale che dovrebbe essere al centro del dibattito, per riorganizzare la dotazione organica delle pubbliche amministrazioni in base a criteri unitari di fabbisogno standard e non più in base alla pianta organica previgente. ovviamente sotto elezioni ci si tiene ben lontani dall'affrontare anche solo vagamente l'argomento, mentre silenziosamente si fa avanti uno strisciante partito della sostituzione uno a uno, che sarebbe il definitivo affossamento delle speranze di rinnovamento della PA (fissando in maniera definitiva l'assurda situazione per cui nelle ASL del nord non si possono assumere infermieri perchè nei comuni del Sud ci sono troppi uscieri :facepalm: ).
il fatto è che coloro (dirigenti dell'ufficio personale) che dovrebbero guidare questa transizione sono spesso i primi che andrebbero sostituiti per raggiunti limiti di età (fisica, ma anche e soprattutto mentale). forse la sola cosa buona che la giovIne marianna aveva cercato di fare, ovviamente non riuscendoci; il curriculum di chi la ha sostituita la dice lunga su come la gerontocrazia mantenga ben salda la stretta sulle spoglie statali.
Togliere il diritto di voto ai pensionati.
Se uno vuole votare, torni al lavoro rinunciando alla pensione.
Ricordatevi chi sono Simona Vicari, Alfano e il loro partito #magnamagna che vive e regna in Sicilia, regione autonoma nelle spese ma dipendente da tutte le altre nelle entrate.
non condivido questo approccio puramente punitivo all'educazione :boh2:
sarà stato per pura fortuna, ho ricordi di insegnanti che erano capaci di farmi appassionare a quello che insegnavano (e altri invece no, indifferenti o anche controproducenti); tra le competenze che i giovani abilitati dovrebbero avere ci sono appunto competenze in tema di psicologia e pedagogia che dovrebbero essere ritenute essenziali (per suscitare l'interesse dell'allievo in quel che si insegna). oltre che essere, semplicemente, giovani tout court, che vuol dire avere meno distanza mentale con gli strani esseri che popolano l'altro lato dei banchi, e che non è secondo me trascurabile (almeno nel "mix" degli insegnanti, se non nella singola materia).
anche se posso concordare che è più grave e preminente l'aspetto per cui non fa più da argine al peggio, non dimentichiamo che alla scuola va anche il ruolo di far emergere il meglio.
In italia i pensionati lavorano tutti, perlopiù in nero. :fag:
già :asd: