Ci siamo persi Guardiola che piange miseria e dice che neanche il City può permettersi Kane e che devono andare avanti a pane e cicoria come Rutelli e gli altri club in difficoltà :asd: :macertamente: .
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gridodaiuto? :uhm:
Dopo domenica sera Kane sarà un apostrofo rosa tra le parole Inghilterra e seconda :noncentrauncazzomavolevodirlo:
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Giornata di presentazioni in casa Sassuolo. Oggi, per la prima volta dopo la firma, parlerà Alessio Dionisi, nuovo tecnico dei neroverdi che prende il posto di Roberto De Zerbi, accasatosi allo Shakhtar Donetsk. Di seguito le parole riportate dal tecnico neroverde nel live a cura di TMW. Star previsto alle ore 12.00.
Parla Dionisi: "Sono fiero e orgoglioso di essere qua. Ringrazio i due direttori, Rossi e Carnevali e spero di ripagarli sul campo. So che l'eredità è difficile, è impegnativa ma è stimolante e sicuramente sarà formativa. Ringrazio anch'io il mister perché l'ho sentito e si è mostrato disponibile anche con me e lo devo ringraziare anche per le risorse umane e per il materiale che troverò. Abbiamo le risorse per fare bene e sta a me mettermi a disposizione di questo gruppo e di questo club".
Come vive questa esperienza?
"Con equilibrio. Poi in una stagione ci saranno i diversi momenti. Sono un pizzico emozionato ma molto stimolato. Ho trovato tante persone disponibili e sono contento di essere qui".
Perché ha scelto Sassuolo?
"Sono qui perché il Sassuolo ha scelto me e per me è stato molto stimolante. Il Sassuolo è una società importante che sta dimostrando sul campo un'identità. Negli ultimi anni viene da un'identità ben precisa e credo sia la scelta giusta anche per me. So che l'eredità è difficile ma sarà molto stimolante".
La Nazionale e i neroverdi in azzurro li rivedremo qui?
"Era da un po' che non vedevamo l'Italia giocare così bene. E' molto importante che ci siano giocatori in Nazionale, dà lustro al club. E' bene che si esaltino in Nazionale, poi le scelte non spettano a me. Poi la sostenibilità di una società passa dal mercato. Io vorrei allenarli tutti, sicuramente ne allenerò la maggioranza ma la società sceglie sul mercato".
Cosa pensa di poter portare a questo gruppo. Può esserci l'Europa?
"Una cosa per volta. Il mondo del calcio va velocissimo, la cosa difficile è confermarsi. Io non porto innovazioni, sono un allenatore di calcio. Sarebbe folle non cercare di dare continuità a quanto fatto, non dico di classifica, ma parlo di identità. Il Sassuolo ha uno stile ben preciso. Lavoriamo per fare più punti possibili. Dobbiamo iniziare a conoscerci e io cercherò di metterci qualcosa ma l'obiettivo è confermarci ma non è semplice perché ci sono club che stanno investendo tanto. Io devo fare meno danni possibili. Scherzi a parte, l'obiettivo è confermare quello di buono è stato fatto in questi anni, soprattutto l'anno scorso".
Cosa vi siete detti con De Zerbi?
"Il mister ha fatto una scelta coraggiosa, lo ammiro. E' stato molto disponibile. Spesso vediamo le persone solo di facciata, poi a luci spente anche gli allenatori sono disponibili e lui con me si è reso disponibile. C'è stata una telefonata per avere informazioni sul suo percorso e cercherò di fare tesoro dei consigli fermo restando che io sono io e cercherò di farmi ".
Ha fatto quella famosa cena con Allegri?
"Non ancora. Mi sto avvicinando sempre di più. E' passato di qua, giocheremo contro, spero di riuscire a incontrarlo".
Impressioni sull'ambiente e sulla squadra?
"Ho avuto una ottima impressione, fermo restando che il primo periodo è sempre di conoscenze e sorrisi ma le impressioni conferma l'idea che mi ero fatto da fuori. Poi le persone si pesano nei momenti difficili perché si vivono dei momenti difficili nel calcio ma le impressioni sono molto positive. Ho trovato un ambiente motivato, ho già sentito i ragazzi. Domani inizieremo come gruppo squadra e lì inizieremo a conoscerci ancora più a fondo. Ho trovato un gruppo sano e voglioso di dimostrare ancora. Confermarsi è difficile, forse ancora di più che arrivarci, fermo restando quello che è stato fatto è difficile ma confermarsi a ottimi livelli è difficile e per noi deve essere uno stimolo".
C'è qualche allenatore che la stimola nel confronto quest'anno?
"Tutti e nessuno in particolare, non ci sono allenatori in particolare. E' stimolante perché arrivo in A, affronterò un'esperienza nuova. Ci saranno allenatori importanti ma non mi va di fare nomi, è quello che penso".
Si è parlato tanto del suo addio all'Empoli. Cosa ha da dire in merito?
"Anche a me tutto quello che ho sentito mi ha fatto arrabbiare. Se sono arrivato a Sassuolo, se la società ha scelto me e il mio staff, è grazie al percorso che è stato fatto. Ho allenato in D e ho fatto un percorso per arrivare qui. Grazie all'Empoli, soprattutto ai giocatori e ai dirigenti. Grazie a tutti quelli che mi hanno supportato. Grazie al Venezia, all'Imolese. Nelle separazioni dei problemi possono esserci, il tempo dirà se sono capricci o cose reali. Mi aspettavo la domanda ma non voglio fare polemica".
Con quale sistema di gioco pensi di giocare?
"Il Sassuolo dell'anno scorso giocava bene e ottenendo risultati. Questo è l'obiettivo: giocare, riconoscersi e mettere i giocatori in condizioni di esprimersi. Ci sono giocatori bravi, li devo mettere nelle condizioni di far bene. Non ho mai pensato di fare un sistema di gioco per quello che penso io, vorrei che si giocasse per un'idea comune che è quella dell'allenatore".
Qual è la prima cosa che vorrà vedere nel suo Sassuolo? Qual è il primo obiettivo che le ha chiesto la società?
"Dovremo iniziare a conoscerci in campo, i giocatori hanno pregi e difetti ma sarà il campo a dirlo. Non ho fatto richieste alla società, provvederò in separata sede, cercando di dare più continuità possibile ai risultati. Una società che ha sempre cercato sostenibilità
Ha chiesto di non cedere calciatori in particolare o ha chiesto qualche acquisto specifico? Si è parlato di Bajrami .
"Bajrami è un giocatore bravo ma non ne abbiamo parlato ma non credo che un allenatore abbia bisogno di portarsi dietro i giocatori se i giocatori ci sono perché il Sassuolo ha tanti giocatori e bravi. Passerà soprattutto da chi rimarrà e penso che la maggior parte rimarranno e attraverso la conoscenza e il ritiro le cose si valuteranno. Non siamo entrati nello specifico, tanto meno non da parlarne qua".
A Sassuolo si sono seduti tanti allenatori importanti...
"Anche ad Empoli era così. Allenatori bravi ce ne sono e gli allenatori bravi passano da società serie che fanno bene. A Sassuolo sono in una società che ha fatto bene in questi anni e che ha valorizzato allenatori. Per me non è un problema ma è uno stimolo ma l'orgoglio finisce perché poi si va sul campo. Si cerca di rispettare il lavoro fatto prima e saremo noi, io e il mio staff, a doverci mettere a disposizione dei giocatori".
Ha detto che l'obiettivo è la continuità, ma anche dal punto di vista tattico. Ha in mente qualche pedina da portare qua?
"Il sistema di gioco vedremo. L'idea è quella di dare continuità, sarebbe folle pensare di cambiare in partenza, poi dopo non lo so, non chiudo le porte a niente. Alessio Dionisi non è il mister del 4-3-1-2, non l'ho mai pensato, fino a qualche anno fa non mi piaceva per niente quel sistema, se mi avessi chiesto due anni fa quel sistema di gioco non mi piaceva. Vorrei allenare i giocatori che fanno parte del Sassuolo Calcio e così sarà".
Quanto è stato vicino alla Sampdoria in questi mesi? A Venezia già giocava da Serie A: dove si è visto il suo miglior calcio? Mi dà una sua definizione del bel calcio?
"Dionisi e il Sassuolo si sono incontrati, si sono innamorati e si sono sposati. Negli innamoramenti ci sono dei mezzi ripensamenti, avvicinamenti, la Sampdoria è stato questo. Speravo che il Sassuolo riuscisse a trovare un accordo con l'Empoli e tutto è andato bene. Sul bel gioco dico che non credo nella definizione il mio calcio, il suo calcio. Io credo che l'allenatore debba essere credibile con i giocatori e valorizzare il materiale umano a disposizione. Salernitana ed Empoli sono salite in A, sono state le prime, io avrei rubato qualcosa alla Salernitana perché l'obiettivo dell'allenatore è fare risultati e fare gioco, tra giocare bene e giocare male scelgo il primo, ma chi non lo farebbe? Il mio miglior calcio? Speriamo il prossimo".
Ti vedi a lungo su questa panchina?
"Il mio obiettivo è non far ricredere le persone che hanno puntato su di me. L'allenatore è abbastanza ballerino da solo, lo sono già su questa sedia che mi muovo continuamente. Non sono stato un grande giocatore ma ho cambiato 3 squadre. Ho allenato squadre sempre migliori l'anno successivo, è difficile perdere queste opportunità per un allenatore. Per me Sassuolo è una grandissima opportunità, poi sta a me meritarmela. Per la continuità dovresti chiedere ai dirigenti, scelgono loro".
Questi cambiamenti riflettono il suo carattere, magari irrequieto?
"Andiamo sul personale, non sono irrequieto. Poi magari usciamo e mi conosci meglio. Come persona non sono alla ricerca sempre dell'opportunità migliore. Come ho già detto prima non mi va di andare a parlare di cose successe o rispondere ad affermazioni fatte, mi limito a ringraziare chi mi ha scelto e mi ha dato la possibilità di essere qui, non solo il Sassuolo ma anche le persone degli altri club. Poi voi dovete scrivere e dovete fare polemica ma non sono irrequieto e non sono alla ricerca di chissà che cosa. Sono una persona abbastanza equilibrata e spero di dimostrarlo".
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In mattinata il primo allenamento al Filadelfia, a breve la presentazione ufficiale ai media: Ivan Juric pronuncerà le prime parole da allenatore del Torino dopo l'ufficialità data dal club lo scorso 28 maggio, al suo fianco ci sarà anche il presidente Urbano Cairo. L'inizio della conferenza stampa è previsto alle ore 15 presso lo stadio Olimpico Grande Torino, su TuttoMercatoWeb.com potrete seguire la diretta testuale dell'evento.
Ore 15.37 - Prende la parola Ivan Juric
Qual è il suo obiettivo e le prime sensazioni?
"Quando fai due anni come il Toro, vuol dire che ci sono problemi vari. Devi partire da questo, non devi illudere: si parte per migliorare e portare un calcio propositivo e aggressivo, facendo passi in avanti. Adesso dire un obiettivo non ci sta".
Che etichetta le piace di più?
"A Verona abbiamo fatto un decimo e un nono posto, valorizzando i giocatori. Ed è una cosa bellissima"
Come mai la scelta del Toro?
"C'era sensazione di capirsi e avere idee simili. E' una rosa da 10-12 giocatori da 96 in su, che possono fare meglio. La rosa migliorerà, Vagnati cercherà giocatori con queste caratteristiche per lavorare al meglio. Vedo prospettiva, è uno stimolo per far crescere la società e migliorarsi. Sicuro che il presidente sarà presente, qui possiamo creare qualcosa: è ciò che mi ha spinto ad accettare"
C'è qualche incedibile?
"Voglio capire quali fossero le problematiche, so che in questo gruppo c'è gente valida e altri li devo valutare. Voglio creare lo spirito giusto, il ritiro servirà a questo. Ho già idee, posso dire Bremer, Buongiorno, Sanabria e Mandragora. C'è chi può fare meglio e chi deve liberarsi, dobbiamo portare freschezza e valori nuovi. Questi saranno i miei leader, c'è gente giusta"
Belotti?
"E' un top player, anche per il suo modo di fare calcio. L'ho detto al Gallo, quello degli ultimi sei mesi non mi è piaciuta. Valuterà lui, sceglierà lui se è il momento di cambiare o se mi viene a dire che è il mio capitano e viene a fare la battaglia con me. Ho notato un po' di saturazione e non di grande allegria, ci sta nel calcio. Questo è da valutare noi, vogliamo prendere una strada e non c'è posto per gente non contenta. Nell'ultimo anno non è stato il solito Gallo, non so perché: cosa è cambiato da arrivare in Europa a lottare per la salvezza?"
Dobbiamo aspettarci una rivoluzione?
"C'è una parte della rosa, in cui metto dentro anche Singo, Vojvoda e Aina, già valida, e poi dobbiamo mettere dentro tre o quattro elementi. Magari Vagnati trova qualche giovane, poi in tanti giocavano al di sotto delle loro potenzialità. Tocca a Vagnati trovare i giocatori ideali".
Qual è l'evoluzione che vuole vedere nel suo Toro?
"Voglio giocare con meno paura e con spirito diverso, affrontando le gare attaccando. Lo abbiamo fatto all'Hellas, mi sono fatto un film per questi prossimi tre anni: ci saranno giornate storte, ma si vedrà la nostra identità. E vogliamo vincere su ogni campo. Dobbiamo cercare di costruire un pezzo alla volta: io devo dare un segnale, sono convinto che il presidente vedrà le cose che ho in testa. L'esempio? Tutti pensano all'Atalanta: hanno un grande settore giovanile, poi Gasperini ha portato grande mentalità. Voglio creare un Toro forte: subito è impossibile, ma subito serve un segnale. E negli miglioreremo".
Quali saranno le gerarchie in porta?
"Savic titolare, Berisha secondo"
Che tempi immagina per i rinforzi?
"Io non esigo, non dico di prendere questo o quello. Abbiamo idee chiare su ciò che serve, ma se non succede non muore qualcuno. Non c'è perfezione di tutto, anche a Verona ci siamo adattati. Serve lo spirito di adattamento, la voglia di fare sopperisce alle mancanze. Adesso voglio vedere tutti, anche chi non ha fatto bene, poi dopo avremo una percezione migliore delle cose. Poi affronterò l'argomento per non sbagliare. Il peggio è prendere qualcuno e sbagliare, bisogna essere sicuri su chi prendere. Anche l'anno scorso hanno speso soldi e se succede anche con me, faccio una festa. Tra Sanabria, Mandragora e tutti gli altri...io non sono abituato a questo lusso. Serve gente giusta, al momento mi fido. Poi vediamo"
Che caratteristiche devono avere i suoi trequartisti?
"Posso giocare 2-1 o 1-2 in attacco, dipende anche dall'avversario. Fanno la differenza saltando l'uomo e con capacità di tiro, ti danno qualcosa in più. Puoi funzionare in difesa e a centrocampo, ma là davanti servono giocatori con queste caratteristiche"
Ha fatto richieste di giocatori già avuti in passato?
"Non ho chiesto nessuno, non credo nemmeno che lo farò. Non ho chiesto nessuno dell'Hellas, nella mia testa non c'è questa idea. Può succedere di tutto, ma in questo momento no".
Ore 16.36 - Termina la conferenza stampa di Juric
Ufficiale De Paul all'Atletico Madrid
Calciomercato Empoli, ufficiale: dal Cagliari Vicario in prestito
Per il portiere trasferimento a titolo temporaneo con diritto di riscatto
EMPOLI - L'Empoli, attraverso un comunicato apparso sul proprio sito web, ha annunciato "di aver raggiunto l’accordo con il Cagliari Calcio per l’acquisizione a titolo temporaneo con diritto di riscatto del diritto alle prestazioni sportive di Guglielmo Vicario". Nato a Udine nel 96 Vicario è cresciuto tra Donatello, Bearzi, Comor Calcio e Ancona Udine, nel 2013 entra nel settore giovanile dell’Udinese. Gioca poi con il Fontanafredda, in Serie D, poi nel Venezia, vincendo da titolare il campionato di D. Resta in arancioneroverde fino all’estate del 2019, quando viene acquistato dal Cagliari che lo cede in prestito al Perugia, in B. nell’ultimo campionato ha giocato con la maglia del Cagliari, esordendo in A contro l’Inter.
Giornata importante per la Lazio, che si prepara ad accogliere Felipe Anderson. Intorno alle 12 l'esterno brasiliano dovrebbe atterrare a Roma, pronto a iniziare la sua seconda avventura in biancocelesti. L'accordo col West Ham è stato trovato per 3 milioni di euro più il 50% sulla futura rivendita.
Venduto a 38...caspita se è bravo Tare.
capolavoro
Sergio Ramos: "PSG grande club. Non esulterei mai contro il Real"
Le prime parole parigine dell’ex capitano del Real: "Vengo in una squadra ideale, quella in cui volevo essere"
Sergio Ramos ha rilasciato le sue prime dichiarazioni alla stampa spagnola da nuovo giocatore del Paris Saint-Germain. "Ho vissuto una tappa meravigliosa a Madrid e conservo tutta la bellezza dei momenti che ho passato lì. È stato triste lasciare una casa che ti ha dato così tanto. Ho preso la decisione di venire al PSG, una squadra con un progetto che è una realtà - afferma - Mi piacciono le sfide, continuo a mantenere quella motivazione di continuare a vincere. Vorrei poter fare bene come a Madrid. Conservo ricordi incomparabili e unici. Vengo in una squadra ideale, quella in cui volevo essere".
L'ex capitano del Real Madrid ha firmato con il club francese un contratto di due anni fino al 2023. Arrivato a parametro zero, dopo il mancato rinnovo con il Real, nella quale ha militato per ben 16 anni. Per quanto riguarda la possibilità di giocare in Champions League contro il Real dice: "Azzardato dirlo. Penso solo a giocare ai massimi livelli e a contribuire con la mia esperienza". Di una cosa però è certo: "Non festeggerei mai un gol contro il Real. Perché è la mia famiglia ed è nel mio cuore. Meritano rispetto".
Quando gli viene chiesto del futuro di Kylian Mbappé, nuovo compagno al PSG, replica: "Da giocatore del PSG, vorrei che resti. Mi piace giocare con i migliori e Mbappé è uno di loro"
Che ammasso di banalità
Messi se lo taglia.
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apperò 5 anni di contratto gli danno...
leggo anche che Griezmann torna all'Atleti :o
Può sfondare la soglia psicologica dei dodici palloni d'oro.
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La questione Arnautovic prosegue: nonostante la certezza di Mihajlovic e Sabatini, l'austriaco ancora non è rossoblù. La situazione con il club cinese è ancora in stallo, con il nodo buonuscita che ancora non sembra sciogliersi.
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Anche il coordinatore dell'area tecnica rossoblù è sembrato smorzare i toni nelle ultime dichiarazioni: "Arnautovic ancora non l'abbiamo preso, vediamo quello che succede nelle prossime settimane". L'operazione presumibilmente non accorcerà i suoi tempi, anche se il fratello-agente Danijel è in continuo contatto con le parti in causa. A Casteldebole giurano che al momento il piano B resta nel cassetto, ma per capire la serenità di Sinisa Mihajlovic si dovrà aspettare i primi allenamenti a Pinzolo. Anche in ritiro, tutti i riflettori restano su Marko Arnautovic.
Fonte-Carlino
L'Adana Demirspor di Balotelli ha preso pure Lucas Castro (dal Fatih Karagümrük).
Poggi: "Giovinco e Farias eccezionali, ma non rientrano nei programmi del Venezia"
Giovinco e Farias sono nomi fattibili? E' domanda a cui ha risposto, nel corso di una intervista rilasciata a 'Trivenetogoal', il responsabile dell’area tecnica del Venezia Paolo Poggi: “Facendo una premessa ed esprimendo un mio pensiero totalmente personale, sono due giocatori di altissima qualità. Giovinco soprattutto nei primi due anni nella MLS ha dimostrato di essere un giocatore eccezionale, Farias è un ottimo giocatore, ma non rientrano nei nostri programmi. Siamo indirizzati su scelte diverse”, ha detto.
Ben White vicino all'Arsenal: affare da 58 milioni
I 'Gunners' hanno chiuso per il difensore classe 1997 quest'anno al Brighton. Il calciatore dovrebbe sottoporsi alle visite mediche il 26 luglio.
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Dopo i primi due tentativi non andati a bersaglio, il terzo sembra aver sortito gli effetti sperati. L’Arsenal ha sbloccato la trattativa che porterà ad Emirates il difensore del Brighton Ben White.
L’accordo tra i due club è maturato sulla base di un trasferimento che porterà nelle casse dei ‘The Seagulls’ una cifra monstre da 58 milioni di euro. Respinte al mittente le prime proposte fatte pervenire dal club allenato da Mikel Arteta.
Il Brighton, infatti, aveva detto ‘no’ alla prima offerta da 48 milioni di euro, senza vacillare nemmeno di fronte al rialzo da 55 milioni di euro. La trattativa, che sembrava in piena fase di stallo, è proseguita a fari spenti durante la rassegna di Euro 2020 e nelle ultime ore è stato raggiunto un principio d’accordo tra le parti.
Il difensore centrale, già entrato nel giro della nazionale di Gareth Southgate, è reduce da una stagione più che positiva con il Brighton, basti pensare che in Premier, quest’anno, ha giocato 36 partite su 38. Quelle che verranno, salvo imprevedibili colpi di scena, le giocherà con la maglia dell’Arsenal.
Il centrale britannico attualmente si trova in vacanza e dovrebbe far rientro in quel di Londra il 26 luglio, prima data utile per sostenere le visite mediche e mettere nero su bianco la nuova avventura con la maglia dell’Arsenal.